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Artrite reumatoide

Infiammazione cronica autoimmune con interessamento articolare e sistemico.

Epidemiologia

M < F (1:3), colpisce tutte le età ma ha un picco a 50 anni.

Caratteristiche

  • È una poliartrite cronica simmetrica
  • Presenta erosioni ossee
  • È positiva al fattore reumatoide e agli anticorpi anti-peptidici citrullinati (ACPA)

Colpisce:

  • Membrana sinoviale — La sinovite conseguente provoca danni alla cartilagine e all’osso e porta a rottura di tendini e legamenti — con conseguente deformità
  • Osso subcondrale (delle diartrosi)

Fisiopatologia

Presenta una suscettibilità genetica legata ai geni:

  • HLA-DR4 — MHC2
  • PTPN22
  • CTLA-4
  • PADI4

Nei pazienti geneticamente predisposti i fattori ambientali giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo della malattia, e sono:

  • Fumo — nei pazienti con mutazione del gene HLA-DR4
  • Polveri da esposizione professionale
  • Microorganismi tra cui il Porphyromonas Gengivali — produce PADI4
  • Stress

L’artrite reumatoide è caratterizzata da:

  • Ispessimento della membrana sinoviale di natura flogistica
  • Versamento di tipo infiammatorio
  • Interessamento subcondrale dell’osso con distruzione cartilaginea ed erosione ossea

Nella fisiopatologia nella malattia sono coinvolte sia cellule dell’immunità adattativa che quelle dell’immunità innata che hanno come bersaglio osteoclasti, fibrosità e condrociti.

Flogosi sinoviale può essere diffusa, con o senza centri germinativi. Se si formano centri germinativi si ha a che fare con un organo linfoide terziario.

Panno sinoviale: la zona in cui si verifica ispessimento prende il nome di panno sinoviale e a quel livello si ha distruzione della cartilagine ed erosione dell’osso sottostante a causa dell’altissima attività istolesiva della sinoviale.

Manifestazione clinica

I sintomi non sono diagnostici in quanto la diagnosi è strumentale e laboratorista.

  • Rigidità mattutina
  • Artrite in 3 o più aree articolari
  • Artrite in articolazione della mano
  • Artrite simmetrica
  • Noduli reumatoidi
  • Fattore reumatoide sferico
  • Modifiche radiografiche

Si sospetta artrite reumatoide se sono presenti 4 dei 7 criteri ed i criteri da 1 a 4 devono essere presenti per almeno 6 settimane.

Per inserire i pazienti più precocemente nei trial si considerano:

  • Tumefazione articolare
  • Sierologia +: fattore reumatoide o ACPA
  • Positività per proteine di fase acuta
  • Durata dei sintomi per più di 6 settimane

Diagnosi differenziale

Articolazioni interessate in fase iniziale:

  • Metacarpo falange
  • Interfalangee prossimali
  • Polsi

Il dolore è presente se viene esercitata una pressione sull’articolazione colpita ed è esacerbato dai movimenti. La tumefazione è apprezzabile palpatoriamente attraverso il ballottamento dell’articolazione. NB: La tumefazione non è una deformazione ossea.

Deformazioni articolari

  • Mignolo en boutonnière
  • Deviazione ulnare a colpo di vento
  • Collo di cigno delle falangi prossimali
  • Piede triangolare con alluce valgo
  • Sindrome della mano benedicente — per rottura del tendine estensore del 4 e 5 dito
  • Cisti poplitea o di Baker
  • Sindrome del tunnel carpale — tenosinovite cronica dei tendini flessori che comprimono il nervo mediano

Interessamento dell’articolazione atlo-epistrofeica.

Manifestazioni extra-articolari

  • Noduli reumatoidi (presenti solo in fase tardiva)
  • Anemia delle malattie croniche (normocitica e normocromica) e si accompagna a iposideremia, ridotta transferrinemia e iperferritinemia. È un’anemia iporigenerativa.
  • Connettiviti — tra cui il lupus e la sindrome di Sjögren
  • Neuropatia periferica — per danno vascolare dei vasi nervorum
  • Pneumopatia interstiziale (UIP)
  • Sierositi
  • Interessamento oculare — episclerite
  • Splenomegalia con leucopenia
  • Vasculite necrotizzante
  • Arteriosclerosi accelerata

Tutte queste manifestazioni sono più spesso a carico delle forme di AR + per il fattore reumatoide e per gli anticorpi anti-CCP (forme sieropositive).

