Jacopo G.
Reddito: costi/ricavi
Reddito: costi/ricavi acquisto o vendita fattori produttivi e costi/ricavi interessi attivi/passivi. Capitale di proprietà: guadagno dal reddito quindi da vendita dei fattori o interessi attivi. Interessi attivi: sono quelli che tu hai concesso e che ti devono ridare. Interessi passivi: sono quelli che tu devi. Debiti di funzionamento: debiti verso i fornitori ovvero dilazioni di pagamento accordate con i fornitori. Debiti di finanziamento: sono i prestiti bancari a termini diversi. Competenza economica: viene utilizzata in un determinato esercizio per individuare tra i molteplici ricavi quelli effettivamente conseguiti dalla cessione di beni e tra i costi quelli sostenuti dei servizi utilizzati nella produzione di quei beni.
Azienda e principali caratteristiche
Attività economica: soddisfazione di bisogni o desideri attraverso la ricerca di beni (materiali/immateriali) o risorse. Unità economiche: tutti i soggetti che nel sistema economico svolgono un'attività economica. I momenti tipici dell’attività economica sono: consumo, produzione, trasferimento.
Caratteri distintivi dell’azienda
Coordinazione sistemica: coordinazione tra i due elementi che la compongono ovvero il lavoro (tramite il personale che vi opera) e il patrimonio (beni materiali/immateriali ad esempio software). Elementi che fanno fronte al sistema di tipo aperto dell’azienda ovvero che interagisce con l’ambiente esterno adattandosi dinamicamente e flessibilmente alle mutazioni esterne. Economicità: equilibrio a lungo termine, remunerazione dei fattori produttivi acquisiti, efficacia operativa e strategica. Deve utilizzare mezzi produttivi al massimo risultato possibile (efficienza operativa). Deve attuare processi produttivi al massimo livello possibile (efficienza strategica). Autonomia: requisito dell’autonomia è l'indipendenza economica ovvero attuare processi produttivi senza risorse ricevute da terzi (banche) grazie al guadagno di risorse precedentemente utilizzate. Quindi un’azienda è autonoma quando opera in condizione di economicità. Caratteristiche dell’autonomia è la collaborazione con altre aziende che fornisce conoscenze differenziate e competenze.
- L’azienda in generale si basa sulla funzione di produzione come strumento di soddisfazione dei fabbisogni umani che prevede tre momenti:
- Acquisizione di risorse esterne per impostare l’attività produttiva
- Consumo: tramite la combinazione delle risorse
- Destinazione all’esterno di quanto ottenuto
Classi di aziende
Si dividono in:
- Imprese: acquisiscono nel libero mercato risorse e le rivendono in liberi mercati (di concorrenza) alle migliori condizioni possibili al fine di massimizzare il profitto. Esse si dividono in:
- Impresa padronale: dove il soggetto economico e giuridico è individuale (le classiche aziende familiari) che ha un patrimonio limitato al proprietario e competenze limitate a uno/pochi settori
- Impresa ad azionariato diffuso (public company): diffusa tra una moltitudine di soci che crea una netta separazione tra chi detiene il capitale e chi governa l’amministrazione, dove il management ha il potere di guida.
- Le cooperative: è una società costituita per gestire in comune un'impresa che si prefigge lo scopo di fornire innanzitutto agli stessi soci (scopo mutualistico) quei beni o servizi per il conseguimento dei quali la cooperativa è sorta. Quindi non agisce su un libero mercato.
- Le associazioni o fondazioni (no profit): acquisiscono gratuitamente fattori della produzione e cedono gratuitamente beni e servizi ad alcune categorie di utilizzatori.
Le società possono essere:
- Di persone: semplice, in nome collettivo, accomandita semplice dove i soci sono solidalmente responsabili dei debiti della società e in esse il soggetto economico e giuridico sono i soci e rispondono a terzi col patrimonio sociale e personale.
- Di capitali: società per azioni, accomandita per azioni, responsabilità limitata, cooperative dove i soci rispondono solo nei limiti della quota da loro immessa dove il soggetto giuridico (altri soggetti) è una persona giuridica e il soggetto economico è diviso tra la proprietà (ristretta base sociale) e manager.
