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Psicologia dinamica: Sigmund Freud

La psicologia dell'Io

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Sigmund Freud (1856 – 1939)

Note biografiche

Sigmund Freud nasce il 6 maggio 1856 a Freiberg nell'odierna Repubblica Ceca da una famiglia ebrea. Studiò e conseguì la laurea in medicina presso l'università di Vienna, diventando successivamente neurofisiologo. Seguì le lezioni di Jean Martin Charcot alla Salpetriere di Parigi sull'isteria e sulle malattie del sistema nervoso, da qui iniziò ad interessarsi al concetto di idee inconsce.

Tra il 1886 ed il 1891 iniziò a dedicarsi alla neurologia clinica analizzando casi di isteria, oggi ritenuta chiaramente una psicopatologia, ma fino ad allora la sua diagnosi presentava dei dubbi, e molti studiosi la riconducevano ad un'origine organica.

Nel 1987 Sigmund Freud iniziò una collaborazione con Joseph Breuer, un affermato medico di Vienna, e ciò risultò fondamentale per la nascita della teoria psicoanalitica. Nel 1892, infatti, con Breuer pubblicò un articolo sul “Meccanismo Psichico dei fenomeni isterici” che andrà a costituire il primo capitolo dell'opera Studi sull'Isteria del 1895, ritenuto il punto di partenza della psicoanalisi.

Inizialmente, Sigmund Freud si dedicò allo studio dell'ipnosi e dei suoi effetti nella cura dei pazienti psichiatrici, influenzato dalle ricerche di Joseph Breuer. Fondamentale importanza ebbe il Caso di “Anna O” (pseudonimo di Bertha Peppenheim), una giovane ragazza di 21 anni che Breuer aveva in cura, la quale presentava una serie di sintomi isterici quali contratture, inibizioni, disturbi della vista, ansia, paresi degli arti, sviluppati in seguito all'assistenza fornita al padre ammalato, e che progressivamente diventarono invalidanti.

Breuer, attraverso il “Metodo Catartico”, che consisteva nell'indurre i pazienti in uno stato ipnotico, riusciva a far emergere il ricordo dell'evento traumatico collegato alla comparsa del sintomo isterico e, attraverso la narrazione di questo, ogni sintomo scompariva. Con il Metodo Catartico si comprese che all'origine dei sintomi isterici vi era una motivazione data da un'esperienza capace di provocare un trauma nel soggetto. Pertanto, il ricordo di un evento traumatico descritto verbalmente accompagnato dall'affetto ad esso associato determinava la scomparsa immediata dei sintomi isterici.

L'isteria, che fino a quel momento aveva un'origine controversa, grazie agli studi di Breuer e Freud riceve una spiegazione: i fenomeni isterici sarebbero infatti causati da ricordi bloccati e dai sentimenti ad essi associati relativi ad esperienze passate traumatiche del paziente.

Tuttavia, molto presto Freud abbandonò il metodo ipnotico, utilizzato da Breuer, in quanto osservò che l'ipnosi risultava sempre meno efficace nel consentire l'accesso sia ai ricordi che ai sentimenti patogeni. Inoltre, un altro limite osservato da Freud era il fatto che i sintomi isterici che scomparivano in seguito al racconto dell'evento che li aveva generati, spesso ricomparivano. Ciò lo indusse ad una profonda analisi che gli suggerì che l'evento ricordato era a sua volta associato e collegato ad una serie di eventi precedenti che risalivano normalmente alla prima infanzia, e erano invariabilmente legati alla sfera sessuale.

Freud inoltre, a partire dalla pratica clinica ed in particolare con il Caso di Emmy Von N. si rese conto che la paziente presentava delle difficoltà nella rievocazione di ricordi nuovi e ciò gli suggerì l'esistenza di Resistenze. Queste resistenze non erano altro che dei Meccanismi psichici di Difesa che impedivano il riemergere delle rappresentazioni patogene. Secondo Freud, questi meccanismi, portavano alla censura di immagini, pensieri ed idee che venivano esclusi dalla coscienza. Pertanto la rappresentazione patogena subirebbe una Rimozione mentre la sua parte affettiva, data dall'energia psichica non scaricata, si convertirebbe in Energia Somatica producendo così il sintomo isterico in base ad un altro meccanismo, quello di Conversione.

