RIASSUNTO PROTEZIONE DELLE CULTURE
ORNAMENTALI DAI FITOFAGI
Quello degli A è il phylum più ricco di taxa e che conta il maggior numero di organismi viventi
RTHROPODA
(comprende circa i ¾ delle specie animali, la maggioranza costituita da insetti). Tradizionalmente sono
riconosciuti quattro subphyla.
Chelicerata : Maggior parte terrestri, con cheliceri e pedipalbi, privi di antenne.
Classe arachnida: Organismi generalmente terrestri senza antenne, che respirano per mezzo di polmoni a
libro e di trachee. Comprendono scorpioni, ragni, acari, zecche e simili. Corpo diviso in cefalotorace ed
addome, presenti 4 paia di zampe.
Myriapoda . Artropodi terresti o acquatici, con appendici uniramose di cui 1 paio di antenne, 1 paio di
mandibole, 1 o 2 paia di mascelle.
Classe Chilopoda: (centopiedi) un paio di zampe ogni segmento. Corpo più appiattito, carnivori, vivono nella
lettiera. Il primo segmento del tronco porta un paio di forcipule con ghiandole velenifere.
Classe Diplopoda: (millepiedi) due paia di zampe ogni segmento. Vivono nella lettiera, si alimentano di
sostanze vegetali (talvolta urticanti).
Classe Symphyla: (centopiedi dei giardini) un paio di zampe per segmento, simili a centopiedi ma più piccoli
e traslucidi. Vivono nel terreno, si nutrono di sostanza vegetale in decomposizione.
Crustacea . Organismi generalmente acquatici, provvisti di due paia di antenne, un paio di mandibole ed
almeno 5 paia di zampe, respirano per via cutanea o per mezzo di branchie. Comprendono aragoste,
gamberi, granchi, porcellini di terra (isopodi) e molti altri (cirripedi, anfipodi, copepodi).
Hexapoda . Artropodi con 3 paia di zampe.
Classe Insecta: Corpo suddiviso in capo, torace, addome, presenza di 6 zampe.
Motivi del successo degli insetti: abilità nel volo (ricerca di cibo – habitat – partner, fuga dai nemici,
dispersione nell’ambiente), adattabilità (colonizzano qualunque habitat che vada dai -50 ai 40°C),
dimensioni del corpo (adattabilità, richiede poco cibo, facile protezione da nemici, facilità di trasporto),
esoscheletro (unisce forza, rigidità e flessibilità), resistenza al disseccamento (cuticola cerosa, spiracoli con
chiusure, intestino riassorbente), respirazione tracheale (maggior efficienza, permette un metabolismo più
intenso), metamorfosi completa (forme giovanili ed adulte possono occupare nicchie ecologiche diverse),
rapidità moltiplicazione (breve ciclo biologico, grande potenziale riproduttivo), categorie trofiche (in grado
di sfuttare qualsiasi materiale organico: fitofagi, ematofagi, entomofagi, humifagi, coprofagi, micofagi,
saprofagi, necrofagi). Bruschi Pietro
LE REGIONI MORFOLOGICHE
Gli insetti si dividono in tre regioni morfologiche ben distinte, formate da vari segmenti, o uriti: capo (6
uriti, può avere diverse posizioni rispetto al torace e quindi essere 180°, 90°,
PROGNATO IPOGNATO METAGNATO
45° o 225°), torace (3 uriti), addome (10+1 uriti).
EPIGNATO
Capo: Il capo degli insetti è formato da 6 uriti, consta di una parte frontale, due laterali ed una posteriore.
La parte frontale è costituita da: , e , , , ,
FRONTE OCCHI SEMPLICI COMPOSTI ANTENNE CLIPEO PERISTOMA LABBRO
. Le parti laterali sono formate essenzialmente da due zone ben distinte: la parte superiore detta
SUPERIORE
e la parte inferiore chiamata . La parte posteriore comprende il ed il -
TEMPIA GUANCIA FORO OCCIPITALE POST
.
