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Diritto costituzionale I - Lo Stato: nozioni introduttive

Il potere sociale

Il potere sociale è la capacità di influenzare il comportamento di altri individui; all'interno dei diversi tipi di poteri sociali troviamo il potere economico, il potere ideologico e il potere politico. Lo Stato moderno incarna il potere politico, che per far rispettare le leggi, può ricorrere anche a mezzi repressivi, fino ad arrivare alla detenzione (privazione della libertà). Quindi il potere politico è un tipo di potere sociale che permette a chi lo detiene di imporre la propria volontà ricorrendo alla forza legittima.

L'uso della forza, anche se legittimo, rimane una risorsa estrema, in quanto noi ubbidiamo a coloro che detengono il potere politico a prescindere dall'uso della forza, perché riteniamo moralmente necessario e giusto ubbidire a coloro che sono autorizzati a fare comandi. Quindi il potere politico si basa non solo sulla forza, ma anche su un principio di giustificazione, ossia la legittimazione.

Il costituzionalismo

Il costituzionalismo è un meccanismo che è stato creato per dare limiti a questo potere politico, per evitare che esso stesso distruggesse la libertà che dovrebbe proteggere. Il potere politico è sottoposto a limiti giuridici dati dal costituzionalismo. Il diritto costituzionale ha dovuto affrontare anche l'introduzione di un diritto internazionale o meglio dell'UE, dove anche in questo caso viene circoscritto e limitato il potere politico statale.

Lo Stato

Lo Stato è il nome dato a una particolare forma storica di organizzazione del potere politico, che esercita il monopolio della forza legittima in un determinato territorio e si avvale di un apparato amministrativo. Si caratterizza per la concentrazione del potere di comando legittimo in un determinato territorio in capo a un'unica autorità e per la presenza di un'organizzazione amministrativa in cui opera una burocrazia professionale.

La parola "status" inizialmente indicava la condizione di un soggetto, il suo modo d'essere. Il suo significato attuale si deve a Machiavelli nella sua opera Il Principe. Lo Stato attuale nasce come reazione alla dispersione del potere tipica del sistema feudale (rapporto vassallo/signore): dalla crisi del sistema feudale nasce lo Stato moderno. La crisi è dovuta al fatto che vi era una molteplicità di sistemi giuridici, uno per ciascuna diversa comunità e poteva quindi capitare che una persona fosse soggetta a più di essi; secondo problema era che le comunità principali operavano come custodi delle "leggi tradizionali" fatte di accordi con il principe e di consuetudini e operavano nei parlamenti medioevali, limitando il potere del principe.

Quindi i parlamenti medievali (quali Generali, Cortes, Dieta e Parlamento nelle rispettive nazioni Francia, Spagna, Germania e Inghilterra) erano delle assemblee in cui il principe ed i corpi della nazione dialogavano ed il cui consenso era necessario affinché le richieste di ordine finanziario del primo potessero essere soddisfatte.

La nascita dello Stato moderno rispondeva a bisogno di assicurare un ordine sociale dopo secoli di insicurezza. Lo Stato moderno è un apparato centralizzato stabile che ha il monopolio della forza legittima in un determinato territorio; concetto di sovranità.

Sovranità

La sovranità ha due aspetti: quello interno e quello esterno. Il primo (sovranità interna) consiste nel supremo potere di comando in un determinato territorio; il secondo (sovranità esterna) consiste nell'indipendenza dello Stato rispetto a qualsiasi altro Stato.

Ma chi esercitava effettivamente il potere sovrano? Si presentano tre teorie:

  • Teoria della sovranità della persona giuridica: identificazione di Stato come persona giuridica (soggetto di diritto, titolare di sovranità); conciliava due principi contrastanti ossia quello monarchico e quello popolare, infatti lo stato non era né il re né il popolo.
  • Teoria della sovranità della nazione: invenzione del costituzionalismo francese; ".. La sovranità appartiene alla nazione da cui emanano tutti i poteri..". Lo stato s'identifica con la nazione e non più con il re come nello Stato Assoluto francese antecedente alla Riv. Francese. Alla Nazione si appartiene perché accomunati da valori, ideali, legami di sangue e tradizioni comuni. La sovranità nazionale sorge per contrastare la sovranità del re e per creare una collettività omogenea come la Nazione (fine della divisione del paese in ordini e ceti sociali). Introduzioni quindi di cittadini eguali.
  • Teoria della sovranità popolare: Rousseau; faceva coincidere la sovranità con la volontà generale che a sua volta era identificata con la volontà del popolo sovrano, ossia dell'insieme dei cittadini considerati come un ente collettivo.

