Visione unidimensionale (pluralista)
Dahl: A ha potere su B quando riesce a far fare a B qualcosa che B non farebbe. A ha il potere potenziale, e quando riesce a far fare a B qualcosa ha potere effettivo perché è riuscito ad esercitarlo. (The Concept of Power) - Who Governs? Esperimento su chi sia più influente a New Haven (parla soprattutto di influenza). Questa visione afferma che ci debba essere un conflitto, effettivo ed osservabile, che porti la classe dirigente ad avere la vittoria su questioni chiave allora importanti.
Visione bidimensionale (non nega la prima)
Bachrache e Baratz criticano la prima visione perché la considerano restrittiva. Secondo loro il potere ha due facce:
- Potere completamente incarnato rispecchiato nelle decisioni concrete (prima visione)
- O nelle attività direttamente in relazione a queste decisioni
Per BB il punto essenziale è: Una persona/gruppo, crea o rinforza barriere contro l'espressione politica di conflitti politici, tale persona/gruppo detiene potere. Tutte le forme di organizzazione politica hanno una tendenza a sfruttare alcuni tipi di conflitti e a sopprimere altri (mobilitazione del pregiudizio). BB introducono l'idea della mobilitazione del pregiudizio: un insieme di valori dominanti, credenze, rituali e procedure istituzionali che operano al fine di favorire individui/gruppi a spese di altri. Accade spesso che i privilegiati siano una minoranza o un'élite, ma la mobilitazione del pregiudizio può favorire anche una maggioranza (oppositori guerra del Vietnam).
BB usano il termine potere in due sensi diversi:
- A riesce ad assicurarsi l'acquiescenza di B (potere)
- Assicurazione del consenso tramite minaccia di sanzioni (coercizione)
A si assicura l’acquiescenza di B mediante la minaccia di privazioni nel caso di un conflitto sui valori o sulla linea d’azione. La bi-dimensione consiste in processi che possono essere di due tipi: decisionali - non decisionali. Le cosiddette non decisioni sono esse stesse delle decisioni osservabili. Una non decisione è una decisione che ha per risultato la soppressione o l'inibizione di una sfida nei confronti dei valori o degli interessi dei decisori. Le non decisioni sono un mezzo per soffocare le richieste di cambiamento nella distribuzione dei privilegi/vantaggi all'interno della comunità. Per BB è molto importante identificare le questioni potenziali che sono state neutralizzate dalle nove decisioni. BB esaminano anche le preferenze evidenziate dal comportamento di coloro che sono parzialmente o totalmente esclusi dal sistema politico, sotto la forma di rimostranze celate o manifeste.
Visione tridimensionale
Lukes offre una visione tridimensionale, secondo lui la seconda visione è insufficiente perché:
- Offre una critica al comportamentismo troppo parziale e legata al comportamento effettivo, ovvero alle decisioni prese in situazioni di conflitto.
- Associa il potere al conflitto effettivo e osservabile. È vero che se A esercita potere su B facendogli di fare qualcosa, ma anche se determina o influenza i desideri di B. “Influenzare i desideri altrui non è la più grande prova di potere?
- L’uso più efficiente del potere è impedire l'emergere di tali conflitti.
- Implica che il potere non decisionale esista SOLO quando ci siano rimostranze che non riescono ad accedere al processo politico ovvero non vengono prese in esame. Se non si individuano rimostranze si dà per scontato che esista un effettivo consenso.
- L'uso supremo del potere non è forse quello di far sì che le persone di qualsiasi livello non abbiano rimostranze, plasmando le loro percezioni/preferenze/cognizioni in modo da far accettare il proprio ruolo?
“Dare per scontato che non ci siano rimostranze equivalga a un effettivo consenso, significa escludere la possibilità che il consenso sia falso oppure sia una diretta conseguenza del modo in cui è stato definito. La visione tridimensionale implica: Una critica decisa sul comportamento delle prime due visioni (individualiste) e ci permette di prendere in considerazione tutti i modi in cui le potenzialità tematiche vengono escluse dalla politica. Ciò può avvenire anche in assenza di conflitti effettivi osservabili, che potrebbero essere stati evitati (conflitto potenziale). Potenziale = mai realizzato = conflitto latente.
Caratteristiche in comune
Le tre divisioni hanno in comune che il potere sia un concetto prettamente legato ai valori. Il concetto principale è che A influenzi B, ma c'è bisogno di qualcosa di più, che A influenzi B in modo significativo. Ovvero, A esercita potere su B, quando A riesce a influenzare B in modo contrario ai propri interessi. Esistono altri modi oltre a queste tre visioni, altrettanto validi di concettualizzare il potere.
Parsons
Il potere di A su B è legittimo, A ha il diritto in quanto unità decisionale di un processo collettivo, A prende decisioni che hanno precedenza su B, negli interessi della collettività. Questa concezione lega il potere all'autorità, al consenso e al perseguimento di obiettivi collettivi dissociandolo dai conflitti d’interesse/coercizione/forza/utilizzo di minacce/costruzioni. Non è considerato potere perché per Parsons il potere di A su B è legittimo, diventa un diritto.
Hannah Arendt
Il potere non è mai proprietà di un individuo ma è vero gruppo esiste finché il gruppo rimane unito. La frase “qualcuno è al potere significa” che è stato messo al potere da un gruppo per agire in loro nome. Il sostegno del popolo che dà potere alle istituzioni di un paese non è altro che il consenso del popolo che appoggia l'istituzione. Si ritiene che sia il popolo a comandare chi lo governa. Repubblica fondata sul potere del popolo, in questa prospettiva il potere è dissociato dal rapporto comando/obbedienza, non c'è dominio. Il potere è consensuale e non ha bisogno di giustificazione.
Arendt: violenza opposta al potere. La violenza può distruggere il potere, essa nasce dove il potere è scosso, ma...
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