MICROBIOLOGIA
La microbiologia come scienza, è nata nel diciannovesimo secolo (XIX) in seguito alla formulazione della
teoria microbica di Robert Koch.
La microbiologia è una branca della biologia che studia la struttura e le funzioni dei microrganismi, cioè
tutti quegli organismi viventi unicellulari o pluricellulari, non visibili ad occhio nudo per via delle loro
piccole dimensioni. Alcuni esempi sono i batteri, gli Archea, tipi di funghi, lieviti, alghe e protozoi. La
microbiologia studia anche i virus, anche se questi sappiano bene che non sono veri e propri esseri viventi,
ma entità biologiche strutturalmente fatte in maniera tale da moltiplicarsi all'interno di esseri viventi.
Ovviamente però, i virus, hanno dimensioni molto piccole che si aggirano da qualche decina di nanometri
fino ad arrivare a 0,5 micron al massimo. (10-500 nm)
STORIA DELLA MICROBIOLOGIA
Spieghiamo i passi storici ed evolutivi di questa scienza:
L'esistenza dei microrganismi era nota fin dal diciassettesimo secolo (XVII) in seguito
– Robert Hook
all'invenzione del primo microscopio composto ad opera di nel 1664, il quale
osservò alcuni piccoli funghi e altri piccoli animali e li catalogò nella sua opera “Micrographia”
fatta nel 1665. Antoni van Leeuwenhoek
Successivamente nel 1684, costruì un microscopio ancora più
– efficace, grazie al quale riuscì ad intravedere l'esistenza dei batteri, che lui stesso definì col termine
“Animalucoli”. Leeuwenhoek in seguito fece delle tavole in cui descrisse la morfologia e la struttura
della maggior parte di questi batteri e le spedì alla Royal Society, l'accademia reale delle scienze, in
Inghilterra. Infatti molte delle sue scoperte e ricerche possono tutt'oggi essere reperibili proprio in
questa struttura inglese. Redi Spallanzani
Successivamente, sempre nel diciassettesimo secolo altri due scienziati, e ,
– contemporaneamente avvalorarono la teoria della Biogenesi secondo cui la vita poteva nascere solo
da esseri viventi e smentirono la teoria della generazione spontanea, secondo la quale la vita poteva
nascere spontaneamente anche da elementi naturali inanimati, in quanto comunque dotati di
influssi vitali. Infatti prima degli esperimenti dei due scienziati, si riteneva che gli esseri viventi più
semplici, come i vermi o gli insetti, potessero nascere spontaneamente dal fango o da carcasse in
putrefazione.
L'esperimento fatto da Francesco Redi (nel 1668) consisteva inizialmente nel prendere due
contenitori. Successivamente prese della carne in via di putrefazione e la inserì all'interno di
ciascun contenitore. Una contenitore fu poi chiuso, mentre il rimanente contenitore fu lasciato
aperto. Dopo un arco di tempo discreto, nel contenitore aperto di erano formati dei vermi sopra la
carne, mentre nel contenitore chiuso non c'era la presenza di nulla. Con ciò Redi verificò
sperimentalmente che le uova che davano vita ai vermi provenivano dall'esterno e non nascevano
spontaneamente sulla carne. Alcuni arguti sostenitori rimasero tutta via, ancora fedeli alla teoria
della generazione spontanea, pensando che fosse il contatto diretto con l'aria a permettere la
generazione spontanea.
L'esperimento fatto successivamente da Lazzaro Spallanzani (nel 1765) consisteva inizialmente nel
preparare degli infusi sterilizzati col calore. Questi infusi furono poi inseriti all'interno di due
recipienti, a loro volta sigillati tramite una fiamma ad alta temperatura. Dopo un arco di tempo
discreto, nei recipienti non vi era nessun intorbidimento, non era sostanzialmente cambiato nulla.
Per esserne sicuro prelevò un po dell'infuso e lo osservò al microscopio, notando che non vi era
traccia di microrganismi. La scoperta di Spallanzani avvalorò l'esperimento di Redi fatto qualche
decennio prima e confermò nuovamente l'ancor prima esistente teoria della Biogenesi. La scoperta
di Spallanzani fu letta anche da Nicolas Appert, un inventore francese dell'epoca, che grazie a
Spallanzani riuscì a mettere a punto per la prima volta un contenitore ermetico per i cibi e le
bevande.
Nel diciannovesimo secolo (XIX) un altro scienziato, Louis Pasteur, dimostrò definitivamente
– l'infondatezza della teoria della generazione spontanea, attraverso un altro esperimento (1860).