L’ambiente, il rischio ed il concetto di economia aziendale
Ambiente sono l’insieme di condizioni e circostanze in cui le aziende operano e negli aspetti del mondo circostante che trovano riflessi nei loro comportamenti. L’azienda è in sintonia con il contesto ambientale di cui fa parte e ne coglie innovazioni e opportunità, un buon rapporto azienda-ambiente favorisce una evoluzione positiva dell’azienda.
Nell’ambiente fanno parte sottosistemi del macrosistema ambientale quali:
- SPECIFICO: Mercato del lavoro, delle materie prime, dei servizi, tecnologia e sbocco. Esso e sistema azienda si trovano inseriti nel
- Macrosistema GENERALE: dell’ambiente fisico, politico, sociale, legislativo..ecc. Quindi il sistema ambientale genera input per l’azienda (opportunità) mentre il sistema azienda genera output per l’ambiente (beni/servizi e influenze di mercati/politica, sociale..ecc).
Lo strumento SWOT analysis (forza, debolezza, opportunità, minaccia) dei mea decisioni strategiche per massimizzare i punti di forza ed eliminare punti di debolezza:
- Esempio di un’impresa turistica:
- Fattori tecnologici: sviluppo di internet e innovazione tecnologica per essere più veloci, efficienti, abbassare i costi di produzione della concorrenza.
- Fattori politici: apertura dei mercati nell’UE, deregolamentazione (gli stati cessano i controlli sui mercati e le restrizioni nell’economia al fine di incoraggiare le operazioni di quel mercato che diventa autoregolatore) dell’industria aerea, terrorismo che possono da un lato accrescere la domanda e dall’altro scoraggiarla per il rischio.
- Fattori socio-culturali: maggior cura dei problemi ecologici, crescita del numero di utenti internet, aumento delle aspettative di vita determinano comportamenti dei consumatori e della domanda.
- Fattori economici: come la moneta unica e costi più alti delle materie prime.
L’analisi PEST (politico, tecnico, sociale, economico) indica il livello di economicità, di creare valore per l’ambiente da parte dell’azienda:
- Ambiente politico-istituzionale: imposte.
- Demografico-sociale: remunerazione del lavoro.
- Tecnico-culturale: consumi di materie/servizi.
- Economico: remunerazione del capitale (interessi/dividendi).
L’impresa non può pensare solo al reddito ma anche agli stakeholder (dirigenti, dipendenti, fornitori..ecc) e (consumatori, sindacati, comunità locali..ecc) tramite la Corporate Social Responsibility (CSR) con:
- Nei confronti dei dipendenti: ambienti di lavoro confortevoli, formazione, strutture per il tempo libero..ecc.
- Verso l’ambiente: con impiego razionale dell’energia, riciclo dei rifiuti, trasporti su rotaia invece che su gomma..ecc.
- Verso consumatori: con uso di materie non nocive alla salute ad esempio.
- Verso i fornitori: assicurazione che coloro da cui ci si approvvigiona non sfrutti lavoro minorile.
- Verso tutti gli stakeholder: con informazioni su condotte etiche e sociali che si perseguitano.
Prima la CSR era quasi nulla, poi è diventata strategia per migliorare i risultati economici e oggi è un atteggiamento morale dell’azienda in ambito sociale e ambientale a prescindere dal profitto.
Il rischio e l’ambiente
Le cause di rischio sono eventi che possono essere in contrasto con gli obiettivi dell’azienda e sono:
- Complessità del futuro
- Limitata capacità previsionale
Che si configurano in:
- Rischio economico generale: ovvero la possibilità che l’azienda perda l’attitudine e remunerare congruamente i soggetti che forniscono fattori produttivi.
- Rischi particolari: ovvero parziali manifestazioni del rischio generale (es. rischi di mercato, credito, reputazionali) essi configurano l’entità del rischio (probabilità dell’evento dannoso, entità del danno e della perdita che arrecherà, durata del rischio tra la sua generazione e cessazione e delle manifestazioni del rischio).
Il rischio viene gestito con:
- Azioni volte ad attenuare l’entità del rischio agendo sulle cause che lo determinano.
