Storia economica - riassunto
Istorìa (greco antico): indagine, ricerca. Deriva da "avere visto, essere stato testimone di". Conoscendo il passato si possono capire gli avvenimenti del presente e dare loro la giusta importanza.
Tempo soggettivo // tempo della storia. Come si misura il tempo dipende dalle civiltà. Processi economico/sociali seguono strutture corte (25-30 anni); invece per fare un ragionamento storico bisogna essere lontani temporalmente dall’avvenimento che si vuole considerare, per giudicarlo anche in base alle conseguenze a lungo termine.
Storia economica
La storia economica considera avvenimenti economici passati in uno o più paesi. Si sviluppa tra gli anni '30 e '40 (dopo la crisi del '29 tutti si pongono interrogativi dal punto di vista storico).
Storico e storico-economico si pongono le stesse domande (come funziona un sistema economico, cosa si produce, come si produce) ma la metodologia è diversa: la storia economica ha cercato di avere un proprio statuto disciplinare autonomo, mentre gli economisti sostengono che la storia economica sia subordinata all’economia.
Lo storico economico studia i fatti considerando le logiche interne di funzionamento. L’economista cerca di costruire un modello applicabile a prescindere, una "fisica della società". Lo storico vuole spiegare il perché, l’economista il come (per prevedere modelli).
Esempio: è difficile fare storia economica dell’età medievale perché è difficile trovare informazioni certe.
Contrapposizione tra storia economica ed economia storica
- Modo europeo: la ricerca storico-economica debba essere svolta utilizzando gli stessi criteri e tecniche della ricerca storica (fonti, informazioni, cause, effetti).
- Modo americano: detto di "economia storica", il criterio da utilizzare deve essere l’applicazione di dati economici alla storia.
Due modi inconciliabili con pochi punti di convergenza. Differenze significative. Storia economica ha un approccio diacronico (osserva fenomeni nel corso del tempo in una prospettiva di lungo periodo), economia storica invece ha un approccio sincronico, osserva i fenomeni nel momento in cui accadono.
Fonti e dati
Primo passo: raccolta delle fonti.
- Fonti primarie: prodotte direttamente dal soggetto interessato
- Fonti derivate: fonti primarie che hanno subito interventi da terzi. Lo storico deve decifrarle, interpretarne i contenuti, stabilirne autenticità ed attendibilità.
Problema riguardo qualità dei dati, problema dei dati non registrati ufficialmente (es. sigarette di contrabbando, stranieri clandestini). Risorse elettroniche tra vantaggi e fake news.
Concetti base: misurare PIL e ISU
Produzione: processo finalizzato ad ottenere in termini di valore un output (prodotto o servizio) il cui valore sia superiore agli input (fattori utilizzati per produrlo).
- Fattori della produzione: risorse utilizzate per produrre beni e servizi; sono essenzialmente 3: Terra, capitale, lavoro. Ogni fattore ha un proprio compenso: Rendita, interesse, salario.
- Esiste un quarto fattore: la capacità organizzativa (impresa) il compenso è il profitto.
Produttività: rapporto tra output e input impiegato; se con lo stesso input ottengo un output maggiore, ottengo una crescita della produzione di tipo intensivo e non più estensivo.
Crescita: aumento del valore totale di beni e servizi prodotti da una società attraverso un processo cumulativo. Tende ad essere reversibile.
Sviluppo o crescita economica: crescita economica con elevati tassi accompagnata da un sostanziale cambiamento strutturale ed organizzativo non solo dell’economia ma anche demografico e sociale. Tende ad essere irreversibile.
PIL (Prodotto Interno Lordo): valore, a prezzi di mercato, di tutti i beni e servizi finali prodotti all’interno dei confini di un paese in un certo periodo di tempo; NON È LA RICCHEZZA di un paese (questa conta anche patrimoni immobiliari, ricchezze finanziarie e altro); inoltre non vengono contati beni intermedi prodotti e/o distrutti per la produzione del bene finale.
PNL (Prodotto Nazionale Lordo): considera anche i redditi percepiti all’estero da imprese nazionali.
PPP (PIL pro capite): PIL complessivo diviso per il numero di abitanti (non dice però come è distribuita la ricchezza e non tiene conto del potere d’acquisto).
Fattori economici non considerati dal PIL: fattori negativi, avvenimenti esterni agli scambi monetari, economia sommersa (nero, criminalità organizzata, evasione), lavori volontari ma importanti (es. casalinghe).
