Lezione n°1: Introduzione al diritto privato
Diritto privato = un insieme di regole generali e astratte che servono a risolvere delle liti che possono sorgere tra gli individui, chiamati in diritto, privati. Le regole che fanno parte del diritto privato sono contenute nel Codice Civile, adottato nel 1942, 1948 anno di adozione della Costituzione, 1932 adozione del Codice penale. Codice adottato in epoca fascista, questa impronta proveniente dal regime fascista non è così marcata, anche perché dopo la nascita della Repubblica Italiana, ci fu un processo di defascistizzazione, i giuristi lavorarono sul testo del codice per rimuovere tutti gli elementi che richiamavano il fascismo. Alcune regole del diritto privato raccontano delle cose non più attuali (es. recupero dello sciame d’api).
Il Codice Civile
Codice composto da 6 libri:
- Libro 1 → Vengono disciplinate le persone: tutte le regole che definiscono la persona fisica nel diritto, diritto all’integrità del corpo, diritto al nome, all’immagine, regole che riguardano le persone fisiche e giuridiche, ovvero gli enti (associazioni, fondazioni e comitati).
- Libro 2 → Disciplina delle successioni: le regole che disciplinano il trasferimento di patrimonio dopo la morte (non lo faremo), accenno sull’eredità digitale.
- Libro 3 → Disciplina dei beni e della proprietà (preferito dalla prof).
- Libro 4 → Libro più pesante contiene le obbligazioni, il contratto e la responsabilità civile e contrattuale (acquisto del biglietto, acquisto del caffè con la macchinetta e acquisto delle app).
- Libro 5 → Disciplina della società, dell’impresa e del lavoro (non studiato nel diritto privato).
- Libro 6 → Tutela dei diritti: insieme di norme che riguardano la tutela dei diritti degli individui, disciplinano per esempio come si sta in giudizio, l’onere della prova o alcuni particolari procedimenti necessari per dare pubblicità ai propri atti (non studieremo).
Studieremo il 1, il 3 e il 4. Il codice civile nel 1942, c’era il fascismo e il re, il codice civile è stato adottato con un regio decreto (atto). Come il codice civile si inserisce nel sistema delle fonti e organi dello stato?
Sistema delle fonti
Quando e dove si forma il diritto:
- Trattati dell’Unione Europea
- Costituzione
- Leggi costituzionali
- Leggi ordinarie – decreto legislativo – decreto legge
- Regolamenti
- Consuetudini
Diritto dell’Unione Europea
Comprende i trattati dell’Unione Europea (norme generali e di principio, hanno portato allo sviluppo dell’Unione Europea) le direttive e i regolamenti.
Tipi di atto:
- L’ultimo Trattato adottato è quello di Lisbona nel 2009: Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea.
- Carta dei diritti fondamentali, carta di Nizza del 2001 contiene i diritti fondamentali dei cittadini dell’Unione Europea, norme che somigliano alle nostre norme costituzionali, citano delle differenze di scelte politiche.
- Direttive e regolamenti: norme di dettaglio.
Le norme del diritto dell’Unione Europea hanno 2 scopi principali:
- Armonizzano (determinano un trattamento uguale in tutti gli stati membri)
- Unificano (cercano di portare gli stati membri alla stessa disciplina)
L’organo giurisdizionale competente; non avrebbe senso parlare di diritti se non esistessero i rimedi. Per essere effettivi i diritti delle persone hanno bisogno dei rimedi (azioni giudiziarie, che portano i diritti in corte). Ognuna di queste fonti trova un proprio organo giurisdizionale. L’organo giurisdizionale che tratta le direttive e i regolamenti è la Corte di giustizia dell’Unione Europea; ci andiamo quando abbiamo bisogno di avere un chiarimento interpretativo sull’applicazioni del diritto dell’UE.
Tutte le norme vanno interpretate. Nel codice esistono delle norme nel quale stabiliscono che l’accordo tra i privati non deve essere contrario al buon costume.
Come si va alla Corte di giustizia dell’Unione Europea?
Si va ad esempio quando siamo nel corso di un giudizio ordinario, dovesse svolgere un conflitto interpretativo su una norma di diritto dell’Unione Europea. Si può chiedere a un giudice di andare alla corte di giustizia dell’Unione Europea per un chiarimento interpretativo.
