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Riassunto completo Economia Industriale

realizzato interamente da Francesca Baetta

Capitolo 1

Una panoramica dell’organizzazione industriale

Organizzazione o economia industriale: disciplina economica volta all’analisi della natura e

comportamento delle imprese, le diverse modalità di interazione che esse sviluppano all’interno dei mercati,

ed in ne il ruolo delle istituzioni.

1

Oggetti di analisi

1. Comportamento dell’impresa: politiche di prezzo e prodotto, investimenti in capitale sso, pubblicità,

R&S, cartelli, fusioni ed acquisizioni, pratiche cooperative (accordi).

2.Modalità di interazione tra imprese

-relazioni concorrenziali: forme mercato come:

concorrenza perfetta: situazione di mercato in cui tutte le imprese realizzano un output omogeneo

perfettamente divisibile, produttori e consumatori dispongono di informazioni complete, non vi sono costi

per transazioni e non in uiscono individualmente sui prezzi, inoltre non esistono esternalità.

concorrenza monopolistica: mercato in cui è presente un elevato numero di imprese di dimensioni ridotte,

le quali hanno una curva di domanda con pendenza negativa grazie la presenza di prodotti di erenziati.

oligopolio: mercato in cui un numero ridotto di imprese le quali operano in modo indipendente.

monopolio: un’impresa possiede il monopolio di un mercato se è l’unica fornitrice di un prodotto per il

quale non esistono sostituti stretti. In monopolio l’impresa ssa il proprio prezzo senza timore che sia

abbassato da un’impresa rivale, a ronta una curva di domanda residuale con pendenza negativa e ssa

un prezzo superiore al costo marginale (MC).

La quantità più venduta in questo mercato è minore di quello di un mercato concorrenziale.

-relazioni proprietarie: avvengono attraverso operazioni straordinarie, dando vita a forme di aggregazione

aziendale come le acquisizioni, formazione di un gruppo di imprese (coordinate da una capogruppo), le

quali accrescono il valore economico del complesso aziendale, favorendo una espansione delle quota di

mercato della stessa.

-relazioni di scambio: le impere stipulano rapporti contrattuali (es: consulenze).

-relazioni cooperative: accordi, joint venture (partecipazioni congiunta al 50%), azione collettiva.

4 modelli di base utilizzati per studiare l’organizzazione industriale

condotte e performace’ di Bain

Il modello ‘Struttura, è uno dei

principali approcci di sintesi utilizzati per studiare l’organizzazione

industriale.

Esso mettendo in relazione il comportamento dell’impresa, contesto

economico-istituzione ed i risultati economici.

risultati economici

I dipendono da diverse variabili, ovvero dalle

condizioni di base, dalla struttura del settore, dalle condotte

dell’impresa e dal contesto istituzionale.

Condizioni di base: fattori esterni all’impresa (dipende dall’ambiente

esterno in cui l’impresa spessa opera).

Esse sono 7, ovvero:

1.elasticità della domanda al prezzo: condizionata da elementi oggettivi, collegata ad esempio

all’apprezzamento della varietà da parte dei consumatori.

2.tasso di crescita della domanda: il COVID19 ha provocato una riduzione del consumo marginale.

3.grado di sostituibilità dei prodotti: se ad esempio i prodotti sono poco sostituibili, allora saremmo in

concorrenza imperfetta, e le politiche aziendali possono essere diverse.

4.tecnologia (o erta tecnologica): potrebbe derivare dall’esterno del settore di riferimento dell’impresa.

5.economie di scala: risparmio di costo derivanti da aumenti di volume di produzione.

6.capitale umano: livello di istruzione medio della forza lavoro.

7.o erta di materie prime

Le condizioni di base impattano sulla struttura.

1 riassunto realizzato da Francesca Baetta

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Struttura settore- liera: tali condizioni base in uenzano la struttura del settore, che dipendono a sua volta

da

-n. Imprese attive

-barriere all’entrata: ostacoli oggettivi che limitato la concorrenza (elevati costi ssi, spese di innovazione).

Un buon esempio di barriera all’entrata è un brevetto, concesso dal governo all’inventore, il quale

bene cerà del diritto monopolistico di vendere la sua invenzione per un certo periodo.

-grado di di erenziazione dei prodotti

-grado di integrazione verticale delle imprese

-grado di diversi cazione organizzativa e dimensionale delle imprese.

