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Aggiornamento novembre 2011

“Libertà  è  partecipazione”  (Giorgio  Gaber)

Libertà è partecipazione. Una grande verità ed anche un filo conduttore con il lavoro di studenti venuti prima

di noi. Che con noi hanno in comune, oltre alla voglia di costruire e soprattutto condividere queste piccole

raccolte,   la   grande   partecipazione.   Questa   ed   altre   dispense,   o   “sbobinature”,   sono   infatti   il   frutto   della  

cooperazione e dell'interazione tra numerosissimi studenti che, forse per la prima volta, si sono sentiti

davvero appartenenti ad una CLASSE, intesa come ambiente nel quale non solo si scambiano battute e si

prendono appunti ma dove ci si tende la mano a vicenda e si costruisce qualcosa INSIEME, grazie al piccolo

lavoro di molti. È doveroso precisare che questo è avvenuto anche grazie alla preziosa e faticosa

coordinazione di alcuni operosi studenti che, tra un esame e l'altro, hanno trovato anche il tempo (e la voglia)

da dedicare a questa realizzazione.

Il risultato sono le pagine che seguono. Registrazioni trascritte, ordinate ed impaginate di tutte le lezioni di

una disciplina, appartenenti, a loro volta, ad un progetto più ampio che andrà a comprendere, forse, tutti i

corsi della facoltà di Medicina. Un progetto certamente ambizioso, che non ha però né lo scopo né la

presunzione di rimpiazzare le lezioni frontali ed il rapporto con i docenti. Il rischio di avere tra le mani una

dispensa è proprio quello di credere che si possa evitare di frequentare il corso. Le spiegazioni a voce

in toto

dei professori non corrono di certo il rischio di errori di battitura e rendono più facile capire il reale senso del

discorso e quindi l'apprendimento di concetti, che possono invece venire fraintesi o passare in secondo piano

se posti per iscritto.

Purtroppo però non sempre è possibile frequentare le lezioni. Prima o poi la stragrande maggioranza degli

studenti di Medicina, essendo il carico di studio molto oneroso, è obbligata a fare delle scelte. Quindi ci di

vede costretti a rinunciare a seguire certe materie, tra cui quelle che magari ci affascinano maggiormente.

Il fine di queste dispense è proprio quello di evitare allo studente i numerosi disagi e le preoccupazioni

causati dall'assenza di un approccio diretto alla materia e per supplire alla mancanza di appunti. Si ricorda

che il tutto è senza fini di lucro: le dispense sono disponibili presso la copisteria della biblioteca di Medicina,

la quale è tenuta a venderle a prezzi di stampa ridotti rispetto agli enti privati ed il guadagno è destinato alla

biblioteca stessa (sperando che sia investito per migliorare i servizi agli studenti).

Ci sentiremmo tutti più liberi se il carico di studio fosse meglio distribuito, se materie pesanti non fossero

sovrapposte impedendoci di frequentare entrambe, se le lezioni seguissero le esigenze dello studente e non

del professore e se potessimo effettivamente vivere l'Università come luogo di confronto e dibattito,

fondamentali almeno quanto lo studio sui libri. Nonostante tutto, il nostro percorso di studenti di Medicina è

reso più sopportabile dalla consapevolezza di essere tutti 'sulla stessa barca' e, come diceva Cicerone, 'mal

comune mezzo gaudio'. Grazie tanta partecipazione e a qualche ora passata a sbobinare siamo riusciti,

almeno si spera, a trovare e a far trovare un minimo di libertà in più. Il gruppo SonsOfAmos

Realizzata da:

Alessandra, Alessandro Sp., Alessandro St. Alfredo, Andrea, Annalisa, Chiara, Clarissa, Gerardo,

Gianmarco, Lorenzo, Matteo, Pierluigi, Riccardo, Roberto, Serena, Tommaso, Velia Marta, Zoe.

Introduzione e cenni istologici – Prof. Vitale

Introduzione e cenni istologici

Introduzione storica sulla neuroanatomia

Questo signore è Eric Kandel, premio Nobel della medicina (2000) per le neuroscienze; ha scritto

un   libro   famosissimo   di   neurofisiologia   “PRINCIPI   DI   NEUROSCIENZE   E.   R.   Kandel,   J.   H.

Schwartz”.  Questo  per  dirvi che anche un neuroanatomofisiologo può essere contento, soprattutto

il giorno in cui prende il Nobel... non volevo dirvi questo, ma che la rilevanza delle neuroscienze

all'interno del panorama medico scientifico è molto grande.

