Capitolo 1
Il sistema economico e i normali affari quotidiani
Le attività produttive sono attività che creano i beni e i servizi richiesti dagli individui e li forniscono a coloro i quali li desiderano. Questo tipo di sistema è ciò che intendiamo quando parliamo di sistema economico (sistema per coordinare le attività produttive di una società), e l'economia è la scienza sociale che analizza la produzione, la distribuzione e il consumo di beni e servizi. “Lo studio dell’essere umano nei suoi affari quotidiani” cit. Alfred Marshall.
Un’economia ha successo nella misura in cui fornisce beni. Esistono 2 tipi di economia:
- Economia di mercato, nella quale la produzione e il consumo sono il risultato di decisioni decentralizzate operate da molte aziende ed individui.
- Economia dirigista, nella quale un’autorità centrale prende le decisioni su produzioni e consumi (esempio: Unione Sovietica fra il 1917 e il 1921 in cui i produttori si trovavano regolarmente nelle condizioni di non poter produrre, perché non disponevano delle materie prime essenziali, oppure riuscivano a produrre per poi scoprire che nessuno voleva acquistare i loro prodotti).
Gli individui, nel perseguire i propri interessi, finiscono spesso di fare quelli della società nel suo complesso. Grazie all’interpretazione di Adam Smith, gli economisti hanno iniziato ad usare l’espressione mano invisibile in riferimento al modo in cui un'economia di mercato riesce a imbrogliare il potere dell’interesse individuale per il bene della società (il produttore è spinto da una mano invisibile a promuovere un fine che esula dalle proprie intenzioni). Lo studio del modo in cui gli individui prendono decisioni e di come queste decisioni interagiscono si chiama microeconomia.
Il mio beneficio è il tuo costo
Esempio di fallimento del mercato: traffico congestionato, ogni automobilista impone un prezzo a tutti gli altri guidatori. Nelle principali aree metropolitane, ogni volta che qualcuno prende l’automobile per andare al lavoro anziché usare i mezzi pubblici o lavorare da casa, impone agli altri automobilisti quasi 15 euro di costi nascosti. A volte perseguire il proprio interesse individuale invece che promuovere gli interessi della società nel suo complesso può peggiorare il benessere sociale. L’analisi economica può essere utilizzata per diagnosticare i casi di fallimento del mercato (quando la ricerca dell’interesse individuale porta a cattivi risultati per la società nel suo complesso, si parla di fallimento del mercato).
Vache grasse, vacche magre
L’economia incorre in intoppi chiamate fluttuazioni, in fasi di espansione e contrazioni. Come i fallimenti di mercato, anche le recessioni, ovvero contrazioni del mercato, sono inevitabili. La macroeconomia si occupa dello studio delle recessioni dato che studia le fasi positive e negative dell’economia nel suo complesso.
In avanti e verso l'alto
La crescita economica è la sempre maggiore capacità di un sistema economico di produrre beni e servizi.
Le scelte individuali: il nucleo dell'economia
Le scelte individuali sono le decisioni prese da un individuo su cosa fare e cosa non fare. I principi fondamentali dell’economia delle scelte individuali sono 4:
- Le risorse sono scarse: perché la gente è costretta a scegliere? Perché le risorse sono scarse. Una risorsa è tutto ciò che può essere utilizzato per produrre qualcosa. L’elenco delle risorse di un sistema economico inizia solitamente con la terra, il lavoro (la quantità di ore-lavoro disponibili), il capitale (macchinari, immobili e beni strumentali creati dall’uomo) e il capitale umano (il grado di istruzione e le competenze dei lavoratori). Una risorsa è scarsa se la quantità disponibile non è sufficiente a soddisfare tutti gli usi che una società vuole farne. La scarsità delle risorse costringe non soltanto gli individui, ma anche la società nel suo complesso, a operare delle scelte. La scelta complessiva non è altro che la somma delle scelte individuali. Ma ci sono delle decisioni che, per le ragioni più diverse, la società non può lasciare alla scelta individuale.
