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Riassunto egittologia, III modulo

Appunti di egittologia basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della professoressa Piacentini, dell’università degli Studi di Milano - Unimi, della facoltà di lettere e filosofia, Corso di laurea magistrale in archeologia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Egittologia docente Prof. P. Piacentini

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L’AMMINISTRAZIONE

Circa la storia degli studi sull’amministrazione un interesse spiccato per la storia

dell'amministrazione egizia nasce negli anni 30 del 900 e un pioniere in questo settore è Jacques

Pirenne che, intorno agli anni 30 del 900, scrive un'opera monumentale, cioè una storia delle

istituzioni e del diritto privato dell’antico Egitto che per molto tempo è stata l'unica opera di

riferimento per questo argomento.

Ancora fino a vent'anni fa per le ricerche sull'amministrazione ci si serviva di questa opera, ma oggi

è ormai superata, anche se l’idea geniale di Pirenne è che bisogna lavorare non solo sui testi, ma

bisogna lavorare molto sui titoli dei funzionari che indicano le loro funzioni ed è su questo che gli

studiosi hanno lavorato in questi anni.

Non ci è arrivato nessun trattato egizio sull'amministrazione, come per altri campi, per cui gli

studiosi hanno usato documenti d'archivio, come i papiri di Gebelein, di Abusir, i papiri di El lahun

e le autobiografie che non sono numerose e abbiamo alcuni casi importanti come l'autobiografia di

Hezy, incisa all'interno della tomba della V dinastia di Saqqara che è molto interessante perché, pur

essendo breve, illustra le tappe della carriera di questo personaggio; essa è stata scoperta negli anni

80, ma pubblicata solo in questi ultimi anni.

Abbiamo anche l'autobiografia di Uni, poi ci sono i decreti reali che ci sono giunti in un buon

numero incisi sulla pietra, ma originariamente dovevano essere su papiro; abbiamo documenti

contabili di ogni tipo che sono più numerosi nel Nuovo Regno e in epoca tarda. Tutto questo

costituisce un insieme di testi non grandissimo e quindi ci si è rivolti ai titoli dei funzionari.

Che cos'è un titolo? Gli studiosi stanno ancora dibattendo sul significato di questo termine che è

importante perché bisogna assommare tra di loro tutti i titoli portati dai funzionari, cioè dobbiamo

prendere un titolo x (ad esempio quello di scriba) e vedere a quale altri titoli questo titolo è

associato.

In genere i funzionari scrivono i loro titoli un po' su tutti i documenti, sulle iscrizioni tombali dove

abbiamo elenchi più o meno lunghi di titoli, sugli oggetti del corredo dove troviamo una selezione

di titoli, in genere quelli più importanti che danno lo spessore della persona. Quindi il termine titolo

presuppone una o più parole che denotano un individuo e di norma precedono il nome proprio e

denotano un'attività, qualcosa del personaggio; tuttavia di queste definizioni solo alcune fanno

davvero riferimento al ruolo del personaggio nell'amministrazione e quelle che fanno riferimento

all'amministrazione possono riferirsi a delle funzioni che possono essere: a tempo indeterminato, a

lungo termine, stagionali, occasionali. 1

Vi sono delle espressioni che non sono veri e propri titoli, ma denotano un ruolo e sono quelle

mAa- xrw

espressioni come “giusto di voce”, un epiteto che, posto dopo il nome del defunto,

definisce il defunto come giustificato, ovvero egli è passato davanti al tribunale dell'aldilà ed è

jmAxw

passato nell'aldilà; allo stesso modo come epiteto c'è “giustificato” che è solo un epiteto e fa

jmAxw jmAxw

riferimento al mondo religioso; spesso troviamo in associazione al nome di un dio:

xr PtH, jmAxw xr Wsjr, jmAxw xr Jnpw.

Epiteti sono anche espressioni come “amato da sua madre, lodato da suo padre”, che indicano una

condizione; poi abbiamo delle espressioni che indicano una specifica professione e non un ruolo

dell'amministrazione, come “birraio” o “panettiere”.

Studiando l'amministrazione egizia ci si rende conto come in Egitto nasca la struttura

amministrativa che ritroviamo nel mondo attuale; i primi lavori pionieristici su questo aspetto sono

quelli di Flinders Petrie che ha lavorato alla fine del XIX sec ed è stato un pioniere sotto molti

aspetti e per gli studi sull'amministrazione.

