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Figure e percorsi dell'antropologia culturale

Introduzione

La storia dell'antropologia è storia di idee e di persone che hanno faticato a darsi un nome, un ambito di interesse, un vocabolario (Tylor definisce in modo democratico e plurale la cultura, Morgan parla della lega degli Irochesi paragonandola all'organizzazione della gens romana, ...), un linguaggio (de-costruzione del linguaggio ereditato per acquisirne di nuovi e più funzionali) e delle categorie interpretative. I percorsi dell'antropologia sono stati molteplici (es. famiglia, oggetti, idee, credenze, miti, tabù, maschere, riti, malattie, arte, ...) e diversificati:

  • Abbandonati e poi ripresi (es. totemismo: iniziato con Durkheim e Levi-Strauss ripreso da Descola)
  • Non hanno dato i frutti sperati (es. strutturalismo vs. creatività del singolo)
  • Consegnati a scienze diverse
  • Frastagliati e ramificati (es. ruoli maschili e femminili ➝ costruzione sociale del genere, subordinazione della donna, ...)

Rimangono fisse le monografie sulle culture di cui si è fatta esperienza. Nel testo si prediligono autori che si sono posti domande nuove e che hanno elaborato un paradigma nuovo per rispondere a quegli interrogativi consci del fatto che l'antropologia è una disciplina complessa e ricca.

1. Alle origini

1896: istituzione della prima cattedra universitaria di antropologia sociale in Inghilterra (Tylor). Prima del 1896, la diversità era percepita, descritta e raccontata ma non problematizzata.

  • Es. Erodoto e Tacito descrivono gli usi e i costumi dei Germani ➝ antesignani dell'antropologia
  • Es. Marco Polo, i Compagni di Gesù, ... attraverso i loro racconti di viaggi, esplorazioni e commerci portano alla luce le differenze

Le grandi tradizioni culturali e religiose si confrontano con l'alterità ➝ antropocentrismo cristiano (= l'uomo deve sottomettere la terra e tendere alla salvezza ➝ l'umanità è da costruire, non da scoprire) messo in discussione da due eventi:

  1. Scoperta-conquista delle Americhe nel 1492 (∞ equivoci geografici, linguistici e politici) ➝ dibattito di Valladolid tra Sepulveda (conservatore) e De Las Casas (illuminato) su: autorità dei testi sacri, morale cristiana, concezione teologica sulla bontà della creazione divina e legittimità o meno degli spagnoli di conquistare e ridurre a schiavitù gli indigeni. Requerimiento (1512) dichiara la sovranità politica e spirituale della Spagna sul Nuovo Mondo, invita gli indigeni a sottomettersi e giustifica qualsiasi guerra dopo il rifiuto di sottomissione ➝ consolidamento convinzioni erronee ed etnocentriche
  2. Sbarco a Goa in estremo oriente nel 1542 ➝ ammirazione per i costumi, la storia millenaria, il pensiero confuciano, ... ➝ studio della lingua e delle tradizioni cinesi/giapponesi

Stocking: la scienza antropologica nasce dall'illuminismo (universalità della ragione e relatività dei costumi), la filosofia morale e storia naturale ∞ darwinismo ➝ scienza autonoma che rilegge e rielabora criticamente tutti i contributi sulla condizione umana (= suo oggetto di studio), sulla diversità dei costumi, sulla storia dei progressi, sulla civiltà e sulla convivenza.

1.1. Las Casas, antropologo ante-litteram

Cristoforo Colombo con la sua spedizione (12 ott. 1492) pensava di poter sbarcare in India per via marittima occidentale ma sbarca nelle Americhe (terra inaspettata) e incontra gli indigeni (gente inaspettata) ➝ erano uomini, animali o selvaggi? Questi interrogativi vengono surclassati dall'avidità e dal desiderio di appropriarsi dei tesori e delle ricchezze.

Bartolomeo de Las Casas (Siviglia 1484):