Inizialmente Pasteur scaldò del brodo e lo inserì all'interno di alcuni fiaschi a collo di cigno semi
aperti. Quello che Pasteur vide è che il brodo, reso sterile dalla temperatura, nonostante il contatto
con l'aria non si intorbidiva. Questo perché la forma dei fiaschi a collo di cigno, permetteva all'aria
di entrare, ma i microrganismi contenuti in essa venivano depositati sulle curvature del fiasco e non
entravano in contatto con il brodo!! Con questo quindi Pasteur confutò inesorabilmente la teoria
della generazione spontanea.
Successivamente sempre Pasteur individua nei microrganismi la causa della maggior parte delle
malattie infettive ed inventò per tanto un metodo di sterilizzazione definito tutt'oggi
“Pastorizzazione” (1862). Tale metodo di sterilizzazione utilizza l'alta temperatura per eliminare
qualsiasi traccia di microrganismo presente nell'oggetto pastorizzato.
Lister Cohn
Sulla scia della scoperta di Pasteur altri scienziati come e fecero altre scoperte.
– Ad esempio Lister introdusse l'asepsi chirurgica, ossia una procedura attua a prevenire l'eccesso di
microrganismi patogeni e non patogeni, presenti su di un substrato sterile (come ad esempio un
tessuto del nostro corpo).
Cohn invece era un botanico che pensava che i batteri appartenessero totalmente al regno vegetale.
Ovviamente sappiamo ad oggi che questa cosa non è affatto vera, ma Cohn, nello sforzo di
rafforzare la sua teoria, fece scoperte importantissime come l'endospora batterica. Questa scoperta
fu fatta osservando il ciclo vitale di alcuni particolari batteri del genere Bacillus, i quali erano
resistenti al calore. Questo era dovuto al fatto che il ciclo vitale dei Bacillus era costituito da una
fase vegetativa ed una fase in cui il batterio presentava una struttura glico-proteica di resistenza
chiamata appunto Endospora. Solo i Bacillus che si trovavano nella fase vegetativa a contatto col il
calore morivano, mentre i Bacillus che presentavano l'endospora non morivano
Contemporaneamente alle scoperte di Cohn e Pasteur, un altro scienziato dette un enorme
– contributo nella ricerca e nello sviluppo nei settori della medicina, della biologia, e soprattutto in
campo microbiologico, stiamo parlando di Robert Koch. Senza alcun ombra di dubbio Koch è stato
il fondatore della microbiologia moderna, definita da lui col termine di “Batteriologia moderna”.
Esso ipotizzò durante la sua vita la “Teoria microbica delle malattie” secondo la quale i batteri
erano i responsabili di molte delle malattie che si manifestavano negli organismi viventi.
Per dimostrare questa teoria sperimentalmente Koch all'inizio ebbe a che fare con l'Antrace e la
tubercolosi. L'Antrace è una malattia che colpisce soprattutto i bovini e che si può occasionalmente
anche trasmettere all'uomo. La sorgente di questa malattia è un batterio del genere “Bacillus”, per
la precisione era il batterio “Bacillus anthracis”. La Tubercolosi è una malattia che colpisce
soprattutto i polmoni e quindi le vie aree dell'uomo o di alcuni animali. La sorgente di questa
malattia è un micobatterio del genere “Mycobacterium”, per la precisione di tratta del batterio
“Mycobacterium tuberculosis” .
Nel primo caso notò che all'interno degli animali morti di Antrace vi era una cospicua presenza dei
soliti batteri Bacillus anthracis. Prese quindi i batteri dal sangue infetto degli animali morti, li
coltivò e li inoculò all'interno di animali sani. Successe che gli animali sani si ammalarono e
morirono. Quindi erano proprio i batteri la causa della malattia.
Ripetette la stessa procedura anche per gli animali morti di Tubercolosi e vide che anche in tal caso
i batteri Mycobacterium tuberculosis, continuavano una volta trasmessi, ad uccidere gli animali
sani e quindi erano anche loro causa della malattia.
In seguito a queste scoperte pratiche, formulò infine dei postulati ancor'oggi validi e alla base della
metodologia microbiologica per capire se un microrganismo è responsabile di una malattia.
I postulati di Koch sono:
1. Il microrganismo sospettato deve essere costantemente presente negli animali malati ma non
deve essere presente in quelli sani.
2. Il microrganismo deve essere coltivato in una coltura pura in ambiente sterile, come in
laboratorio
3. Questa coltura se inoculata in un animale sano deve dare i sintomi caratteristici della malattia
4. Una volta che l'animale infettato è morto, si deve procedere ad isolare i microrganismi dal suo
sangue e capire se sono uguali a quelli inoculati inizialmente, allora in tal caso la malattia sarà
causata proprio dal quel microrganismo.