Agli inizi del 900 Margaret Murray ha fatto un indice dettagliato dei titoli amministrativi

dell'Antico Regno; questo indice è stato oggi aggiornato da uno studioso inglese David Jones che ha

fatto un lavoro ammirevole, ovvero un indice dei titoli e degli epiteti in uso nell'Antico Regno; il

lavoro è uscito nel 2000 ed è stato ampiamente recensito e integrato da Henry Fischer; a questi

repertori vanno aggiunti studi più specifici.

Per gli altri periodi della storia egizia altri indici utili sono quello di Ward per il Medio Regno, che è

stato rivisto e ampliato sempre da Fischer che aveva una conoscenza dell'amministrazione egizia

sorprendente; per il Nuovo Regno, in particolare per la XVIII dinastia, vi è un indice dei titoli

compilato da Taylor.

Poi sono opere fondamentali tutti i lavori prosopografici che contengono liste di personaggi con i

loro titoli; per una ricerca bisogna però sempre tornare sulle fonti primarie.

Ci sono tanti altri repertori che sono nello stesso tempo studi sull'amministrazione: per l'Antico

Regno sono importanti i lavori di Michelle Band che si è occupata soprattutto dei titoli di parentela

con la famiglia regale e ha studiato decine di titoli dell'Antico Regno.

Dobbiamo citare i lavori di P. Piacentini sul titolo di “amministratore di proprietà” e un lavoro sugli

scribi nell'Antico Regno, il cui primo volume prende in considerazione circa mille personaggi con i

loro titoli e le loro famiglie; nel secondo volume sono analizzati altrettanti titoli dei funzionari delle

province.

Per il Medio Regno c'è un lavoro utilissimo di Franke, una proposografia dei funzionari del Medio

Regno, ma l’opera non ha indice; in più vi è il lavoro recente di Grayetzki sul Medio Regno. 2

Per il Nuovo Regno il lavoro fondamentale è quello di Helk che ha fatto il lavoro di base per il

Nuovo Regno.

Per quello che riguarda l'epoca tarda dobbiamo considerare il lavoro di Bothmer e quello di Leclant:

entrambi hanno fatto un'opera, Bothmer relativa alla scultura di epoca tarda e facendo questo

lavoro, per ogni statua ha dato i testi con i titoli dei personaggi e così ha fatto Leclant che ha fatto

uno studio su un personaggio importante di epoca tarda, Montuhemhat (XXV dinastia) e ha studiato

tutti gli alti funzionari che avevano lavorato con lui.

Ma come si fanno questi studi? Si sceglie un titolo guida, si cercano tutte le attestazioni del titolo e

si fanno le associazioni; questi lavori devono essere considerati come lavori in corso perché

innanzitutto dei documenti possono sfuggire e perché quasi ogni giorno ci sono documenti che

vengono scoperti; quindi si tratta di work in progress, ma questi lavori sono importanti anche perché

dal punto di vista statistico si possono trarre delle conclusioni su un particolare titolo o altro

(conosciamo abbastanza bene come funzionava l'amministrazione egizia).

Un’opera di C. Roehring parte dai titoli relativi alle nutrici e si occupa anche dei titoli regali;

abbiamo varie opere sul titolo di vizir, tra cui quella di Weil che però ormai è superata, quella di

Strudwick relativa solo all'Antico Regno e quella di Helck relativa al Medio e al Nuovo Regno.

Altri studi dedicati ai vari tipi di amministratori territoriali sono quello di Valloggia, professore

all'università di Ginevra, Habachi, soprattutto per le province dell'alto Egitto, Van den Boorn,

Piacentini, che è stata ripresa da uno studioso spagnolo, Moreno Garcia (1999/2000); un lavoro

molto bello sui medici è quello di Ghalioungui, mentre per i sacerdoti e divinità specifiche un altro

lavoro è quello di Sauneron che ha tracciato una panoramica generale sui sacerdoti egizi, però si

tratta di un lavoro datato. Galvin si è occupato delle sacerdotesse di Hathor; Maystre ha fatto un

lavoro sui sacerdoti di Ptah che è stato ampliato e corretto da Wildung.