Diagnosi di laboratorio

  • Reattanti di fase acuta
  • Autoanticorpi:
    • Fattore reumatoide — è una IgM e per dosare il FR si usa il test al lattice che è un test di agglutinazione; il FR è presente nel 70% dei casi e non è specifico
    • ACPA di cui si dosano solitamente solo gli IgG — test diagnostico è in ELISA

Terapia

Treat To Target Tight per l’artrite reumatoide vale la regola delle 4T: trattare e controllare per raggiungere un obiettivo — remissione o bassa attività clinica della malattia. Tight control — una volta raggiunto l’obiettivo va mantenuto.

La remissione clinica è valutata attraverso uno score, il DAS (disease activity score):

  • Numero di articolazioni dolenti
  • Numero di articolazioni tumefatte
  • VES o PCR
  • Stato globale di salute giudicato dal paziente stesso

Una scala più rapida è la SDAI:

  • Numero di articolazioni dolenti
  • Numero di articolazioni tumefatte
  • PCR
  • Stato del paziente valutato dal paziente
  • Valutazione del medico dello stato del paziente

Per semplice somma se lo score è:

  • < 3,3 — remissione
  • < 11 — bassa attività
  • > 11 — moderata attività
  • > 23 — alta attività

Obiettivi del trattamento

  • Alleviare i sintomi
  • Conservare la funzionalità
  • Prevenire danno strutturale e deformità
  • Mantenere una normale durata di vita del paziente

AR all’esordio

  • Diagnosi precoce
  • FANS per alleviare i sintomi
  • Cortisone a basse dosi per fare da ponte per il lasso di tempo che impiegano gli altri farmaci ad agire (max 1 anno)
  • DMARs (farmaci che modificano la storia naturale dell’AR)
    • Metotrexato
    • Farmaci biologici
      • Anti-citochine (prima linea)
      • Anti-cellule B
      • Inibitori della stimolazione delle cellule T (prima linea)
    • Farmaci di sintesi

I farmaci biologici funzionano meglio se combinati con il metotrexato e quest’ultimo va somministrato anche dopo remissione come terapia di mantenimento. Quelli di prima linea sono usati in pazienti che non rispondono al metotrexato. In seguito al fallimento della prima linea è indicato il rituximab (seconda linea).

Spondiloenteso artriti sieronegative (SpA)

Spondilo — coinvolge non solo le articolazioni periferiche ma anche la colonna; quindi a differenza dell’AR che colpisce le diartrosi, la SpA colpisce le anfiartrosi (art. intervertebrali) e le sincondrosi (art. sacroiliache).

Enteso — queste artriti coinvolgono anche le entesi cioè il punto di inserzione dei tendini e dei legamenti sull’osso.

Sieronegative — non hanno specificità anticorpali e quindi la discriminante è proprio la negatività sia al fattore reumatoide che agli anti peptidi citrullinati.

Altre manifestazioni cliniche

  • Dattilite — edema delle parti molli delle dita sia dell’arto superiore che inferiore (dito a salsicciotto)
  • Interessamento extra-articolare:
    • Oculare
    • Cutaneo
    • Cardiovascolare
    • Polmonare

Esiste una predisposizione genetica a questo gruppo di patologie tra cui:

  • Associazione all’antigene HLA-B27
  • Familiarità di primo grado

Classificazione

  • Spondilite anchilosante
  • Artrite psoriasica, artrite enteropatica e altre artriti reattive
  • Spondiloenteso artriti indifferenziate

Spondilite anchilosante

Malattia infiammatoria cronica che colpisce lo scheletro assiale. È caratterizzata da fibrosi progressiva ed ossificazione che porta ad anchilosi.

Epidemiologia

M > F 2:1. Età di insorgenza tra i 20 e i 45 anni ma esistono anche forme precoci di ambito pediatrico.

Genetica

L’associazione con HLA-B27 si trova nel 95% dei casi in quanto si ha interessamento della colonna. Esiste poi una familiarità nella patologia nei parenti di primo grado.

Quando patologico

  • Interessamento delle articolazioni sacro-iliache bilateralmente nel 100% dei casi
  • Interessamento della colonna bilaterale e simmetrico con evoluzione ascendente
  • Interessamento muscolo scheletrico — enteriti periferiche
  • Artrite periferica delle articolazioni diartrodiali non simmetrica e non poliarticolare
  • Interessamento extrascheletrico — uveite acuta; interessamento cardiaco e polmonare è rarissimo; lesioni infiammatorie intestinali

All’esordio il paziente presenta rachialgia infiammatoria cronica con rigidità e ritmo infiammatorio.

Dolore a ritmo infiammatorio — intenso

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Scienze mediche MED/16 Reumatologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gengy1993 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Malattie del sistema immunitario e reumatologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Montecucco Maurizio.
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