ISU (Indice di Sviluppo Umano): Considera, oltre a PIL e PPP, altri indici quali il livello di sistema sanitario, il livello di istruzione, il reddito a parità di potere d’acquisto.
Classifica sviluppo umano: NOR, AUS, SWI, GER, DEN, SINGAPORE, NED, IRL, ISL, CAN, USA, HONG KONG, NZL, SWE, UK, JPN, SUDKOREA, ISR, LUX, FRA. ITALIA 26ESIMA.
Lo sviluppo nella riflessione economica. La divergenza.
Due diversi filoni di considerazione dello sviluppo:
- I classici (Smith, Ricardo, Marx), attenzione al problema dell’espansione economica in tempo “reale”; confronto con sistemi precedenti.
- I marginalisti o neoclassici, metà ‘800 in poi, considerano l’equilibrio statico: in una situazione di concorrenza perfetta il sistema economico (libero da interferenze esterne) è in grado di assicurare l’equilibrio tra domanda e offerta.
Due filoni complementari di economisti:
- Economia duale (Lewis, Ranis): esiste una eterogeneità strutturale tra i settori.
- Evoluzione modello neoclassico: la crescita dipende dalla capacità di risparmiare e accumulare capitale fisico, e infine di innovare.
Lo sviluppo accentua o diminuisce il divario tra i paesi? Lo accentua, un rapporto delle Nazioni Unite ha detto che addirittura le economie dei paesi più sviluppati hanno ridotto lo sviluppo di quelli meno sviluppati. Bisogna comunque considerare l’aspetto della compresenza di tempi diversi: lo sviluppo ha interessato per ora una parte limitata del pianeta.
La popolazione
Movimento naturale della popolazione:
- Natalità: nati ogni 1000 abitanti
- Mortalità: morti ogni 1000 abitanti (differenza tra m. ordinaria e catastrofica)
- Nuzialità: numero matrimoni ogni 1000 abitanti
- Fecondità: figli per donna in età feconda
Dinamica della popolazione: saldo natalità — mortalità +(-) saldo migratorio
- Forte crescita demografica tra 1000 e 1350
- Crollo demografico prodotto dalla peste 1348-1352
- Ripresa lenta e stabilità fino a inizio Settecento
- Crescita senza precedenti a partire da metà Settecento
Età preindustriale
- Natalità alta, 37-45‰; tassi fecondità 5-7 figli per donna;
- Mortalità ordinaria alta, 35-40‰; alta incidenza mortalità infantile (1 bambino su 3 morto entro 1° anno; 1 su 2 entro 10 anni).
- Mortalità catastrofica impedisce crescita consistente. Peste: sparisce dall’Europa dopo l’Impero Romano; poi riappare nel 1348 e di nuovo nel 1630 (nord-Italia 1630; sud-Italia 1650); 1720 ultima epidemia Europea. Incurabile, uccide il 90% degli infetti.
- Nuzialità: cuore del sistema demografico di antico regime; differenza Europa Occidentale (bassa nuzialità: celibi al 20%, età matrimonio 24-27) e Orientale (alta nuzialità: età bassa al matrimonio, pochi celibi).
Risultato situazione demografica:
- Speranza di vita bassa, circa 35 anni;
- Piramide popolazione appuntita: molti bambini, pochi vecchi (solo pochi figli sopravvivono a lungo);
- Popolazione non riesce a crescere in modo costante.
Distribuzione popolazione
80-90% vive nelle campagne causa bassa produttività dell’agricoltura e necessità di auto-sostentamento. Importanza dell’agricoltura: i cereali avevano grande conservabilità, versatilità di preparazione e soprattutto economicità a parità di potere calorico; idem il vino. Dopo la scoperta dell’America vengono introdotti pomodori, mais, patate. A nord delle Alpi si diffondono le patate (carestia irlandese —> a metà Ottocento uccide 1 milione di irlandesi e ne costringe un milione e mezzo alla migrazione).
Gli assetti della proprietà fondiaria
Chi possiede la terra è ai vertici della società.
- Beni dello Stato: beni della Corona, grandissime quantità di terra;
- Beni della Chiesa: molte persone quando morivano lasciavano le proprie terre in eredità alla Chiesa; averi dello Stato Pontificio;
- Beni privati: dalla Rivoluzione francese molti dei beni della Chiesa sono stati messi all’asta e acquisiti da privati;
- Terre comuni: utilizzate in comune da un certo villaggio.
Gli assetti contrattuali
Coltivatore diretto: non comune, succede in caso di terre piccole e/o poco produttive. Solitamente conduttore e proprietario erano due persone diverse.
