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Jacopo G. economia degli intermediari finanziari

Il sistema reale e finanziario e l’intermediazione

All’interno del sistema economico, da un lato si scambiano beni, servizi e forza lavoro; dall’altro si trasferisce in contropartita la moneta o altri mezzi di pagamento o strumenti finanziari. Le principali categorie di soggetti sono: le famiglie, le imprese, il governo e la pubblica amministrazione.

  • Le famiglie lavorano e gestiscono il loro patrimonio, al fine di ottenere i redditi da destinare all’acquisto di beni e servizi.
  • Le imprese investono in beni reali e forza lavoro, al fine di generare il profitto per l’imprenditore (o per i diversi soci).
  • Il governo e la pubblica amministrazione hanno un duplice ruolo: come produttore di beni e servizi di pubblica utilità, stabiliscono imposte e tasse; come regolatore del mercato, emanano norme e gestiscono la quantità di moneta in circolazione.

Sistema reale: mercato di scambio di beni, servizi e forza lavoro. Sistema finanziario: scambi di moneta, altri mezzi di pagamento e altri strumenti finanziari.

Nel sistema economico, vi è la contemporanea presenza di:

  • Soggetti in avanzo finanziario (surplus), disposti a scambiare potere di acquisto attuale con quello futuro a condizioni di adeguati rendimenti attesi;
  • Soggetti in disavanzo finanziario (deficit), disposti a ricorrere a risorse esterne per far fronte al fabbisogno maggiore delle disponibilità, a condizione che il relativo costo sia inferiore al rendimento degli investimenti finanziati.

Il sistema finanziario influenza: le decisioni di distribuzione del reddito fra consumo e risparmio; le decisioni d’investimenti dei soggetti in avanzo finanziario (surplus); le decisioni d’investimento dei soggetti in disavanzo finanziario (deficit).

Per il trasferimento efficiente di risorse, il sistema finanziario deve garantire:

  • Liquidità, negoziabilità e standardizzazione degli strumenti finanziari ed esistenza dei mercati ove effettuare gli scambi;
  • Diversificazione e riduzione del rischio a vantaggio dei datori di fondi (risk sharing);
  • Elaborazione e diffusione delle informazioni per una corretta gestione del rischio.

Finanziarizzazione dell’economia

Un ruolo della “finanza” difforme da quello utile al funzionamento efficiente del sistema economico porta al fenomeno comunemente definito come: finanziarizzazione dell’economia, in cui le tipologie e le quantità di prodotti e servizi finanziari offerti risultano costantemente in crescita e scollegati rispetto alla crescita ed evoluzione del sistema reale. L’effetto è una “distrazione” della ricchezza verso gli strumenti finanziari a discapito degli investimenti produttivi, con conseguenti effetti negativi, nel medio e lungo termine, sulla crescita economica.

Diviene indispensabile l’equilibrio tra sistema finanziario e sistema economico, pena il formarsi di “bolle” finanziarie (eccesso di strumenti finanziari rispetto ai beni e servizi reali) o reali (aumento dei prezzi per scarsità di moneta).

La politica monetaria, la politica di bilancio e la politica dei redditi costituiscono, insieme, il corpo della moderna politica economica. La politica economica persegue i seguenti obiettivi macroeconomici: sviluppo del reddito; stabilità dei prezzi; crescita occupazionale; equilibrio della bilancia dei pagamenti.

La “politica di bilancio” è costituita dalle manovre fiscali e di spesa pubblica, attuate tramite il bilancio dello Stato. In Italia, l’autorità competente è il parlamento che la attua mediante la cd “legge finanziaria” (o più di recente “di stabilità”); nella UEM, le scelte dagli stati membri sono vincolate dal “trattato istitutivo dell’UE” e dal “patto di stabilità e crescita”.

Il “patto di stabilità e crescita”: rapporto deficit/PIL <3%; rapporto debito pubblico/PIL <60%.

La “politica dei redditi” ha l’obiettivo di assicurare una crescita equilibrata dei salari e del margine di profitto. La responsabilità della sua attuazione è affidata alle parti sociali (rappresentanze sindacali e associazioni degli imprenditori); consiste in: provvedimenti legislativi afferenti la regolamentazione del mercato del lavoro; la mobilità dei lavoratori; gli accordi tra le parti sociali; il finanziamento degli ammortizzatori sociali; etc.