OCCIPITE
Torace: Il torace è formato da tre uriti e si divide in tre parti fondamentali chiamate , e
PRONOTO MESANOTO
, ed in ognuna di queste parti si possono distinguere una parte dorsale, due laterali ed una
METANOTO
ventrale.
Il torace porta dorsalmente le ali (nei segmenti 2 e 3) e ventralmente sono presenti le zampe (solitamente
un paio per ogni urite per un totale di 6).
Addome: L’addome degli insetti è formato essenzialmente da 10 uriti +1 (dove si apre l’ano chiamato urite
perianale); avremo quindi dal primo al settimo urite la , dall’ottavo al nono la
PARTE PREGENITALE PARTE
, e dal decimo all’undicesimo la ; anche se solitamente si riconoscono ben visibili
GENITALE PARTE POSTGENITALE
soltanto 6-7 uriti, questo è dovuto al fatto che spesso gli uriti addominali vanno incontro a fusioni.
Gli uriti addominali spesso sono accompagnati da appendici quali: le (zampe addominali
PSEUDOZAMPE
presenti nelle larve di lepidottero ed in alcuni imenotteri), (organi di senso), (organi di
CERCI PIGOPODI
propulsione ancoraggio per le larve), le (organo genitale esterno, deriva dall’ottavo nono urite
GONAPOFASI
nella femmina e dal non urite nel maschio).
L’addome può essere: sessile (l’addome è prolungamento del torace), peduncolato (addome che presenta
una strozzatura), fisogastria (membrane intersegmentali si ingrandisono per aumentare il volume degli
ovari; dilatazione tubo digerente che può contenere il miele).
Bruschi Pietro
Regioni morfologiche: IL CAPO
Il capo è una capsula rigida di varia forma che reca due aperture: quella anteriore è l’apertura boccale,
delimitata dal peristoma, quella posteriore è il foro occipitale, attraverso il quale l’interno del capo
comunica con il torace.
Nella sua conformazione tipica presenta nella zona dorsale un paio di antenne, due occhi composti, e in
genere tre ocelli, nella zona ventrale sono inseriti invece le appendici dell’apparato boccale.
Bruschi Pietro
Antenne
: Le antenne rappresentano la sede per eccellenza di strutture sensoriali. Sono ricoperte da
numerosi tipi di sensilli (soprattutto olfattivi ma anche gustativi), ,
CHEMIORECETTIVI MECCANORECETTORI
e . Vengono anche impiegate come organi di presa, per allacciamento durante
IGRORECETTORI TERMORECETTORI
la copula, per bloccare prede e per favorire la respirazione di insetti acquatici. Di recente è stato dimostrato
che sulle antenne sono presenti anche strutture ghiandolari che producono sostanze impiegate nella
comunicazione tra i sessi.
Inserite in tubercoli o fossette, sono molto mobili grazie alla membrana articolare di cui sono composte;
sono formate da: , e . Le antenne possono essere di varie forme e tipi: filiforme
SCAPO PEDICELLO FLAGELLO
(lineare e snella), moniliforme (simile ad una collana di perle), clavata o capitata (con una distinta
dilatazione apicale a forma di clava), serrata (seghettata), pettinata (a forma di pettine), fabellata (a forma
di ventaglio), genicolata (con una piega a ginocchio), piumosa (con verticilli di setole), aristata (con una
setola sul terzo segmento più grande dei due che lo precedono).
Occhi composti : Gli occhi composti hanno il compito di catturare le immagini, sono formati da unità
elementari dette ; ogni ommatidio è formato da: , e .
