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male ci sono persone che fanno il male senza essere

consapevoli , si trovano in contesti tali , in uno stato di

completa sottomissione da non rendersi conto delle

atrocità che commettevano ( La Arendt fa l’esempio dell’ex

gerarca Eichman , lo descrive come un uomo comune ,

padre di famiglia ,durante il suo processo al quale la

scrittrice – filosofa partecipò Eichman sembrava avere uno

sguardo perso nel vuoto , sembrava quasi incosciente di ciò

che gli stesse capitando ).

Altra caratteristica della guerra – all’interno di uno stesso

gruppo gli uomini contengono le passioni per poi sfogarle

contro altri gruppi , è un processo psicologico fa sì che

l’uomo degradi lo status del suo nemico , quest’ultimo

viene considerato inferiore , quasi un animale . E’ un

processo di disumanizzazione del nemico , questa

concezione esiste sin dall’antichità fin dai primi bassorilievi

hittiti i quali rappresentavano i nemici più piccoli e con

caratteristiche comuni agli animali. L’uomo deve

rispondere al comando NON UCCIDERE TUO FRATELLO E

UCCIDI IL NEMICO . Tutti gli uomini anche i più buoni sono i

fautori delle più grandi torture e atrocità , l’uomo si

dimentica delle regole ,delle inibizioni e sfoga tutte le ire.

Facciamo passare la nostra aggressione come autodifesa ,

la guerra come un dovere o lavoro oppure seguiamo le

azioni degli altri.

Nell’azione bellica però vengono messi in risalto anche

buone qualità come : coraggio, solidarietà , sacrificio ,

compassione , creatività . basti pensare alla Seconda

guerra mondiale : Ebrei protetti nelle case , eroismo

partigiano ecc. C’è dinamica , c’è organizzazione militare

economica , le industrie dei nuovi armamenti , la politica

interna , propaganda , politica esterna come la diplomazia

ecc . Non sono azioni istintive , sono azioni razionali .

Particolare importanza viene data alla politica – la guerra

alla fine è uno strumento della politica ritorniamo alla

teoria di Risè all’inizio , la guerra è mossa quindi da scopi

ben chiari al di là della violenza, delle azioni irrazionali e

impulsive dei soldati. La vera guerra ha luogo tra Stati ,

comunità ben organizzate

La guerra quindi è anche politica , ma non solo , è anche la

somma di molti altri fattori , la politica crea l’occasione

affinché la guerra possa avere luogo .

Le guerre che però si combattono sempre più a distanza ,

con le armi sempre più tecnologiche , alla base c’è anche

l’astuzia , l’inganno e la ragione . La guerra non è solo

spinta da un’azione eroico-pulsionale , ma anche da astuzia

politica , ragione , basti pensare alla Guerra di Troia

( distruzione , violenza , ma anche ragione e astuzia )

Si tende però a legittimare la guerra – la guerra viene vista

come un bisogno dell’uomo di autoimporsi , perché attiva

molti valori -Bonvecchio esalta le virtù , il coraggio .

Schema riassuntivo :

Rapporto violenza-guerra 1 ) non c’è guerra senza

violenza , 2) nella guerra non c’è solo violenza ( valori ,

politica , astuzia e ragione e anche violenza) . 3) nella

guerra ci sono diversi tipi di violenza 4) c’è violenza senza

guerra . Queste due parole non sono uguali , ma sono

spesso collegate e convivono nello campo semantico .

Cap 2 : Marchio del Sangue

Dopo aver distinto guerra e violenza , parliamo di

quest’ultima . La violenza è il danneggiamento di chi viene

assalito , può essere fisico come ferimento o uccisione

oppure qualsiasi tipo di ingiuria verbale , poi può avvenire

direttamente colpendo esplicitamente un singolo o gruppo

oppure indirettamente per esempio parlando male alle

spalle . Inoltre la violenza viene definita come insulto

evitabile ai bisogni o alla vita della vittima . La violenza

crea un abbassamento dello status dell’ente coinvolto, la

sua condizione di vita viene peggiorata e poi la violenza è

un insulto evitabile e non necessario e non inevitabile .