Comportamento/condotta impresa: essa ha diverse opzioni di comportamento, che spaziano su diversi

temi, che sono le politiche di prezzo, prodotto, pubblicità, investimenti in capitale sso, pubblicità, R&S,

collusione (cartelli), fusioni ed acquisizioni, pratiche cooperative (accordi).

Contesto istituzionale (politiche pubbliche): esso è relativo a

-antitrust -regolamentazione -de nizione standard di qualità -beni pubblici o erti dagli enti pubblici sul

mercato nei confronti di imprese e consumatori (ricerca, istruzione e formazione) -protezione istituzionale

dell’entrata -incentivi e sussidi -imposte -politiche macroeconomiche.

Risultati economici: sono il livello dei prezzi dei prodotti, progresso tecnico, e cienza, qualità dei prodotti

ed in ne pro tti. I risultati economici solo il punto d’arrivo di tale modello, quest ultimo é caratterizzato da

una relazione biunivoca, e non deterministica.

del settore’

Un ulteriore modello è ‘l’analisi di Porter.

Attraverso tale modello possono essere misurate le performance dell’impresa, confrontandola con le altre

imprese sul mercato ( liera). I suoi risultati dipendono dalla capacità dell’organizzazione stessa di

posizionarsi all’interno del mercato, e dalle 5 forze.

Vi sono 5 forze alla base della concorrenza interna:

Entrata:

1. di nuovi imprese che al momento non sono ancora sul settore,

ma che possono entrare, sopratutto se le barriere sono basse.

Potere dei compratori:

2. (a valle) destinatari dell’output prodotto

dall’impresa che potrebbe decidere di integrarsi a monte.

Poter dei fornitori:

3. (a monte) soggetti che forniscono all’impresa

materie prime e semilavorati necessari per svolgere il processo

produttivo e che potrebbero decidere di integrarsi a valle.

Sostituiti e complementi:

4. immettono sul mercato prodotti diversi da

quelli dell’impresa di riferimento ma che soddisfano, in modo diverso lo

stesso bisogno del cliente. Più sono presenti tali soggetti nel mercato,

più vi è il rischio che l’impresa di riferimento venga schiacciata dagli

stessi, conseguendo minori pro tti. 2

Filiera: Insieme di settori a monte o valle di un settore di riferimento oggetto di analisi.

novità rispetto a ‘Struttura, condotte e performance’

Le apportate da tale modello, sono diverse.

fattori che in uenzano la variazione della

In primo luogo viene posto un maggiore accento sui

competizione all’interno del settore, minacce,

viene analizzato il ruolo delle perciò si estende l’analisi di

potere di mercato

liera. In ne oggetto di analisi è il posseduto dalle imprese che operano all’interno della

liera, insieme all’intensità della concorrenza delle imprese nello stesso settore, in uenzano i risultati

economici. minacce concorrenza interna.

Ci si concentra sulle della

In particolare, i fattori che aumentano concorrenza interna sono:

-incremento n. venditori e concorrenti

-domanda stagnante o in diminuzione

-presenza di capacità produttiva in eccesso

-o erta di prodotti indi erenziati: prodotti con stesse caratteristiche, perfetti sostituiti.

-elevata elasticità della domanda del prezzo

-forti barriere all’uscita: impediscono alle imprese con rendimenti mediocri di uscire dal mercato.

2 riassunto realizzato da Francesca Baetta

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Risulta costoso uscire da un settore industriale se esistono costi che non si possono recuperare (sunk cost).

Supponiamo che l’impresa per operare in un settore necessiti di attrezzatura altamente specializzata

di cilmente rivendibile.

Se l’investimento irrecuperabile è alto (es: pubblicità),l’impresa tende a proseguire la sua attività.

minacce all’entrata

I fattori che aumentano sono:

-assenza di signi cative economie di scala

-assenza di e etti di reputazione delle imprese preesistenti

-bassa protezione da parte delle imprese preesistenti degli input critici (tecnologia, materie prime, canali

distributivi, innovazione)

-curva di apprendimento piatta: all’aumentare del tempo e alla ripetizione di una attività, i costi

diminuiscono. Con bassi vantaggi la curva è piatta, perciò la minaccia di entrata aumenta (non protegge chi

è da tempo nel settore).

-assenza di esternalità di rete: bene ci che un impresa attiva in un determinato settore possiede, rispetto

alle imprese entranti (bene ci grazie a ciò che ha già costruito).

minaccia prodotti sostituti

I fattori che aumentano la derivate da (prodotti complementari) sono:

-elasticità della domanda al prezzo: sensibilità della della quantità domandata di un bene in relazione alla

variazione del prezzo.