  • Era a bordo delle imbarcazioni per la seconda spedizione
  • Diventa encomendero (annunciatore del vangelo e in cambio del suo servizio di evangelizzazione poteva sfruttare gli indigeni)
  • Nel 1507 diventa sacerdote
  • Nel 1511 assiste ad un sermone di Antonio de Montesinos (vs. sfruttamento, vs. encomenderos) ha una prima conversione che lo spinge a rinunciare ai suoi privilegi lasciando liberi gli indigeni di cui si occupava
  • Nel 1514 ha la vocazione alla difesa degli indios ➝ impara e comprende la loro lingua, i loro usi, i loro costumi, ... ➝ "difensore degli indios"
  • Nel 1522 entra nell'ordine domenicano e scrive Historia de lo Indios per denunciare la conquista, la schiavitù, la distruzione, il massacro e la decimazione (∞ stragi, malattie, ...) delle Americhe ➝ sdegno nel re di Spagna che abolisce la schiavitù e l'encomienda anche se spesso rimane solo lettera morta nelle mani dei conquistadores
  • Nel 1542 denuncia gli abusi dei conquistadores nella Brevissima relación de la destrucción de las Indias
  • Nel 1547 in Spagna per continuare la battaglia a favore degli indios ➝ nel 1550-1551 a Valladolid ha luogo un dibattito sul tema della guerra giusta, della natura dei popoli indigeni, sulla schiavitù e sulla conversione al cristianesimo tra:
    • Bartolomeo de Las Casas (✓ conoscenza diretta della realtà): gli uomini sono liberi e padroni dei propri atti in quanto creati a immagine di Dio
    • È necessario assumere il punto di vista degli indios per comprendere meglio la cultura (es. idolatria non è l'adorazione delle pietre ma l'adorazione dell'ordinatore del mondo)
    • Ogni elemento va inserito nella sua struttura (relativismo culturale e religioso): ogni essere umano ha una conoscenza intuitiva di Dio, gli uomini adorano Dio secondo le loro capacità, il sacrificio della vita è la più grande prova d'amore verso Dio ➝ forte religiosità degli indios ➝ da teologo ad antropologo delle religioni
    • Juan Ginés de Sepulveda (teologo raffinato da tavolino senza un'esperienza diretta alle spalle ➝ etnocentrismo)

1.2. Quanto sono "selvaggi" gli Irochesi? Lafitau e l'incipiente antropologia

Joseph-François Lafitau (1681-1746):

  • Vive 5 anni in Canada imparando dal confratello Julien Garnier la lingua e i dialetti irochesi
  • Nel 1724 scrive Moeurs des sauvages américains comparées aux moeurs des premiers temps (vs. opere che considerano i popoli indigeni senza cultura, storia, religione, ...) focalizzandosi sul tema delle religioni da due punti di vista:
    • Etnografico finalizzato alla descrizione dei costumi (= modi di essere, fare, sentire e pensare) e all'affermazione di un sapere positivo non banale/superficiale ma dotato di un metodo
    • Apologetico-cristiano per dimostrare come le credenze religiose degli irochesi non siano in contrasto con quelle del cristianesimo (universalità del fatto religioso) e dimostrare l'origine biblica degli stessi (teoria mono-genetica) partendo dalla comparazione tra i popoli amerindi e i popoli mediterranei dei primi tempi dimostra l'origine probabilistica comune ➝ se hanno un'origine comune = Adamo ed Eva, sono stati raggiunti da una rivelazione originale che li rende tutti partecipi ad un destino comune = salvezza.

Es. Uroni e Irochesi (= uomini di bell'aspetto che si rendevano brutti e sfigurati, sensibili ma al tempo stesso attratti dalla guerra, religiosi, abili nell'agricoltura) a confronto con Cretesi, Lacedemoni, Eschimesi, indiani delle praterie e indigeni dell'America del sud su temi come: religione, matrimonio, educazione dei figli, parentela, abitazioni, ornamenti, lavoro femminile, agricoltura, cultura materiale, medicina, riti funebri, lingue, ...

Vs. Voltaire (le somiglianze tra i nativi e gli antichi sono troppo banali) e Giambattista Vico (il cammino dell'umanità è simile e quindi è inutile pensare ad un'origine unica per giustificare le somiglianze) - precursore del relativismo culturale (valutare le culture alla luce delle condizioni in cui si sono sviluppate) e dell'antropologia sociale.

2. Radici del sentire antropologico

2.1. La natura e la cultura, l'uomo e la società

Due domande...

  1. Ruolo del cambiamento nella comprensione dell'umanità:
  2. Giudizio che si deve dare ai costumi contingenti, locali e particolari ➝ l'uomo non esce perfetto dalle mani di Dio ➝ le istituzioni hanno un'origine e un'evoluzione che le rende differenti da popolo a popolo... che corrispondono a due orizzonti teoretici legati all'analisi dell'uomo e alla sua esperienza nel mondo:

Analisi condizione di natura in due sensi:

  • Epistemologico = ricerca dell'essenza e del funzionamento delle capacità umane
    • Giusnaturalismo pragmatico (Ugo Grozio): l'essenza risiede nel diritto naturale
    • Razionalismo (Cartesio): se i costumi sono particolari non ci sono strumenti per trovare l'essenza universale del pensiero ➝ diversità culturale solo nella pratica (ragione dell'uomo > Dio)
    • Empirismo (Locke): il linguaggio è espressione di contenuti innati o frutto dell'operazione mentale di dati derivanti dall'esperienza? (conoscenza = costruzione)
    • Strutturalismo (Kant): bisogna trovare il fondamento naturale alla diversità umana ➝ antropologia = esercizio filosofico per cercare una regola morale universale (vs. egoismo, passioni ed emozioni)

Genealogico = ricerca delle condizioni delle popolazioni prima della civilizzazione ➝ stato di natura = condizione storica precedente alla civiltà che può essere:

  • (+) Rousseau: priva di costruzioni sociali o conflitti ➝ Hender: sono felici solo quei popoli che conservano lo stato di natura
  • (-) Hobbes: condizione dominata da egoismo e aggressività ➝ superare con l'introduzione della proprietà e dello stato ➝ Kant: i popoli sono felici perché possono dominare la natura con la ragione

Civiltà:

  • Montesquieu = società organizzata su leggi razionali (proprietà e governo) e vs. le superstizioni
  • Rousseau = codificazione di un'ingiustizia ➝ contratto = inizio della storia sociale e proprietà = inizio dell'ingiustizia sociale
  • Filosofi moral sense = raggiungimento migliori condizioni di vita materiali ➝ uomo = ragion d'essere della ricerca, principio di trasformazione e fondamento di ogni sapere ➝ i costumi particolari devono essere comparati e poi abbandonati o sono un'occasione di riflessione?
  • Analisi sulle diversità storiche

Montesquieu (Lo spirito delle leggi) relativizza le convinzioni sociali e cerca la genesi delle leggi (sono naturali perché favoriscono la sopravvivenza e perché sono frutto di una consapevolezza che non manca ai "selvaggi") e la loro diversa applicazione. La radice del sentire antropologico è l'illuminismo che, con la sua fede nella ragione e nel progresso, ha stigmatizzato le abitudini non illuminate e ha ampliato il suo ambito d'indagine ➝ antropologia = scienza dell'uomo. Secondo il materialismo (Le Bouvier de Fontanelle, Maillet, Dietrich d'Holbach, Helvetius, Offroy de La Mettrie e De Codillac) tra l'uomo e l'ambiente/storia in cui vive c'è un legame ➝ antropologia =

  • Scienza che studia l'uomo in quanto animale (De Chavannes)
  • Scienza naturale (Diderot e Blumenbach)
  • Deve prestare attenzione alla natura e alla sua trasformazione ➝ due posizioni:
    • Creazionisti: la terra è stata creata (vs. Lyell fautore dell'attualismo)
    • Scettici: la realtà è frutto di un'evoluzione ... diverse teorie:
      • Selezione naturale (Moreau de Maprtuis e Blyth): la trasmissione di caratteri ereditari comporta il passaggio da una specie all'altra
      • Sviluppo progressivo (Lamarck): lo sviluppo è infinito spinta interna all'organismo + condizioni fisiche di vita + incrocio tra forme di vita già esistenti + sviluppo/regresso degli organi
      • + popolazione ∞ + risorse alimentari (Malthus)
      • Società = organismo vivente (Spencer)

3. La costruzione mentale del "selvaggio"

3.1. "Pensare" i primitivi tra degradazionismo e paternalismo

Nel primo '800 l'antropologia non ha né uno statuto epistemologico preciso né una definizione condivisa (es. Pitchard parla di etnologia come scienza delle razze umane e degli studi sulla lingua e sulle caratteristiche culturali dei popoli incivili). I riformatori sociali sono interessati ai selvaggi e fondano istituzioni per abolire la schiavitù e salvaguardare gli aborigeni come:

  • Aborigines Protection Society: vs. violazioni prodotte dagli inglesi in tutto il mondo
  • Ethnological Society of London: studia la varietà del genere umano
  • Royal Anthropological Institute: fondata sul progresso

Tylor: antropologia = scienza del riformatore finalizzata allo sviluppo delle tribù non civilizzate ➝ come comprendere la primitività?