- Azioni volte ad attenuare gli effetti dannosi del rischio trasferendoli nel tempo (previsione dell’onere ovvero della spesa) e nello spazio (ad altre aziende).
Nessuna delle due elimina il rischio.
Economia aziendale origini e principi
La scienza dell’economia aziendale nasce a inizio '900 in relazione ai fenomeni evolutivi in cui i pensieri (filosofico, politico, economico-sociale) manifestavano voglia di rinnovamento mentre le aziende diventavano più complesse (tecnologia, merce, finanza). Questa esigenza di rinnovamento riconosce il merito in Gino Zappa quando nel 1927 sostiene nelle Tendenze nuove degli studi di ragioneria l’integrazione di tre rami di studio/ricerca:
- Gestione
- Organizzazione
- Rilevazione
L’azienda viene definita come istituto economico atto a perdurare per il soddisfacimento dei bisogni umani tramite acquisto o produzione e il consumo della ricchezza. Zappa individua come elemento qualificante l’unitarietà e dedica primaria attenzione a impresa e reddito che essa genera poiché in essa si generano processi di trasformazione economica. Sul piano delle rilevazioni il sistema del reddito ovvero il sistema dei costi e dei ricavi in quantità economiche delle operazioni aziendali viste in modo unitario e dinamico-evolutivo sostituisce il sistema del patrimonio statico e disaggregato. Le successive evoluzioni dell’economia aziendale (influenzate anche dagli studi nordamericani) portano l’attenzione su problematiche specifiche quali:
- Fenomeni aggregativi (reti di imprese/gruppi aziendali)
- Discontinuità (operazioni straordinarie)
- Settori di attività (imprese industriali, banche, no profit..ecc)
- Attenzione sociale-ambientale...ecc
L’economia aziendale quindi studia l’azienda dall’interno in visione sistemica e sulle prospettive di durevole esistenza inquadrando anche l’osservazione di fenomeni esterni quindi ambientali.
- La macroeconomia: studia i comportamenti a livello nazionale o sovrannazionale (cicli economici, prezzi, inflazione, fattori di crescita..ecc)
- Microeconomia studia i comportamenti di singole unità economiche sul sistema economico generale
- L'economia industriale studia l’organizzazione produttiva dei settori, le politiche delle imprese che ne fanno parte e la struttura dei relativi mercati
La gestione aziendale e i suoi momenti tipici: le operazioni tipiche di gestione
Per gestione si intende le attività svolte sul capitale per la realizzazione della creazione di utilità propria di ogni azienda. Il capitale si modifica (nell’entità e composizione) per effetti della gestione ma anche per fatti estranei (ovvero non determinati dalle scelte volitive). I momenti tipici della gestione sono (in maniera ciclica):
- Approvvigionamento dei fattori della produzione (compreso denaro) (ambiente esterno)
- Trasformazione/produzione (creazione dell’utilità) (ambiente interno all’azienda)
- Cessione del risultato (output) (ambiente esterno)
Le operazioni della gestione sono sistematicamente coordinate nel tempo e nello spazio.
I fattori della produzione e il fenomeno dell’obsolescenza
Il denaro costituisce il fattore produttivo generico che investito si converte (determina l’acquisizione) nei fattori produttivi specifici (materiali, immateriali es brevetti, licenze). I fattori produttivi si possono poi dividere in:
- Fecondità semplice (FFS): partecipano solo ad un UNICO ciclo produttivo al quale cedono tutte le unità (es materie prime/merci)
- Fecondità ripetuta (FFR): partecipano a SVARIATI cicli produttivi e cedono gradualmente le unità (macchinari e attrezzature o terreni..ecc).