-prezzo,

-grado di sostituibilità (complementarietà): capacità di un prodotto di essere sostituto da un altro prodotto

complementare.

-prodotti sostitutivi competitivi a basso costo,

-costi di conversione per l’utente (switching Cost): costo che il consumatore sostiene quando cambia il

fornitore di un determinato prodotto o servizio.

-rapporto prezzo/qualità del prodotto sostitutivo.

potere del fornitore(5):

Fattori che in uenzano il

-numero limitato dei fattori (+)

-esclusività tecnologica controllata dal fornitore (+)

-assenza di rischi di integrazione a monte da parte dell’acquirente (+)

-assenza di investimenti speci ci da parte del fornitore (+/-)

-disponibilità di prodotti sostituiti (omogenei) (-).

potere del compratore,

Fattori che aumentano il ovvero l’acquirente nale (5):

-n. limitato (concentrazione) dei compratori (+): minori sono i compratori, maggiore è il loro potere nei

confronti delle imprese erogatrici di beni e servizi nali.

-elevata quota di mercato controllata dal compratore (+)

-scarsa di erenziazione dei prodotti del fornitore (+)

-elevati investimenti speci ci da parte del fornitore (+): gli investimenti dei fornitori vanno a bene cio degli

acquirenti nali.

-possibilità di integrazione a monte da parte del compratore (+).

Value Net (Co-opetition) di Branderburger e Nalebu

Tale modello permette di analizzare la presenza di relazioni di cooperazione tra imprese, ed a erma come vi

siano imprese in concorrenza tra loro, le quali cooperano allo stesso tempo. 3

Un esempio lampante è il caso Apple e Samsung, in quanto la prima si rifornisce dalla seconda per ottenere

diverse componenti elettroniche, in quanto acquistare all’esterno le risulta più vantaggioso.

Perciò le stesse collaborano nel rifornimento di materiali, ed allo stesso tempo competono sul mercato nella

vendita di apparecchiature elettroniche come cellulari, computer ecc..

3 riassunto realizzato da Francesca Baetta

ffi ff fi fl ff fi fi fi fi fi fi f fi ff fi minacce

Il suddetto modello si ispira a quello di Porter in quanto viene analizzato il ruolo delle (imprese

opportunità,

concorrenti), le quali possono trasformarsi in attraverso la cooperazione.

Da ciò nasce il termine coopetitions.

Complementors: un’impresa è un tuo complementor se i clienti valutano di più il tuo prodotto quando

hanno anche il prodotto del complementor rispetto a quando hanno solo il tuo prodotto.

Anche un fornitore può avere un ruolo di complementor (Intel e Microsoft).

Concorrente: un’ impresa è un tuo concorrente se i clienti valutano di meno il tuo prodotto quando hanno

anche il prodotto del tuo concorrente rispetto a quando hanno solo il tuo prodotto.

Le imprese sono complementors nel creare un mercato (centro commerciale) e concorrenti nel ripartirsi il

mercato (settore dell’abbigliamento).

Cooperare può risultare più vantaggioso che competere, talvolta le imprese sono concorrenti di altre

imprese in alcuni ambiti e cooperative con le stesse in altri.

I risultati economici dipendono anche dalla capacità dell’impresa di valorizzale le opportunità di

cooperazione con altre imprese.

Global Value Chain o Catena del Valore di Gare

forme di governo vengono coordinate le transizioni

GVC rappresenta le diverse attraverso cui

all’interno della liera. Le GVC sono una organizzazione del processo produttivo, nato a metà degli anni

90’, in cui lo stesso viene frammentato in più compiti allocati a più imprese in tutto il mondo.

Le imprese vengono coordinate ordinariamente tramite:

-mercato (prezzo): il prezzo è lo strumento di coordinamento degli scambi, attraverso di esso in

concorrenza perfetta la domanda = o erta, vi sono scambi spot senza vincolo temporale tra le parti e bassi

costi di sostituzione di un attore con un altro.

-gerarchia (impresa e autorità): dati gli elevati costi di coordinamento e impossibilità di impiegare il prezzo

come strumento di coordinamento, si fa ricorso alle autorità, le quali o rono linee di comando e

informazioni verticali. Vi è quindi una integrazione verticale delle produzione.