Un libro interessante è quello dedicato ai parrucchieri, di Speidel, che è importante perché il

parrucchiere reale aveva un ruolo importante perché lavorava a corte e spesso poteva toccare un dio,

il faraone, non a caso spesso i grandi funzionari hanno anche il titolo il parrucchiere. Poi ci sono

lavori dedicati ai titoli militari e nautici, come quelli di Jones, Chevereau che sta facendo una

prosopografica di tutti i militari dall'Antico Regno all'epoca tarda, però non sempre usa delle fonti

di prima mano; dei titoli delle donne nell'amministrazione se ne è occupato Fischer e si tratta di un

lavoro eccellente.

Manuali più generali sono i grandi lessici, in particolare il Lexicon der Agyptologie, in 7 volumi,

della fine degli anni 80, inizio anni 90, i cui articoli sono in tedesco, inglese e francese e a

quest'opera hanno collaborato i più grandi egittologi. 3

Un’opera più recente, del 2000/2001, ma meno dettagliata è Oxford Enciclopedia of Ancient Egypt,

in 3 volumi, che è un po' meno tecnica; il vantaggio di entrambe è che hanno una ricca bibliografia.

Ci sono poi opere dedicate a delle località, a delle regioni e all'interno delle pubblicazioni sulle

regioni si possono trovare trattazioni su singole località: per Dendera e il nomo coptita Fischer ha

scritto delle opere che sono fondamentali per lo studio dell'amministrazione nell'Antico Regno e nel

primo periodo intermedio (III millennio); utili sul sito di Akhmin, nel medio Egitto, i vari lavori di

Nagib Kanawati, però si tratta di un personaggio che ha molte idee, ma spesso di fantasia; Goedicke

è un altro studioso da prendere con le pinze.

Le fonti dirette per l'Antico Regno sono i papiri di Gebelein, a sud di Luxor, quelli di Abusir, tra

Giza e Saqqara, i documenti di Sharuna, nel medio Egitto, e quelli di Elefantina da cui provengono

papiri e sigilli o impronte di sigillo (cretule); a Elefantina gli scavi hanno riportato alla luce molti

documenti che sono stati utilizzati per studiare l'amministrazione.

Per il Medio Regno abbiamo i papiri di Hekanakte, quelli di El Lahun, all'ingresso dell'oasi del

Fayyum, che illustrano in modo chiaro l'amministrazione tra la fine del III millennio, inizio del II; i

papiri Reisner da Naq’ ed-Deir, e quelli di Haraga: per il tardo Medio Regno importante è il papiro

Boulaq 18. Per la XVIII dinastia importanti sono il papiro Louvre 3226, il papiro British Museum

10056, i papiri dell’Hermitage 1116 A e B e un certo numero di ostraka e per la gestione delle terre

il papiro Wilbur e il papiro Harris I (Londra), di epoca ramesside.

A tutta questa documentazione giunta la documentazione degli ostraka che vengono da Deir el

Medina e dal Ramesseo; per il Nuovo Regno e l'epoca tarda abbiamo alcuni documenti che trattano

in generale dell'amministrazione egizia, tra cui un testo che risale al tardo Medio Regno, ma che poi

venne riprodotto in copie successive, noto come Duties of the vizir dove si tratteggia il ruolo del

vizir in Egitto del tardo Medio Regno: si parla della funzione del vizir, ma per i periodi successivi al

Medio Regno lo si fa in maniera idealizzata.

Poi ci sono degli onomastica, in particolare quello di Amenope, della fine del II millennio; un

onomastikon è una lista di parole che sono associate tra di loro per somiglianza di concetto (nomi di

piante, delle parti del tempio e così via) e in questo onomastikon ci sono degli elenchi di professioni

e di titoli amministrativi.

L’onomastikon di Amenope è per la fine del Nuovo Regno; un altro onomastikon di epoca romana è

l’onomastikon di Tebtynis, dal nome della località del Fayyum dove è stato ritrovato che riporta

elenchi di titoli amministrativi; gli onomastika sono un buon aiuto e vengono utilizzati insieme ad

altri strumenti. 4

Una lunga polemica tra gli egittologi riguarda i titoli onorifici e i titoli effettivi: per titolo effettivo

si intende quello che indica un ruolo effettivamente svolto nell'amministrazione, mentre un titolo

onorifico non indica una funzione realmente svolta.

