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Riassunto ed appunti esame Filmologia, prof Canosa, libro consigliato Introduzione al cinema muto italiano

Riassunto per l'esame di filmologia e del prof. Canosa, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente Introduzione al cinema muto italiano, dell'università degli Studi di Bologna - Unibo. Scarica il file in PDF!

Esame di Filmologia docente Prof. M. Canosa

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Cap 2: Modi di rappresentazione / Messa in scena / Cinema Italiano anni ’10

1912-1914: si sviluppa con grande fervore la produzione cinematografica italiana. Si

sperimentano stili narrativi ed estetici, i generi che dominano sono:

Kolossal Storico: grande attenzione alla spazialità e al quadro

• Dramma Passionale

Dagli anni ’10 si dibatte molto sulla questione dell’AUTORE CINEMATOGRAFICO

con i ruoli contrapposti del Soggettista vs Direttore Artistico (metteur en scene), ma

anche riflessioni sui compiti che ha il mezzo cinematografico.

Vediamo le tesi in quegli anni, del critico cinematografico Menini e quella del

produttore Ambrosio:

Menini: il direttore di scena è come il suggeritore in teatro (un sottoposto poco

• importante), il vero pilastro della cinematografia è il soggettista.

Ambrosio: il primo artista e vero pilastro del cinema è il direttore di scena

Stravagante ma allo stesso tempo comprensibile (la critica cinematografica era ancora

in via di definizione) sono le varie recensioni del Menini, che darà risalto

all’importanza del direttore artistico (in contrasto con quanto letto poc’anzi)

poiché solo lui conosce i segreti della nascente cinematografia . Inoltre molte

>>

<<

volte apprezzerà film con soggetti alquanto deboli ma con elementi degni di nota

quali interpretazione attoriale, la fotografia, la messa in scena.

Allora Menini la pensa in realtà come Ambrosio.

Nei primi anni del ‘900 si possono distinguere due stili di recitazione:

Latino (a tutto corpo / esagerato)

• Anglosassone (facciale / controllato)

Già nel 1910 negli USA la recitazione Latina verrà messa da parte, preferendo

una mimica facciale morigerata e il controllo delle emozioni, con la conseguente

affermazione della recitazione naturalistica.

In Italia e in Europa, la situazione procederà a rilento, e ancora per qualche anno la

recitazione “a tutto corpo” sarà presente in quasi tutta la filmografia.

Sarà poi anche grazie alla distribuzione dei film della Vitagraph a far conoscere al

grande pubblico questo nuovo modo di fare cinema, avvicinando ulteriormente la

MDP ai volti degli attori. Un bollettino della Vitagraph recitava:

<< Sono più che semplici pellicole, contengono l’essenza della vita. Gli

attori agiscono come persone reali, fanno le stesse cose che facciamo noi

comuni mortali>> Cap 3: Attori e Divismo

Ovviamente gli attori del cinematografo hanno subito una grande influenza dalla

TRADIZIONE TEATRALE.

Per esempio Fregoli, nel suo periodo di attività tra il 1899 e il 1902 utilizza il

cinematografo a conclusione dei propri spettacoli. Le risorse espressive del cinema

vengono messa a disposizione dell’attore ------ > es. Fregoli dietro le quinte

Anche il primo film italiano a soggetto (La presa di Roma) ha interpreti e scenografi

con forti esperienze teatrali. (come richiesta esplicita dello stesso Alberini)

Gli attori del cinematografo vogliono essere riconosciuti questo sarà uno dei

motivi che spingerà la MDP ad avvicinarsi sempre di più al set.

Aperte le prime case di produzione (dal 1905 in poi) nacque anche la necessità di

avere figure professionali attoriali al servizio delle suddette.

Si preferirono attori di compagnie teatrali dialettali e filodrammatiche; contenti

di conseguenza gli interpreti poiché potevano guadagnare di più nel cinematografo e

liberarsi dalla professione secolarmente girovaga dell’attore teatrale.

Dal 1910 a seguire si darà luogo al DIVISMO, il modello è preso dal film danese

“L’Abisso” in cui l’attrice Asta Nielsen, con il suo ballo sensuale (chalupe), esprime

tutta la sensualità di DONNA DOMINATRICE, decisa a battersi per la propria

affermazione sociale, pronta a condurre il gioco della seduzione. La NIELSEN

porta a riflettere sulla necessità di cambiamento sociale che la donna sta avendo

in quel periodo.

Con il film “Ma l’amore mio non muore” di Caserini (1913) e interprete LYDA

BORELLI nasce anche in Italia il DIVA FILM.

Tutte le case di produzione fecero a gara per accaparrarsi una Diva da sfoggiare:

Francesca Bertini ------ > Caesar Film ------ > Bertini Film

• Lyda Borelli ------------- > Cines

• Pina Menichelli --------- > Itala Film

Ogni grande DIVA aveva il proprio OPERATORE di ripresa di fiducia, infatti a loro

interessava, non tanto rendere affascinate il personaggio interpretato, ma

l’immagine stessa della DIVA.

I TEMI RICORRENTI nel Diva-Film sono donne adultere che affrontano l’uomo in

frenetici corpo a corpo, sfidandoli con il loro fascino e dettando legge in materia

d’amore. Diedero al pubblico femminile un modello di emancipazione, sopratutto

per quel che riguarda la sfera privata.

Da ricordare anche i DIVI, come Bartolomeo Pagano (Maciste) e Emilio Ghione (Za

la Mort). Ruoli che avranno accollati per tutta la loro vita e carriera.