Quando parliamo di trattati dell’Unione Europea e di corte di giustizia dell’UE, stiamo parlando di qualcosa completamente diverso dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), che non è un atto dell’Unione Europea, ma una specie di trattato di diritti fondamentali adottato all’interno di un’altra organizzazione internazionale che copre l’Europa geografica e non politica. Nella convenzione europea dei diritti dell’uomo troviamo legati a questi diritti (adottati anche da Russia e Turchia).
A questa convenzione è legata un altro organo giurisdizionale:
- La Corte Europea dei diritti dell’uomo (Corte EDU) → giudica tutti quei casi in cui comportamenti o norme degli stati nazionali violino i diritti fondamentali contenuti nella convenzione, giudizio che oppone i privati a uno stato e si chiede alla corte di condannare lo stato perché non ha rispettato un diritto fondamentale. (es. l’Italia è finita davanti alla Corte EDU per i respingimenti in mare dei barconi, per i processi lunghi e per la dimensione delle celle).
Diritto dei consumatori
Esiste nel nostro ordinamento ed è disciplinato nel codice del consumo.
La Costituzione
La Costituzione adottata nel 1948, c’è stato il referendum, hanno votato per la Repubblica e viene costituita un'assemblea di padri costituenti con il compito di scrivere la costituzione (prima c’era lo Statuto Albertino che fungeva da Carta dei Diritti dalla seconda metà dell’800 fino al 1942) provenienti da orientamenti politici completamente diversi (Liberali, cattolici, comunisti).
Si definisce una carta lunga, perché contiene 139 articoli e rigida perché prevede un procedimento particolare per modificarla, richiede delle maggioranze particolari in parlamento e in assenza di maggioranze si deve ricorrere a un referendum (Riforma Costituzionale nel 2016 e del 2001 che ha modificato il titolo 5 della costituzione, cioè quello che disciplina le competenze legislative dello stato e delle regioni, anche le regioni possono adottare delle proprie leggi nella materia di propria competenza. Esistono delle materie di competenza esclusiva dello stato (solo lo stato può introdurre norme di diritto privato e di diritto penale). Esistono delle materie di competenza concorrente in cui lo stato e le regioni lavorano insieme (es. la disciplina del paesaggio e dell’ambiente). Competenza residuale: tutto ciò che non è esclusivo dello stato che non è concorrente, è competenza delle regioni.
Ci possono essere delle liti tra stato e regione; conflitti risolti dalla Corte Costituzionale; (es il decreto sicurezza impugnato da molte regione per la disciplina dell’immigrazione e della sicurezza a livello urbano).
Corte costituzionale
Verifica che le leggi ordinarie, decreti legge, decreti legislativi rispettino la costituzione, siano conformi ai diritti tutelati nella carta costituzionale. Chi va in corte costituzionale? Si va solo se c’è un tribunale ordinario che solleva la questione di costituzionalità. La corte risolve la questione di diritto e la riporta ai tribunali, per tutti i giudizi (es. l’aiuto al compimento dell’eutanasia di DJ Fabo), la corte costituzionale è definita giudice delle leggi risolve i conflitti tra il potere dello stato e della regione e valuta le conformità delle leggi alla costituzione.
Nella nostra costituzione ci sono degli istituti di democrazia diretta e sono:
- La Legge di iniziativa popolare
- Referendum di natura abrogativa: solo per cancellare una norma, non esiste un referendum consultivo per chiedere dei pareri ai cittadini. (oggi il governo vorrebbe cambiare le norme costituzionali che riguardano il referendum inserendo un referendum propositivo e cambiare le regole specifiche del referendum in particolare quelle che riguardano il raggiungimento del quorum. Quando si propone un referendum si deve verificare che i quesiti siano ammissibili cioè che il referendum possa svolgersi e che l’impatto del referendum non sia distruttivo sull’ordinamento. È la corte che decide se il referendum sia ammissibile.
- Petizione
Leggi ordinarie: adottate dal parlamento che è composto da camera e senato.