- Affitto: pagamento (in denaro o in natura) di un canone per coltivare la terra; si distinguono:
- Grande affitto: di tipo capitalistico (presenza di un imprenditore, impiego di tecniche innovative e ricorso a lavoratori salariati); o di tipo parassitario (grandi appezzamenti divisi e affittati a tanti contadini, l’affittuario è un semplice intermediario tra proprietario e contadini).
- Piccolo affitto: appezzamenti di terreno molto piccoli, pagamento solitamente in natura.
- Compartecipazione: proprietario e contadino partecipano alla vita dell’azienda. Soluzione più diffusa: mezzadria, il contadino mette la forza-lavoro e a fine anno divide il raccolto col proprietario. A lungo considerato un contratto arretrato, invece produceva capitale umano e sociale, il contadino doveva imparare a fare i conti per non farsi truffare dal proprietario, e aveva più possibilità di iniziativa.
Assetti colturalI
Per massimizzare i rendimenti e/o la superficie utile bisogna ricorrere al maggese, il periodo in cui un terreno non viene coltivato per recuperarne la fertilità. Nell’età moderna Europea predominano due sistemi diversi di coltivazione:
- Rotazione biennale, 50% superficie a grani e 50% a maggese;
- Rotazione triennale, 1/3 cereali invernali (frumento), 1/3 primaverili (avena) e 1/3 maggese; così si coltiva il 66% del terreno.
Sistemi poco produttivi, si innesca un circolo vizioso per cui se voglio aumentare la produttività dovrei ridurre la superficie coltivata in favore della superficie per creare concime; ed espandendo la superficie coltivabile invece si incontrano terreni via via meno fertili.
Attività manifatturiere nell’età preindustriale
Si concentra in presenza di:
- Risorse naturali (minerali o legname) a causa alto prezzo dei trasporti;
- Fonti di energia (in particolare le cadute d’acqua);
- Ampia manodopera e/o ampio mercato (città).
Il protagonista è l’artigiano, che conserva una certa autonomia.
Condizioni diverse:
- Bottega artigiana: l’artigiano possiede gli strumenti (e non sempre), ma lavora per conto di un mercante;
- Lavoro a domicilio: es. filatura o tessitura di oggetti semplici, svolti in genere da femmine;
- Manifattura accentrata: impianti governativi dove il processo produttivo (talvolta solo alcune delle sue fasi) è oggetto di controllo statale.
Corporazioni: associazioni di lavoranti o mercanti, gestivano gran parte dei processi manifatturieri e svolgevano diverse funzioni:
- Controllavano il mercato del lavoro;
- Controllavano l’assegnazione di diversi gradi (apprendista, lavorante, maestro);
- Controllavano i salari;
- Controllavano la qualità dei prodotti;
- Svolgevano funzioni assistenziali in favore dei membri della corporazione.
Prima erano considerate una delle cause del declino manifatturiero del XVII sec., mentre ora ne si valorizzano la trasmissione del know-how, la capacità di risoluzione di conflitti, la riduzione dei costi di transazione.
L’attività manifatturiera nelle campagne poteva essere di due diversi tipi:
- Industria domestica: contadino che nel tempo libero lasciato dall’agricoltura lavora prodotti semplici;
- Manifattura accentrata: situata presso fonti di risorse naturali e fonti di energia.
Legge di Engel: nell’Età Preindustriale, al crescere del reddito diminuisce la quota percentuale dello stesso destinata ai beni di prima necessità e viceversa. Prima di “meccanizzare” l’industria occorre che la popolazione inizi ad essere più abbiente.
I principali settori produttivi
Settore tessile: trasforma fibre in filati e poi in tessuti; si affermano due tipi di fibre: cotone (fascia bassa) e seta (fascia alta); Nord-Italia diventa un importante centro di produzione di filati di seta.
Settore edile: considerato “pietrificazione della ricchezza”, in realtà crea posti di lavoro, ha molte interdipendenze settoriali. Inoltre ridistribuisce ricchezza sotto forma di salari. Gli immobili garantiscono introiti e accesso al credito.
Settore della lavorazione dei metalli: la civiltà preindustriale è una civiltà del legno; i metalli non erano prodotti in larga scala, se non per produrre monete e ferro.
Settore alimentare: importante in termini quantitativi; macinazione cereali e produzione di sale.