Coloro che subiscono violenza sono tutti gli enti che hanno

subito una riduzione del proprio status e quindi sia esseri

animati che inanimati . – Chi sono i veri attori della violenza

? Per esempio una roccia cade e ferisce un uomo – ha

compiuto violenza ? No, perché l’azione degli oggetti è

causata da una legge fisica deterministica di causa-effetto

che fa sì che la roccia cada , quest’azione non può non

accadere in questo modo . Le rocce non hanno scelta . Però

un animale che mangia un altro animale o un uomo che

uccide o ferisce sono fenomeni uguali? No, gli animali

possono non cibarsi di altri loro simili , lo stesso vale per

l’uomo , ma quest’ultimo ha la facoltà di poter scegliere , di

avere un’alternativa ; per gli animali è solo un cieco

movimento vitale (determinismo, staticità dell’inanimato e

libertà-dinamicità).

L’alternativa fa parte inevitabilmente della vita dell’uomo ,

ha dinanzi a sé una continua serie di biforcazioni che si

ripropongono e ripropongono senza sosta , la vita è mobile,

fluida e non predeterminata. Vivere ti porta inevitabilmente

a fare scelte .

Qual è la matrice della violenza? La vita. Non è una roccia

che cade , i protagonisti sono gli esseri viventi con i loro

processi vitali. Riassumendo: la violenza è un insulto che

tende a ridimensionare , ridurre lo status di un essere

vivente o non vivente .

La vita è la matrice della violenza , la vita si nutre della vita

. Noi mangiamo altri animali e altre piante che a sua volta

mangiano animali più deboli. Questo è inevitabilmente il

processo vitale , la vita si basa sullo sterminio . Gli animali

sono eterotrofi ricavano la loro energia dalla materia

vivente già costituita e prelevata da altri organismi viventi

o morti, a tutto ciò si oppone il processo autotrofo delle

piante , da sole ricavano energie. Gli organismi eterotrofi

per poter vivere devono attuare la violenza , ma tutto ciò

non basta , non viene attuata solo per motivi di

autoconservazione , questo non spiega la depredazione di

un animale nei confronti di qualcosa che mai mangerà o

l’uccisione di una persona per gelosia .Quindi dopo aver

accettato quella violenza funzionale finalizzata

all’autoconservazione , perché questi esseri , enti

commettono altri tipi di violenza , non sono già sazi in

senso nutritivo-auto conservativo ? Alla fine al di là

dell’azione violenta necessaria vi è anche quella non

necessaria , ma che esiste e riguarda principalmente la vita

evolutiva , si deve però fare un’ulteriore distinzione tra

animali e uomini – mentre gli animali anche i più evoluti

quando assalgono violentemente una preda , rispondono

comunque alla loro natura , ai loro istinti senza curarsi della

scelta del bene-male . Gli uomini invece hanno qualcosa in

più , la loro natura è più complessa , hanno dentro di sé la

facoltà , la possibilità di scegliere , di valutare e di evitare

certe azioni , però sin dalle origini hanno iniziato a

compiere violenze non solo per nutrirsi , l’uomo è diventato

padrone di tutto il creato , ha conquistato la natura , gli

animali , ha conquistato tutto e adesso non gli rimane altro

che avere come nemico se stesso Homo, Homini ,Lupus .

Quindi il vero protagonista della violenza è l’uomo .

Le violenze non necessarie possono essere di moltissimi tipi

, paradossalmente anche l’ignavia è una violenza – il lasciar

morire una persona per strada è sinonimo di cattiveria

anche se non diretta . Galtung fa una distinzione tra

violenze dirette – esercizio di forza bruta su oggetti o cose

e violenza strutturale – dovuta dall’emanazione di un

provvedimento di legge , oppressioni sociali economiche e

religiose da cui però ne deriva una violenza interiore ovvero

la conseguenza a livello psichico della violenza strutturale.

L’uomo fa violenza perché non si accontenta di

sopravvivere , l’uomo è egoista pensa innanzitutto al

proprio bene( Caino –Abele) .

Cap 3 : L’orma dell’animale

Anche la scienza si è occupata della violenza . Nel 1986 a

Siviglia fu scritto la dichiarazione sulla violenza promossa

dall’ONU.

La violenza viene quindi esaminata su 3 punti : genetica,

neurofisiologia e evoluzionismo.