Tuttavia spesso quando si parlava di titolo onorifico si nascondeva una nostra ignoranza del

smr waty

significato di quel titolo: un caso molto famoso è quello di amico unico, infatti spesso si è

fatta allusione a questo titolo definendolo titolo onorifico, ma in realtà non sappiamo bene che cosa

significhi questo titolo che era molto frequente.

In altri casi quando un titolo diventava ereditario o diventava capillare, in passato si diceva che da

HAty - a

effettivo diventava un titolo onorifico, ma anche questo è da vedere, come nel caso di che

indica un principe di sangue reale; nel III millennio questo titolo si diffonde e molti studiosi l'hanno

definito onorifico; esso sicuramente non indica più un membro della famiglia reale, ma comunque

indica un personaggio che ha un ruolo molto importante nell'ambito dell'amministrazione, quindi

quando un titolo diventa più frequente non per forza diventa un titolo onorifico.

Un altro problema è quello della suddivisione dei titoli in gruppi o “ministeri” o “dipartimenti”:

possiamo dire che i risultati degli ultimi trent'anni di studi spesso sono in contrasto soprattutto per

quanto riguarda la classificazione dei titoli; a volte i titoli possono essere raggruppati e fanno parte

di dipartimenti, ma non bisogna dividere l'amministrazione egizia in maniera rigida in dipartimenti.

Per quanto riguarda l'Egitto la maggiore caratteristica dell'amministrazione è la versatilità delle

cariche: un funzionario può infatti svolgere delle funzioni in un ministero e averne anche altre in

altri ministeri e può passare dall’uno all'altro senza problemi.

La composizione delle titolature pone grossi problemi interpretativi: un funzionario egizio può

portare dei titoli talvolta numerosi di vari livelli di importanza e quindi ci si chiede se li portasse

tutti insieme contemporaneamente o a vari livelli di carriera; ci si è chiesti anche se i titoli sulle

iscrizioni funebri portano tutte le funzioni assunte nel corso della vita oppure solo quelli che il

funzionario aveva al momento della morte e sono state avanzate due ipotesi: secondo la prima,

siccome i titoli presenti sulle iscrizioni funebri sono molto numerosi, essi potrebbero essere tutti

quelli acquisiti nell'arco della vita dal funzionario e questi titoli nelle tombe non sono posti in modo

casuale, ma secondo un sistema di classificazione in uso al momento della costruzione della tomba

e non secondo altri fattori. I titoli quindi non sono disposti secondo un “cursus honorum”, ma

secondo uno schema predefinito di divisione dei titoli e questi schemi prestabiliti erano conosciuti

dagli scribi.

Questa teoria molto vaga venne elaborata da uno studioso americano, Baer (1960) negli anni 60; la

sua opera è buona come base di lavoro, ma non va presa con rigore. 5

La seconda teoria è quella che sostiene che i titoli presenti nella tomba rappresentino quelli portati

dall'individuo al momento in cui fu costruita la tomba e questa ipotesi è stata sostenuta da

Strundwick nel 1985; è possibile che questa ipotesi fosse vera, però non è possibile che un

funzionario potesse svolgere così tante funzioni, quindi secondo Strundwick quando un funzionario

acquisiva un titolo, se lo portava dietro per tutta la vita; Strundwick ha però diviso in modo troppo

schematico i titoli in ministeri e dipartimenti.

Il metodo che oggi seguiamo per studiare i titoli è quello di raccogliere complessivamente i titoli e

fare delle associazioni: si prende un titolo guida, se ne verificano tutte le attestazioni e si fanno le

associazioni con altri titoli e si verifica qual è la sua diffusione, sia geografica che temporale.

L’immagine che si dà sempre dell'amministrazione egizia, quella piramidale, è vera: al vertice si

trova il sovrano che in linea di principio è competente su ogni settore dell'amministrazione ed è il

tramite tra gli uomini e il dio e quindi ha ogni potere, ma delega l'amministrazione del paese ai

funzionari, trattando direttamente solo le più alte azioni economiche, militari e religiose (spedizioni

militari, esenzioni dalle imposte e così via).

