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Economia delle istituzioni e dei mercati regolati

Mercati contendibili

La teoria dei mercati contendibili è stata sviluppata alla fine degli anni settanta ed è esposta nel contributo di Baumol, Panzar e Willig del 1982. La nozione di mercato contendibile costituisce un caso limite in cui l'entrata potenziale di nuovi concorrenti impedisce a chi opera nel mercato di esercitare potere di mercato.

Partendo dalla definizione di sostenibilità si ottiene una definizione di mercato contendibile, ossia: è contendibile un mercato in cui condizione necessaria perché una configurazione sia in equilibrio è che essa sia sostenibile. Al contrario, non sarà contendibile un mercato in cui la presenza di barriere all'entrata rende possibile alle imprese operanti la fissazione di prezzi che non coincidono con i minimi prezzi compatibili con l'assenza di perdite.

Un mercato è contendibile, dunque, solo quando le imprese operanti non possono opporre ai concorrenti potenziali alcuna barriera all'ingresso, e l'unico modo di impedirne l'entrata è quella di renderla non attraente fissando prezzi sostenibili. Un mercato contendibile è un mercato in cui la forza della concorrenza potenziale impedisce a chi vi opera l'esercizio del potere di mercato e dunque non ha bisogno di essere regolamentato in quanto è in grado di limitare spontaneamente il potere di mercato di chi vi opera, di selezionare il numero ottimale di imprese, di determinare il livello ottimale di produzione con profitti non negativi, di evitare duplicazione dei costi fissi, di raggiungere massimo benessere sociale, ecc.

Le condizioni che garantiscono la contendibilità di un mercato possono ricondursi a quelle che consentono ai potenziali entranti l'esercizio di una concorrenza del tipo hit & run, ovvero la possibilità di entrare sul mercato applicando un prezzo inferiore a quello applicato dall'impresa operante, e uscirne prima che l'operante possa mettere in atto una reazione che comporterebbe per l'entrante delle perdite; solo in questo caso si avrà una reale convenienza ad entrare ogniqualvolta il prezzo applicato dalle imprese operanti ecceda quello sostenibile.

Condizioni della concorrenza hit & run

  • I consumatori devono reagire istantaneamente alle variazioni di prezzo (in modo tale che il nuovo entrante proponendo un prezzo inferiore attrae tutta la domanda che desidera soddisfare).
  • L'impresa entrante non deve sopportare costi non recuperabili (sunk costs) per il fatto di entrare sul mercato (si hanno costi non recuperabili quando l'entrata richiede investimenti irreversibili che cioè andrebbero persi in caso di uscita dal mercato), l'assenza di costi irrecuperabili implica che entrata ed uscita dal mercato non siano costose.
  • Deve essere credibile la congettura (alla Bertrand) che almeno per un certo periodo di tempo le imprese operanti non possano reagire all'entrata abbassando il prezzo al di sotto di quello proposto dalla nuova entrante.

Le ultime due condizioni sono tra loro collegate, poiché un investimento è recuperabile o meno a seconda del periodo che la nuova impresa ha per ammortizzare il costo sostenuto e questo a sua volta dipende dal tempo di reazione delle imprese operanti e quindi dal periodo in cui l'entrante può lucrare profitti positivi. Si suppone quindi che le imprese operanti non possano rispondere prontamente all'entrata di un nuovo concorrente con una riduzione del prezzo. In assenza di tale condizione, e dunque se le imprese operanti reagiscono “velocemente”, l'entrata porterà a sopportare il costo di una guerra di prezzi tra entrante ed imprese operanti, in un mercato che non è sufficientemente ampio per consentire a tutti di ottenere profitti non negativi. Di conseguenza, i casi in cui questa teoria è rilevante sono limitati.

Price cap

Il meccanismo di regolazione con price cap consiste nel porre un tetto alla crescita dei prezzi dei servizi prodotti dall'impresa vincolandola, nel tempo, alle variazioni dell'indice dei prezzi di un paniere di beni e di una grandezza che esprime l'efficienza produttiva. La scelta della grandezza a cui vincolare il livello iniziale dei prezzi può condizionare la libertà dell'impresa nella definizione dei prezzi relativi dei propri servizi, ossia la struttura dei prezzi.

Il modello consiste nel fissare i prezzi, a un livello predeterminato, e nel definire un meccanismo di adeguamento nel tempo che tenga conto delle spinte inflazionistiche e delle variazioni di produttività dell'impresa, ma anche degli esiti microeconomici di tali effetti, che possono portare variazioni nei prezzi relativi dei singoli servizi offerti dall'impresa.

Il meccanismo con price cap che garantisce all'impresa, come incentivo ad un comportamento efficiente, la possibilità di trattenere i guadagni di produttività, la spinge a variare i prezzi dei prodotti in modo tale da massimizzare il surplus dei consumatori consentendole, allo stesso tempo, di non incorrere in perdite.