Questo è Camillo Golgi e questo è Santiago Ramón y Cajal, hanno preso il nobel insieme (1906)

ma hanno litigato per tutta la vita scientifica. Tutti e due come sapete dall'istologia hanno inventato

delle colorazioni per colorare il tessuto nervoso, in particolare i neuroni e i loro prolungamenti. La

base fondamentale delle nostre conoscenze neuroanatomiche e neurofisiologiche le dobbiamo a

questi. La possibilità di visualizzare i neuroni e i loro prolungamenti ha rappresentato l'innesco

reale delle neuroscienze intese nel senso moderno. Prima le neuroscienze erano sostanzialmente,

quel poco che c'era di neuroscientifico, un derivato della patologia neurologica con le derivate

inferenze sul funzionamento neuronale. A tutt'oggi si imparano lezioni di scienze di base

dall'osservazione e dalla comprensione dei fenomeni patologici.

Cajal e Golgi avevano due interpretazioni diverse di quello che vedevano: Golgi era convinto che i

neuroni non fossero connessi per sinapsi ma che fossero un continuum di reti neuronali senza

soluzione di continuità; Cajal invece ha immaginato la necessità di connessioni anche se non

erano morfologicamente visibili.

Questo è Charles Scott Sherrington, il fondatore della neurofisiologia, ne sentirete parlare. Sono

famosi i gatti di Sherrington, usati come animali di laboratorio. Moltissime delle notizie di

neurofisiologia che a tutt'oggi noi abbiamo, su cui si è sviluppata la neurofisiologia moderna,

derivano da questo signore.

John  Carew  Eccles,  uno  dei  fondatori  dell’istofisiologia  neuronale. Quello a cui si deve molto per le

conoscenze sui potenziali d'azione, eccitabilità neuronale e così via.

Poi andiamo sul più medico: la tac, inventata da Allan Cormack, ha avuto una rilevanza

importantissima anche sullo studio del sistema nervoso. La risonanza magnetica, Peter Mansfield.

Fra le metodiche di indagine morfologiche la tac evidenzia meglio l'osso, la risonanza evidenzia

bene i tessuti molli. Quindi evidentemente queste cose sono state non per fini diagnostici, ma per

fini di studio, indispensabili per la visualizzazione reale delle strutture anatomiche nel vivente.

Tutto quello che diremo deriva da una storia nobilissima di cervelli che hanno dedicato gli anni

della loro vita allo studio.

Sistema nervoso centrale e sistema nervoso periferico

Distinguiamo nell'ambito del sistema nervoso, dal punto di vista meramente anatomico, due

porzioni: il sistema nervoso centrale e il sistema nervoso periferico.

1

Quando dico quelle cose che io considero delle banalità mi sentirete accelerare un po' perché mi

vien un po' di fregola di andare avanti. Se qualcuno sta registrando per favore emendate le

sbobinature da qualche piccolo deragliamento che in genere ho. Se però quando accelero non

capite, fermatemi.

Il sistema nervoso centrale, il nevrasse, è costituito dalle porzioni del sistema nervoso contenute

nel canale del midollo spinale e nel cranio, cioè l'encefalo. Quest'ultimo a sua volta è costituito da

una porzione assile che fa seguito all'interno del cranio oltre il grande forame occipitale che come

ricorderete è situato in corrispondenza al foro dell'atlante, immediatamente al di sopra. Quindi il

midollo senza soluzione di continuità trapassa nella porzione assile dell'encefalo che si chiama

tronco dell'encefalo. Che vedremo è costituito da tre porzioni (tutte queste porzioni sono

appoggiate  con  la  loro  faccia  anteriore  al  clivus  dell’occipitale  per  intenderci): quella che fa seguito

immediatamente al midollo in alto oltre il gran forame occipitale, il bulbo, poi il ponte e il

mesencefalo. Questa porzione del cervello, dell'encefalo, sostanzialmente cilindrica sta dentro al

cranio e fa seguito cranialmente al midollo spinale. Non esiste soluzione di continuità, non esistono

interruzioni fra queste strutture, anzi fra le strutture del sistema nervoso centrale non esistono

interruzioni. Sono tutte strutture in continuità fra di loro e in collegamento fra di loro. Anzi eventuali

interruzioni per motivi patologici quindi lesioni della continuità fra queste strutture provocano

conseguenze patologiche anche molto gravi. Intorno posteriormente al di sopra e al davanti del

tronco  dell’encefalo  si  sviluppano  le  altre  strutture  che  si  chiamano per questo motivo sopra assiali

se considerate la porzione assile del SNC come   il   midollo   e   il   tronco   dell’encefalo   perchè

sostanzialmente sono cilindriche; le porzioni sovrassiali sono costituite da tutto il resto,

dall’encefalo  quindi dal cervello con i suoi due emisferi, con la parte superficiale, profonda e così

via e dal cervelletto che occupa la fossa cranica posteriore.