OMMATIDI CORNEA CRISTALLINO RETINULA
La grande differenza che risiede negli insetti dal punto di vista degli occhi composti sta se noi trattiamo di
insetti diurni o insetti notturni: negli insetti diurni ogni ommatidio è isolato otticamente dall’iride e di
conseguenza l’insetto vede per opposizione, ovvero percepisce le immagini come un mosaico (ha una
buona risoluzione di immagine solo quando è in presenza di una bona intensità di luce), negli insetti
notturni l’iride isola otticamente soltanto la parte superiore di ogni ommatidio, così facendo ogni
ommatidio è in grado di catturare anche i raggi obliqui che lo colpiscono, di conseguenza l’insetto vede per
sovrapposizione, ovvero l’immagine gli si compone come una sovrapposizione di più immagini.
Ocelli : Gli ocelli sono occhi semplici presenti sulla fronte degli adulti solitamente in numero di tre, disposti
triangolarmente, ma a volte possono essercene soltanto due ed in alcuni casi l’insetto può esserne
sprovvisto.
Gli ocelli strutturalmente ricordano molto gli occhi composti, infatti sono formati da: ,
CORNEA PORZIONE
e . A differenza degli occhi composti però non percepiscono le immagini, ma bensì sono
RIFRANGENTE RETINULA
sensibili alle variazioni di intensità luminose, ed in particolare alla luce polarizzata, questa è una
caratteristica fondamentale per gli insetti perché gli permette di conoscere sempre con esattezza la
posizione del sole anche in condizioni di elevata nuvolosità.
Apparato boccale : L’apparato boccale degli insetti si occupa della presa e di una prima grossolana
triturazione del cibo. Le appendici boccali presentano profonde modificazioni a seconda degli adattamenti
trofici degli insetti, per cui formano apparati boccali molto differenziati e specializzati per assumere
alimenti di diversa consistenza.
L’apparato boccale in genere è formato da: un (dove sulla sua superficie sono presenti dei
LABBRO SUPERIORE
sensilli chemiorecettori), due (che concorrono alla triturazione del cibo), due
MANDIBOLE MASCELLE
(concorrono alla presa del bico), un (che si divide in due zone ben distine: il post-labio, la
LABBRO INFERIORE
parte fissa formata dai cardini ed il prelabio la parte mobile formata dagli stipiti) infine è presenta la
che non è altro che una prominenza mambranosa che si divide in due zone, la parte cibario (la
PREFARINGE
parte dorsale dove ha inizio il canale digerente) e la parte salivario (la zona con sbocco dei dotti salivari).
A seconda del tipo di insetto e del grado di evoluzione possiamo avere i più disparati tipi di apparati boccali,
i principali sono: apparato boccale masticatore, apparato boccale masticatore modificato (larva di
lepidottero) apparato boccale succhiatore (lepidotteri adulti, muscidi ditteri adulti), apparato boccale
dilaniante o lacerante, apparato boccale lambente succhiate (di ape), apparato masticatore lambente (di
vespa). Bruschi Pietro
Apparato boccale masticatore : (Ortottero) il labbro superiore risulta impari e laminare, le due mandibole
hanno una forma sub-piramidale con il margine interno dentellato utile per la triturazione, le due mascelle
che hanno compito di presa del cibo sono formate da una porzione basale, il cardine, ed una porzione
mediale, lo stipite, a sua volta lo stipite è formato lateralmente dal palpo mascellare, ma presenta anche un
lobo interno, lacina, ed un lobo esterno, la galea.
Apparato boccale masticatore modificato : (larva di Lepidottero) si presentano marcate differenze
rispetto ad un classico apparato masticatore; la mascella in questo tipo risulta fusa con il labbro inferiore a
formare il tipico complesso maxilo labiale, inoltre il lobo lacina è assente al contrario della galea (presente),
al centro del labbro è presente la papilla sericipera la quale ha la funzione di produrre il filo di seta, con il
quale vengono costruiti ricoveri per proteggere la larva mentre si nutre.
