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Burocrazia e capitalismo

L'unica costante del capitalismo sembra essere l’instabilità. Il capitalismo è definito anche come distruzione creatrice. La globalizzazione non è altro che un'estensione delle imprese multinazionali. Inizialmente, le imprese erano strettamente intrecciate con la politica degli Stati nazionali mentre oggi operano su scala mondiale, hanno investitori e azionisti in tutto il mondo. L'esempio più eloquente del nostro tempo sarebbe costituito dalla perdita di importanza economica da parte degli Stati.

Negli anni '70 le imprese hanno imparato l'arte della stabilità, applicando al capitalismo modelli di organizzazione militare. Ognuno al suo posto e adempie a una ben determinata funzione. Il lavoratore che ha una posizione sicura sarà meno propenso a ribellarsi rispetto a un lavoratore che non ha questa posizione sicura. Questo fu il fondamento politico del capitalismo sociale. Al centro di questo capitalismo militare-sociale stava il tempo: lungo e prevedibile. Mentre oggi questa tesi è evaporata, ci sono fatti evidenti come la fine dell'impiego che dura tutta la vita e la sempre più bassa probabilità di finire la carriera all'interno di una singola istituzione.

Capitalismo sociale

L'attività doveva essere divisa in parti al fine di produrre nel modo più efficiente possibile. L'efficienza stava nella quantità di prodotti che si riusciva a realizzare nel modo più rapido possibile. Il potere di questa struttura era di tipo piramidale. Il tempo è la componente essenziale e le funzioni sono fisse e statiche. All'interno di questo sistema sociale vi era una promessa resa possibile grazie alla struttura piramidale, inserire sempre più persone nei gradi più bassi. Si evitavano così conflitti, dando a tutti un posto.

La persona che compie una carriera lungo la vita in un istituzione di questo genere vive in una gabbia d’acciaio. Si impara a pensare a una ricompensa futura piuttosto che immediata. È proprio qui che si apre una frattura tra la piramide militare e quella civile. Il militarismo offre una gratificazione immediata, mentre le gratificazioni promesse alle burocrazie civili spesso non arrivano mai. Il rinvio diventa una forma di vita.

Liberazione dalla gabbia

Verso la fine del 20º secolo ci sono stati tre nuovi sviluppi che ci hanno spinti a credere che il capitalismo sociale sia destinato a diventare un ricordo. Questi sviluppi includono:

  • Spostamento di potere dai manager agli azionisti.
  • Il capitale impaziente. Gli investitori, ora diventati più potenti, desideravano risultati a breve termine.
  • Dipendenza. Anziché una vita all'interno dell'istituzione, i riformatori auspicano più iniziativa personale e spirito d’impresa. (Previdenza privata per malattie, vecchiaia, assicurazione per il proprio futuro, ecc.)

L’architettura delle istituzioni

Nascono nuove architetture per le istituzioni. Il lavoro non è fissato su determinate funzioni ma è orientato ai compiti. Questo nuovo modo di lavorare rende possibile l'appiattimento delle istituzioni. I manager possono eliminare alcuni livelli gerarchici e ruoli all'interno dell’organizzazione. La struttura si ingrandisce o rimpicciolisce, i dipendenti aumentano o diminuiscono man mano che l'azienda passa da un compito all’altro. Inoltre, i lavoratori con contratto a termine possono essere spostati facilmente da una nazione all’altra.

Facendo così, i compiti immediati e brevi acquistano il rilievo maggiore. La struttura dell'azienda non è più un oggetto di studio stabile e il suo futuro non può essere previsto. Nel nuovo pensiero flessibile, l'importante è trovare le soluzioni migliori nel minor tempo possibile. La competizione interna porta alla ricompensa, l'espressione per descriverla al meglio è “The winner takes all”. La diseguaglianza è diventata il tallone di Achille dell'economia moderna.

In queste nuove burocrazie ci sono ristrutturazioni che portano all'eliminazione dei livelli intermedi. Esempio: tra i cucitori di scarpe thailandesi e gli stilisti milanesi non c'è alcuna relazione sociale.