I nervi

Sia  dall’encefalo  e  particolarmente  ma  non  esclusivamente  dal  tronco  dell’encefalo,  sia dal midollo

spinale   quindi   in   definitiva   dall’intera   porzione   assile   del   SNC più qualcosina anche al di fuori di

esso originano i nervi. I nervi di fatto sono fasci di assoni che raccolti tutti assieme in grande

numero collegano il SNC alla periferia somatica. Sia essa periferica somatica o viscerale. Quindi

tutti i distretti corporei, di fatto, sono raggiunti da un’innervazione.   L’insieme   di   tutte   queste  

strutture che abbandonano il SNC per portarsi in periferia sia agli organi sia alla cute sia

all’apparato  muscolo  scheletrico  ecc....  tutto  questo  insieme  di  nervi  ed  altre  strutture  anatomiche  

dove avvengono sinapsi fra neuroni in periferia, si chiama sistema nervoso periferico. Dunque il

SNC è il nevrasse, SNP è   l’insieme   dei   nervi   e   delle   altre   strutture   nervose   che   perifericamente  

abbandonano il SNC collegando alla periferia somatica e viscerale. I nervi si chiamano, a seconda

della loro origine, craniali se  originano  dal  tronco  dell’encefalo  o  dal  cervello,  spinali  se  originano  

dal midollo. Credo che sia abbastanza ovvio per tutti quanti immaginare come la nostra periferia

somatico/viscerale è collegata al SNC tramite la sua innervazione e questa innervazione, cioè

fasci di assoni, trasporta l’impulso   nervoso   evidentemente   sia   in   una   direzione   che   nell’altra,   nel  

senso che avremo fibre nervose (quando dico fibre nervose intendo assoni, prolungamenti di

neuroni) che trasportano in direzione centrifuga l’impulso, cioè dal nevrasse verso la periferia (ad

esempio contraggo il flessore comune delle dita: è chiaro che è uno stimolo volontario che parte

da certe aree e fa una certa strada e arriverà alla muscolatura per fare ai gruppi di muscoli che mi

permettono di flettere le dita).   D’altra   parte   è   evidente   che   se   io   stimolo   la   cute   del   palmo   della  

mano ho una sensibilità e in questo caso questa sensibilità viene raccolta da dei recettori e viene

trasportata al SNC che  poi  la  gestisce.  E’  evidente  che  la  direzione  di  conduzione  dell’impulso  in  

2 Introduzione e cenni istologici – Prof. Vitale

questo caso è opposta alla precedente (= centripeta). Avremo in questo caso fibre afferenti o

sensitive e nel caso precedente fibre efferenti.

Riprendiamo il discorso delle colorazioni,  con  un  proverbio  intraducibile:  “il  guadagno nello studio

del cervello  sta  nella  colorazione”.  Vedete  la  sostanza  di  Nissl  con  i  coloranti  basici,  i  filamenti  con  

impregnazone argentica, i neuroni globalmente, cioè pirenofori, dendriti e assone con il metodo di

Golgi. Ve le ricordo soltanto perché poi diamo per scontato che vengono utilizzate per lavorare sul

SN. Voi sapete  dall’istologia  che  gli  assoni  dei  neuroni  possono essere rivestiti da una guaina che

prende il nome di mielina che modifica la conduzione dell'impulso neuronale. Bene, la guaina

mielinica è colorabile di per sè, cioè la mielina è colorabile di per sè con una serie di coloranti e

questo è abbastanza importante perchè se uno vuole seguire delle vie di connessione mieliniche

colora la mielina e le segue. Tenete presente che la mielina è estremamente rilevante dal punto di

vista patologico e neuropatologico perchè le malattie demielinizzanti occupano un capitolo

estremamente rilevante della neurologia. E ovviamente si possono colorare anche le sinapsi che

non è inutile. 3

Classificazione dei neuroni

Dal punto di vista puramente morfologico quando uno immagina un neurone penso che,