Viene negata la teoria secondo la quale la violenza è insita

geneticamente nella natura aggressiva dell’uomo , la

violenza è scaturita non direttamente , ma in relazione con

il rapporto con il mondo esterno che fornisce all’uomo delle

potenzialità delle opportunità – se ci fosse un solo uomo al

mondo e il mondo fosse un grande deserto senza niente ,

l’uomo non commetterebbe violenze . Il tutto dipende dal

contesto .

Neurofisiologia: sostengono che il sistema nervoso è

aggressivo e che provoca comportamenti aggressivi in

risposta a stimoli , e il tutto è in relazione all’ambiente .

Approccio evoluzionistico: si sono studiati i comportamenti

del genere umano in relazione con gli altri e la conclusione

è stata che si mette in risalto sia la violenza , la leadership,

la forza sia la cooperazione e aiuto reciproco .

Queste idee fanno ricadere la violenza nel bios , nel mondo

che ci circonda , ma la violenza sta nell’umanità pur non

essendo qualcosa di insito di genetico , la violenza è

qualcosa che sta radicata nella vita .

L’atteggiamento aggressivo dell’uomo è molto complesso e

deriva da molti fattori influenze sociali , allevamento . Si

cerca di respingere ogni tipo di determinismo biologico ,

tutte le specie sono in continua evoluzione anche l’uomo ,

il quale non è del tutto succube ed estraneo del “ maleficio

della violenza” , ma può in qualche modo governarla ,

controllarla .

Cap 8: Linee del volto oscuro

La violenza è vitale , non può essere in qualche modo

eliminata , fa parte del processo vitale , però può essere

limitata e controllata. La causa della violenza è un mixtum

compositum è un unione di vari fattori :gli istinti ,

l’educazione , l’ambiente sociale . Ma la violenza è

dinamismo vitale che non può essere eliminato .Però

l’uomo può intervenire per attenuarne il peso , per trarne

dei benefici . Tutti i tipi di violenza anche quella non

necessaria sono finalizzate all’ evoluzione ,al processo di

civiltà , permette di trasformare le tradizioni legate alle

nostre origini in forme positive e civilizzanti . La violenza è

la matrice del cambiamento , della trasformazione

PARTE 2 -IL CANTO DI ORFEO

Cap 1 : Placare le belve

Adesso parliamo di pace , la pace la fanno gli enti animati e

non quelli inanimati che si limitano a sopravvivere . Nella

visione comune la pace è l’antitesi della violenza , se c’è la

pace non c’è la guerra e viceversa . Si annullano a vicenda

– esempio il canto di Orfeo , il quale placava le belve con il

suo canto , la pace nasce dal suo canto e ha posto fine

all’ira , alla violenza delle bestie( questa visione della pace

viene chiamata pace-negativa ). La violenza si sa non può

essere mai debellata completamente in quanto fa parte

della vita , della bios . Se la pace la sconfisse

completamente , sarebbe una contraddizione alla vita

stessa , viene vista come NON-VITA . L’uomo non deve

aspirare ad una pace eterna , assoluta , all’Eden tutto ciò

sarebbe contro natura . La pace è una pace relativa , si

deve garantire l’esistenza di un mondo dove tutte le cose

possano trovare il loro spazio , possano convivere malgrado

i loro conflitti . La violenza è vita , ma la vita non è violenza

. La violenza è inevitabile , un uomo che crea qualcosa o

un uccello che crea un nido , commettono violenza , ma è

una violenza che porta a dei benefici , è costruttiva . La

diminuzione di status c’è , ma è il modo che cambia e che

è importante – ad esempio un uomo che uccide non

crudelmente , un’esecuzione capitale eseguita con umanità

, sono attenuazioni della violenza e non la sua eliminazione

.

Pace significa anche costruire dei luoghi di tregua : case ,

nidi dove le persone possono vivere felicemente . L’uomo

ha sempre sognato una pace universale , astratta i vari

Eden , paradisi terrestri ecc , ma questi sono soltanto

utopie , l’uomo deve tendere ad una pace concreta quindi

al particolare e non all’universale . I veri protagonisti non

sono gli animali, ma l’uomo .

L’uomo innanzitutto può regolare i propri impulsi violenti , e

trattare il suo processo nutritivo –autoconservativo

attenuandone l’impatto.

