STORIA ECONOMICA
PUNTI DI PARTENZA PER STUDIARE LA STORIA ECONOMICA:
La storia economica ha uno sguardo globale, una direzione inclusiva
La storia economica comincia con la scoperta del fuoco e l’invenzione della
ruota
Non è importante solo la logica temporale ma anche quella spaziale
GLI ASSETS: elementi fondamentali per studiare la storia economica
Risorse naturali: se sono presenti il Paese è avvantaggiato (es: Stati Uniti), ma
possono essere vanificati dalla situazione politica (es: Libia, Venezuela)
Energia: legata alle risorse naturali. In passato la principale risorsa economica
era il legno, sostituito poi gradualmente dal carbone con l’industrializzazione,
poi dal gasolio, oggi dalle energie rinnovabili. (se mancano le fonti energetiche
si importano: mercato internazionale)
Conoscenza: non è un asset naturale ma è altrettanto fondamentale: la
conoscenza può portare ad uno sviluppo economico migliore
Mobilità: è fondamentale sin dalla preistoria, spostarsi migliora la conoscenza
Geografia e clima: il termine moderno di geografia è “Geoeconomia”, che
fonde l’aspetto geografico con quello economico. Il clima è uno dei principali
motivi di crescita o non crescita economica, ma se ci sono le condizioni
economiche si può “forzare “la geografia ed il clima (es: Emirati Arabi)
Collegato agli assets c’è il TEMA DEMOGRAFICO:
Popolazione: una popolazione numerosa e giovane è un aspetto positivo per
l’economia e lo sviluppo
Durata della vita: aumenta grazie al miglioramento e allo sviluppo della
medicina, ma non ovunque, solitamente nei Paesi più avanzati. La durata ella
vita influenza lo sviluppo economico e viceversa.
Salute: fondamentale per lo sviluppo, soprattutto nel mondo globalizzato.
Mangiare bene previene le malattie, le persone producono di più
ARRETRATEZZA E PROGRESSO:
Ci sono elementi che portano all’una o all’altra situazione. L’arretratezza spesso è
causata dalla disuguaglianza economica e dalla disuguaglianza sociale. La
ricchezza individuale è diversa da quella del Paese (es: la Cina è un Paese ricco, ma
dividendo il PIL per un numero elevato di persone la ricchezza individuale risulta molto
bassa). La ricchezza non è legata solo al denaro ma anche alla possibilità di usufruire
dei beni primari (acqua, internet). Anche la mobilità è legata alla ricchezza:
l’impossibilità di muoversi non consente di arricchirsi.
1-IL LUNGO PERIODO
DALLA RIVOLUZIONE DEL NEOLITICO ALLA RIVOLUZIONE URBANA
DELL’ETÀ DEL BRONZO
Fino a 10-12 mila anni fa le società agrarie non esistevano, le persone vivevano in
gruppo di cacciatori-raccoglitori
PRIMA RIVOLUZIONE AGRARIA DELLA STORIA: importazione dell’agricoltura
trasferendo semi e specie domesticate altrove (es: dal Vicino Oriente venne esportato
in Europa il grano). Porta anche una prima accelerazione nella crescita della
popolazione.
Aspetti negativi: impoverimento della dieta, malattie trasmesse anche dagli animali
addomesticati.
Aspetti positivi: capacità di coordinare il lavoro, nuove conoscenze e competenze
come la scoperta della scrittura
RIVOLUZIONE URBANA DELL’ETA’ DEL BRONZO: comparvero le prime città, le
prime forme statuali, si sviluppò una notevole crescita della stratificazione sociale.
Durante questa rivoluzione si origina una sorta di proto-divergenza dell’Eurasia
rispetto al resto del Mondo.
Le altre parti del Mondo, in particolare le Americhe non hanno avuto una chance
sostanzialmente perché: le specie domesticabili asiatiche erano superiori a quelle
americane, frumento e orzo sono migliori dal punto di vista nutrizionale rispetto al
mais, la mucca e il cavallo sono superiori al lama per quanto riguarda la capacità di
lavoro e la versatilità.
I CARATTERI STRUTTURALI DI UNA ECONOMIA AGRARIA
Le società agrarie erano meno complesse di quelle industriali per i seguenti motivi:
La popolazione risiedeva in piccoli villaggi
La divisione del lavoro non era basata sulle competenze ma sull’età e sul sesso
delle persone
La produttività del lavoro era bassa e le società agrarie erano in grado di produrre un
surplus limitato rispetto alle esigenze di autoconsumo e di riproduzione dei raccolti.