nell'immaginario collettivo, correggetemi se sbaglio, sia questo: un tipico neurone multipolare con i

suoi prolungamenti perisomatici che si chiamano dendriti e il suo assone o neurite, il quale a sua

volta può essere più o meno lungo e, sia che sia mielinico o amielinico, abbastanza

invariabilmente si sfiocca alla sua estremità dando origine a tante terminazioni assonali, le quali

poi fanno il loro mestiere, cioè prendono completamento con qualcosaltro. Il qualcosaltro che c'è a

valle può essere un altro neurone e qui parleremo di sinapsi; se non è un neurone parleremo di

terminazioni assonali di varia natura, per esempio parleremo di giunzioni neuromuscolari o quello

che volete.

Però è evidente che i neuroni non sono tutti così. La morfologia dei neuroni ha parecchio a che

vedere con la loro funzione, nel senso che la connessione stretta fra morfologia e funzione si vede

nel SNC già a livello citologico: per esempio un neurone dello strato intermedio della corteccia del

cervelletto, che è la cellula di Purkinje, ha una morfologia che è diversa da un tipico neurone

4 Introduzione e cenni istologici – Prof. Vitale

multipolare qualsiasi, soprattutto per quanto riguarda l'arborizzazione dendritica, e questa

caratteristica, cioè avere i dendriti così e non in un altro modo è cruciale per il funzionamento della

cellula di Purkinje e della corteccia del cervelletto. Percui se non fossero fatte così noi per esempio

difficilmente riusciremmo, per esempio, a mantenere l'equilibrio mentre camminiamo. Quindi non

sono faccende irrilevanti dal punto di vista pratico.

Questo è un neurone piramidale, per esempio di un certo strato, lo strato IV della corteccia

cerebrale, è fatto così, ha certe dimensioni, assolve a certe funzioni nell'ambito della

multistratificazione neuronale della corteccia.

Questo è un neurone raro nel nostro organismo, è bipolare, ha un prolungamento di natura

dendritica e un unico prolungamento di natura assonica.

Molto frequenti invece sono questi neuroni pseudounipolari che derivano dal punto di vista

embriologico dai neuroni bipolari in cui l'origine dell'assone e l'origine del dendrite migrano in

prossimità l'una dell'altra, accostandosi, e sembrano, ma non sono, fuse fra loro. Gangli sensitivi di

tutti i nervi spinali e cranici contengono neuroni di questo tipo. Sono dunque molto abbondanti nel

nostro SNC e capiremo per quale motivo sono fatti così.

(Vitale indica su una diapositiva le componenti citologiche di un neurone)

Voi sapete tutto sui componenti del citoscheletro del neurone e in particolare dell'assone. I

neurofilamenti sono critici per il mantenimento della forma. Capite che se i pirenofori stanno nella

sostanza grigia nella regione lombosacrale del midollo spinale e gli assoni vanno dentro al nervo

grande ischiatico il quale entra nel plesso lombosacrale, fuoriesce dal bacino attraverso il grande

forame ischiatico, decorre nella loggia posteriore della coscia, arriva al poplite, si divide nei sui

rami terminali, vedremo quali, e vanno a innervare per la parte sensitiva e per la parte motoria il

piede. Io sono alto 1,85, i pirenofori di quei neuroni dell'adulto stanno circa qua (indicando un

punto della schiena più in alto della porzione lombare), perchè il midollo è più corto nell'adulto

rispetto alla lunghezza della colonna (quindi la regione L2 L3 si trova molto più in alto delle

vertebre L2 L3), partono gli assoni e li seguite lungo il loro percorso fino alla punta del piede: 1

metro e passa. Allora mantenere la forma, la struttura fisica del neurone e dei suoi prolungamenti

è un fattore critico per conservare il suo funzionamento, come peraltro è tipico di tutte le cellule

differenziate. Allo stesso modo, quanto più o meno lungo potete immaginare un assone, in ogni

caso il pirenoforo è da poco lontano a molto lontano, rispetto alla terminazione assonale. Alla

terminazione assonale (voi sapete tutto delle sinapsi), all'espansione finale di una delle

ramificazioni dell'assone succedono parecchie cose. Cioè la sinapsi è un luogo funzionalmente

complesso e critico per la trasmissione del segnale da un neurone all'altro. Allora bisogna che ci

siano (e che ci siano portate) delle vescicole di neuromediatore, bisogna che ques

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher d3f5b1c6ecc27d886f4dd924a8c4a0d4eeb62327 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Onori Paolo.
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