Il progresso tecnologico
L’età moderna accoglie una serie di piccole invenzioni e miglioramenti:
- Stampa a caratteri mobili; nasce l’industria dell’editoria;
- Polvere da sparo: arriva dalla Cina (per fuochi d’artificio) in Europa (utilizzata per le armi da fuoco, cambia radicalmente il modo di fare guerra e pone le basi della superiorità europea sul resto del mondo);
- Orologi meccanici.
L’attività manifatturiera consegue progressi grazie allo sfruttamento dell’energia idraulica.
Il vincolo energetico
Problema della scarsa disponibilità energetica. Venivano utilizzati uomo, animali, acqua, vento, fuoco; grande importanza dell’andamento di clima e stagioni in base al luogo. La possibilità di crescita era unicamente di natura estensiva.
I diversi livelli di scambio
- Assenza di scambio: chi produce e chi consuma è la stessa persona;
- Mercato locale: km 0, contadini della zona vendono i propri prodotti;
- Traffici a medio-lunga distanza: beni alimentari, materie prime e prodotti manifatturieri, servono viaggi molto lunghi e costosi.
Cosa ostacola lo sviluppo del commercio in età preindustriale? Tirannia della distanza: costi di trasporto hanno un’incidenza altissima sul costo finale (vie di terra in pessime condizioni, dove si poteva si sfruttavano le vie d’acqua).
I mutamenti degli equilibri del commercio internazionale dopo la scoperta dell’America. Innovazioni necessarie per compiere un viaggio trans-oceanico: bussola e carte nautiche (provengono dalla Cina).
I Portoghesi intendevano arrivare in oriente per procurarsi e vendere il pepe, il cui commercio era controllato da Venezia tramite un accordo con i Turchi. I Portoghesi cercano allora di procurarselo aggirando la rotta veneziana; così da fine ‘400 importano il pepe via mare in Europa.
Colombo arriva per caso in America, navigando per la Corona spagnola.
Emergono come paesi egemoni Spagna e Portogallo; si dividono il Sud America. Gli Spagnoli importano argento in grande quantità, i Portoghesi installano basi commerciali in luoghi strategici. Ben presto Francia, Paesi Bassi e Inghilterra soppiantano Spagna e Portogallo (da fine ‘600). Questo perché il Portogallo è penalizzato dalle dimensioni ridotte; la Spagna spende male (guerre contro Turchi prima e contro i protestanti poi) tutte le riserve di argento importate.
Il baricentro economico si sposta dalle città mediterranee (Milano, Genova, Venezia, Firenze) in favore dei paesi più a nord affacciati sull’Atlantico (Francia, Inghilterra, Paesi Bassi). In questo ambito le informazioni giocano un ruolo di grande rilevanza. Nascono in questo senso grandi compagnie per il commercio come la Compagnia delle Indie Orientali, le quali mirano a ridurre il rischio di intraprendere una propria spedizione, dividendo in quote la stiva, creando un mercato simile a quello di una società per azioni.
La moneta
Prima si utilizzava il baratto. La moneta riduce i costi di transazione e il rischio; diventa espressione della sovranità politica.
Si definisce nelle sue funzioni come:
- Mezzo di scambio
- Misura del valore
- Riserva di valore (conserva il proprio valore fintanto che ha corso legale).
Il bene che deve fungere da moneta deve presentare alcune caratteristiche:
- Deve essere facilmente trasferibile (tanto valore, poco peso);
- Deve essere conservabile.
Per quanto riguarda l’età preindustriale occorre distinguere tra:
- Moneta effettiva: circola sul mercato, usata nelle transazioni; è metallica (oro, argento, rame);
- Moneta di conto: nasce come moneta effettiva, poi diventa immaginaria (il valore non corrisponde al materiale).
Nasce un sistema di coniatura delle monete, tramite una zecca.
M = P+F+S
- M = Valore nominale di tutte le monete coniate;
- P = prezzo del metallo grezzo;
- F = spese di fabbricazione;
- S = imposta o diritto di signoraggio dovuto al principe.
La prima età moderna è caratterizzata da un notevole disordine monetario, molti tipi di monete diverse e problemi di cambio.
Legge di Gresham: la moneta cattiva “scaccia” quella buona: tra due monete di uguale valore intrinseco (immaginario), viene usata di più quella con minor valore effettivo.
Si assiste alla cosiddetta rivoluzione dei prezzi: aumento prolungato dei valori di molti beni, cereali in primis. Due possibili spiegazioni:
- Di tipo monetario: svalutazione argento dopo scoperta dell’America;
- Di tipo economico: (soppianta la spiegazione monetaria).
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