La dimensione della pace è perennemente dinamica , dovrà

sempre agire per attenuare l’eterna nemica- la violenza . In

Orfeo , la pace non è la bestia placata , ma il suo canto . Le

bestie non resteranno placate per sempre quindi Orfeo

dovrà sempre usare il suo canto . L’importante è il mezzo

non la meta , la pace non sarà mai totale , ma pace

significa attenuare l’impatto delle azioni . Pace –violenza

sono ciò che la cultura cinese ha rappresentato nel taoismo

, lo Yin e lo Yang due forze opposte che si trovano nella vita

umana . E’ facile per noi pensare una vita dominata coppie

di opposti : bene-male , su –giù ecc , va in crisi anche la

teoria qualitativa non si può dire c’è pace e non c’e

violenza . Dobbiamo avvalerci di una visione quantitativa

c’è più o meno pace o più o meno violenza .

Tutto sta nel creare spazi di tregua , dove tutti gli esseri

possono vivere in armonia gli uni con gli altri .Quindi è vero

che l’attore della pace è l’uomo , ma dall’uomo scaturisce

armonia anche tra gli esseri inanimati , animali ecc . La

pace infatti non può limitarsi ai fini solo umani utilizzando

violenza in tutto ciò non lo riguardi – sarebbe una pace

falsa e contraddittoria . La pace deve costruire zone ,

ambienti dove ogni cosa vive armoniosamente – un mondo

dove i boschi non sopperiscono alle bombe dell’uomo, gli

animali temono solo altri animali e non le armi dell’uomo –

la pace è vero parte dall’uomo , ma coinvolge tutto il

creato . L’uomo può fare qualcosa per il mondo –

salvaguardare l’ambiente , proteggere animali ecc. Finora

l’uomo non si è curato di questo aspetto e ha sfruttato e

dominato la natura .

Alla base dell’azione pacifica dell’uomo c’è l’etica – ovvero

agire moralmente secondo un valore , la violenza invece

corrisponde a un disvalore . Il fenomeno irenico consta di

due azione differenti – concrete ( la costruzione di luoghi di

tregua ) e astratti interiori( contenimento di pulsioni ,

violenze necessarie e non necessarie ) .

La pace però non è solo questo , è qualcosa che parte da

dentro , dalla buona intenzione dell’uomo . Non esistono

buone terre e cattive terre , il tutto dipende dalla mente ,

dalla buona intenzione dell’uomo . Il fenomeno irenico può

essere attuato da tutti , bastano anche piccole azioni e

buone intenzioni .

Anche la pace è un archetipo , è un potenziale immesso

nella natura dell’uomo. Attuare la pace non significa creare

cose nuove , ma attuare questo sentimento intimo,

significa attuare vere virtù che alla fine sono le nostre

stesse .

Riassumendo- la pace viene attuata dall’uomo per creare

spazi di tregua , nella pace è importante il modo e non il

fine e tende ad attenuare la violenza che è parte del bios e

non a eliminarla . La pace così come la guerra è ben

radicata nello spirito collettivo , archetipico dei popoli e non

è certamente meno forte della violenza .

Cap 2: Scorrono acque antiche

La pace non potrà mai prendere completamente il posto

della violenza , potrà cercare di ottenere un maggior spazio

limitandola e creando luoghi di tregua ecc . La domanda è –

Quale forma assume tale processo ? La pace sarà un

cambiamento progressivo che cambierà gli animi

spingendoli verso nuove virtù oppure sarà una piccola

parentesi nel caos storico o un evento come gli altri che

sorge e perisce ? Innanzitutto la pace ha la sua origine

nell’uomo stesso , l’uomo non è un essere determinato , le

cui azioni non potrebbero essere come sono già . L’uomo è

artefice del proprio destino , è capace di compiere scelte

biforcazioni e chi lo sa probabilmente andrà nel verso della

pace in quanto ha di queste capacità.

L’indagine si articola in tre fasi : la guerra – la violenza

diffusa e i buoni gesti che cambiano cose e rendono il

mondo migliore .

La guerra genera diverse situazioni – pulsioni – virtù –

coraggio, sono tutte cose dirette da un contesto più

grande che è la politica quindi un valore logico-razionale .

La guerra appare come un mezzo per ottenere così un fine

dettato dalla politica . La domanda che ci poniamo è se

esistono altri mezzi non bellicosi per ottenere quel fine o se

la guerra è una condizione necessaria dell’evoluzione

umana o che la guerra sia qualcosa che può essere

evitata .