Spoletta cioè una delle camere inizia una discussione di una legge, quando la completa la manda all’altra camera e se la legge effettua modifiche torna alla Camera, se no è approvata. Sono Atti aventi forza di legge perché hanno la stessa portata applicativa delle leggi ordinarie:
- Decreti legge: atti del governo, discipline legislative adottate per ragioni di necessità e urgenza, tali da intervenire in fretta. La maggior parte dei provvedimenti del nostro ordinamento sono decreti legge nonostante si possa discutere che esistano delle necessità e di urgenza. Approvato dal governo entra in vigore e produce subito i suoi effetti e convertito in legge nei suoi successivi 60 giorni alla sua emissione e in seguito diventano leggi ordinarie.
- Decreti legislativi: atto con cui il governo disciplina uno schema generale di intervento normativo e come se definisse i principi e le linee guida per un intervento di dettaglio, ad esempio per riformare il codice civile.
Leggi ordinarie: i privati possono litigare davanti ai tribunali. Il sistema delle corti, che interviene su conflitti tra privati sulle leggi ordinarie di natura civilistica e penalistica compongono la giurisdizione ordinaria.
Giurisdizione ordinaria
- Il giudice di pace e il tribunale (organi di 1°)
- Corte d’appello (organi di 2°)
- La Corte di cassazione (ordine di 3°) non giudica il fatto, ma il giudice di diritto se le norme sono state applicate bene o male, giudice con funzione nomofilattica ovvero ci da un indirizzo interpretativo sulle leggi che è valido per tutti.
Corte d’assise d’appello non interviene sul codice civile, ma sul codice penale, interviene nei processi per i reati più gravi (omicidi, mafia, femminicidi), accanto ai giudici togati c’è la giuria popolare (in Italia c’è soltanto per i crimini particolarmente gravi e sono persone prese dalle liste elettorali tramite un sorteggio).
Lezione n°2: Diritto dell’Unione Europea
La Costituzione
- Leggi costituzionali
- Leggi ordinarie – decreti legge – decreti legislativi
- Regolamenti → atti adottati dal pubblico potere a livelli diversi possono essere dei regolamenti approvati dai livelli poi agli atti, regolamenti adottati dagli enti locali, regolamenti dei comuni, fonti che si trovano su un livello basso. Contengono norme di dettaglio, contengono una normativa dettagliata.
Rapporto con il sistema giudiziario: i regolamenti non vanno in corte costituzionale, si può litigare davanti ai giudici ordinari, sono tutti quelli che intervengono o per cause penali o per cause civili. Nel caso in cui la lite tra privati riguardi l’applicazione di un regolamento.
- Giudici ordinari: tribunale, giudice di pace, corte d’appello, la corte di cassazione.
- I giudici amministrativi: il TAR (tribunale amministrativo regionale), il Consiglio di Stato. Intervengono ogni qualvolta ci sia un conflitto tra privati e pubblica amministrazione.
Il TAR e il Consiglio di Stato possono annullare il regolamento, dichiarare la sua invalidità. La giurisdizione amministrativa entra solo per la discussione dei regolamenti e su un atto della pubblica amministrazione.
Consuetudine
Usi e costumi, comportamenti abituali in grado di produrre delle regole, regola che non proviene dal legislatore, comportamento che nel tempo è diventato obbligatorio. (es. in università i 15 minuti accademici). Per far sì che diventino regole sociali, l’evento si deve ripetere nel tempo, una consuetudine richiede molto tempo per consolidarsi (diaturnitas) e che sia sentito vincolante, riteniamo che sia obbligatorio. Quando non c’è una norma, ma c’è una consuetudine, può essere applicata per risolvere un conflitto.
Quando entrano in vigore le leggi?
Entrano in vigore 15 giorni, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Come una legge può smettere di produrre effetti?
- Con il referendum abrogativo
- Quando è dichiarata incostituzionale
- Attraverso l’abrogazione espressa interviene una legge successiva.
L’abrogazione tacita: quando non c’è una dichiarazione espressa da parte del legislatore, ma quella che compare dichiara che quella precedente sia abrogata.
Legale/illegale: violazione della legge o non.
Legittimo/illegittimo: significa che un’azione è giusta o ingiusta.
