Capitolo 1. I principi fondamentali
Riepilogo
1. Un sistema economico è un sistema per coordinare le attività produttive di una società e l'economia è la scienza sociale che studia la produzione, la distribuzione e il consumo di beni e servizi. Gli Stati Uniti sono un'economia di mercato, cioè un'economia in cui le decisioni sulla produzione e i consumi vengono prese dai singoli produttori e consumatori che perseguono il proprio interesse personale. La mano invisibile utilizza il potere dell'interesse personale per il bene della società.
2. La microeconomia è la branca dell'economia che studia il modo in cui gli individui prendono le decisioni e le interazioni fra le stesse. Si ha un fallimento del mercato quando il perseguimento dell'interesse personale porta a cattivi risultati per la società nel suo complesso.
3. La macroeconomia è la branca dell'economia che si occupa degli alti e bassi di un sistema economico nel suo complesso. Nonostante occasionali recessioni, l'economia statunitense ha conosciuto una crescita economica di lungo periodo.
4. Tutta l'analisi economica si basa su alcuni principi fondamentali, che si applicano a tre diversi aspetti del processo economico: anzitutto, dobbiamo capire il modo in cui gli individui effettuano le proprie scelte; in secondo luogo, occorre comprendere il modo in cui queste scelte interagiscono tra loro; in terzo luogo, dobbiamo capire il funzionamento complessivo dell'economia.
5. Tutti devono scegliere cosa fare e cosa non fare. Le scelte individuali costituiscono il nucleo dell'economia: l'economia non sarebbe tale se non si occupasse delle scelte individuali.
6. La ragione per cui gli individui compiono delle scelte è che le risorse - tutto ciò che può essere usato per produrre qualcosa - sono scarse. Gli individui, nelle loro scelte, sono limitati dalla disponibilità di tempo e denaro; i sistemi economici sono limitati dalla disponibilità di risorse naturali e umane.
7. Dal momento che un individuo sceglie tra un numero limitato di alternative, il vero costo di qualcosa è ciò a cui deve rinunciare per ottenerlo: tutti i costi sono costi-opportunità.
8. Molte decisioni economiche sono relative non al «se», ma al «quanto»: quanto spendere nell'acquisto di un determinato bene, quanto produrre, e così via. Questo tipo di decisioni implica un trade-off al margine: confrontare i costi e i benefici di fare un po' più o un po' meno. Decisioni di questo genere sono dette decisioni al margine, e il loro studio, l'analisi marginalista, ha un ruolo molto importante nella teoria economica.
9. Anche studiare il modo in cui le persone dovrebbero prendere le decisioni è un buon approccio al comportamento individuale. Gli individui, generalmente, sfruttano ogni opportunità per migliorare la propria condizione. Se le opportunità cambiano, cambia anche il comportamento: le persone reagiscono agli incentivi.
10. L'interazione - le mie scelte dipendono dalle tue, e viceversa - aggiunge un ulteriore livello alla comprensione dell'economia. Quando gli individui interagiscono, gli esiti finali potrebbero essere diversi da quelli previsti.
11. La ragione per cui gli individui interagiscono è che ricavano benefici dagli scambi: effettuando scambi di beni e servizi, gli attori economici possono migliorare il proprio benessere. Alla base dei benefici dello scambio sono i vantaggi della specializzazione, per cui gli individui si specializzano nelle mansioni in cui eccellono.
12. Normalmente i sistemi economici tendono verso l'equilibrio: una situazione in cui nessun individuo può migliorare il proprio benessere cambiando comportamento.
13. Un sistema economico è efficiente se sfrutta appieno tutte le opportunità di migliorare il benessere di alcuni, senza peggiorare quello di altri. Le risorse dovrebbero essere usate nel modo più efficiente possibile per realizzare gli obiettivi della società. Ma l'efficienza non è l'unico criterio per valutare un sistema economico: anche l'equità, o la giustizia, è desiderabile, ed esiste spesso un trade-off tra efficienza ed equità.
14. I mercati, di solito, sono efficienti, salvo alcune eccezioni facilmente identificabili.
15. Quando i mercati falliscono e non raggiungono l'efficienza, l'intervento pubblico può migliorare il benessere della società.
16. La spesa di una persona è il guadagno di un'altra.
17. La spesa complessiva in un sistema economico può non essere in linea con la capacità produttiva di quell'economia, portando alla recessione o all'inflazione.