La guerra non è un fenomeno genetico – patologico e si

distingue dalla violenza pur essendo comprese nello stesso

contesto .Uno è un fenomeno istintuale , l’altro la guerra è

culturale . La guerra non deriva da impulsi oscuri ed

emozionali , ma da moventi logico-razionali ed è quindi

controllata dalla politica . Le passioni non c’entrano , il fine

della guerra è quella di impossessarsi di ricchezze , terre ,

materie prime ecc . Se quindi la guerra non è mossa da un

istinto irrefrenabile dell’uomo , ma da una logica politica

che vuole raggiungere degli scopi. Questi scopi quindi

possono essere raggiunti in altri modi non bellicosi . Però si

sta diffondendo anche il timore della guerra – grazie alle

armi chimiche –nucleari , poi grazie ai mezzi di

comunicazione se pur tecnici come la televisione ci fa

vedere se pur attraverso uno schermo la faccia del

nemico , un nemico che alla fine è come noi e non come si

pensava in antichità che il nemico fosse naturalmente

inferiore e quindi uccidendolo non ci sentivamo in colpa

.Però né la paura né il senso morale sono utili a eliminare la

guerra , ci vuole una conversione profonda dei valori , della

ragione che porti a una svolta della civiltà . Possiamo

sperare nel nuovo sviluppo della civiltà umana guidata

dalla ragione , abbiamo la capacità di prevedere le

conseguenze delle nostre azioni e quindi sperare in un

mondo senza guerre. L’idea di un mondo senza guerra non

è pura utopia , ma dipende da noi , dalla nostra ragione

che ha il compito di valutare le conseguenze .

Insomma l’uomo non è predeterminato e destinato alla

guerra per l’eternità , l’uomo può e deve agire per

preservarsi un futuro senza guerra . Ma niente viene per

caso , l’uomo si deve impegnare , sforzare , scavare nel

profondo di se stesso . Riprendendo il canto di Orfeo , la

musica c’è, ma qualcuno deve poterla suonare e il risultato

deriva da qualità della musica .

Cap 3 : La danza delle culture

Qual è il ruolo della pace nella società ? Analizziamo la

pace come cultura . La cultura che cos’è? Cultura significa

cambiamento , però non tutti i cambiamenti sono culture ,

dobbiamo usare un criterio . Una roccia che cade , produce

un cambiamento di status , ma si tratta semplicemente di

un’azione determinata , necessaria inscritta nella natura

delle cose inanimate . Quindi solo i sistemi viventi possono

produrre cultura , cambiamento , non sono programmati o

predestinati bensì sono in grado di creare cultura . La

cultura è frutto del sistema vitale , gli uomini ricreano ,

creano cose nuove . Non è possibile che un vivente non

produca cultura , perché è qualcosa che riguarda il

processo vitale .

Si parla di processo cognitivo , interiore , mentale . Questo

livello cognitivo ha però vari livelli , dal più basso e meno

evoluto i quali non hanno una conoscenza pura ad

esempio i fiori , altrimenti ci sarebbe una visione

animistica della realtà , poi ci sono gli animali e infine gli

uomini , i quali hanno un grado di conoscenza e coscienza

alto . La cultura investe soprattutto la sfera collettiva e non

quella individuale

L’uomo ha stipulato qualsiasi tipo di rapporto coppia ,

comunità insieme di comunità e questo ha portato ad

un’unione di culture , ognuno possiede una cultura , si

producono culture individuali e sociali . Da queste unioni di

cultura hanno origine le macroculture e che provocano il

progresso e in alcuni momenti la civiltà .

Per riassumere della cultura si hanno 3 punti di partenza ,

1- cultura come vivere tutti gli esseri fanno cultura tanto un

fiore come un cane 2- intelligenza ovvero l’approccio

cosciente che ha sulle cose cultura solo per animali evoluti

e uomini 3- gruppo ancora più ristretto riguarda gli uomini ,

la condivisione delle idee , la diffusione i rapporti sociali. La

cultura infatti non riguarda solo l’uomo, ma può riguardare

anche gli animali i quali possono sviluppare un’uguaglianza

culturale

Che tipo di cultura è per l’uomo la pace ? la cultura però

non esclude la violenza , essa è parte del processo vitale .