  1. Teoria poligenetica: l'umanità non è unica (Anthropological Society of London) vs. teoria mono-genetica (esiste una sola umanità comune a tutti i popoli)
  2. Degenerazionisti: l'umanità di alcuni popoli può regredire e tornare a stati di primitività (De Maistre, Whately, Williams e Calvert) ➝ il peccato originale macchia ogni uomo ➝ non c'è progresso ma solo regresso, la ragione universale è dettata dalla superbia
  3. Darwinisti: storia come progresso verso forme sempre più elaborate e raffinate

3.2. Evoluzione dell'uomo e progetti di società: da Darwin ai primitivi

Il secondo '800 c'è espansione economica e politica, sviluppo economico e sociale, esposizione coloniale, sviluppo industriale, scoperte scientifiche, sviluppo tecnico e militare, ... ➝ Europa a contatto con le popolazioni selvagge e primitive ➝ curiosità, interesse, tendenza a ritenersi superiori (es. esposizioni universali) e con un compito civilizzatore, ...

Nel 1859 Charles Darwin (On the origin of species by means of natural selection) propone la teoria secondo cui i viventi si evolvono seguendo il potere creatore della selezione naturale (➝ l'uomo deve ricercare i suoi antenati nel mondo animale) e in seguito aggiusta il tiro con la teoria della discendenza con modificazioni secondo cui le specie animali si evolvono a contatto con l'ambiente affinando le loro facoltà ➝ visione aristotelica sulla fissità delle cose (perfette e identiche a sé stesse) visione darwiniana sulla storicità, mutabilità e trasformabilità delle cose (storiche, contingenti e soggette a mutamenti) ➝ i selvaggi sono su un gradino più basso del progresso tecnico, sociale e culturale (➝ i primitivi ci dicono qualcosa sulla nostra origine) ➝ alcuni assiomi:

  • I popoli condividono la stessa origine e la stessa unità psichica (teoria monogenetica)
  • L'idea evolutiva viene applicata nel mondo naturale ed umano
  • Il progresso è cumulazione di elementi materiali, istituzioni e concetti che identifica lo stadio di avanzamento
  • Selvaggi sono su un gradino più basso del progresso tecnico, sociale e culturale (i primitivi sono la nostra origine) ➝ antropologia = tentativo di unificare il sapere sui popoli altri ➝ antropologo = erudito che compila e commenta i dati alla luce di una teoria

4. Dai primitivi si impara

4.1. I sentieri del bosco di Nemi: religione, rito e magia per Tylor, Robertson Smith e Frazer

Evoluzionismo vittoriano partiva da quattro idee:

  • Le società umane devono essere comprese per essere comprese
  • I costumi hanno una loro origine e una loro sostanza
  • La società si evolve in modo lineare e irreversibile
  • Ogni stadio evolutivo è una forma complessa e riconoscibile

Tylor, Robertson Smith e Frazer studiano il pensiero religioso ricercandone la genesi, l'evoluzione (la religione passa attraverso stadi sempre più complessi e raffinati ➝ lo sviluppo è una progressione migliorativa ed efficace) e la definizione:

  • Tylor e Frazer sostengono che la religione serva a spiegare la posizione dell'uomo nel mondo e il suo destino (= fatto intellettuale)
  • Tylor: sostiene la comune unità psichica del genere umano ma crede comunque nell'esistenza di popoli inferiori e superiori
  • In Primitive culture scrive che la cultura (o civiltà) comprende conoscenze, credenze, arte, morale, diritto, costume o qualsiasi altra capacità o abitudine acquisita dall'uomo in quanto membro della società ➝ = insieme complesso e acquisito dall'uomo mediante l'educazione e l'addestramento in progresso
  • Studio delle culture = ricerca percorsi e paesaggi mediante i quali le comunità si organizzano e progrediscono ➝ metodo analitico che presenta la popolazione in tutte le sue dimensioni rendendole adatte alla comparazione (raggruppamenti adeguati comparando il simile col simile)
  • Evoluzionismo religioso: animismo (= credenza nelle anime e negli esseri spirituali, vera religione naturale, forma universale delle religioni, ∞ due dogmi: l'anima sopravvive alla morte del corpo e presenza degli spiriti, no divinità suprema) ➝ politeismo ➝ monoteismo ➝ empirismo (Locke e Hume: religione come risposta erronea a domande giuste)
  • Frazer: sostiene che la religione sia un fatto intellettuale
  • In The Golden Bough. A Study in Magic and Religion scrive che la progressione dell'uomo verso un pensiero razionale sia passata da tre stadi: magia (= tentativo dell'uomo di controllare il mondo, prima forma di pensiero sul mondo, > religione perché poggia sull'idea che esista una concatenazione tra gli eventi ➝ teoria della necessità: il simile procede il simile e le cose che sono state in contatto continuano ad agire l'una sull'altra a distanza) ➝ religione ➝ scienza.

Vs. Wittgenstein (percorsi)

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gretalavanda di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia culturale ed etnologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Casella Anna.
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