18. I governi hanno la capacità di influenzare in maniera decisiva le spese, una facoltà che utilizzano per far sì che l'economia superi le fasi di recessione e inflazione.
Parole chiave
- Analisi marginalista (p. 7)
- Interazione (p. 10)
- Benefici dello scambio (p. 10)
- Macroeconomia (p. 3)
- Costo-opportunità (p. 5)
- Mano invisibile (p. 2)
- Crescita economica (p. 3)
- Microeconomia (p. 2)
- Decisione al margine (p. 7)
- Recessione (p. 3)
- Economia (p. 2)
- Risorsa (p. 5)
- Economia di mercato (p. 2)
- Scambio (p. 10)
- Efficienza (p. 13)
- Scarsità (p. 5)
- Equilibrio (p. 11)
- Scelta individuale (p. 4)
- Equità (p. 13)
- Sistema economico (p. 2)
- Fallimento del mercato (p. 3)
- Specializzazione (p. 10)
- Incentivo (p. 8)
- Trade-off (p. 7)
Capitolo 2. I modelli economici: trade-off e scambio
Riepilogo
1. Quasi tutta l'economia è basata su modelli, «speculazioni intellettuali» o versioni semplificate della realtà, molti dei quali ricorrono a strumenti matematici come i grafici. L'ipotesi «a parità delle altre condizioni» è importante nella costruzione dei modelli economici, perché permette di analizzare gli effetti della variazione di un fattore tenendo costanti tutti gli altri.
2. La frontiera delle possibilità di produzione è un importante modello economico. Illustra i concetti di costo-opportunità (di quanto occorre ridurre la quantità prodotta di un bene per aumentare la quantità prodotta di un altro), efficienza (un'economia è efficiente nella produzione se produce sulla frontiera delle possibilità di produzione ed efficiente nell'allocazione se produce la combinazione di beni e servizi che le persone vogliono consumare) e crescita economica (un'espansione della frontiera delle possibilità di produzione). Esistono due fonti essenziali di crescita: un aumento dei fattori di produzione, vale a dire le risorse come i terreni, il lavoro, il capitale fisico e il capitale umano, cioè le risorse non sfruttate completamente nella produzione, e il progresso nella tecnologia.
3. Un altro importante modello è quello del vantaggio comparato, che spiega la fonte dei benefici dello scambio tra individui e tra paesi. Tutti hanno un vantaggio comparato in qualcosa: un bene o un servizio che riescono a produrre a un costo-opportunità inferiore a quello di tutti gli altri. Il vantaggio comparato è spesso confuso con il vantaggio assoluto, la capacità di produrre un particolare bene o servizio meglio di chiunque altro. A causa di questo equivoco, molti ritengono erroneamente che lo scambio tra individui o tra paesi non apporti sempre benefici.
4. Nei sistemi economici più semplici le persone si danno al baratto, scambiando tra loro beni e servizi, anziché scambiarli con denaro come succede nelle economie moderne. Il diagramma di flusso circolare è un modello che rappresenta le transazioni del sistema economico sotto forma di flussi di beni, servizi e reddito tra nuclei familiari e imprese. Le transazioni avvengono nei mercati dei beni e servizi e nei mercati dei fattori di produzione (la terra, il lavoro, il capitale fisico e il capitale umano). Il diagramma di flusso circolare è utile per capire le relazioni tra spesa, produzione, occupazione, reddito e crescita in un sistema economico. In ultima analisi, i fattori di mercato determinano la distribuzione del reddito in un'economia, vale a dire il modo in cui il reddito totale viene allocato ai detentori dei fattori di produzione.
5. Gli economisti usano i modelli economici sia per l'economia positiva, che descrive come funziona un sistema economico, sia per l'economia normativa, che prescrive come il sistema economico dovrebbe funzionare. L'economia positiva spesso si occupa di fare previsioni. Gli economisti possono trovare la risposta corretta alle questioni positive, ma non a quelle negative, per le quali sono richiesti giudizi di valore, eccetto quando politiche miranti a realizzare un dato obiettivo possono essere classificate in termini di efficienza.
6. Due sono le ragioni principali per cui gli economisti possono essere in disaccordo: in primo luogo, potrebbero avere opinioni divergenti sulle ipotesi semplificatrici da adottare in un modello; in secondo luogo, potrebbero avere diverse scale di valori, come chiunque altro.