- Il costo-opportunità: il vero costo di qualcosa è ciò a cui si rinuncia per ottenere qualcosa: il costo opportunità di una scelta è ciò a cui si rinuncia optando per la seconda scelta. Il vero costo di un bene è tutto ciò a cui si rinuncia per ottenerlo. Tutti i costi sono costi opportunità ed è alla base di ogni scelta.
- Una decisione quantitativa è una decisione al margine: le decisioni quantitative sono decisioni al margine, ovvero le decisioni se svolgere un po’ più o un po’ meno una certa attività. Lo studio di queste decisioni si chiama analisi marginalista. Decisioni di questo tipo sono decisioni al margine, perché implicano dei trade-off (quando si confrontano i costi con i benefici di fare qualcosa) al margine: confrontare costi e benefici di una modesta quantità in più o in meno di una certa attività.
- Sfruttare tutte le opportunità per migliorare la propria condizione: quando le persone hanno un’opportunità per migliorare la propria condizione, normalmente ne approfittano. Un individuo coglierà qualsiasi situazione per stare meglio. Quando il mutare delle opportunità disponibili favorisce una modifica dei comportamenti, diciamo che gli individui si confrontano con nuovi incentivi (qualunque cosa offra un premio a chi modifica il proprio comportamento).
L'interazione: come funziona un sistema economico
Le decisioni degli individui non sono dipendenti le une dalle altre: le opportunità di ciascuno, e dunque le sue scelte, dipendono in larga misura da quelle di altri individui. Vi è un'interazione, cioè il modo in cui le scelte influiscono su quelle dell’altro e viceversa. Esempio: seminando una varietà di frumento più produttiva, l’agricoltore non solo incrementa il raccolto, ma influisce anche sul mercato dei cereali, con conseguenze per gli altri agricoltori, per i consumatori e così via.
Lo scambio genera benefici
Alla base del miglioramento del tenore di vita per tutti c’è lo scambio, grazie al quale le persone si dividono i compiti e forniscono, ciascuno, un bene o un servizio alla collettività, in cambio di altri beni e servizi. Grazie alla divisione dei compiti e allo scambio, due persone possono ottenere più cose di quante ne otterrebbero in condizioni di autosufficienza. Divisione compiti=specializzazione, un vantaggio per tutti perché ognuno sa fare bene il proprio mestiere. I mercati permettono la specializzazione in un determinato mestiere perché vi sono mercati per tante discipline. Gli individui, nella misura in cui sanno di poter trovare nel mercato i beni e i servizi che desiderano, sono disposti a rinunciare all’autosufficienza e a specializzarsi.
Equilibrio
Una situazione nella quale gli individui non possono migliorare la propria condizione cambiando comportamento è ciò che gli economisti chiamano equilibrio. Una situazione è in equilibrio quando nessun individuo può stare meglio facendo qualcosa di diverso. I mercati raggiungono l’equilibrio attraverso la variazione dei prezzi, che aumentano o diminuiscono fino a quando non rimane più alcuna opportunità per migliorare la propria condizione.
Le risorse dovrebbero essere usate nel modo più efficiente possibile per realizzare gli obiettivi della società
Gli economisti affermano che le risorse di un sistema economico sono usate in maniera efficiente quando si sfruttano appieno tutte le opportunità per migliorare il benessere delle persone. Quindi un sistema economico è efficiente se sfrutta tutte le opportunità per migliorare la condizione di alcune persone senza danneggiarne altre. Quando il sistema è così, si produce il massimo beneficio possibile, date le risorse disponibili. Esiste un trade-off tra efficienza ed equità (ciascuno ottiene ciò che giustamente gli spetta; dato che si possono avere idee diverse di cosa sia giusto, il concetto di equità, diversamente da quello di efficienza, non è definito con precisione).
I mercati, di solito, sono efficienti
Il governo non ha bisogno di garantire l’efficienza, perché nella maggior parte dei casi, a questo compito assolve la mano invisibile. In caso di fallimento del mercato, il perseguimento dell’interesse individuale peggiora il benessere sociale e può essere utile l’intervento pubblico.
