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L'amministrazione egizia

Circa la storia degli studi sull’amministrazione, un interesse spiccato per la storia dell'amministrazione egizia nasce negli anni '30 del '900 e un pioniere in questo settore è Jacques Pirenne che, intorno agli anni '30 del '900, scrive un'opera monumentale, cioè una storia delle istituzioni e del diritto privato dell’antico Egitto che per molto tempo è stata l'unica opera di riferimento per questo argomento. Ancora fino a vent'anni fa per le ricerche sull'amministrazione ci si serviva di questa opera, ma oggi è ormai superata, anche se l’idea geniale di Pirenne è che bisogna lavorare non solo sui testi, ma bisogna lavorare molto sui titoli dei funzionari che indicano le loro funzioni ed è su questo che gli studiosi hanno lavorato in questi anni.

Non ci è arrivato nessun trattato egizio sull'amministrazione, come per altri campi, per cui gli studiosi hanno usato documenti d'archivio, come i papiri di Gebelein, di Abusir, i papiri di El Lahun e le autobiografie che non sono numerose e abbiamo alcuni casi importanti come l'autobiografia di Hezy, incisa all'interno della tomba della V dinastia di Saqqara che è molto interessante perché, pur essendo breve, illustra le tappe della carriera di questo personaggio; essa è stata scoperta negli anni '80, ma pubblicata solo in questi ultimi anni. Abbiamo anche l'autobiografia di Uni, poi ci sono i decreti reali che ci sono giunti in un buon numero incisi sulla pietra, ma originariamente dovevano essere su papiro; abbiamo documenti contabili di ogni tipo che sono più numerosi nel Nuovo Regno e in epoca tarda. Tutto questo costituisce un insieme di testi non grandissimo e quindi ci si è rivolti ai titoli dei funzionari.

Il significato dei titoli

Che cos'è un titolo? Gli studiosi stanno ancora dibattendo sul significato di questo termine che è importante perché bisogna assommare tra di loro tutti i titoli portati dai funzionari, cioè dobbiamo prendere un titolo x (ad esempio quello di scriba) e vedere a quali altri titoli questo titolo è associato. In genere i funzionari scrivono i loro titoli un po' su tutti i documenti, sulle iscrizioni tombali dove abbiamo elenchi più o meno lunghi di titoli, sugli oggetti del corredo dove troviamo una selezione di titoli, in genere quelli più importanti che danno lo spessore della persona. Quindi il termine titolo presuppone una o più parole che denotano un individuo e di norma precedono il nome proprio e denotano un'attività, qualcosa del personaggio; tuttavia di queste definizioni solo alcune fanno davvero riferimento al ruolo del personaggio nell'amministrazione e quelle che fanno riferimento all'amministrazione possono riferirsi a delle funzioni che possono essere: a tempo indeterminato, a lungo termine, stagionali, occasionali.

Vi sono delle espressioni che non sono veri e propri titoli, ma denotano un ruolo e sono quelle espressioni come “giusto di voce”, un epiteto che, posto dopo il nome del defunto, definisce il defunto come giustificato, ovvero egli è passato davanti al tribunale dell'aldilà ed è passato nell'aldilà; allo stesso modo come epiteto c'è “giustificato” che è solo un epiteto e fa riferimento al mondo religioso; spesso troviamo in associazione al nome di un dio.

Epiteti sono anche espressioni come “amato da sua madre, lodato da suo padre”, che indicano una condizione; poi abbiamo delle espressioni che indicano una specifica professione e non un ruolo dell'amministrazione, come “birraio” o “panettiere”.

Studi sull'amministrazione

Studiando l'amministrazione egizia ci si rende conto come in Egitto nasca la struttura amministrativa che ritroviamo nel mondo attuale; i primi lavori pionieristici su questo aspetto sono quelli di Flinders Petrie che ha lavorato alla fine del XIX sec ed è stato un pioniere sotto molti aspetti e per gli studi sull'amministrazione. Agli inizi del '900 Margaret Murray ha fatto un indice dettagliato dei titoli amministrativi dell'Antico Regno; questo indice è stato oggi aggiornato da uno studioso inglese David Jones che ha fatto un lavoro ammirevole, ovvero un indice dei titoli e degli epiteti in uso nell'Antico Regno; il lavoro è uscito nel 2000 ed è stato ampiamente recensito e integrato da Henry Fischer; a questi repertori vanno aggiunti studi più specifici.