Parole chiave
- Mercati dei fattori (p. 33)
- Mercati dei beni e servizi (p. 33)
- Modello (p. 22)
- Nucleo familiare (p. 33)
- Previsione (p. 36)
- Tecnologia (p. 27)
- Vantaggio assoluto (p. 30)
- Vantaggio comparato (p. 30)
- Baratto (p. 32)
- Diagramma di flusso circolare (p. 33)
- Distribuzione del reddito (p. 33)
- Economia normativa (p. 36)
- Economia positiva (p. 36)
- Fattori di produzione (p. 27)
- Frontiera delle possibilità di produzione (p. 23)
- Impresa (p. 33)
- Ipotesi «a parità delle altre condizioni» (p. 22)
Capitolo 3. Domanda e offerta
Riepilogo
1. Il modello di domanda e offerta spiega come funziona un mercato concorrenziale in cui operano molti compratori e venditori, nessuno dei quali è in grado di influenzare il prezzo di mercato.
2. La scheda di domanda descrive la quantità domandata per ogni livello di prezzo, ed è rappresentata graficamente da una curva di domanda. La legge della domanda afferma che le curve di domanda hanno pendenza negativa; in altre parole, l'aumento del prezzo di un bene o di un servizio induce gli individui a domandarne una quantità inferiore, a parità delle altre condizioni.
3. Si verifica un movimento lungo la curva di domanda quando una variazione del prezzo provoca una variazione della quantità domandata. Quando gli economisti parlano di aumento o diminuzione della domanda si riferiscono agli spostamenti della curva di domanda: una variazione della quantità domandata per ogni dato livello di prezzo. Un aumento della domanda provoca uno spostamento verso destra della curva di domanda; una diminuzione, uno spostamento verso sinistra.
4. Sono cinque i fattori principali che possono provocare spostamenti della curva di domanda:
- Una variazione del prezzo di beni o servizi correlati, come sostituti e complementi
- Una variazione del reddito: quando il reddito aumenta, la domanda di beni normali aumenta, mentre quella di beni inferiori diminuisce
- Un cambiamento delle preferenze
- Un cambiamento delle aspettative
- Una variazione del numero dei consumatori
5. La curva di domanda del mercato di un bene o un servizio è la somma orizzontale delle curve di domanda individuale di tutti i consumatori sul mercato.
6. La scheda di offerta mostra la quantità offerta per ogni dato livello di prezzo, ed è rappresentata graficamente dalla curva di offerta. Le curve di offerta, solitamente, hanno pendenza positiva.
7. Si verifica un movimento lungo la curva di offerta quando una variazione del prezzo provoca una variazione della quantità offerta. Quando gli economisti parlano di un aumento o una diminuzione dell'offerta si riferiscono agli spostamenti della curva di offerta: una variazione della quantità offerta ogni dato livello di prezzo. Un aumento dell'offerta provoca uno spostamento verso destra della curva di offerta; una diminuzione, uno spostamento verso sinistra.
8. Sono cinque i fattori principali che possono provocare spostamenti della curva di offerta:
- Una variazione del prezzo dei fattori di produzione
- Una variazione del prezzo di beni o servizi correlati
- Un cambiamento della tecnologia
- Un cambiamento delle aspettative
- Una variazione del numero dei produttori
9. La curva di offerta del mercato di un bene o un servizio è la somma orizzontale delle curve di offerta individuale di tutti i produttori sul mercato.
10. Il modello di domanda e offerta è basato sul principio per il quale il mercato tende a un prezzo di equilibrio, in corrispondenza del quale la quantità domandata è uguale alla quantità offerta. Questa quantità è detta quantità di equilibrio. Quando il prezzo di mercato è superiore al prezzo di equilibrio si genera un'eccedenza, che spinge il prezzo verso il basso. Quando il prezzo di mercato è inferiore al prezzo di equilibrio, si genera una carenza, che spinge il prezzo verso l’alto.
11. Un aumento della domanda provoca un aumento sia del prezzo sia della quantità di equilibrio; una contrazione della domanda ha l'effetto opposto. Un aumento dell'offerta provoca una diminuzione del prezzo di equilibrio e un aumento della quantità di equilibrio; una contrazione dell'offerta sortisce l'effetto opposto.