Quando i mercati non sono efficienti, l’intervento pubblico può migliorare il benessere sociale
Quando i mercati non sono efficienti, l’intervento pubblico può migliorare il benessere sociale. Cioè, quando i mercati si inceppano, le politiche pubbliche possono avvicinare la società a un esito efficiente, modificando l’impiego delle risorse. Le tre principali ragioni del fallimento del mercato sono:
- Le azioni individuali possono avere effetti collaterali di cui il mercato non tiene adeguatamente conto (per esempio un’azione che provoca inquinamento).
- Uno scambio reciprocamente vantaggioso può essere ostacolato da una delle due parti nel tentativo di appropriarsi di una quantità maggiore di risorse (ciò accade ad esempio quando una casa farmaceutica tiene i prezzi dei propri prodotti così alti che i suoi potenziali clienti non se li possono permettere anche se li necessitano).
- Alcuni beni non sono adatti ad essere gestiti in maniera efficiente dai mercati (e questo è il caso del controllo del traffico aereo).
Interazioni dell’intero sistema economico
- La spesa di un individuo è il guadagno di un altro.
- A volte, la spesa complessiva di una società non è in linea con la capacità produttiva di un sistema economico.
- Le politiche pubbliche possono cambiare le abitudini di spesa.
Spesa complessiva non in linea con la capacità produttiva di un sistema economico
La quantità di beni e servizi che i consumatori e le imprese desiderano acquistare, talvolta può non essere in linea con la capacità produttiva di un’economia. È anche possibile che la spesa complessiva sia troppo alta. In questo caso si genera l’inflazione, un aumento dei prezzi in tutti i settori dell’economia. Questo aumento dei prezzi avviene perché, quando il numero dei potenziali acquirenti supera l’offerta, i produttori possono alzare i prezzi e trovare comunque clienti.
Le politiche pubbliche possono cambiare le abitudini di spesa
Il governo può scegliere di destinare più o meno risorse ai vari settori. Inoltre, può variare il flusso delle entrate derivanti dalle imposte, il che, naturalmente, influisce sulla parte di reddito che i cittadini e le imprese possono permettersi di destinare alla spesa. C’è poi il controllo che il governo esercita sulla quantità di moneta in circolazione: un altro potente strumento con cui influenzare la spesa totale. La spesa pubblica, le imposte e il controllo della moneta sono strumenti della politica macroeconomica. Oggi i governi utilizzano questi strumenti con l’obiettivo di gestire la spesa complessiva di un’economia, cercando di barcamenarsi fra i pericoli della recessione e dell’inflazione.
Capitolo 2
I modelli in economia
Un modello è una rappresentazione semplificata della realtà, usata per comprendere meglio una situazione della vita reale. I modelli permettono agli economisti di concentrarsi sugli effetti di un solo cambiamento alla volta; in altre parole si può studiare l’esito economico di un solo cambiamento, a parità delle altre condizioni (significa che tutti gli altri fattori rilevanti rimangono invariati). In molti casi, quindi, il modo più efficace di costruire modelli è la cosiddetta speculazione intellettuale: elaborare una versione ipotetica e semplificata di una situazione reale.
Modi migliori per dimostrare i modelli economici
- Trade-off: la frontiera delle possibilità di produzione: illustra i trade-off che caratterizzano un sistema economico che produce solo due beni. Essa mostra la quantità massima di un bene che può essere prodotta, data la quantità prodotta dell’altro bene. Se la produzione di un’economia si attesta su un punto della sua frontiera delle possibilità di produzione, diciamo che quell’economia è efficiente nella produzione. L’efficienza richiede anche che l’economia sia in grado di allocare le proprie risorse in maniera tale che i consumatori siano nelle migliori condizioni possibili (la priorità che il consumatore dà ad un determinato bene). Se un’economia è in grado di fare questo, diciamo che è efficiente nell’allocazione. Quindi per essere efficiente, un’economia deve produrre tutta la quantità possibile di un bene data la produzione di altri beni e deve anche produrre anche il mix dei beni che le persone vogliono consumare. Es: nell'ex Unione Sovietica accadeva spesso che i consumatori trovassero sugli scaffali dei negozi alcuni articoli bizzarri, ma non potessero comprare articoli essenziali come il sapone o la carta igienica.