CARATTERISTICHE ED IMPIEGHI DEI MICRORGANISMI
1. I microrganismi sono stati i primi esseri viventi ad essersi sviluppati sul nostro pianeta e presentano una
diversità filogenetica superiore addirittura a quella di piante e animali.
2. Sono fra gli esseri viventi maggiormente numerosi e crescono in qualsiasi ambiente terrestre, purché sia
presente almeno dell'acqua allo stato liquido.
3. Sono in grado di trasformare la geosfera e di influenzare il clima, formando alcune sostanze che
modulano la formazione delle nuvole
4. Sono i primi responsabili della fissazione del carbonio, dell'azoto e dello zolfo, in maniera tale che queste
molecole possano essere metabolizzate da tutti gli altri organismi viventi
5. Sono utilizzati largamente in campo industriale per i processi di fermentazione, produzione di prodotti
caseari, conservazione di cibi, produzione di medicinali (antibiotici e vaccini), produzione di energia (alcuni
batteri sono detti infatti metanogeni, ossia in grado di formare metano, un combustibile energetico
naturale). Sono inoltre utilizzati per risanare le aree inquinate (in quanto alcuni batteri sono in grado di
degradare tramite il proprio metabolismo agenti inquinanti quali il petrolio, solventi e pesticidi) come nel
caso delle “black-box” una coltura batterica in grado proprio di degradare le sostanze tossiche
dall'ambiente, soprattutto coloro presenti nell'acqua. Sono infine utilizzati anche nelle industrie belliche,
per la produzione delle cosiddette “armi batteriologiche”.
5. Sono organismi con dimensioni comprese fra 0,3 micron e 0,2 millimetri. Possono vivere da soli o assieme
ad altri organismi, tramite commensalismo, parassitismo o simbiosi e non hanno problemi di adattamento
6. Influenzano il comportamento animale e sono causa e portatori di malattie, tal volte anche mortali
7. Se i microrganismi non ci fossero gli altri esseri viventi sparirebbero, mentre se gli altri organismi non ci
fossero la maggior parte dei microrganismi potrebbero tranquillamente sopravvivere!!
CLASSIFICAZIONE DEGLI ORGANISMI E DEI MICRORGANISMI
Gli organismi viventi possono essere divisi in tre grandi domini:
Eukaria
– Bacteria
– Archea
–
Per poter classificare i microrganismi inizialmente si era pensato di poter utilizzare una classificazione
tassonomica di tipo linneano, ossia nominandoli con un genere ed una specie (ad esempio “Bacillus
Anthracis” ). Tutta via ben presto ci siamo accorti che questa classificazione non era applicabile ad un
dominio cosi vasto e spesso per tanto di verificano degli errori o delle incomprensioni. Il metodo tutt'oggi
utilizzato per classificare i microrganismi quindi, è una classificazione di tipo filogenetica, cioè basata sulla
ricostruzione delle tappe evolutive di ogni microrganismo. Questa analisi è resa possibile dallo studio del
DNA e dell'r-RNA di ciascuno dei microrganismi!!
I microrganismi possono essere classificati anche in base alla loro forma in:
Cocchi: sono batteri di forma rotondeggiante che possono a loro volta presentarsi in coppia
– (diplococchi), formare una catena (streptococchi), formare una sorta di grappolo (Stafilococchi) o
formare una formare regola come ad esempio un cubo (Sarcine)
Bacilli: sono batteri di forma allungata e sottile che possono a loro volta presentarsi in coppia
– (diplobacilli) o formare una catena (streptobacilli)
Spirilli: sono batteri di forma allungata e sottile che per la presenza di alcune curvature tendano a
– formare una struttura quasi elicoidale o spiraliforme
Vibrioni: sono batteri caratterizzati dalla tipica forma a virgola
– Spirochete: sono batteri caratterizzati dalla tipica forma a spirale
–
DIFFERENZE FRA PROCARIOTI ED EUCARIOTI
Le principali differenze fra eucarioti e procarioti consistano in:
Dimensioni: le cellule eucariotiche presentano dimensioni che variano attorno ai 10-100 micron,
– mentre le cellule procariotiche presentano dimensioni dieci volte più piccole, attorno ai 1-10 micron
Struttura cellulare: le cellule eucariotiche presentano una compartimentazione cellulare, ossia dei
– compartimenti dentro i quali vi è la presenza degli organuli cellulari, che a loro volta sono coinvolti
nelle varie funzioni vitali. Le cellule procariotiche non hanno una compartimentazione e quindi le
strutture cellulari sono immerse casualmente nel materiale citoplasmatico
Nucleo e DNA: All'interno di ogni organismo vivente, abbiamo la presenza della molecola
– portatrice dell'informazione genetica, il DNA. Alcuni tratti di DNA, compiono una specifica
funzione e sono chiamati geni. I geni a loro volta assieme, formano il cosiddetto genoma.