La “politica monetaria” ha come obiettivi: di breve periodo, assicurare un mix soddisfacente tra stabilità monetaria, occupazione e sviluppo; di lungo periodo, il raggiungimento degli obiettivi della politica fiscale e dei redditi in una situazione di contenimento del tasso d’inflazione.

Cicli economici e saldi finanziari

L’equilibrio economico di un sistema non è statico ma dipende dalla continua contrapposizione (sequenza) di situazioni di disequilibrio in movimento, con una condizione mediana di stabilità. La produzione di beni e servizi di un paese fluttua intorno a una tendenza di fondo, con fasi di crescita e di contrazione.

Ciascun ciclo economico si articola in fasi generali di espansione seguite da fasi di recessione e contrazione ugualmente diffuse, poi seguite da riprese che confluiscono nella fase di espansione del ciclo successivo. Tali sequenze sono ricorrenti ma non periodiche (altrimenti sarebbero prevedibili). La loro durata è variabile e va da 1 a 10-12 anni.

I comparti e settori produttivi reagiscono in maniera difforme al trend generale dell’economia, sono pertanto definiti: ciclici, anticiclici e pro-ciclici. Ciascuna congiuntura economica è differente dalle altre e pertanto anche le misure e i rimedi adottati non sono replicabili con i medesimi risultati.

Caratteristiche individuabili di un ciclo economico: tendenza di fondo (trend), una componente ciclica (congiuntura), una componente stagionale, una componente accidentale (movimenti imprevedibili).

Fasi tipiche del ciclo economico: recessione (almeno due trimestri consecutivi negativi), ripresa, espansione (breve fase di inversione di tendenza dopo una recessione o rallentamento), fase di crescita fino al massimo del ciclo, rallentamento (fase in cui la crescita della produzione decelera).

Il trend è graficamente rappresentato dalla linea che intercetta le diverse fasi congiunturali, segnando i passaggi da ripresa a espansione e da rallentamento a recessione.

Due importanti obiettivi del sistema finanziario sono: favorire gli scambi generando moneta, garantendo le transazioni, contribuire al trasferimento delle risorse finanziarie tra gli operatori economici.

Obiettivo strategico di lungo periodo degli intermediari finanziari: soddisfare al meglio le differenze comportamentali in campo finanziario della propria clientela.

Saldi finanziari settoriali

Due elementi per comprendere al meglio la struttura ed il funzionamento dei mercati finanziari sono: l’oggetto dello scambio (i saldi finanziari) e gli attori dello scambio (i settori istituzionali).

Dal lato della domanda aggregata (Y), il reddito può essere destinato o a finanziare i consumi (C) o ad essere risparmiato (S). Y = C + S Dal lato dell’offerta aggregata (PIL), la stessa può essere destinata alla produzione di beni e servizi di consumo (C) o verso investimenti in attività reali (I). PIL = C + I.

Tale condizione (S = I), che caratterizza il sistema nel suo complesso e in situazione di equilibrio, non si verifica necessariamente per le singole unità economiche. Es. una famiglia può destinare parzialmente il proprio risparmio all’acquisto di beni d’investimento.

In termini tipicamente contabili, gli stock accumulati a fine periodo, ad esempio da una famiglia, sono: in termini di impieghi, investimenti in attività reali (es. abitazione) e in attività finanziarie (titoli, depositi bancari, ecc.); in termini di fonti, risparmio cumulato nel tempo (patrimonio) e indebitamento acceso e in essere (passività finanziarie).

Settori istituzionali

Il Sistema Europeo dei conti 1995 (SEC95) definisce i settori istituzionali come “raggruppamenti di unità istituzionali che manifestano autonomia e capacità di decisione in campo economico-finanziario e che, fatta eccezione per le famiglie, tengono scritture contabili separate”.

I settori istituzionali sono quindi: famiglie, imprese non finanziarie, pubblica amministrazione, estero, istituzioni finanziarie. Le quattro grandezze esaminate sono direttamente influenzate da: modello di distribuzione dei redditi, politica di finanza pubblica e sistema fiscale, andamento del ciclo economico, sistema previdenziale pubblico e privato.

In Italia i dati relativi ai settori istituzionali sono rinvenibili nella relazione annuale della Banca d’Italia. Dalla sua lettura si rileva che la somma dei saldi dei vari settori istituzionali, in ciascun anno, è sempre uguale a zero, a conferma che, a livello aggregato, è vera l’uguaglianza S = I.