Per gli altri periodi della storia egizia altri indici utili sono quello di Ward per il Medio Regno, che è stato rivisto e ampliato sempre da Fischer che aveva una conoscenza dell'amministrazione egizia sorprendente; per il Nuovo Regno, in particolare per la XVIII dinastia, vi è un indice dei titoli compilato da Taylor. Poi sono opere fondamentali tutti i lavori prosopografici che contengono liste di personaggi con i loro titoli; per una ricerca bisogna però sempre tornare sulle fonti primarie.

Ci sono tanti altri repertori che sono nello stesso tempo studi sull'amministrazione: per l'Antico Regno sono importanti i lavori di Michelle Band che si è occupata soprattutto dei titoli di parentela con la famiglia regale e ha studiato decine di titoli dell'Antico Regno. Dobbiamo citare i lavori di P. Piacentini sul titolo di “amministratore di proprietà” e un lavoro sugli scribi nell'Antico Regno, il cui primo volume prende in considerazione circa mille personaggi con i loro titoli e le loro famiglie; nel secondo volume sono analizzati altrettanti titoli dei funzionari delle province.

Per il Medio Regno c'è un lavoro utilissimo di Franke, una proposografia dei funzionari del Medio Regno, ma l’opera non ha indice; in più vi è il lavoro recente di Grayetzki sul Medio Regno.

Per il Nuovo Regno il lavoro fondamentale è quello di Helk che ha fatto il lavoro di base per il Nuovo Regno. Per quello che riguarda l'epoca tarda dobbiamo considerare il lavoro di Bothmer e quello di Leclant: entrambi hanno fatto un'opera, Bothmer relativa alla scultura di epoca tarda e facendo questo lavoro, per ogni statua ha dato i testi con i titoli dei personaggi e così ha fatto Leclant che ha fatto uno studio su un personaggio importante di epoca tarda, Montuhemhat (XXV dinastia) e ha studiato tutti gli alti funzionari che avevano lavorato con lui.

Metodi di studio

Ma come si fanno questi studi? Si sceglie un titolo guida, si cercano tutte le attestazioni del titolo e si fanno le associazioni; questi lavori devono essere considerati come lavori in corso perché innanzitutto dei documenti possono sfuggire e perché quasi ogni giorno ci sono documenti che vengono scoperti; quindi si tratta di work in progress, ma questi lavori sono importanti anche perché dal punto di vista statistico si possono trarre delle conclusioni su un particolare titolo o altro (conosciamo abbastanza bene come funzionava l'amministrazione egizia).

Un’opera di C. Roehring parte dai titoli relativi alle nutrici e si occupa anche dei titoli regali; abbiamo varie opere sul titolo di vizir, tra cui quella di Weil che però ormai è superata, quella di Strudwick relativa solo all'Antico Regno e quella di Helck relativa al Medio e al Nuovo Regno. Altri studi dedicati ai vari tipi di amministratori territoriali sono quello di Valloggia, professore all'università di Ginevra, Habachi, soprattutto per le province dell'alto Egitto, Van den Boorn, Piacentini, che è stata ripresa da uno studioso spagnolo, Moreno Garcia (1999/2000); un lavoro molto bello sui medici è quello di Ghalioungui, mentre per i sacerdoti e divinità specifiche un altro lavoro è quello di Sauneron che ha tracciato una panoramica generale sui sacerdoti egizi, però si tratta di un lavoro datato. Galvin si è occupato delle sacerdotesse di Hathor; Maystre ha fatto un lavoro sui sacerdoti di Ptah che è stato ampliato e corretto da Wildung.

Un libro interessante è quello dedicato ai parrucchieri, di Speidel, che è importante perché il parrucchiere reale aveva un ruolo importante perché lavorava a corte e spesso poteva toccare un dio, il faraone, non a caso spesso i grandi funzionari hanno anche il titolo di parrucchiere. Poi ci sono lavori dedicati ai titoli militari e nautici, come quelli di Jones, Chevereau che sta facendo una prosopografia di tutti i militari dall'Antico Regno all'epoca tarda, però non sempre usa delle fonti di prima mano; dei titoli delle donne nell'amministrazione se ne è occupato Fischer e si tratta di un lavoro eccellente.

Manuali più generali sono i grandi lessici, in particolare il Lexicon der Agyptologie, in 7 volumi, della fine degli anni '80, inizio anni '90, i cui articoli sono in tedesco, inglese e francese e a quest'opera hanno collaborato i più grandi egittologi. Un’opera più recente, del 2000/2001, ma meno dettagliata è Oxford Enciclopedia of Ancient Egypt, in 3 volumi, che è un po' meno tecnica; il vantaggio di entrambe è che hanno una ricca bibliografia.