La frontiera delle possibilità di produzione è utile anche a ricordare che il vero costo di un bene non è solo la quantità di denaro necessario ad acquistarlo, ma anche tutto ciò a cui si deve rinunciare per ottenerlo: il costo-opportunità. Es: se inizio a produrre invece che 20 pesci 28 e invece che 15 noci 9 noci, il costo-opportunità di quegli 8 pesci sono le 6 noci non raccolte. Siccome 8 pesci in più hanno un costo opportunità di 6 noci, ogni pesce ha un costo opportunità di 6/8=3/4 di noci. Ogni qualvolta presupponiamo che il costo opportunità di un’unità aggiuntiva di un bene non cambi (rimane sempre ¾, in cui un pesce è pari a ¾ di noce di cocco), indipendentemente dalla combinazione di produzione, la frontiera delle possibilità di produzione è una linea retta, ma una curva inarcata. Nel caso in cui il costo opportunità è crescente la linea non è più retta e quanti più pesci produco tanto è maggiore il numero di noci a cui devo rinunciare per produrre un pesce in più.
Infine la frontiera delle possibilità di produzione ci aiuta a capire il significato dell’espressione crescita economica. La crescita economica si traduce nell’espansione delle possibilità di produzione di un sistema economico: l’economia cresce se può produrre una maggiore quantità di tutto. Anche se aumento la produzione di un solo bene, la curva che rappresenterò si troverà al di fuori della possibilità di produzione originaria e lo spostamento avverrà verso l’esterno. Esistono due fonti dell’espansione: la prima è un aumento dei fattori di produzione del sistema economico, vale a dire le risorse utilizzate per produrre beni e servizi. L’espressione fattori di produzione si riferisce a una risorsa non sfruttata completamente nella produzione. I principali fattori di produzione sono la terra, il lavoro, il capitale fisico e il capitale umano. L’altra fonte di crescita economica sono i progressi nella tecnologia, ossia gli strumenti tecnici utilizzati nella produzione di beni e servizi. Anche se decidessi di produrre meno pesci e più noci o viceversa, potremmo comunque affermare che la sua economia è cresciuta, perché avrebbe potuto produrre una maggiore quantità di entrambi i beni.
Appendice al capitolo 2: Grafici, variabili e modelli economici
Una variabile è una grandezza che può assumere più di un valore, come il numero degli anni di istruzione accumulati di una persona, il prezzo di una lattina di aranciata, o il reddito di un nucleo familiare. La maggior parte dei modelli economici descrive la relazione tra due variabili, semplificata tenendo costanti altre variabili che potrebbero influire sulla relazione.
I grafici a due variabili
La maggior parte dei grafici che rappresentano relazioni tra due variabili economiche illustra una relazione casuale, in cui il valore di una variabile influenza direttamente o determina il valore assunto dall’altra. In una relazione causale la variabile che determina è detta variabile indipendente, mentre quella che viene determinata variabile dipendente.
Le curve in un grafico
Una curva (indipendentemente dal fatto che sia rettilinea o meno) è una linea su un grafico che rappresenta una relazione tra due variabili e che può essere sia rettilinea che curvilinea. Quando la curva è una linea retta, le variabili hanno una relazione lineare. Se la curva non è una linea retta, le variabili hanno una relazione non lineare. Quando all’aumento di una variabile è associata una diminuzione dell’altra, diciamo che tra le due variabili sussiste una relazione inversa. L’intercetta orizzontale è il punto in cui una curva incontra l’asse delle ascisse; indica il valore della variabile x quando y ha valore 0. L’intercetta verticale è il punto in cui una curva incontra l’asse delle ordinate; indica il valore della y quando x ha valore 0.
Pendenza di una curva
La pendenza di una curva lineare è una misura di quanto essa è inclinata, e indica il grado di reattività della variabile y ai cambiamenti della variabile x. Si misura dividendo la distanza verticale tra due punti sulla curva per la distanza orizzontale tra gli stessi punti.
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