Oltretutto la popolazione era soggetta ai fattori climatici e metereologici.
Nelle società agrarie preindustriali le città erano il luogo del commercio e del mercato.
Lo sviluppo era lento, ma non erano società immobili, vi furono delle invenzioni
importanti: aratro pesante, rotazione triennale delle colture, mulino ad acqua.
LE ECONOMIE TARDO MEDIEVALI E LO SHOCK DELLA “PESTE NERA”
La formazione dell’IMPERO MONGOLO fu fondamentale, sia per lo sconvolgimento
che produsse negli assetti politici e statuali presenti, sia perché rafforzò le
comunicazioni e gli scambi di merci, ristabilendo in piena efficienza la Via della Seta,
dove compì un importante viaggio Marco Polo.
Lungo la via della Seta però non si muovevano solo uomini e merci, ma anche
patogeni, e fu così che la Peste arrivò in Europa.
Conseguenze negative della “Peste Nera”: uccise 50 milioni di persone in Europa e nel
bacino del Mediterraneo, riduzione dei raccolti.
Conseguenze positive della “Peste Nera”: processo di adattamento istituzionale e di
rafforzamento della sanità pubblica (primo “lazzaretto” permanete a Venezia),
“ribilanciamento” del rapporto tra uomini e risorse naturali, più terra a disposizione,
ridistribuzione della ricchezza.
In Cina ciò non accadde perché avendo città più salubri e meno affollate risentirono
meno della peste.
2. LA GRANDE DIVERGENZA
Le società preindustriali non erano immobili, i mutamenti erano lenti ma c’erano.
La “SCOPERTA DELL’AMERICA” nel 1492 segna l’inizio di una fase nuova, inizia la
modernità, una fase che scuoterà gli assetti e gli equilibri delle società umane alla
scala planetaria.
Come in ogni momento storico vi furono i vincitori e i vinti, si disegna il primato
europeo sul resto del Mondo (“grande divergenza”).
L’espansione negli Oceani fu fondamentale perché allargò l’orizzonte economico, non
esiste più solo la Via della Seta.
Fondamentale però per realizzare quest’impresa è la tecnologia: senza le navi
adeguate non si sarebbe potuto arrivare sin in America, infatti i tentativi Italiani di
attraversare l’Oceano fallirono, quelli portoghesi no, perché avevano navi migliori (le
caravelle).
Il passaggio da un “mondo chiuso” ad un “mondo aperto” fu un cambiamento epocale,
per il periodo dal 1434 al 1550 si parla di “proto-globalizzazione”.
LA “GRANDE DIVERGENZA”: CAUSE, MODALITÀ E TEMPI
Con il termine “grande divergenza” intendiamo:
Il processo tramite cui l’Europa occidentale emerse progressivamente come
l’area più ricca e potente del pianeta.
La capacità dell’Europa di superare i limiti tipici delle economie agrarie
preindustriali, consentendo sia un relativo miglioramento delle condizioni di
vita, sia l’avvio della rivoluzione industriale.
secondo molti storici la “grande divergenza” ebbe inizio già prima della rivoluzione
industriale.
Nel Medioevo l’Asia era più avanzata dell’Europa, sia dal punto di vista urbanistico che
dal punto di vista che da quello scientifico. L’Europa riuscì però a dominare grazie al
primato scientifico e tecnologico.
Spiegazioni dell’origine della “Grande divergenza”
Spiegazioni demografiche:
secondo alcuni storici il primato europeo rispetto all’Asia fu causato dal fatto
che nell’area mediterranea la popolazione era più raccolta che entro l’enorme
Impero Cinese e ciò facilitò le comunicazioni
secondo lo storico economico Clark fu la “peste nera” che riducendo la speranza
di vita degli uomini, paradossalmente, portò ad un miglioramento delle
condizioni della vita medesima.
Spiegazioni istituzionali:
le istituzioni tipiche dell’Europa occidentale erano diverse da quelle dell’Asia
Orientale e più favorevoli all’emergere di società innovative, sia sul piano
economico che sul piano tecnico- scientifico.