Detto ciò, nelle cellule eucariotiche il DNA è posto all'interno di un nucleo, posto generalmente nel
centro della cellula stessa. Il DNA degli eucarioti è molto lungo, infatti arriva anche ad un metro e
mezzo di lunghezza per ciascuna cellula. Ovviamente non ci accorgiamo della sua lunghezza perché
il DNA va in contro al processo di super avvolgimento, indispensabile per poter entrare all'interno
della cellula stessa. Il genoma eucariote varia da qualche miliardo di paia di basi (nell'essere
umano), fino a qualche centinaia di miliardi di paia di basa (nelle spugne). Considerando che un
gene è caratterizzato in media da mille paia di basi, significa che il genoma eucariote è costituito da
milioni di geni. La maggior parte di questi geni sono introni, ossia geni non codificanti, la
rimanente parte sono esoni, ossia geni codificanti ed attivi a livello della sintesi proteica.
Nei procarioti non abbiamo la presenza del nucleo e per tanto il DNA tende a compattarsi in una
regione spaziale non ben definita che prende il nome di Nucleoide. Il DNA dei procarioti si presenta
con una forma circolare ed avvolte anche lineare. Esso è più corto rispetto a quello degli eucarioti,
infatti arriva a dimensioni di circa un millimetro. Il genoma procariote varia da qualche milione di
paia di basi, fino a qualche centinaio di milione di paia di basi. Considerando sempre che un gene è
in media caratterizzato da mille paia di basi, significa che il genoma procarioti è costituito da
migliaia di geni. Questi geni sono tutti codificanti ed attivi nella sintesi proteica. Soprattutto
importantissimi sono i geni “House Keeping”, essenziali per le funzioni vitali della cellula.
Oltre al classico DNA, i procarioti come i batteri presentano anche frammenti di DNA circolare
sparso per il citosol, tali frammenti prendono il nome di Plasmidi, che conferiscono proprietà
uniche al microrganismo. Ricordo inoltre che il ripiegamento del DNA del batterio è dovuto a delle
proteine particolari che prendono il nome di “Histon-like”
Sintesi proteica: Negli eucarioti abbiamo il nucleo, quindi la trascrizione avviene nel nucleo. Il
– filamento di m-RNA trascritto va incontro a maturazione e passa dai pori del nucleo,
sopraggiungendo nel materiale citoplasmatico a contatto con i ribosomi. A contatto con i ribosomi
avverrà quindi la traduzione del filamento di m-RNA in amminoacidi che a loro volta formeranno
proteine funzionali.
Nei procarioti non abbiamo il nucleo e quindi la trascrizione e la traduzione avvengono entrambe
nel materiale citoplasmatico. Inoltre avvenendo entrambe nel solito posto, il processo di sintesi
proteica è anche molto più rapido e prende il nome di “trascrizione-traduzione”. La rapidità nel
sintetizzare proteine è fondamentale al batterio per relazionarsi ed adattarsi con l'ambiente esterno
molto rapidamente!!
Presenza della Parete: Negli eucarioti non tutti gli organismi presentano la parete cellulare, ad
– esempio le cellule animali no, mentre le cellule vegetali si. Nei procarioti, come i batteri, invece la
maggior parte presenta la parete cellulare. La differenza sostanziale è nella composizione della
quale è fatta la parete. Negli eucarioti la parete è fatta di polisaccaridi come la cellulosa ed acqua.
Nei procarioti la parete è fatta da un eteropolimero che prende il nome di Mureina, detto anche
“Peptidoglicano”.
LOCOMOZIONE DEI MICRORGANISMI
Per quanto riguarda i microrganismi, la principale struttura addetta al movimento e quindi alla
locomozione è senza alcun dubbio il “Flagello”. Tale struttura ricordo che è presente nella maggior parte
dei microrganismi, ma non in tutti. A seconda che il microrganismo abbia il flagello o meno infatti viene
classificato in “Flagellato” colui che presenta i flagelli e “Aflagellato” colui che non ha i flagelli.
I microrganismi flagellati a seconda del numero di flagelli della quale sono dotati, vengono divisi in:
Monotrichi: dotati di un solo flagello
– Anfitrichi: dotati di due flagelli posti rispettivamente alle due estremità opposte del microrganismo
– Lofotrichi: dotati di tanti flagelli che, generalmente, formano anche uno o più ciuffi su una delle
– due estremità del microrganismo
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