Pertanto Freud, alla luce di queste considerazioni, sosteneva che per riuscire a eliminare in modo definitivo i sintomi isterici fosse necessario che questi ricordi bloccati, ovvero pensieri inconsci inaccettabili, divenissero accettabili alla coscienza. Elaborò dunque il “Metodo delle Libere Associazioni” che consisteva nel lasciar liberi i pazienti di riferire tutte le idee e le parole che gli si presentavano alla mente senza esercitare un controllo cosciente in modo da evitare la razionalizzazione. Secondo Freud ciò faciliterebbe il ritorno del contenuto rimosso, la sua rielaborazione e la presa di coscienza di questo. Freud descriverà questo metodo ne L'interpretazione dei Sogni del 1900, opera nella quale descriverà il Sogno ed il Modello Topografico o I° Topica.

Con l'adozione del “Metodo delle Libere Associazioni”, l'Analisi del Transfert e l'interpretazione dei sogni, Freud prenderà definitivamente le distanze da Breuer, al quale tuttavia attribuirà la paternità del primo metodo psicanalitico, nonché il ruolo di iniziatore della psicoanalisi. Nel 1905, Freud pubblicò i Tre Saggi sulla Teoria Sessuale dove riconsidera nel complesso i suoi dati clinici ed espresse una serie di ipotesi che lo portarono ad individuare nella Sessualità l'elemento basilare della motivazione umana e nella Libido l'energia che mantiene il funzionamento dell'apparato Psichico. In quest'opera infatti, viene presentato il Modello Pulsionale e la Teoria dello sviluppo psicosessuale.

Nel 1920 pubblicò Aldilà del Principio di Piacere saggio nel quale introdusse la Teoria del dualismo pulsionale. Nel 1923, attraverso l'opera Io e l'Es descriverà il Modello strutturale o II° Topica. Con la pubblicazione di questo saggio si concluderà quello che per molti rappresenta il periodo più prolifico e creativo di Sigmund Freud. Negli anni successivi della sua vita si dedicò a definire lo statuto epistemologico della psicanalisi. In seguito all'annessione tedesca dell'Austria, è costretto a rifugiarsi a Londra dove morì il 23 settembre del 1939.

Riepilogo pubblicazioni

  • 1895 “Studi sull'Isteria”
  • 1900 “Interpretazione dei Sogni”
  • 1905 “Tre Saggi sulla Teoria Sessuale”
  • 1915 “Pulsioni ed i loro Destini”
  • 1920 “Aldilà del Principio di Piacere”
  • 1923 “IO ed ES”

L'interpretazione dei sogni

L'opera L'Interpretazione dei Sogni pubblicata nel 1900 rappresenta il testo fondamentale della psicoanalisi. In quest'opera, Freud si concentra sull'Analisi dei Sogni, ritenuti come la “Strada Maestra” (la Via Regia) per raggiungere i contenuti dell'inconscio. Secondo Freud, infatti, il sogno ha sempre un senso interpretabile, e la sua origine sfugge alla coscienza vigile.

Freud distingue tra:

  • Contenuto Manifesto: riguarda ciò che viene raccontato al risveglio da parte del paziente, ovvero tutti gli elementi che vengono ricordati dal sognatore. Questo processo viene definito anche “Elaborazione Secondaria” che consiste nel cercare di superare le assurdità e l'incoerenza del sogno dandogli un significato.
  • Contenuto Latente: rappresenta i contenuti mascherati del sogno, ovvero ciò che viene trasformato dal “lavoro onirico”.

Il contenuto del sogno, secondo Freud, è un compromesso raggiunto tra un pensiero ed un sentimento inaccettabile e la difesa contro di esso, ed il suo accesso alla coscienza infatti è possibile solamente sotto una forma distorta e camuffata. Freud fu il primo a formulare una “Teoria dei Sogni” che poteva aiutare nella sua interpretazione. Infatti, per Freud, vi era una serie di leggi che regolavano la formazione del contenuto manifesto di un sogno. Capendo come si formano i sogni è possibile arrivare al contenuto latente.

Questi meccanismi sono:

  • La Condensazione: un'idea, un'immagine del sogno può fondere insieme vari pensieri e ricordi.
  • Lo Spostamento: processo per cui la carica emotiva è separata dal suo oggetto reale e spostata ad un altro oggetto.
  • Il Simbolismo: è la trasformazione dei pensieri in immagini, o ancora l'utilizzo di simboli sostitutivi delle cose.