Ci sono poi opere dedicate a delle località, a delle regioni e all'interno delle pubblicazioni sulle regioni si possono trovare trattazioni su singole località: per Dendera e il nomo coptita Fischer ha scritto delle opere che sono fondamentali per lo studio dell'amministrazione nell'Antico Regno e nel primo periodo intermedio (III millennio); utili sul sito di Akhmin, nel medio Egitto, i vari lavori di Nagib Kanawati, però si tratta di un personaggio che ha molte idee, ma spesso di fantasia; Goedicke è un altro studioso da prendere con le pinze.

Documenti e fonti

Le fonti dirette per l'Antico Regno sono i papiri di Gebelein, a sud di Luxor, quelli di Abusir, tra Giza e Saqqara, i documenti di Sharuna, nel medio Egitto, e quelli di Elefantina da cui provengono papiri e sigilli o impronte di sigillo (cretule); a Elefantina gli scavi hanno riportato alla luce molti documenti che sono stati utilizzati per studiare l'amministrazione. Per il Medio Regno abbiamo i papiri di Hekanakte, quelli di El Lahun, all'ingresso dell'oasi del Fayyum, che illustrano in modo chiaro l'amministrazione tra la fine del III millennio, inizio del II; i papiri Reisner da Naq’ ed-Deir, e quelli di Haraga: per il tardo Medio Regno importante è il papiro Boulaq 18. Per la XVIII dinastia importanti sono il papiro Louvre 3226, il papiro British Museum 10056, i papiri dell’Hermitage 1116 A e B e un certo numero di ostraka e per la gestione delle terre il papiro Wilbur e il papiro Harris I (Londra), di epoca ramesside.

A tutta questa documentazione giunta la documentazione degli ostraka che vengono da Deir el Medina e dal Ramesseo; per il Nuovo Regno e l'epoca tarda abbiamo alcuni documenti che trattano in generale dell'amministrazione egizia, tra cui un testo che risale al tardo Medio Regno, ma che poi venne riprodotto in copie successive, noto come Duties of the vizir dove si tratteggia il ruolo del vizir in Egitto del tardo Medio Regno: si parla della funzione del vizir, ma per i periodi successivi al Medio Regno lo si fa in maniera idealizzata.

Poi ci sono degli onomastica, in particolare quello di Amenope, della fine del II millennio; un onomastikon è una lista di parole che sono associate tra di loro per somiglianza di concetto (nomi di piante, delle parti del tempio e così via) e in questo onomastikon ci sono degli elenchi di professioni e di titoli amministrativi. L’onomastikon di Amenope è per la fine del Nuovo Regno; un altro onomastikon di epoca romana è l’onomastikon di Tebtynis, dal nome della località del Fayyum dove è stato ritrovato che riporta elenchi di titoli amministrativi; gli onomastika sono un buon aiuto e vengono utilizzati insieme ad altri strumenti.

Titoli onorifici ed effettivi

Una lunga polemica tra gli egittologi riguarda i titoli onorifici e i titoli effettivi: per titolo effettivo si intende quello che indica un ruolo effettivamente svolto nell'amministrazione, mentre un titolo onorifico non indica una funzione realmente svolta. Tuttavia spesso quando si parlava di titolo onorifico si nascondeva una nostra ignoranza del significato di quel titolo: un caso molto famoso è quello di amico unico, infatti spesso si è fatta allusione a questo titolo definendolo titolo onorifico, ma in realtà non sappiamo bene che cosa significhi questo titolo che era molto frequente.

In altri casi quando un titolo diventava ereditario o diventava capillare, in passato si diceva che da effettivo diventava un titolo onorifico, ma anche questo è da vedere, come nel caso di che che indica un principe di sangue reale; nel III millennio questo titolo si diffonde e molti studiosi l'hanno definito onorifico; esso sicuramente non indica più un membro della famiglia reale, ma comunque indica un personaggio che ha un ruolo molto importante nell'ambito dell'amministrazione, quindi quando un titolo diventa più frequente non per forza diventa un titolo onorifico.

Un altro problema è quello della suddivisione dei titoli in gruppi o “ministeri” o “dipartimenti”: possiamo dire che i risultati degli ultimi trent'anni di studi spesso sono in contrasto soprattutto per quanto riguarda la classificazione dei titoli; a volte i titoli possono essere raggruppati e fanno parte di dipartimenti, ma non bisogna dividere l'amministrazione egizia in maniera rigida in dipartimenti.