Si può magari distinguere una buona cultura e una

cattiva . La pace non corrisponde alla cultura umana , ma

rappresenta una piccola parte di essa , poche azioni

buone , solidali virtuose nel mare magnum del processo

vitale . Malgrado sia inferiore la cultura della pace non è

mai spezzata , magari oppressa e sconfitta , ma è sempre

protagonista di tante infinite missioni.

Cap 4 : Dei vari cantori

Chi sono i veri protagonisti della pace ? E’ colui che elabora

idee del mondo che vanno contro la guerra , è quindi un

soggetto pacificante . Facciamo un’indagine sui soggetti

che compiono questo fenomeno , giusto per tracciarne le

tendenze caratteriali.

Parliamo dei modelli di riferimento , il primo è il modello di

egoriferimento ovvero tendenza di chi separa il soggetto

dall’oggetto – mondo e tende a dare un grande valore a sé

e non al mondo . Dà vita ad una relazione strumentale con

esso – il soggetto usa tutto ciò che lo circonda per ottenere

i propri obiettivi , non fa altro che separare se stesso dalla

dimensione sociale . Produce soggetti arroganti , insicuri

fragili e problematici.

Antroporiferimento va oltre il soggetto e investe l’umanità ,

l’ individuo si sente membro di una grande famiglia , sente

una fratellanza profonda . Si ritrova anche nelle antiche

religioni tutti gli esseri umani sono fratelli e figli di Dio .

Sono momenti in cui gli uomini si ritrovano sullo stesso

piano.

Bioriferimento – si oltrepassa il corpo umano e si va a

considerare l’uomo come parte del tutto – il tutto è il

pianeta , una forma di rispetto nei confronti di tutto ciò che

esiste . Forte legame tra dio-uomo –natura che ha posto le

basi all’ecologia , in figure giuridico – morali si tutela

l’ambiente ( diritti sull’ambiente ).

Cosmoriferiento L’uomo si percepisce figlio del cosmo ,

tutto ciò discende da grandi tradizioni , a partire dal

Neolitico dove vi erano enormi megaliti di pietra che

simboleggiavano l’avvicinamento al cielo , alla dimensione

del cosmo , poi alle antiche città stato le quali studiavano

le stelle , poi passando alle tribù autoctone indiane ,

americane secondo le quali l’uomo è la natura , è tutto ciò

che lo circonda (io sono in buoni rapporti con la terra, con

gli dei , con tutto ciò che è bello ) , poi il Taoismo in Cina

che si basa sul Dao – via che dà origine al cosmo al di là

del nome è molto grande – grande come il cielo , la terra e

il re (seconda una filosofia orientale è l’uomo) e infine alle

dottrine buddiste – idea del Grande Io – tutti i fenomeni

come i mari , le montagne , il cielo si trovano nella nostra

vita , c’è infatti il grande io che si fonde con la vita

dell’universo – contrariamente all’egoriferimento dove il

singolo si racchiude in se stesso . Anche nella visione

cristiana queste idee sono presenti in S Francesco nel

Cantico delle creature . Comunque questa visione di

cosmoriferimento è più presente nella tradizione orientale ,

piuttosto che in quella occidentale .

Tutti questi modelli sono così differenti tra loro , il modello

egoforiferito rimane ancorato a se stesso , alla propria vita

sceglie di far parte del gruppo con scelta lucida , meditata .

Il modello antroporiferito ama l’umanità ne prende parte

per migliorarla e indirizzarla , il soggetto bioriferito diventa

protagonista del vivere e infine il modello cosmoriferito non

arretra di fronte all’infinito

Andiamo adesso ad analizzare il loro rapporto con il

fenomeno irenico . Il primo modello egoriferito rappresenta

l’antitesi del fenomeno irenico , l’uomo vuole soddisfare i

propri obiettivi ad ogni costo passando sopra tutti anche

quindi commettendo ogni tipo di violenza contro chiunque

uomini , animali , religione . Usa la violenza per ottenere

scopi personali , può anche controllare la violenza solo ed

esclusivamente nel momento in cui ne può trarre dei

benefici : accetta una tregua per consentire all’altro di

arrendersi e pure questa è una forma di violenza . Figura

opposta polarmente ad Orfeo il cantore colui che placa le

bestie con il suo canto . Questo tipo di archetipo dice Jung

si rivede nella follia del nazismo – sfocia quindi nell’odio

razziale , religioso , in cattiverie ,egoismo economico ,

impoverimento , distruzione di spazi naturali . Rappresenta

il Male assoluto , il più totale cinismo , la vera matrice della

violenza.