I funzionari si suddividono in vari gruppi e al primo posto si trovano gli altissimi funzionari con i

titoli amministrativi di larga competenza e il più importante di questi è il vizir che è il primo

ministro dello Stato; poi vi sono i sovrintendenti di tutti i grandi uffici amministrativi: il titolo più

jmy - r mr

alto al di sotto del vizir è quello di che dal II millennio è scritto semplicemente che si

traduce come soprintendente e i sovrintendenti li troviamo un po' in tutti i settori, ovvero

nell'amministrazione della giustizia, del lavoro, degli affari economici, nell'amministrazione dei

prodotti, nell'amministrazione dei cereali e nel coordinamento centrale dell'amministrazione

provinciale; un ruolo importante è anche quello di governatore dell'alto e del basso Egitto.

Questi altissimi funzionari dipendevano dal vizir: spesso lo stesso vizir porta tutti questi titoli di

sovrintendente dei vari ministeri; probabilmente un funzionario non faceva tutte queste cose

contemporaneamente, ma prima l'una, poi l'altra e poi poteva diventare vizir, ma nella tomba noi

troviamo tutto l'elenco dei titoli.

Ognuno di questi dipartimenti ha una sua gerarchia di funzionari e il sistema di gerarchie ormai è

stato ricostruito in modo chiaro; si tratta di un sistema molto burocratizzato, ma non possiamo

parlare di caste in Egitto per la versatilità delle cariche.

Accanto a tutti questi funzionari che dipendevano dal vizir, vi era un'altra branca dello Stato che

teoricamente è separata, ma fa parte dello Stato, cioè tutta l'amministrazione dei templi e del

palazzo; dai templi e dal palazzo dipendevano le città delle piramidi o anche le fondazioni pie che

erano aree di produzione da cui dipendeva l'approvvigionamento del tempio o del palazzo. 6

Dobbiamo tenere conto che della base della popolazione sappiamo pochissimo perché i documenti

sono scarsissimi, infatti della classe bassa abbiamo qualche tomba molto povera e le

rappresentazioni di questa sulle tombe, ma si tratta di tombe dell’elité che voleva dare una certa

immagine dell'amministrazione; in Egitto tuttavia era possibile salire di grado.

Dal punto di vista dei documenti egizi vi è una gerarchia sicura e la gerarchia dei funzionari è

questa:

­ imy - r

soprintendenti (mr),

­ xpr

ispettori (abbiamo qualche raro caso di sovrintendenti degli ispettori, infatti a volte

venivano creati dei titoli per occasioni particolari),

­ sxD,

direttori

­ jmy - xt,

sottodirettori

­ sS

impiegati (in questo caso il nome dipende da che cosa si tratta, ad esempio è un titolo

base, di funzionario operativo).

Questa gerarchia è sicura e la troviamo in tutta l'amministrazione in tutte le epoche; in non tutti i

settori è attestata la gerarchia completa, ma per alcuni settori abbiamo solo due o tre livelli, ma si

tratta probabilmente solo di un problema di trasmissione della documentazione, cioè la gerarchia

doveva essere completa per tutti i settori.

Capita che un funzionario porti diversi livelli di titoli nello stesso settore dell'amministrazione,

come nel caso di Hezy.

Circa il rapporto tra Stato e tempio, dobbiamo dire che queste due entità vivevano in simbiosi,

infatti non potevano esistere l'una senza l'altra: il faraone è un dio, è il tramite tra l'uomo e il dio e

quindi è il capo di tutti i templi. 7

La fonte principale di informazioni per questo argomento sono i papiri di Abusir che risalgono

all’Antico Regno, ma sappiamo che questo sistema funziona benissimo anche per le epoche

seguenti, ovvero il Medio e il Nuovo Regno.

Sappiamo dai papiri di Abusir che il personale che gestiva questi templi poteva arrivare dalle più

svariate aree amministrative: nel tempio vi erano funzionari che lavoravano in modo fisso, ma erano

la minoranza e funzionari che dovevano prestare un servizio al tempio per periodi determinati.

I funzionari più ricchi non prestavano direttamente servizio al tempio, ma si facevano rappresentare

da loro impiegati: questi prendono il titolo egizio di djet (Dt) che significa rappresentante e spesso

Dt=f

troviamo nelle liste di personale dei templi, un nome proprio seguito dall'espressione .

Non è detto che i funzionari fossero chiamati al tempio per funzioni sacerdotali, infatti potevano

essere semplici amministratori; la stragrande maggioranza degli alti funzionari avevano titoli

sacerdotali, ma i sacerdoti erano il personale fisso del tempio dove troviamo la stessa gerarchia.