Intermediari e raccordo fra flussi

Il trasferimento di risorse può avvenire:

  • Nello spazio, dando origine alla moneta quale mezzo di pagamento;
  • Nel tempo, dando origine ad operazioni di credito;
  • Tra unità appartenenti ad un medesimo settore;
  • Tra unità appartenenti e settori diversi, mediante l’emissione di titoli di debito/credito o, più comunemente, attraverso gli intermediari finanziari.

Il trasferimento può dare origine a due circuiti: il circuito diretto (i mercati, paradigmaticamente la borsa); il circuito indiretto che richiede l’esistenza degli intermediari finanziari.

Il trasferimento di risorse è indiretto quando avviene attraverso l’intervento di un intermediario che raccoglie risorse stipulando un contratto con un’unità in avanzo e le impiega stipulando un altro contratto diverso con un’unità in disavanzo.

  • Famiglie, abitualmente in condizione di avanzo finanziario;
  • Imprese non finanziarie, sistematicamente in condizione di disavanzo finanziario (assuntrici di debito);
  • Pubblica amministrazione, in condizione di disavanzo finanziario (deficit), spesa pubblica maggiore delle entrate;
  • Estero, dipende dal saldo della bilancia dei pagamenti;
  • Istituzioni finanziarie, dedite a raccogliere, trasformare e impiegare, secondo modalità mutevoli nel tempo e nello spazio, le disponibilità finanziarie degli operatori.

Funzioni e struttura del sistema finanziario, ruolo di quello bancario

In senso stretto il sistema finanziario è costituito dalla struttura mediante la quale si svolge, sistematicamente e in modo specializzato, la complessiva attività di produzione e offerta di mezzi di pagamento, di servizi e strumenti finanziari; attività, appunto, definita di intermediazione finanziaria.

Le funzioni svolte dal sistema finanziario sono sostanzialmente tre: la funzione monetaria, la funzione creditizia e di mobilizzazione del risparmio, la funzione di trasmissione della politica monetaria.

  1. La funzione monetaria, legata alla creazione e circolazione dei mezzi di pagamento, compresa la gestione dei relativi sistemi di pagamento.
  2. La funzione creditizia e di mobilizzazione del risparmio, legata al trasferimento delle risorse tra operatori economici (detentori e prenditori di fondi; azionisti; management; ecc.).
  3. La funzione di trasmissione della politica monetaria, al fine di perseguire gli obiettivi di politica economica.

Il sistema finanziario, nell’ottica degli operatori economici, favorisce:

  • Il regolamento degli scambi mediante l’offerta di strumenti di pagamento;
  • Il trasferimento di risorse da risparmio accumulato a investimenti che necessitano di opportuni finanziamenti;
  • La gestione dei rischi e la loro copertura mediante strumenti a termine e assicurativi.

Lo scambio di risorse finanziarie deve avvenire nel tempo oltre che nello spazio, mediante strumenti di debito/credito, per consentire di scambiare potere di acquisto nel presente versus potere di acquisto nel futuro. In questo modo le risorse risparmiate dalle unità in surplus diventano disponibili per quelle in deficit, consentendo a quest’ultime di compiere gli investimenti.

Elementi costitutivi del sistema finanziario sono: gli strumenti, i mercati, gli intermediari e l’ordinamento:

  1. Gli strumenti, insieme di contratti di natura finanziaria.
  2. I mercati, insieme degli scambi per il cui funzionamento occorrono strutture, organi di gestione, operatori, regole di comportamento, controlli.
  3. Gli intermediari, istituzioni specializzate nella produzione e negoziazione di prodotti e servizi finanziari.
  4. L’ordinamento, insieme di norme che, disciplinando i precedenti elementi, devono assicurare il funzionamento efficace ed efficiente del sistema medesimo.

I mercati finanziari, detti anche mercato dei capitali, rappresentano l’insieme delle operazioni di scambio dei contratti nei quali la presenza di strutture operative specializzate agevola l’incontro tra la domanda e l’offerta.

La principale classificazione dei mercati finanziari si distingue tra: mercato creditizio, mercato mobiliare, mercato assicurativo e mercato dei servizi di pagamento.

  • Mercato creditizio, dove intermediari specializzati operano in termini di raccolta ed erogazione di prestiti;
  • Mercato mobiliare, in cui trovano esecuzione le operazioni aventi ad oggetto titoli;
  • Mercato assicurativo, in cui gli operatori si coprono dal rischio mediante la stipula di polizze;
  • Mercato dei servizi di pagamento.