Secondo lo storico Nedham la diffusione delle università nell’Europa Occidentale
avrebbe promosso lo sviluppo della conoscenza innescando la “rivoluzione
scientifica” del Rinascimento (Galileo Galilei)
Spiegazioni geografiche e geopolitiche:
La presenza di barriere naturali in Europa occidentale avrebbe impedito il
formarsi di grandi imperi e stati unitari, facendo sì che tra i piccoli Stati ci fosse
sempre competizione e che questa competizione portasse a cercare di essere
più innovativi per essere in vantaggio. In Asia invece vi erano grandi imperi, che
spesso impedivano le innovazioni tecnologiche, al fine di preservare la stabilità
sociale.
La scoperta dell’America giocò un ruolo fondamentale per l’Europa che poté
usufruire delle risorse americane durante un periodo di problemi ecologici
(sistemi agrari intensivi e legge dei rendimenti decrescenti), mentre L’Asia no.
La presenza di elementi come il carbone, soprattutto in Inghilterra, risultò
determinante per l’avvio della rivoluzione industriale, che fece avanzare
l’Europa occidentale rispetto all’Asia.
L’Europa occidentale aveva accumulato del capitale
il primato dell’Occidente che ebbe inizio con la “Grande divergenza” negli ultimi anni è
stato considerevolmente eroso da altre economie, in particolare da quella cinese.
Alcuni storici ipotizzano il ritorno della Cina alla posizione di primato (come era fino al
1500): la grande divergenza è stata solamente una lunga parentesi
Altri invece ritengono che ciò, almeno sul piano dello sviluppo economico, sia
impossibile: la grande divergenza come processo epocale e irreversibile.
OLTRE L’EURASIA: AMERICA, AFRICA E OCEANIA
Nessuno studioso sostiene che il ruolo svolto dall’Europa occidentale nel dare avvio al
grande processo di apertura e costruzione di un sistema economico mondiale sarebbe
potuto appartenere alle civiltà mesoamericane.
Al momento dell’incontro con queste civiltà, il primato tecnologico e militare degli
europei risultò così netto che essi poterono imporre i propri interessi quasi senza
incontrare limiti. Gli spagnoli e i portoghesi riuscirono ad annientare gli aztechi e gli
inca sia grazie alla superiorità delle armi, ma anche grazie all’involontaria “arma
batteriologica” che portavano con sé e che trovò impreparati i nativi americani, privi di
difese immunitarie.
L’arrivo di queste malattie e le durissime condizioni di lavoro nelle miniere imposte
dagli occidentali e la distanza dal luogo di lavoro dalle abitazioni dei lavoratori causò
una fortissima catastrofe demografica.
La distruzione della popolazione locale causò una mancanza di forza lavoro, e la
soluzione fu trovata nel commercio degli schiavi, provenienti principalmente
dall’Africa.
Altre aree del Mondo vennero colonizzate (America settentrionale e Oceania) con un
po’ di ritardo da francesi, inglesi e olandesi.
La prima colonia inglese in Australia fu fondata da Cook nel 1788.
Con le prime esplorazioni si parla di “inizio della modernità”
La navigazione fu facilitata da innovazioni tecnologiche
Si sviluppa anche il mondo delle assicurazioni e nasce il concetto di
imprenditorialità
Nasce il sistema capitalistico, l’investimento capitalistico in un’ottica globale,
un’ottica di rischio e di guadagno
Questo periodo di scambi globali è una proto-globalizzazione
Importante fu anche la nascita degli stati-nazione a partire dal 1600, che
portano anche ad uno sviluppo dell’economia, legato anche al concetto di
sovranità della nazione
Fu fondamentale lo sviluppo dell’Illuminismo, un nuovo modo di pensare, che
favorì anche lo sviluppo delle industrie perché ci si allontana dalle regole
dell’economia sempre utilizzate, l’economia viene vista come una scienza a sé
(la progressiva maturazione dell’economia avviene però solo nel mondo
occidentale)
Nel 1700 nasce anche la stampa, elemento fondamentale al servizio
dell’economia, aiuta a diffondere le idee economiche.
3. NUOVI PARADIGMI, NUOVE ISTITUZIONI
“Piccola divergenza”: prevalenza dell’Impero spagnolo e portoghese sul piano
militare, economico, sociale, istituzionale sull’Europa meridionale.
DA NORD A SUD
Per secoli il centro dell’economia marittima era l’Italia, poi lo divennero le città
fiamminghe, in particolare Anversa, per poi ritornare al sud dell’Europa, soprattutto in
Spagna e Portogallo.
Per condurre la guerra contro il Portogallo e poi per gestire l’espansione e
l’amministrazione di un impero coloniale che assunse presto portata globale, gli
olandesi fecero ricorso ad uno strumento innovativo: la compagnia commerciale
privilegiata.