Dai papiri di Abusir possiamo ricostruire la struttura economica che gravitava intorno al tempio; da

questi papiri capiamo come erano gestite le rendite e come avveniva l'approvvigionamento del

tempio che era effettuato quotidianamente e al quale si aggiungeva un approvvigionamento

eccezionale in caso di eventi particolari.

Che cosa porta i beni al tempio funerario ? Da una parte il palazzo e dall'altra il tempio solare; al

palazzo i beni arrivavano da tenute reali o private, oppure da terre date in gestione ai privati che

dovevano pagare delle tasse che finivano nel tesoro e poi al tempio; dalle tenute reali o private

erano prelevate le imposte che andavano al palazzo che le ridistribuiva al tempio che a sua volta le

ridistribuiva ai dipendenti fissi e ai funzionari temporanei. 8

Quindi si tratta di un cerchio che funziona bene in Egitto e che dura per tutto il periodo faraonico

(nel Nuovo Regno, quando gli artigiani di Deir el Medina non vennero più pagati perché lo Stato

era in crisi e non poteva più assicurare la ridistribuzione, essi fecero il primo sciopero della storia).

Il pagamento dei dipendenti avveniva sia in natura, sia in oggetti (per gli artigiani di Deir el Medina

si trattava di utensili); in questo sistema rientrava la ridistribuzione degli elementi per la tomba e

tutto questo sistema funzionava, eccetto rare volte.

Dall’altra parte abbiamo il tempio solare a cui i beni arrivavano dalle fondazioni pie, cioè terreni

che dipendevano più direttamente dal tempio e che producevano beni alimentari che confluivano

nella “bocca della tenuta di Kakai”, un organismo di raccolta dei beni e poi finivano nel tempio

solare e da qui al tempio funerario di un sovrano.

Esso era un vero e proprio organismo economico, quindi non vi lavoravano solo i sacerdoti; un

documento importante per quel che riguarda la quantità da distribuire ai vari funzionari è il papiro

Wilbur che riguarda l'amministrazione del territorio ed è del Nuovo Regno.

I molti studi degli anni 50 e 60 della scuola di Mosca sono superati perché hanno considerato questo

sistema come un sistema socialista, in realtà il sovrano costituisce una monarchia assoluta.

Ma come si è trasformata l'amministrazione? Partendo dalle epoche più antiche, nelle prime dinastie

egizie l'amministrazione dello Stato era gestita dai membri della famiglia reale; il titolo di vizir è

attestato fin dalla II dinastia, ma si diffonde dalla IV dinastia e viene affidato ai principi di sangue

reale. - r

Sempre nella IV dinastia troviamo ai vertici dell'amministrazione il sovrintendente ai lavori (jmy

kAt ) e il sovrintendente al tesoro e questi sono i livelli più alti nelle epoche più antiche, quando i

grandi funzionari sono parte della famiglia reale.

Si assiste all'espansione delle cariche alla fine della IV- inizio V dinastia ed è in quest'epoca che si

diffondono titoli come: soprintendente agli scribi dei documenti reali, soprintendente alle sei grandi

case, titolo relativo all'amministrazione della giustizia e soprintendente ai due granai nel nord e nel

sud e un'organizzazione sistematica dei titoli avviene alla metà della V dinastia.

Il sovrano era naturalmente a capo, almeno virtualmente, dell'amministrazione egizia, era cioè al

vertice di quella piramide che costituisce l'amministrazione; il ruolo del sovrano è quello per

eccellenza, sia ideologico che teologico.

Fin dall'inizio il ruolo del sovrano è regolato da principi di ordine e giustizia, dalla maat e il garante

della maat è il sovrano che garantisce il corretto rapporto tra dei e uomini ed è il rapporto che il

sovrano deve mantenere inalterato per fare sì che il paese prosperi. 9

Questo fatto si riflette nella decorazione dei templi in cui vediamo come unico attore il sovrano che

dirige i riti, anche se la quotidianità dei riti è affidata ai sacerdoti; questo ruolo del sovrano rimane

inalterato per tutta la storia egizia fino all'epoca romana, quando ancora vediamo sui templi gli

imperatori romani fare offerte agli dei e possiamo trovare sui templi di epoca tarda dei cartigli vuoti

pr

che indicano che è il sovrano a compiere dei riti; oppure troviamo dei cartigli con solo la scritta

aA che sta a indicare solamente il faraone: quindi si assiste a una vera simbiosi tra lo Stato e il

suo leader che rimane inalterata fino all’epoca romana (nella tomba 100 di Hierakompolis vediamo

la raffigurazione di capitribù che hanno già le caratteristiche del sovrano).