Le ragioni della necessità di un ordinamento anche di controllo del sistema finanziario sono: interesse generale, del sistema dei pagamenti e della funzione monetaria (sicurezza, stabilità, efficienza e regolazione della quantità di moneta); interesse generale, che il risparmiatore rafforzi la propria fiducia nei confronti di prenditori e intermediari (anche al fine di scongiurare fenomeni di sfiducia collettiva con ricadute sull’economia reale oltre che finanziaria).

L’ordinamento delle attività finanziarie è rappresentato dall’insieme organico delle norme che disciplinano le attività e gli intermediari finanziari in un dato contesto politico amministrativo. L’intervento dello stato si manifesta a livello legislativo, esecutivo e amministrativo.

Il ruolo del sistema bancario

La banca è per definizione il soggetto che raccoglie il risparmio tra il pubblico ed eroga credito, individuandone un ruolo tra i settori in disavanzo e quelli in avanzo finanziario. Nella definizione degli intermediari finanziari, il risparmio è una tipologia di investimento del saldo finanziario e il risparmiatore è il soggetto che impiega le proprie risorse nella passività emesse dalle banche.

La banca svolge altresì una funzione di intermediazione, collocamento e distribuzione di strumenti finanziari di terzi (raccolta indiretta). Tale funzione è assicurata dall’elevato livello di fiducia che gli operatori (datori e prenditori) hanno nei suoi confronti.

A tal fine, si distingue: un’intermediazione definita “pesante”, quando la banca “acquista” il risparmio garantendone sia la restituzione che la remunerazione contrattualmente pattuita (raccolta diretta); un’intermediazione “leggera”, quando la banca governa, indirizza e amministra il risparmio, incanalandolo verso strumenti di debito emessi da soggetti terzi in disavanzo (raccolta indiretta).

Il sistema finanziario nella sua evoluzione storica può essere configurato come segue: l’orientamento alle banche (bancocentrico), l’orientamento al mercato (mercatocentrico), l’orientamento alla securitization.

  • Nei sistemi orientati alle banche (bancocentrici), le imprese, oltre ai mezzi propri ed al credito commerciale, ricorrono esclusivamente al credito bancario. La gran parte del risparmio è raccolto e gestito dal sistema bancario.
  • Nei sistemi orientati ai mercati (mercatocentrici), le imprese finanziano i mezzi propri ed il debito esterno ricorrendo al mercato dei capitali, con l’emissione, rispettivamente, di titoli azionari e obbligazionari. Il capitale proprio è, pertanto, detenuto da soggetti via via diversi dai soci fondatori, il management tende ad essere separato dalla proprietà. In tale contesto, il risparmio nazionale è raccolto non solo dalle banche ma anche dal mercato, nel quale assumono ruolo prevalente gli investitori istituzionali.
  • Nei sistemi orientati alla securitization, le imprese si finanziano mediante la cessione dei propri crediti e non dall’emissione di nuovo passivo. Tale sistema è altresì caratterizzato dalla presenza di soggetti (fondi) specializzati nel finanziamento di imprese particolarmente rischiose. Le banche, oltre a finanziare marginalmente l’attività dell’impresa, divengono esse stesse compratrici dei crediti dell’impresa. I risparmiatori tendono ad acquisire quote di fondo, delegando ad essi le decisioni d’investimento in azioni o obbligazioni.

Altri tipi di catalogazione riguardano le strategie del rapporto banca-impresa. In tal senso, si riportano: l’orientamento transazionale, l’orientamento di lungo periodo.

  • L’orientamento transazionale predilige un rapporto orientato alla convenienza della singola transazione. In tale rapporto, l’impresa tenderà ad avere più rapporti con più banche, con la finalità di ottimizzare l’aspetto economico; di converso, le banche tenderanno a non supportare le imprese in fasi negative del ciclo congiunturale.
  • L’orientamento alla relazione di lungo periodo predilige, viceversa, l’intensità del legame instaurato tra la banca e l’impresa. Con tale orientamento, la banca tende ad offrire all’impresa tutti i suoi prodotti nell’intero suo ciclo.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jacopogiunta di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli intermediari finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Universita telematica "Pegaso" di Napoli o del prof Formica Costantino.
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