Bruschi Pietro
Apparato boccale lambente succhiante : (adulto di Lepidottero) vi troviamo il labbro superiore e le
mandibole molto ridotte o addirittura assenti, mentre i lobi esterni delle mascelle sono allungatissimi e
formano l’organo di suzione “ ” che quando non viene utilizzata viene portata avvolta a spirale
SPIRITROMBA
sotto il capo ed il torace (un aumento della pressione emolinfatica, determinata dalla contrazione di
specifici fasci muscolari del capo produce lo srotolamento/allungamento dell’organo di suzione). La suzione
dei liquidi nutritivi in fase di alimentazione, avviene grazie ad una pressione negativa all’interno del primo
tratto dell’intestino che su dilata per la contrazione di muscoli ad esso esterni. Il loro apparato boccale, di
tipo succhiatore nella maggioranza degli adulti, è fornito di sensilli gustativi e non è idoneo alla
perforazione, i lobi che formano la spiritromba sono solcati lungo la fascia interna, e combaciando formano
il tubo di aspirazione.
Apparato boccale lambente succhiante : (Dittero) sono scomparse mandibole e mascelle, il labbro
superiore allungato è inserito nella regione antero-prossimale del labbro inferiore, sottostante è presente
la prefaringe, dove in prossimità del suo apicesbocca il dotto salivare. Il labbro inferiore particolarmente
sviluppato è detto proboscide (è la porzione più vistosa), la proboscide si divide in tre parti fondamentali: la
nasiproboscide (vicina al cranio, porta i palpi mascellari, è importante per l’estroflessione, ed in fase di
riposo è nascosta sotto il mento); la medioproboscide (porta il canale alimentare) ed infine la
distoproboscide (la quale è reponsabile dell’aspirazione attraverso due formazioni ovali chiamate labelli che
sono solcati da molti canali aperti o pseudotrachee, aventi funzione di suggerire le sostanze liquide di cui i
muscidi essenzialmente si nutrono). Prima della fase di suzione questi ditteri rigurgitano sul substrato la
saliva allo scopo di renderlo più facilmente aspirabile, con tale pratica però contaminano i cibi e le bevande
con microrganismo presenti nella saliva stessa, in conseguenza di precedenti fasi di alimentazione su
substrati alterati. Bruschi Pietro
Apparato pungente succhiante : (Rincote o Emittero) le mandibole si trasformano in stiletti mentre le
mascelle ed il labbro inferiore divengono un cilindro carnoso solvato non partecipante alla puntura e
fungente da contenitore degli stiletti.
Apparato pungente succhiante asimmetrico : (Tisanottero) Il rostro racchiude le mandibole, le mascelle e
l’ipofaringe. L’apparato è asimmetrico perché solo la mandibola di sinistra è uno stiletto robusto, quella
destra è rudimentale. Bruschi Pietro
Apparato boccale dilaniante o lacerante : (larva di Dittero) esso risulta formato da un paio di uncini
boccali distalmente appuntiti, asrticolati di solito su un breve pezzo intermedio slerificato, questo a sua
volta si unisce a due ampie piastre verticali di diversa foggia a seconda della specie, spesso collegate fra
loro sono presenti gli sbocchi delle ghiandole salivari (il loro compito è inumidire il substrato prima di
lacerarlo). Bruschi Pietro
Regioni morfologiche: IL TORACE
Il torace presenta tre segmenti distinti: , e , dove in ognuno di essi
PROTORACE MESOTORACE METATORACE
troviamo una parte dorsale ( o tergo), due parti laterali (le ) ed una parte ventrale (lo ),
NOTO PLEURE STERNO
inoltre porta dorsalmente le ali (nei segmenti 2-3) e ventralmente le zampe (un paio per ogni segmento per
un totale di sei).
Ali : Presenti nell’adulto, gli insetti sono gli unici invertebrati alati, possono essere due o quattro.
