Artrite reumatoide
L'artrite reumatoide (AR) è una malattia infiammatoria cronica sistemica a eziologia sconosciuta e a patogenesi autoimmune. Colpisce 9:1 le donne e ha un picco di incidenza tra i 30-50 anni. Eziologicamente i soggetti a rischio di AR sono quelli geneticamente predisposti. L'AR è una poliartrite simmetrica a carattere aggiuntivo e centripeto. Il suo esordio può essere acuto o graduale e il dolore è presente a riposo e di notte.
È caratterizzata dall'infiammazione della sinovia (sinovite) che oltre a danneggiare la sinovia stessa, nei casi più gravi arriva a deformare cartilagine e osso, portando dal punto di vista clinico deformità e disabilità. La sinovite colpisce solo le diartrosi formando il così detto panno sinoviale. Nell'AR le diartrosi più colpite sono l'IFP, MCF, il polso, l'IFP del piede, la MTF e la caviglia. Più raramente colpisce l'articolazione atlantoepistrofea e i cingoli scapolare e pelvico (negli anziani). Non colpisce le IFD e la colonna.
Dal punto di vista clinico le manifestazioni articolari più presenti sono le tumefazioni, di origine infiammatoria, a livello delle articolazioni; e nei casi più gravi si evidenziano vari tipi di deviazioni (ulnare a colpo di vento, dita ad asola, dita a zeta, dita a collo di cigno). Importante è da ricordare che l'AR potrebbe presentare anche sintomi extra-articolari come: nodi reumatoidi, noduli polmonari reumatoidi, fibrosi polmonare, vasculite cutanea, sclerosi dell'occhio e aumenta il rischio di patologie cardiovascolari.
Per quanto riguarda la diagnostica strumentale le metodiche utilizzate sono l'ecografia, la risonanza magnetica (RMN) e la radiografia tradizionale. Con la radiografia tradizionale possiamo vedere le erosioni e la riduzione della rima articolare. Gli esami di laboratorio più utili sono quelli che valutano l'anti-CCP (fattore più specifico per l'AR, in circa il 90% dei casi è riscontrato), e il fattore reumatoide (FR), meno specifico ma presente nel 70-80% dei casi, che nell'AR risulta positivo.
Spondilite anchilosante
La spondilite anchilosante (SA) è una malattia cronica che colpisce prevalentemente la colonna vertebrale. Colpisce più i maschi che le femmine e il suo picco di incidenza va tra i 15-30 anni. L'eziologia è sconosciuta ma i soggetti con l'antigene HLA-B27 hanno più probabilità di contrarla. La SA può essere una mono o una oligoartrite che colpisce a livello lombare (lombalgia) e a livello sacrale (sacroileite) e interessa sia la sinovia che l'entesi.
È caratterizzata dall'iniziale perdita della lordosi lombare e cervicale, poi dalla perdita della cifosi dorsale, dalla contrattura delle anche e dalla flessione delle ginocchia. La SA è caratterizzata dall'infiammazione dell'entesi che subirà un processo distruttivo e in seguito un processo riparativo con sostituzione del tessuto fibrocartilagineo con tessuto osseo. Avremo così gli entesofiti, che a livello del rachide vengono detti sindesmofiti.
Dal punto di vista radiologico le caratteristiche visibili della SA sono: i sindesmofiti che vanno a creare delle giunzioni antero-laterali tra vertebre adiacenti; lo squaring dovuto alla perdita della concavità delle vertebre; lesioni di Romanus, lesioni degli angoli anteriori della vertebra più radiopache che segnalano erosione. Nello stadio avanzato il numero elevato di sindesmofiti dà alla colonna il così detto nome "a canna di bambù" e a seconda della posizione di questi potremmo vedere il segno a pugnale (sindesmofiti anteriori) o a binario (sindesmofiti laterali).
Altro segno di SA è la sacroileite; questa viene classificata in 4 stadi. La SA ha più raramente anche un interessamento periferico caratterizzato da una oligoartrite asimmetrica e transitoria con interessamento delle piccole e delle grandi articolazioni (soprattutto AAII). Manifestazione tipica è il dito a salsiccia dovuto al coinvolgimento delle MCF e IFP.
Da ricordare sono anche le possibili complicanze: crollo di un disco intervertebrale, fratture secondarie, sublussazione atlantoepistrofea e dolore nella regione inguinale. Le manifestazioni extra-sistemiche più comuni sono: uveite anteriore cronica, fibrosi polmonare, nefrite, disturbi neurologici, disturbi cardiovascolari e osteoporosi. FR negativo.
Artrite psoriasica
L'artrite psoriasica (AP) è una malattia infiammatoria cronica a eziologia sconosciuta associata alla psoriasi cutanea che può colpire le articolazioni periferiche, assiali e l'entesi. L'AP colpisce circa il 30% dei pazienti con psoriasi cutanea. Maschi e femmine sono colpiti in egual misura e il picco è tra i 30-40 anni. Importante è da ricordare che l'antigene HLA (HLA B-27 per la forma spondilite) aumenta le possibilità di contrarre la malattia.
La psoriasi cutanea è caratterizzata dalla presenza di chiazze e papule di colore rosso e desquamanti con margini ben definiti che si localizzano soprattutto a livello delle articolazioni, del cuoio capelluto e delle unghie (onicopatia). Le manifestazioni articolari sono molto eterogenee e possono essere classificate in 5 gruppi:
- Oligoartrite asimmetrica, colpisce le grandi e piccole articolazioni, prevalentemente le MCF e IF di mani e piedi. Caratteristica è la dattilite (dito a salsiccia) dovuta all'edema infiammatorio delle parti molli del dito intorno alle articolazioni. Spesso sono presenti anche l'interessamento dell'entesi, della colonna e delle articolazioni sacroiliache.
- Predominanza spondiloatritica, interessa la colonna con formazione di sindesmofiti simile alla SA e con interesse sacroiliaco monolaterale.
- Artrite mutilante o distruttiva, (1% dei casi) coinvolgimento delle IFD che vengono mutilate.
- Poliartrite simmetrica, simile all'AR, si differenzia per l'interesse delle IFD e della colonna. Il FR è negativo.
- Interesse prevalentemente distale, sono coinvolte le IFD e spesso è associata all'onicopatia.
Dal punto di vista radiografico noi possiamo osservare le alterazioni tipiche dell'artrite psoriasica.
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