Autorità e controllo

Chi possiede autorità può invece contare sull'ubbidienza volontaria. I subordinati credono in lui e vi fanno affidamento. Nelle aziende con un basso grado di autorità, il benessere è destinato a durare poco.

Tre deficit sociali

I tre deficit del cambiamento strutturale sono:

  • La ridotta lealtà nei confronti delle istituzioni.
  • L'indebolimento della fiducia informale tra i dipendenti.
  • La diminuzione della conoscenza dell'istituzione.

Ciascuno di questi deficit è percepibile nella vita dei comuni lavoratori attraverso uno strumento chiamato capitale sociale. Il capitale sociale viene definito come impegno volontario delle persone nelle organizzazioni e la disponibilità all’impegno e del modo in cui le persone giudicano il proprio impegno. Sennet: il capitale sociale è ridotto quando le persone dicono che il loro impegno è di bassa qualità ed è grande quando credono che le loro associazioni siano di buona qualità.

Il primo test per valutare il capitale sociale è: la lealtà. La lealtà è una relazione partecipativa. Nessun piano di affari, per quanto bello e logico, di nessuna impresa otterrà la lealtà di coloro ai quali questo piano viene imposto, per il semplice motivo che i dipendenti non sono stati coinvolti nella sua elaborazione.

Un deficit sociale riguarda la fiducia. Conosciamo due forme di fiducia, formale e informale. La fiducia formale si ha quando due parti stipulano un contratto e ciascuna parte crede che l'altro lo rispetterà. La fiducia informale dipende dal fatto di conoscere l'altro e di sapere che si può contare su di lui; questa fiducia ha bisogno di tempo per svilupparsi.

Il terzo deficit sociale riguarda l’indebolimento della conoscenza sociale. Tra gli effetti della vecchia piramide burocratica c'era la rigidità. Le persone rimanevano fisse e a lungo all'interno dell'azienda, e questo permetteva loro un grande vantaggio che consisteva nell'accumulazione di conoscenza su come lavora il sistema. La conoscenza istituzionale costituisce un'integrazione della fiducia informale.

Autocomprensione

Per la maggior parte delle persone, il valore del lavoro sta nei suoi risultati per la vita della famiglia e nella comunità. Il lavoratore occasionale spesso trova soddisfacenti i primi anni di lavoro fluttuante. Ma alla lunga avverte la situazione come frustrante, desiderando così un impiego permanente. Con il tempo, la partecipazione alla struttura sociale diventa più importante della mobilità personale.

L'etica protestante, che è il differimento della gratificazione immediata a favore di obiettivi a lungo termine, è stata considerata da Weber come il segreto della gabbia d’acciaio, nella quale gli uomini si murano all'interno di costituzioni rigide poiché sperano in una ricompensa futura. Tutt'oggi l'erosione dell'etica protestante appare particolarmente evidente nella pianificazione strategica personale. Le persone pensano in termini di prospettive immediate, una visione differente rispetto al passato.

Qui l'appartenenza di classe è la variabile determinante; un figlio del ceto privilegiato può permettersi la confusione nelle sue strategie personali, mentre un figlio delle classi popolari non può. Reti umane robuste ed estese consentono ai membri dei ceti superiori di concentrarsi sul presente.

Il concetto sviluppato fin qui può essere riassunto in questi termini: l'erosione del capitalismo sociale ha generato un nuovo tipo di diseguaglianza. In questo modo, secondo la tesi della pagina nuova, le persone sono state liberate dalla gabbia d’acciaio. La vecchia struttura istituzionale è stata effettivamente messa da parte dalle nuove organizzazioni flessibili. Al suo posto è subentrata una nuova geografia del potere. Il centro controlla la periferia all'interno di un'istituzione con sempre meno livelli burocratici intermedi. Questa nuova forma di potere aggira l'autorità istituzionale.

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Scienze politiche e sociali SPS/09 Sociologia dei processi economici e del lavoro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ocramgi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dell'organizzazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Marzano Marco.
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