Le ali sono espansioni tergo pleureali (estroflessioni tegumentali) del mesotorace e del metatorace, nella
generalità dei casi se ne trovano due paia (come nei ditteri) dove il secondo paio è utilizzato come
bilanciere per stabilizzare il volo (ma possono essercene anche un solo paio). L’ala di forma sub-triangolare
con margini più o meno arrotondati può essere nuda, ricoperta di squame o peli, le ali sono solcate
trasversalmente (possono non essere presenti) e longitudinalmente da nervature entro le quali scorrono
trachee, emolinfa e nervi.
Le ali possono essere modificate per funzione protettiva: prossimalmente sclerificate e distalmente
membranacee (emielitre), leggermente ed uniformemente sclerificate (tegmine), fortemente ed
uniformemente sclerificate (elitre - quando in fase di riposo le ali anteriori stanno lungo il corpo e le ali
posteriori sono poste sotto le anteriori).
Zampe
: Presenti tipicamente in numero di tre paia le zampe si articolano al torace dell’insetto tra pleure e
sterno, sono essenzialmente costituite da 6 elementi: (si articola al corpo), (permette
COXA TROCANTERE
l’articolazione delle parti successive), (pezzo più robusto), (lunga e sottile, è spesso ricca di
FEMORE TIBIA
spine e setole), (suddiviso in più tarsomeri) ed in fine il (nascosto nell’ultimo articolo del
TARSO PRETARSO
tarso porta le unghie e frequentemente anche organi speciali di adesione ai vari substrati come: arolio,
empolio e pulvilli).
Secondo l’aspetto e le funzioni cui debbono essenzialmente adempiere, le zampe prendono il nome di
ambulatorie (camminare), cursorie (correre), natatorie (nuotare), raptatorie (per catturare), fossorie (per
scavare) e saltatorie (per saltare). Bruschi Pietro
Regioni morfologiche: L’ADDOME
L’addome degli insetti è formato da 10 uriti +1 (urite perianale), anche se solitamente si riconoscono ben
visibili solo 6/7 uriti a causa delle fusioni; avremo quindi dal primo al settimo urite la ,
PARTE PREGENITALE
dall’ottavo al nono la , e dal decimo all’undicesimo la .
PARTE GENITALE PARTE POSTGENITALE
Gli uriti sono composti da una parte superiore (l’ ), una parte sui due lati esterni (
UROTERGO MEMBRANA
/ - ) ed una inferiore (l’ ). Sulla membrana laterale sono presenti gli ,
LATERALE TERGO STERNALE UROSTERNO STIGMI
ovvero pori che svolgono diverse funzioni; i vari uriti sono collegati tramite la .
MEMBRANA INTERSEGMENTALE
Gli uriti addominali spesso sono accompagnati da appendici quali: le pseudozampe (zampe addominali
presenti nelle larve di lepidottero ed in alcuni imenotteri), cerci (organi di senso), pigopodi (organi di
propulsione ancoraggio per le larve), le gonapofasi (organo genitale esterno).
I genitali esterni del maschio derivano dal nono urite e comprendono un organo per il trasferimento degli
spermatozoi alla femmina (pene o edeago) ed appendici per afferrare e trattenere la femmina durante la
copula. Bruschi Pietro
L’ovopositore morfologico della femmina possiede genitali derivanti dall’ottavo e nono urite e
comprendono: tre paia di valve (il primo paio deriva dallo sternite 8 il secondo ed il terzo dal nono), dei
valviferi (pezzi allargati alla base delle valve che si collegano allo sternite).
L’ovopositore di sostituzione è formato dagli ultimi uriti, molto assottigliati e dalle membrane
intersegmentali (mancano le valve). Grazie all’allungamento a telescopio dell’addome si forma una
struttura che permette di inserire le uova in fori preesistenti o in tessuti teneri (frutti maturi o foglie).
Questo tipo di ovopositore si trova in alcuni coleotteri, lepidotteri e ditteri.
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Riassunto esame Entomologia
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Riassunto e appunti di Entomologia Generale
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Riassunto esame Entomologia Agraria, prof. De Lillo
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Entomologia applicata casi studio