“compagnia olandese delle indie orientali” e “English East India Company” erano le
due principali compagnie, furono create per sfruttare le opportunità commerciali
offerte dall’apertura delle nuove rotte e per tentare di recuperare il ritardo cumulato
rispetto ai “first comers” portoghesi. Erano società di mercanti dotate di speciali
privilegi, quali l’esclusiva su determinare rotte o il monopolio nel commercio di alcuni
beni.
Nei primi due decenni dell’età moderna gli inglesi avevano rivolto la loro espansione
coloniale e commerciale verso Occidente.
Vi erano notevoli battaglie commerciali tra olandesi e inglesi. Questi ultimi emanarono
i cosiddetti “Atti di navigazione” (1651) con i quali stabilivano che tutte le merci in
arrivo nei porti dell’Inghilterra e delle sue colonie dovessero essere trasportate da
naviglio inglese, con lo scopo di sottrarre parte del commercio internazionale degli
olandesi.
Nonostante ciò il declino delle aree più avanzate dell’Europa meridionale fu relativo e
non assoluto, Venezia rimase un porto molto importante; solo a partire dal corso del
XVIII secolo l’Europa meridionale iniziò un declino evidente.
LE ORIGINI DELLA “PICCOLA DIVERGENZA” (inizio XVI secolo)
Spiegazioni geografiche, geopolitiche e demografiche:
Venezia era intrappolata nel Mediterraneo e i suoi commerci con l’Asia furono
ostacolati dalla crescita dell’Impero Ottomano
Per quanto riguarda il punto di vista demografico ci sono differenti teorie. Alcuni
studiosi sostengono che l’Europa settentrionale, e in particolare l’Inghilterra,
fosse avvantaggiata rispetto a quella meridionale grazie ad un’elevata fertilità,
alla mobilità sociale dei giovani (nuovo modello matrimoniale europeo) , alla
loro precoce indipendenza dai genitori e per il fatto che la peste aveva
maggiormente colpito l’Europa meridionale.
Spiegazioni istituzionali:
Secondo alcuni storici (de Moor e van Zanden) la peste nera avrebbe non solo
favorito la nascita del nuovo sistema di matrimoni, ma avrebbe anche
contribuito a rafforzare il mercato del lavoro, la partecipazione delle donne in
tale mercato, ridurre le disuguaglianze tra i sessi. Fu una rivoluzione dei
consumi, che avrebbe portato le famiglie e domandare beni voluttuari che non
potevano produrre direttamente. Questo processo starebbe alla base della
“rivoluzione industriosa”, che infatti investì principalmente Inghilterra e Fiandre,
dove era molto diffuso il sistema di lavoro a domicilio, specialmente nel settore
tessile.
Altri autori propongono diverse “miscele istituzionali” che, assieme al mercato
del lavoro, avrebbero favorito la piccola divergenza:
1. Le istituzioni economiche (corporazioni, borse valori, compagnie
privilegiate): l’indebolimento delle corporazioni al nord dell’Europa,
soprattutto nel settore tessile, favorirono l’emergere di nuove istituzioni,
come la Borsa di Amsterdam (prima borsa). Le corporazioni stabilivano i
propri ritmi e metodi di lavoro, imponevano i propri standard qualitativi e
controllavano il livello di salari e profitti.
2. Diritti (proprietà privata, cittadinanza) e istituzioni politiche: secondo alcuni
storici l’emergere di diritti di proprietà privata “pieni e sicuri” ridusse
l’incertezza nelle attività economiche e di conseguenza i costi di transazione,
promosse la cooperazione tra gli attori economici e ridusse i conflitti; questo
processo si sviluppò soprattutto in Inghilterra. Altri storici sostengono furono
fondamentali anche l’ampliarsi dei diritti di cittadinanza (intesi come insieme
di diritti e obblighi reciproci che vincolano le relazioni tra istituzioni
governative e specifiche categorie di persone) che favorirono la riduzione dei
costi di transazione tra individui e Stato, l’incremento della capacità fiscale
dello Stato e l’espansione della gamma e della quantità di beni pubblici da
esso forniti. Questo processo in Inghilterra è collegato al processo di
“democratizzazione”, caratterizzato dalla formazione di una monarchia
costituzionale a forte controllo parlamentare e dall’emanazione del “Bill of
rights”
Il successo dell’Inghilterra e delle Province Unite è legato anche al fatto che questi
Stati avevano assetti istituzionali meno “assolutisti” ri
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