La creazione di valore nelle imprese si ha quando le utilità consumate nel processo produttivo misurate con il precedente acquisto (input) sono superiori alle utilità scaturenti dal processo produttivo misurate dal ricavo di vendita (output). Dopo il processo produttivo si può calcolare il valore residuo del fattore produttivo a fecondazione ripetuta in questo modo:
- Costo di acquisizione del fattore - consumo del fattore = valore residuo del fattore
- Mentre il consumo del fattore si può calcolare:
- Costo di acquisizione del fattore - valore residuo del fattore = consumo del fattore
Per i fattori produttivi a fecondazione semplice il valore residuo invece è uguale a:
- Al costo di quanto è stato acquisito se non è stato utilizzato
- Nullo/0 se è stato utilizzato dato che si usa solo una volta
Il fenomeno di obsolescenza o superamento economico di un fattore produttivo colpisce:
- Il prodotto perde attrattiva sui mercati
- Le strutture organizzative/operative quando diventano inidonee all’economico svolgimento dei processi produttivi
Ad esempio il fattore produttivo a fecondazione ripetuta del telefono al suo avvento ha sostituito i cercapersone quindi si è sostituito il prodotto (cercapersone con telefono) e anche le strutture operative ovvero i macchinari con cui venivano creati i cercapersone. Quindi il fenomeno dell’obsolescenza o superamento economico rende inadatto un fattore produttivo anche se ancora funzionante e quindi prima che venga messo normalmente fuori uso (vita utile economica). Mentre può essere che un fattore venga utilizzato fino alla sua durata fisica e un fattore immateriale finché c’è protezione legale del diritto (vita utile tecnica superiore quindi a quella economica). Quindi per i fattori produttivi a fecondazione ripetuta occorre formulare tempi di recupero dei costi più brevi rispetto alle durate tecniche di essi.
Risorse immateriali
Rappresentano il successo aziendale, non sono state acquisite attraverso scambi di mercato (sono definite invisibili) che comporta problemi per la valorizzazione di esse e possono essere ad esempio conoscenze tecniche, prassi organizzative, relazioni clientelari, reputazione. Esiste un modello di valorizzazione di queste risorse intangibili, il modello del capitale intellettuale (intangible asset monitor) che identifica tre categorie e per ciascuna di esse indicatori di crescita/rinnovamento e di efficienza e stabilità:
- Competenze individuali (o capitale umano): ovvero l’esperienza, la leadership...
- Struttura interna (o capitale organizzativo): brevetti, sistemi informativi, caratteristiche di cultura dell’azienda
- Struttura esterna (capitale relazionale): ovvero relazioni e fidelizzazione della clientela con i fornitori, marchi o la reputazione
Sono tutte e tre collegate perché il capitale umano crea il capitale organizzativo che a sua volta crea guadagni per l’azienda anche grazie alla costituzione del capitale relazionale.
Il modello dei circuiti della gestione e l’analisi delle variazioni: i circuiti di operazioni
Il modello di circuiti della gestione prende in considerazione solo operazioni di gestione esterna e si dividono in 4 circuiti di operazioni:
- Circuito della produzione
- Circuito dei finanziamenti attinti a titoli di capitale proprio
- Circuito del credito
- Capitale proprio (o di rischio) ovvero dai proprietari dell’impresa si caratterizza come:
- Vincolo di restituzione: solo eventuale
- Scadenza: non prefissata
- Soggetti finanziatori: proprietari dell'azienda
- Rischio/remunerazione: a rischio elevato/remunerazione eventuale
- Capitale di prestito (o di credito) ovvero da terzi finanziatori:
- Vincolo di restituzione: giuridicamente prevista
- Scadenza: prefissata
- Soggetti finanziatori: esterni a talvolta proprietari
- Rischio/remunerazione: rischio basso/remunerazione predeterminata
In questo caso i mezzi monetari attinti da terzi finanziatori (incremento mezzi monetari) vanno restituiti sempre in una data prefissata di remunerazione con interessi passivi che prescindono l’andamento positivo o negativo dell’attività produttiva quindi il costo del finanziamento va sempre riconosciuto al finanziatore e i mezzi monetari restituiti saranno maggiori a quelli ricevuti causa gli interessi (esborso finale mezzi monetari).
Esiste poi un quarto circuito: Finanziamenti concessi ovvero quando l’azienda ha disponibilità monetarie eccedenti al circuito della produzione e fa degli investimenti accessori ovvero prestiti mezzi monetari a terzi per riceverne una remunerazione aumentata (con interessi attivi).
La gestione come sistema di valori
Le operazioni di gestione possono...
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