Nella formulazione del price cap, un problema che deve affrontare il regolatore quando l'impresa produce più servizi, è quello di scegliere se imporre il vincolo sul prezzo di ciascun servizio (considerato individualmente), oppure se definire una media dei prezzi di tutti o di una parte dei servizi forniti dall'impresa e applicare il vincolo su questa. La scelta di imporre il vincolo a una grandezza media è di solito preferita dall'impresa che così dispone di maggiore libertà nella definizione dei prezzi. La flessibilità dei prezzi inoltre, secondo l’analisi teorica, consente di raggiungere un livello di surplus più elevato. Oltre che, quando vi sia progresso tecnologico e il prezzo relativo di diversi input si modifichi, permettere all'impresa di adattare i prezzi dei singoli servizi al naturale evolversi dei costi.

Modello di Rees e Vickers

Una formulazione generale del modello di price cap in caso di multiprodotto è riconducibile allo schema di Rees e Vickers. In questo modello si tiene conto, appunto, del fatto che l'impresa può produrre più servizi, e il vincolo consiste nell'imporre ad un indice dei prezzi dell'impresa di non superare una grandezza P* determinata dal Regolatore. Il vincolo sull'indice dei prezzi, espresso come media ponderata dei prezzi, viene espresso dalla relazione: Σi wipi ≤ P* dove wi sono i pesi, pi sono i prezzi, e la somma dei pesi è Σi wi = 1.

Il problema regolatorio consiste nel fissare la grandezza P* che consente di massimizzare il surplus dei consumatori, S(P), sotto il vincolo che l'impresa, libera di scegliere i prezzi relativi, raggiunga l'equilibrio finanziario, profitto(P*) >= 0. Il risultato dell'analisi è dunque legato alla scelta dei pesi Wi e della grandezza P*.

Si possono avere due tipologie di pesi nella definizione dell'indice dei prezzi. Il primo tipo viene determinato in relazione alla quantità prodotta dei beni e precisamente come rapporto tra la quota di produzione di ciascun servizio (Yi) e la produzione totale dell'impresa (sommatoria Yi): l'indice dei prezzi esprime in questo caso il ricavo medio dell'impresa. Il calcolo e l'applicazione di questo rapporto sono possibili solo quando l'impresa produce servizi omogenei (gas, energia elettrica). Il vincolo allora può essere riscritto come vincolo sul ricavo medio dell'impresa: Σi piyi / Σ yi ≤ P*

In questo caso i pesi sono endogeni poiché legati al comportamento dell'impresa. L'impresa ha quindi un incentivo a comportarsi strategicamente perché modificando le quantità dei servizi venduti sui vari mercati può alterare i pesi che entrano nel calcolo dell'indice dei prezzi e la possibilità di raggiungere un risultato ottimale si perde perché probabilmente il comportamento dell'impresa sarà inefficiente dal punto di vista allocativo. La seconda tipologia di pesi viene anche detta a pesi fissi perché è il regolatore che fissa direttamente i pesi che entrano nel calcolo della media dei prezzi: Σi wipi ≤ P*

In questo caso i pesi sono esogeni e se sono scelti opportunamente basandoli sui prezzi di Ramsey, l'efficienza allocativa è tutelata e si parla di un price cap ideale.

Modello di Vogelsang e Finsinger

Il meccanismo di fissazione dei prezzi proposto da Vogelsang e Finsinger nel 1979 consiste nel definire un percorso regolatorio che spinge l'impresa a modificare la propria struttura di prezzi fino a raggiungere una soluzione di ottimo che comporta l'adozione dei prezzi di Ramsey. Si tratta di un meccanismo in cui il Regolatore non ha bisogno di conoscere le funzioni (di costo e di domanda) dell'impresa ma solo i valori puntuali (costi, prezzi e quantità) dell'anno precedente (t-1) l'applicazione del vincolo regolatorio.

La definizione del vincolo consiste nel dare l'opportunità all'impresa di scegliere i prezzi nel periodo successivo, t, in modo tale che il ricavo ottenuto moltiplicando i prezzi del periodo t per i livelli produttivi del periodo t-1 non superi i costi sostenuti nel periodo t-1 per ottenere quei livelli di produzione. Il regolatore definisce la relazione Σi pit yit-1 ≤ C(yit-1) dove il primo termine (Σi pit yit-1) non è un ricavo effettivo ma un ricavo fittizio e il secondo C(yit-1) è il costo totale associato ai livelli di produzione del periodo t-1.

Il meccanismo regolatorio funziona solo se è possibile determinare dei prezzi che consentono all'impresa di non subire perdite (il prezzo non deve superare il costo medio del periodo precedente) e ciò significa che la funzione di costo deve essere caratterizzata da economie di scala se l'impresa è monoprodotto o da costi medi decrescenti, per paniere di servizi prodotti, al crescere della scala produttiva, se l'impresa è multiprodotto. L'impresa, se vuole massimizzare i profitti, sceglie nel periodo t, i prezzi pit a cui corrispondono le quantità yit e i costi associati C(yit).

Se alla fine del periodo t il profitto è positivo, il Regolatore ridefinisce il vincolo per il periodo successivo, t+1, utilizzando le grandezze del periodo t e così via fino a erodere (annullare) i profitti dell'impresa. Infatti, il meccanismo, spingendo l'impresa ad abbassare continuamente i prezzi, la induce a definire quelli che le consentiranno solo un profitto nullo. I prezzi che l'impresa determina alla fine del processo iterativo, coincidono con i prezzi a...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher antonio_madeo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia delle Istituzioni e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Perugia o del prof Polinori Paolo.
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