Cap 4: La politica dei Generi

Nel cinema primordiale e muto, i pubblicisti non sono interessati a catalogare con

etichette ben definite i film che promuovono o recensiscono.

Le definizioni come <Diva Film> <Cinema in Frac> <Atletico Acrobatico>, sono

tutte posteriori.

All’epoca si utilizzavano definizioni come [Visione Storica] [Dramma Passionale]

[Tutto Brio e Movimento]… inoltre i critici tendevano a considerare ogni film come

“Opera Individuale” dandone importanza ogni qual volta questa <<apportava

progresso all’arte cinematografica>>.

Nel primo periodo, fino agli anni ‘10, la situazione è simile a quella francese, ovvero

le pellicole girate sono FILM DAL VERO e FILM A TRUCCHI.

In modesta parte film comici e drammatici.

Dopo questo periodo ci saranno tante novità come le serie comiche, i grandi film

storici o quelli a sfondo divistico.

Nel 1909, sotto l’egida della Pathé, nasce la “Film d’Arte Italiana”, che porterà

sullo schermo numerosi attori teatrali. GENERI

-Dramma Storico:

Nel 1905 il film “La presa di Roma” da il via alla pratica di realizzare opere

cinematografiche ispirate a testi o avvenimenti storici.

Vengono prodotti cicli dedicati al teatro, ai romanzi e alle opere liriche.

Nel 1910 la Milano Films produce INFERNO, di ben 1200 metri, nasce il

lungometraggio.

La Helios plagia l’opera della Milano Films, presentandola in tutto il mondo,

grazie anche alla furbizia della noleggiatrice Frieda Klug.

Il culmine di questo periodo si avrà con CABIRIA di Pastrone (1914)

considerato il punto di massimo splendore per il genere storico italiano:

- Grande lavoro sulle scenografie

- Sperimentazioni sull’illuminazione (es. l’utilizzo di pannelli riflettenti)

- Uso di carrelli, finalmente si muove la m.d.p.

- Film Comico:

Nasce e muore in pochi anni (1908-1915), e rappresenta una minima parte

della produzione cinematografica di quel periodo (15%).

Vengono creati una quindicina di personaggi con le proprie relative serie:

Cretinetti (Deed) – Tontolini (Guillaume) – Lea Giunchi – Polidor – Kri-Kri (Frau)

In questa schiera di comici, ci sono differenti modalità di temi, intrecci,

recitazione e modi di rappresentazione.

La fisicità dell’attore rivestirà un ruolo fondamentale, da ricordare i passati

clowneschi di molti attori (come Deed e Guillaume) che introdurranno

aspetti di natura acrobatica nella loro recitazione.

Tontolini e Polidor prenderanno altri aspetti dal circo, come l’uso del make-up

ed i costumi per dare al personaggio un apparenza stramba.

Cretinetti utilizzerà un largo numero di comparse per creare finali con

gigantesche catastrofi, oppure utilizzare trucchi cinematografici alla Méliès, o

anche originali. Da ricordare l’influenza artistica di Segundo de Chomòn,

poiché Deed era cresciuto alla Pathé nel periodo in cui Chomòn lavorava lì.

Era frequente l’utilizzo dello STOP-MOTION (nel libro si chiama “tecnica del passo uno”)

Da ricordare anche le pellicole di Lea Giunchi, che

molte volte rappresentano dei gioielli di critica femminista,

<<

manifesto del diritto delle donne alla gioia. >>

- Melodramma e film divistico:

Il lungometraggio, come accennato prima, nasce con i film di ricostruzioni

storiche; ben presto si sposerà con film ad intrecci passionali, consumati in

saloni e giardini di eleganti dimore aristocratiche.

Seguirà un attenzione particolare verso le protagoniste femminili. (aka DIVE)

Pur avendo profonde radici nel melodramma, i film delle dive presentano

alcune differenze e ispirazioni:

- Forte impronta del Verismo

- Marcati tratti Liberty e simbolisti

- Utilizzo della pantomima

La narrazione si basa sulla “femme fatale” ottocentesca, la donna dal fascino

magnetico e la bellezza come colpa involontaria che trascina gli uomini alla

rovina. Regolarmente i film si concludono con la morte della protagonista per

malattia, pazzia, aggressione violenta oppure, come ogni scena madre di ogni

diva, il suicidio.

Da ricordare anche il cinema napoletano con la pratica della sceneggiata

musicale. Nei palcoscenici cittadini si sostituisce il teatro e la danza,

trasferendoli su schermo con la musica dal vivo.

- Avventure in Serie:

Nel film seriale l’elemento melodrammatico tende a sfumare in altri registri:

avventuroso, ricostruzione storica, poliziesco, farsa.

In questa categoria prevalgono i personaggi maschili infatti le donne hanno

spesso un ruolo di contorno o di fanciulle che devono essere salvate.

<< Più che evolvere in un sistema di generi definito, la produzione muta

italiana si affida alla forza carismatica di alcuni personaggi che

possono arrivare a costruire dei generi in sé. >>

- Altre Tendenze:

Ci sono altri filoni produttivi, che anche se non costituiranno dei generi, posso

indicare l’ampiezza della gamma espressiva del periodo muto italiano.

- Commedia Borghese

- Cinema del fantastico

- Fèerie ed anche horror a sfondo esotico ed esoterico


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DETTAGLI
Esame: Filmologia
Corso di laurea: Corso di laurea in dams (discipline delle arti, della musica e dello spettacolo)
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ordoabchao di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filmologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Canosa Michele.

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