Per quanto riguarda l'Egitto la maggiore caratteristica dell'amministrazione è la versatilità delle cariche: un funzionario può infatti svolgere delle funzioni in un ministero e averne anche altre in altri ministeri e può passare dall’uno all'altro senza problemi.

Composizione delle titolature

La composizione delle titolature pone grossi problemi interpretativi: un funzionario egizio può portare dei titoli talvolta numerosi di vari livelli di importanza e quindi ci si chiede se li portasse tutti insieme contemporaneamente o a vari livelli di carriera; ci si è chiesti anche se i titoli sulle iscrizioni funebri portano tutte le funzioni assunte nel corso della vita oppure solo quelli che il funzionario aveva al momento della morte e sono state avanzate due ipotesi: secondo la prima, siccome i titoli presenti sulle iscrizioni funebri sono molto numerosi, essi potrebbero essere tutti quelli acquisiti nell'arco della vita dal funzionario e questi titoli nelle tombe non sono posti in modo casuale, ma secondo un sistema di classificazione in uso al momento della costruzione della tomba e non secondo altri fattori. I titoli quindi non sono disposti secondo un “cursus honorum”, ma secondo uno schema predefinito di divisione dei titoli e questi schemi prestabiliti erano conosciuti dagli scribi. Questa teoria molto vaga venne elaborata da uno studioso americano, Baer (1960) negli anni '60; la sua opera è buona come base di lavoro, ma non va presa con rigore.

La seconda teoria è quella che sostiene che i titoli presenti nella tomba rappresentino quelli portati dall'individuo al momento in cui fu costruita la tomba e questa ipotesi è stata sostenuta da Strundwick nel 1985; è possibile che questa ipotesi fosse vera, però non è possibile che un funzionario potesse svolgere così tante funzioni, quindi secondo Strundwick quando un funzionario acquisiva un titolo, se lo portava dietro per tutta la vita; Strundwick ha però diviso in modo troppo schematico i titoli in ministeri e dipartimenti.

Il metodo che oggi seguiamo per studiare i titoli è quello di raccogliere complessivamente i titoli e fare delle associazioni: si prende un titolo guida, se ne verificano tutte le attestazioni e si fanno le associazioni con altri titoli e si verifica qual è la sua diffusione, sia geografica che temporale.

La struttura piramidale dell'amministrazione egizia

L’immagine che si dà sempre dell'amministrazione egizia, quella piramidale, è vera: al vertice si trova il sovrano che in linea di principio è competente su ogni settore dell'amministrazione ed è il tramite tra gli uomini e il dio e quindi ha ogni potere, ma delega l'amministrazione del paese ai funzionari, trattando direttamente solo le più alte azioni economiche, militari e religiose (spedizioni militari, esenzioni dalle imposte e così via). I funzionari si suddividono in vari gruppi e al primo posto si trovano gli altissimi funzionari con i titoli amministrativi di larga competenza e il più importante di questi è il vizir che è il primo ministro dello Stato; poi vi sono i sovrintendenti di tutti i grandi uffici amministrativi: il titolo più alto al di sotto del vizir è quello di soprintendente e i sovrintendenti li troviamo un po' in tutti i settori, ovvero nell'amministrazione della giustizia, del lavoro, degli affari economici, nell'amministrazione dei prodotti, nell'amministrazione dei cereali e nel coordinamento centrale dell'amministrazione provinciale; un ruolo importante è anche quello di governatore dell'alto e del basso Egitto.

Questi altissimi funzionari dipendevano dal vizir: spesso lo stesso vizir porta tutti questi titoli di sovrintendente dei vari ministeri; probabilmente un funzionario non faceva tutte queste cose contemporaneamente, ma prima l'una, poi l'altra e poi poteva diventare vizir, ma nella tomba noi troviamo tutto l'elenco dei titoli. Ognuno di questi dipartimenti ha una sua gerarchia di funzionari e il sistema di gerarchie ormai è stato ricostruito in modo chiaro; si tratta di un sistema molto burocratizzato, ma non possiamo parlare di caste in Egitto per la versatilità delle cariche.

Accanto a tutti questi funzionari che dipendevano dal vizir, vi era un'altra branca dello Stato che teoricamente è separata, ma fa parte dello Stato, cioè tutta l'amministrazione dei templi e del palazzo; dai templi e dal palazzo dipendevano le città delle piramidi o anche le fondazioni pie c...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/02 Egittologia e civiltà copta

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher veroavalon84 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Egittologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Piacentini Patrizia.
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