Inoltre abbiamo nuove forme di coordinamento delle transazione:

-catena del valore modulare: L’impresa nale assegna alle imprese capo la il compito di realizzare alcuni

moduli (subsistemi), che a loro volta distribuiscono le attività a imprese fornitrici da loro coordinate.

Le imprese capo la sono detentrice di know how, conoscenze e competenze, le relazioni assumono così

continuità nel tempo.

-catena del valore relazionale: Gli scambi assumono un orizzonte di lungo periodo.

La complessità tecnologica degli scambi è elevata.

Tra impresa fornitrice e impresa acquirente ( nale) vengono sviluppati scambi materiali e immateriali

(compreso il trasferimento di conoscenza), si crea così interdipendenza fra le parti e investimenti destinati al

ra orzamento delle relazioni.

4

-catena del valore captive: Forte dipendenza del fornitore dall’acquirente (impresa).

Siamo in presenza di un asimmetria dimensionale di potere contrattuale tra le parti, a discapito del fornitore,

in quanto in caso di cambiamento dell’acquirente, esso sosterebbe elevati costi.

Ciò spinge ad esercitare un forte controllo e monitoraggio del fornitore da parte dell’acquirente.

Adeguatezza delle forme di governo delle transazioni assicurano l’e cienza della liera, la quale in uenza la

competitività dell’impresa nale.

Le forme di governo sono funzione del grado di complessità della transizione, la possibilità di codi care la

transizione e del livello della competenze del fornitore.

I risultati economici della singola impresa dipendono dalla competitività della liera e posizione dell’impresa

all’interno della liera.

5

Secondo Gale i paesi nel passato commercializzavano prodotti niti, verso gli anni 80/90 si iniziano a

produrre beni intermedi, in questa maniera il commercio internazionale si espande, consentendo alle

imprese specializzate di entrare nel mercato.

Esistono 3 livelli di commercio internazionale:

-prodotti niti (sistema tradizionale)

-beni intermedi (input)

-servizi e pezzi della logistica, consiste nel trasferimento all’estero di compiti o task (attività e servizi).

4 riassunto realizzato da Francesca Baetta

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L’industria manifatturiera in Italia sull’esportazione

Il sistema produttivo italiano è fortemente concentrata (export-led), vi è una signi cativa

elevata demogra a industriale

o erta imprenditoriale ed una (nascita/morte delle imprese).

Le imprese di grandi dimensioni in Italia sono relativamente poche, il peso maggiore del VA deriva dalle

imprese minori.

Per nire si può a ermare che in questi ultimi decenni (anni 90) vi è stata una forte crescita delle imprese e

gruppi medi.

Il modello manufatturiero italiano è molto simile a quello tedesco, l’infrastruttura istituzionale è ibrida,

capitalismo Renano (coordinate market economy) insieme a quello Anglosassone (liberal market economy).

Nel modello Renano vi sono settori molto avanzati (automobili), mentre il modello Anglosassone è

fortemente in uenzato dalle oscillazioni borsistiche.

Modello Renano: organizzazione economica ed istituzionale nata in Germania e successivamente di usa in

Giappone. In questo modello la proprietà delle grandi imprese è condivisa da azionisti formati da grandi

banche, società di assicurazione, fondi collegati a dipendenti o sindacati.

Gli azionisti partecipano attivamente alla gestione quotidiana dell’impresa, a ancandosi a manager e

rappresentanti dei dipendenti.

Esiste inoltre un rapporto costante tra impresa e istituzioni pubbliche, rendendo stabile il complesso

equilibrio fra le diverse forze che fanno capo all’impresa.

Modello Anglosassone: ispirato al liberalismo ed approccia il valore della libera concorrenza come

elemento centrale dell’intero sistema economico.

Il mercato nanziario è il metro di riferimento nella valutazione delle performance dell’impresa e nella

gestione della stessa, con la conseguenza che nelle decisioni d’impresa prevale una visione di breve

periodo. Vi è una separazione tra proprietà e gestione, nel senso che il manager non risponde ad un

azionista di riferimento, ma vede nel mercato il suo azionista di controllo.

Prevalgono le public company, importanti sono le performance dei manager, i quali vengono remunerati

principalmente con stock option (strumento di incentivo legato alle performance).

vasta o erta di prodotti

Il sistema manufatturiero Italiano o re una (strategie di proliferazione dei prodotti),

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher frencyba0 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia industriale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Parma o del prof Arrighetti Alessandro.
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