Le leggi sono tutte giuste, legittime? In teoria sì e tutte le leggi illegali sono ingiuste. (L’apartheid, leggi antisemite esempi di leggi ingiuste e all’epoca legali). Le leggi per definizione dovrebbero essere legittime, ma a volte ingiuste. Comportamenti illegali, ma che consideriamo legittimi: il comportamento dei sindaci, una famiglia in uno stato di bisogno che va a dormire in un immobile abbandonato, in una notte d’inverno. Il diritto non è mai neutrale perché è sempre il risultato di operazioni legislative e frutto di un processo politico e questi soggetti sono sempre espressioni di equilibri di forze politiche, però non dobbiamo credere al diritto neutrale. I comportamenti illegali contribuiscono a cambiare il diritto.
Le norme
Le norme e quali caratteristiche devono avere? → Devono sempre essere generali e astratte il legislatore deve prevedere dei comportamenti validi per tutti e che non fanno riferimento a un caso specifico. Il giudice riconduce il fatto concreto alla norma astratta - operazione di sussunzione. Si cerca (la norma astratta che trova applicazione al fatto concreto, ovvero interpretare la norma, cioè cercare un significato) i criteri che può usare il giudice sono disciplinati all’interno del codice civile e stanno nelle preleggi che precedono i libri del codice.
Modi per interpretare una norma:
- Trovare il senso della norma → criterio letterale, il giudice cercherà di interpretare le norme.
- Ricostruire i motivi per cui il legislatore ha emanato la legge → interpretazione teleologica, si cerca lo scopo della norma, la razio ovvero la ragione giustificatrice della norma e come fa il giudice a giustificare una norma? Attraverso i dibattiti parlamentari, a lavori preparatori.
- Interpretazione autentica
- Interpretazione sistematica: si va a interpretare le norme le une con le altre, si leggono varie norme.
- Interpretazione estensiva: il giudice va ad estendere il portato normativo del testo della norma perché significa anche altro, quella che consente di adeguare il diritto alle trasformazioni sociali. Per es. la sharing economy dibattito tra i giuristi.
- Criterio analogico: si assume che non tutti i casi della vita trovino una norma, l’ordinamento giuridico ha dei vuoti e cosa fa un giudice? Il giudice per legge non può non decidere. (per es. un caso in materia tributaria, non si riesce a scegliere un criterio di pagamento di quanto ognuno di noi deve pagare una somma) Il giudice può cercare una regola che viene da una materia completamente diversa (analogia legis) o può decidere un caso trovaneo un principio di diritto che si ricava dall’ordinamento (analogia iuris).
Lezione n°3: Differenza tra diritto in senso oggettivo e soggettivo
Diritto oggettivo
Possibilità di descrivere un insieme di regole che disciplina una certa materia (es. il libro 3° contiene le regole che riguardano il diritto di proprietà, oppure il libro 4° contiene il diritto dei contratti, non facciamo riferimento a un nostro diritto, ma è un’espressione descrittiva, uso oggettivo del diritto, è disciplinato a partire dall’articolo 811 del codice civile).
Diritto soggettivo
Diritti della persona, il mio diritto di proprietà, diritto a stipulare un contratto, diritto al lavoro, tutti i diritti imputabili riferiti a un solo soggetto. Qual è la caratteristica principale dei diritti intesi in senso soggettivo? Le norme possono anche essere definite precetti, ovvero le norme impongono sempre ai loro destinatari dei comportamenti obbligatori. Il diritto di proprietà in senso soggettivo assegna al suo titolare una serie di poteri, poteri che si traducono in rimedi, ovvero la possibilità di tutelare una propria auto-sezione giuridica soggettiva per ottenere il rispetto di quei comportamenti doverosi introdotti dalla legge.
Esempio: se il mio diritto di proprietà impedisce al mio vicino di casa di sconfinare, ma se lui per esempio costruisce un capanno degli attrezzi e il confine territoriale non è segnato né da una staccionata, né da un muro... il vicino si sbaglia e costruisce il suo capanno per un pezzo sul mio terreno; sta violando il mio diritto di proprietà; nel momento che io sono titolare del diritto di proprietà posso agire nei suoi confronti, facendomi pagare il terreno occupato o facendo smantellare il capanno.
Diritto soggettivo fa riferimento alla titolarità di azioni che consentono a un soggetto di ottenere il rispetto di una certa norma, di prendere che certe regole siano rispettate.
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