Questa componente ideologica e teologica necessita di una legittimazione per inserirsi nella serie

dei sovrani la cui memoria è perpetuata dalle liste reali; quindi capiamo da una parte il significato

delle liste reali e perché certi nomi di sovrani che sono considerati scomodi non vengono nominati,

come Amenhotep IV. La legittimità non è legata al fatto che la memoria di un sovrano sia

considerata in maniera positiva o negativa (Khufu/ Snefru), infatti essa non è necessariamente

legata a un giudizio positivo.

Il sovrano è legato anche all'atto della creazione; il faraone è un monarca assoluto e la sua stessa

wD

parola diventa ordine e assume efficacia legislativa: la parola egizia che si usa in questo senso è

wD

che significa ordinare per decreto e le espressioni che terminano in indicano che quella cosa che

ha detto il sovrano è diventata legge. jAt

Questo ruolo del sovrano viene considerata una carica ed è chiamata e questo ruolo è stato

ampiamente celebrato in Egitto in inni al sovrano, un filone letterario molto produttivo in Egitto e

questi inni ci sono giunti a partire dal Medio Regno (inizi II millennio) e sono particolarmente

frequenti nel Medio e nel Nuovo Regno.

Inoltre la rilevanza di questo ruolo implica un riconoscimento divino: il sovrano deve essere

riconosciuto tale dagli dei e per questo vengono fatte delle cerimonie per divinizzare il suo ruolo (il

hb

sovrano è un dio vivente sulla terra) e la prima cerimonia che dobbiamo ricordare è quella dello

- sd cioè la cerimonia del giubileo regale. A Saqqara, nel cortile della piramide di Djoser vi sono

degli edifici riservati a questa cerimonia; la cosa interessante è che il complesso è funerario e questo

vuol dire che la cerimonia di legittimazione e di divinizzazione deve essere celebrata anche dopo la

morte del sovrano per sottolineare la continuità del legame tra il sovrano e la divinità.

Questo legame così stretto con la divinità viene sottolineato nel Nuovo Regno (seconda metà del II

millennio) e il legame è celebrato con il dio Amon di Tebe, la divinità più importante del Nuovo

Regno; in particolare vi è una festa, la cosiddetta festa di Opet durante la quale la statua del dio

Amon viene portata dal tempio di Karnak a quello di Luxor e nel tempio viene celebrata l'unione

mistica tra il sovrano e il dio Amon. 10

È per questo che nel tempio di Karnak vi è un palazzo reale nel quale il sovrano risiede durante la

festa di Opet e questo legame così stretto lo vediamo ancora di più sotto il regno di Hatshepsut che

sente la necessità di legittimare il proprio potere regale creando un mito di generazione divina

(Hatshepsut celebra se stessa come figlia di Amon per affermare questo legame tra il sovrano e la

divinità).

La titolatura regale si è andata formando nell'Antico Regno per raggiungere nel Medio Regno la

forma definitiva che conserverà fino alla fine dell'età faraonica; la titolatura prevede cinque titoli a

@r

cui erano abbinati altrettanti nomi: il primo titolo prende il nome di titolo di la cui

rappresentazione è quella di un falco, che è l’ipostasi animale del dio Horus; in questo modo il

sovrano è identificato con Horus che in un momento indeterminato aveva regnato sull’Egitto e

quindi è il modello mitico del sovrano; questo titolo compare in età predinastica e la stretta

associazione tra il falco e il faraone perdura per tutta la storia egizia.

nbty nbt):

Il secondo titolo è “quello delle due signore”, di (duale da in questo caso si fa

riferimento a due dee, una rappresentata in forma di avvoltoio, la dea Nekhbet e l'altra rappresentata

nb

in forma di cobra Wadjet. I due animali sono posti sul segno (cesta); la lettura più corretta

nbtyy

sarebbe per esprimere il concetto di derivazione di tipo nisbe e per fare capire che si tratta di

due dee. 11


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DETTAGLI
Esame: Egittologia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in archeologia
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher veroavalon84 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Egittologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Piacentini Patrizia.

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