Tutto il complesso lavoro onirico è volto a mascherare i reali contenuti dell'inconscio. Il sogno infatti si presenta come l'espressione camuffata di un desiderio represso. Tali desideri inconsci, durante il sonno riescono ad emergere sotto forma di immagine onirica per via della minore attività della coscienza. Attraverso l'interpretazione dei Sogni e la Tecnica delle Libere Associazioni, si cerca di ottenere una “catena associativa” dei significati del sogno al fine di interpretarlo invertendo così il processo di formazione e giungendo al contenuto latente.

Il modello topico (I° topica)

Uno dei pilastri fondamentali della Psicanalisi è il concetto di Determinismo Psichico. Infatti, per Sigmund Freud, le azioni degli uomini hanno specifiche ragioni, di conseguenza ogni evento mentale, per quanto possa apparire casuale e privo di ogni spiegazione ha invece in sé una causa ed una ragione che lo avrebbe “determinato”. Ogni evento psichico non è accidentale, anche una semplice dimenticanza o lo smarrimento di un oggetto, così come i fenomeni onirici ed i sintomi nevrotici hanno una causa, sebbene questa possa sfuggire alla consapevolezza dell'individuo. Ciò implica la presenza di “processi e di contenuti inconsci” dei quali l'individuo non è consapevole. La scoperta di questa dimensione inconscia ed inconsapevole ha segnato un punto di svolta nella concezione dell'uomo. La psicanalisi si configura pertanto come “Scienza dell'Inconscio” volta alla ricerca delle motivazioni che guidano i comportamenti degli individui.

Il primo modello Freudiano si basa proprio su questo assunto, è chiamato Modello Topico o Modello Topografico o ancora I° Topica. Rappresenta il primo tentativo proposto da Freud per spiegare il funzionamento dell'apparato psichico, il suo intento infatti era quello di creare una Topografia o una mappa della mente. In questa prima topica, Freud descrive l'apparato psichico distinto in tre sistemi o “luoghi ideali” in cui i contenuti psichici sono considerati in base alla loro accessibilità alla coscienza. La metafora più utilizzata per la spiegazione della prima topica è quella dell'Iceberg.

  • Conscio: è il sistema della consapevolezza e rappresenta i contenuti coscienti.
  • Preconscio: è costituito dagli elementi provvisoriamente inconsci che possono diventare consapevoli attraverso un atto di volontà o attraverso uno spostamento di attenzione.
  • Inconscio: comprende gli elementi rimossi, ovvero quei contenuti respinti dalla coscienza in quanto ritenuti inaccettabili, incluse le fantasie in cui è fissata la pulsione, di cui non si ha la consapevolezza.

Il “Sistema Inconscio” funzionerebbe secondo il “Principio di Piacere” mentre i suoi contenuti sarebbero governati dal “Processo Primario” ovvero la spinta all'appagamento immediato dei bisogni. Il “Principio di Piacere” rappresenta il funzionamento dell'apparato psichico ancora immaturo proprio della prima infanzia, inoltre esso permane e controlla la fantasia, i sogni ed i desideri inconsci.

Il “Sistema Pre-Conscio / Conscio” segue il “Principio di Realtà” ovvero il principio regolatore della realtà psichica non rivolto al soddisfacimento immediato ma fa riferimento alle “Condizioni della realtà”. I suoi contenuti seguono il “Processo Secondario” che implica lo sviluppo delle funzioni coscienti e del pensiero logico. L'energia al contrario del processo primario non è libera di fluire, ma risulta legata a specifici oggetti in quanto il suo movimento è sottoposto al controllo e alle restrizioni della realtà. Pertanto al “Principio di Piacere” deve subentrare il “Principio di Realtà”.