Nel modello antroporiferito le cose cambiano , abbiamo la

percezione che l’umanità sia parte di un’unica grande

famiglia , non si parla di razze , ne esiste solo una che è la

razza umana . Questo rapporto si basa sulla reciproca

solidarietà , la norma Non uccidere non è più riferito al

fratello , al membro della tua stessa famiglia, ma all’intera

umanità , siamo tutti fratelli- Ama il prossimo tuo come te

stesso direbbero le religioni ecumeniche . Da quest’idea di

comunità e non più una divisione gerarchica errore già

commesso in passato ( con la scoperta delle Americhe , i

popoli indigeni , selvaggi , con un diverso retaggio culturale

, non venivano considerati uomini e quindi furono soggetti

alle più feroci violenze , fino ad essere sterminati , oppure

ciò che è stato fatto con gli schiavi neri africani , deportati

e costretti a lavorare come bestie ) , è proprio il modello

antroporiferito che ha posto le basi ad una maggiore

apertura e consapevolezza che ha portato alla

pubblicazione della carta sui diritti umani sacri ed inviolabili

, che ricordano a tutti che il tuo nemico è anch’esso un

uomo . Carta sui diritti la cui origine deriva dal

giusnaturalismo moderno , siamo tutti uomini , siamo tutti

uguali in quanto portatori di un principio universale – la

ragione , al cui interno vi troviamo un insieme di norme , di

diritti che stanno alla base della vita relazionale e che tutti

devono rispettare , rispettando allo stesso modo la natura

dell’uomo – dice Locke la pace è una condizione presente

nella nostra ragione . Però al di là del fenomeno irenico tra

individui , si trascura il rapporto uomo- il resto della realtà .

Alla fine l’uomo con il resto si comporta come il soggetto

egoriferito nei confronti di tutto .La musica che viene

cantata non riesce a placare tutte le bestie , la musica è

bella , armoniosa , ma in realtà non placa e non arriva ad

alcune bestie . Questa pace non porta al benessere

assoluto , ma solo al benessere degli uomini .

Modello bioriferito – ci sono anche qui dei limiti al

fenomeno irenico , è vero che si amplia il rapporto tra

uomo e bios , ovvero con tutta la parte animata . Però

anche qui , il rapporto non include gli esseri inanimati , è

un grave controsenso includi l’uomo , gli altri esseri viventi

e tralasci gli elementi di base senza i quali quest’ultimi non

vivrebbero .

L’ultimo modello è cosmoriferito , l’uomo è figlio del

cosmo , rispetta i suoi simili, gli altri organismi animati , ma

anche quelli inanimati . Tutto ciò che esiste è parte di

un’unica grande famiglia il cosmo – dal non uccidere a non

distruggere ( riferito all’inanimato ) . In questo modo e solo

in questo si può diventare dei novelli Orfeo e riuscire

finalmente a placare le bestie . Per quanto riguarda questa

pace come già detto non può eliminare la violenza ( quella

necessaria ) può pero mitigarla , alleviarla.

L’uomo quindi nei propri limiti deve essere cosciente di

tutto ciò che lo circonda e attuare così la giusta armonia .

Questo processo che riguarda la coscienza è alla base del

progresso evolutivo a cui hanno contribuito correnti

occidentali, ma anche orientali – unione tra particolare ed

universale BUDDISMO –relazione con il tutto .

Il Buddismo risveglia le coscienze , attraverso la

manifestazione della saggezza a tutti i livelli della

coscienza nella propria famiglia , nella propria comunità ,

nella società .

Cap 5: Accordi e Polifonie

Come già sappiamo la cultura , in questo caso della pace

deve avere una certa risonanza , non basto un unico canto

isolato , ma devono essere intere relazioni . Dopo aver


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LdM3097

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7 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (PISA, LIVORNO)
SSD:
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LdM3097 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia del diritto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Bonsignori Franco.

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