12. Spostamenti della curva di domanda e della curva di offerta possono avvenire simultaneamente. Quando domanda e offerta si spostano in direzioni opposte, possiamo prevedere l'effetto sul prezzo ma non sulla quantità di equilibrio; quando si spostano nella stessa direzione, possiamo prevederne l’effetto sulla quantità ma non sul prezzo. In generale la curva che si sposta in misura relativamente maggiore ha un effetto più marcato sulle variazioni di prezzo e quantità.
Parole chiave
- Bene inferiore (p. 64)
- Bene normale (p. 64)
- Carenza (p. 77)
- Complementi (p. 64)
- Curva di domanda (p. 60)
- Curva di domanda individuale (p. 65)
- Curva di offerta (p. 68)
- Curva di offerta individuale (p. 72)
- Eccedenza (p. 76)
- Fattore di produzione (p. 71)
- Legge della domanda (p. 60)
- Mercato concorrenziale (p. 59)
- Modello di domanda e offerta (p. 59)
- Movimento lungo la curva di domanda (p. 61)
- Movimento lungo la curva di offerta (p. 70)
- Prezzo di equilibrio (p. 74)
- Quantità di equilibrio (p. 74)
- Quantità domandata (p. 60)
- Quantità offerta (p. 68)
- Scheda di domanda (p. 59)
- Scheda di offerta (p. 68)
- Sostituti (p. 63)
- Spostamento della curva di domanda (p. 61)
- Spostamento della curva di offerta (p. 69)
Capitolo 4. Il mercato si vendica
Riepilogo
1. La curva di domanda è determinata dalla disponibilità a pagare di ogni singolo consumatore. Quando il prezzo è inferiore o uguale alla disponibilità a pagare, il consumatore acquista il bene. La differenza fra disponibilità a pagare e prezzo è il beneficio netto del consumatore, ovvero il surplus individuale del consumatore. Il surplus totale del consumatore in un mercato, vale a dire la somma di tutti i surplus individuali del consumatore in quel mercato, è pari all'area al di sotto della curva di domanda del mercato, ma al di sopra del prezzo.
2. La curva di offerta è determinata dal costo di ciascun potenziale produttore: il prezzo più basso al quale il produttore è disposto a produrre un'unità di quel bene. Se il prezzo di un bene è superiore al costo del produttore, la vendita genera un beneficio netto per il produttore, che prende il nome di surplus individuale del produttore. Il surplus totale del produttore in un mercato è la somma dei surplus individuali del produttore e corrisponde all'area al di sopra della curva di offerta del mercato ma al di sotto del prezzo.
3. Il surplus totale, cioè il beneficio complessivo derivante alla società dalla produzione e dal consumo di un bene, è la somma dei surplus del consumatore e del produttore.
4. Anche quando un mercato è efficiente, i governi tendono spesso a intervenire per perseguire una maggiore equità o per compiacere un potente gruppo di interesse. Gli interventi possono assumere la forma di controlli dei prezzi o controlli della quantità. Queste azioni possono generare effetti collaterali tanto prevedibili quanto indesiderabili, che si traducono in varie forme di inefficienza e attività illegali.
5. Un livello massimo di prezzo fissa il prezzo massimo di mercato a un livello inferiore a quello di equilibrio, apportando benefici a chi riesce ad acquistare il bene, ma creando una carenza persistente: dal momento che il prezzo è mantenuto al di sotto di quello di equilibrio, la quantità domandata è maggiore di quella di equilibrio e la quantità offerta è minore. Ciò crea alcuni prevedibili problemi di inefficienza: perdita secca derivante da una quantità inefficientemente bassa, allocazione inefficiente dei beni ai consumatori, spreco di risorse e qualità inefficientemente scadente. Inoltre, incoraggia le attività illegali: gli individui si rivolgono al mercato nero per ottenere i beni nella misura che desiderano. A causa di questi problemi, i livelli massimi di prezzo incontrano sempre meno favore presso i responsabili delle politiche economiche. Ma alcuni governi continuano a imporli, perché non ne capiscono gli effetti, o perché sono vantaggiosi per alcuni gruppi influenti.
6. Un livello minimo di prezzo fissa il prezzo minimo di mercato a un livello superiore a quello di equilibrio, arrecando beneficio a chi riesce comunque a vendere il bene, ma creando una situazione di eccedenza persistente: il prezzo è mantenuto artificialmente al di sopra di quello di equilibrio, pertanto la quantità domandata è minore di quella di equilibrio e la quantità offerta maggiore. Anche in questo caso emergono prevedibili problemi di inefficienza: perdita secca derivante dalla quantità inefficientemente bassa.
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