Modello strutturale (II° topica)

Il “Modello Topico” si rivela insufficiente per spiegare il “Conflitto Intrapsichico”, in quanto attribuito ad un contrasto tra il “Sistema Inconscio” e quello “Pre-Conscio / Conscio”. Infatti, con l'elaborazione del “Modello Pulsionale” il conflitto viene spostato nell'inconscio in quanto dato dal contrasto tra pulsioni. Pertanto, Freud, nell'opera “Io ed Es” descriverà il “Modello Strutturale” o II° Topica in cui descrive i costituenti fondamentali dell'apparato psichico collocati nell'inconscio, e denominati “Istanze Psichiche”:

  • Es: viene descritto come l'energia psichica che spinge in modo disorganizzato ed incontrollato al soddisfacimento dei bisogni secondo il “Principio di Piacere”. L'ES è totalmente inconscio, è innato ed ereditario, in esso non valgono le leggi del pensiero logico, non segue né giudizi né la moralità.
  • Io: si configura come la “struttura centrale della personalità”. L'IO si forma dall'ES e si differenzia da esso in quanto è in contatto con la realtà. Infatti presenta una parte “Conscia” che ha la funzione di “Esame di Realtà” ed una parte “Inconscia” nella quale è in eterno conflitto con le pulsioni dell'ES e le imposizioni del SUPER-IO. Lo sviluppo dell'IO comporta un maggiore controllo sull'ES e comporta inoltre la sostituzione del “Principio di Piacere” con il “Principio di Realtà”. Un'altra fondamentale funzione dell'IO è data dai “Meccanismi di Difesa” (inconsci). L'IO è la ragione che si oppone alle passioni dell'ES e attraverso la “Sublimazione” cerca di ottenere la maggior soddisfazione possibile nel modo socialmente più accettabile.
  • Super-io: è “l'erede del complesso Edipico”, derivante dalla perdita dell'oggetto edipico e dalla conseguente identificazione con i genitori. Deriva dall'IO e rappresenta il “polo morale” dell'apparato psichico, derivante dall'interiorizzazione degli insegnamenti, delle restrizioni e dei divieti imposti dai genitori. Il SUPER-IO ha la funzione di “auto-osservazione” e di coscienza morale.

Freud sosteneva che le tre istanze fossero in perenne conflitto tra di loro. In particolare l'IO si trova in mezzo a tre fuochi (i tre tiranni dell'IO) dati dall'ES che spinge al soddisfacimento delle pulsioni, il SUPER-IO che “controlla ed ammonisce l'IO” e le limitazioni imposte dalla Realtà Esterna. Con il Modello Strutturale la psicopatologia, ed in particolare la nevrosi, è concepita come il risultato di “Impulsi Inaccettabili” che minacciano di sopraffare l'IO e le difese contro di essi messe in atto dall'IO stesso.

I meccanismi di difesa

I Meccanismi di Difesa sono una funzione fondamentale dell'IO che servono a proteggere l'individuo da un affetto doloroso, un'angoscia o un senso di colpa nel tentativo di proteggersi da eccessive richieste libidiche. Pertanto, di fronte ad una situazione che genera un'eccessiva angoscia l'IO ricorre a varie strategie per fronteggiare la situazione con lo scopo di escludere dalla coscienza ciò che è ritenuto inaccettabile. I principali meccanismi di difesa individuati da Freud sono:

  • La Rimozione: Questo meccanismo di difesa rimuove i contenuti inaccettabili dal sistema concio spingendoli in profondità nell'inconscio senza lasciare tracce in memoria.
  • La Proiezione: Indica un meccanismo attraverso cui, desideri, sentimenti e qualità proprie sono spostate dal proprio sé verso altri.
  • L'Introiezione: Indica il processo di assimilazione e assorbimento dell'oggetto e delle sue qualità che vengono poi riconosciute come proprie. Le caratteristiche dell'oggetto, una volta introiettate, diventano indistinguibili dal sé.
  • L'Identificazione: Vale a dire l'auto-attribuzione e assunzione di caratteristiche e qualità proprie dell'oggetto stimato e amato.
  • La Formazione Reattiva: è un meccanismo di difesa che serve a negare gli impulsi attraverso il rafforzamento dei loro opposti. Ciò si esplica in atteggiamenti diametralmente opposti al proprio desiderio.
  • L'Annullamento Retroattivo: Il compiere un'azione al fine di annullarne una precedente. Nel tentativo di far sì che pensieri, parole o gesti non siano in realtà mai avvenuti, attraverso l'espressione di comportamenti contrari.
  • Il Diniego: Il rifiuto di un contenuto conoscitivo.
  • Lo Spostamento: è il trasferimento dei contenuti affettivi da uno stimolo ad un altro.
  • Il Rivolgimento contro il sé: in cui l'oggetto della pulsione è spostato da un'altra persona al proprio sé.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher daenerys94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dinamica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Lucarelli Loredana.
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