Con il costituzionalismo del ‘900 e soprattutto nel dopoguerra, si afferma il principio della sovranità popolare: la costituzione italiana afferma che la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione Art. 1.2.

Limiti imposti alla sovranità

  • La sovranità viene inserita in un sistema rappresentativo basato sul suffragio universale; chi esercita il potere deve poterlo fare in virtù del consenso popolare (tramite le elezioni).
  • Viene creata la Costituzione, che è un limite ben maggiore rispetto alle semplici leggi; inoltre la sua permanenza è garantita dall'opera di una Corte costituzionale. Di conseguenza, i titolari della sovranità incontrano limiti giuridici difficilmente superabili.
  • Il ruolo delle organizzazioni internazionali: anche loro vanno a limitare la sovranità; con l'inizio dell'Organizzazione delle Nazioni Unite ONU del 1945, con finalità principale il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale e anche con la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del '48, è cominciato un processo di limitazione della sovranità nazionale, che diventerà sempre più intenso fino a giungere alla creazione in Europa di Organizzazioni sovranazionali, cioè la Comunità Economia Europea, C. del carbone e dell'acciaio e C, per l'energia atomica, successivamente unite in un'unica Comunità, ossia la Comunità Europea CE. Gli Stati Membri hanno trasferito a tale organizzazione poteri rilevanti come la competenza a produrre norme giuridiche in ambiti specifici che prevalgono sul diritto interno, così come il potere di prendere decisioni prima riservate agli Stati soli. Poteri che definivano il nucleo della sovranità sono stati trasferiti a organizzazioni sovranazionali.

Il territorio dello Stato

La sovranità è esercitata dallo Stato su un determinato territorio. La precisa delimitazione del territorio, pertanto è condizione essenziale per garantire allo Stato l'esercizio della sovranità e per assicurare agli Stati l'indipendenza reciproca.

Il territorio è costituito:

  • Terraferma: è la porzione di territorio delimitata da confini naturali o artificiali; di regola i confini sono delimitati da Trattati Internazionali.
  • Mare territoriale: è il mare costiero.
  • Piattaforma continentale: è lo zoccolo continentale cioè quella parte del fondo marino di profondità costante che, più o meno esteso, circonda le terre emerse prima che la costa sprofondi negli abissi marini.

Ma questo territorio dello Stato ha perso la sua importanza con la nascita dell'Unione Europea, in quanto con l'idea e l'attuazione del mercato unico europeo, quindi libera circolazione di merci, persone, servizi e capitali tra gli Stati della Ue, lo stato ha perso il potere di trattenere entro i propri confini alcuni fattori produttivi o di negare l'ingresso ai beni di un altro Paese, creando così uno spazio senza frontiere interne, ispirato al principio di un'economia di mercato aperta e in libera concorrenza.

La cittadinanza

La cittadinanza è uno status cui la Costituzione riconnette una serie di diritti e di doveri. È condizione per esercitare alcuni diritti, come quelli politici. La Costituzione italiana stabilisce che nessuno può essere privato della cittadinanza per motivi politici. La cittadinanza italiana viene acquisita:

  • Con la nascita: Ius sanguinis: quando genitori che hanno la cittadinanza italiana anche il figlio (magari adottato) acquista in automatico la cittadinanza. Ius soli: quando i genitori sono di cittadinanza ignota o non ce l'hanno, oppure quando nato in territorio italiano da cittadini stranieri, non ottenga la cittadinanza dei genitori sulla base delle leggi degli Stati cui questi appartengono.
  • Lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente fino alla maggiore età, diviene cittadino se entro un anno dichiara la sua volontà di esserlo.
  • Su istanza dell'interessato, gravata dal pagamento di un contributo di 200 euro, rivolta al sindaco del Comune di residenza o all'autorità consolare.

Può invece essere persa o per rinuncia oppure automaticamente in presenza di alcune condizioni, come svolgere alcune funzioni alle dipendenze di un altro Stato, e nonostante l'intimazione del Governo italiano a cessare tale rapporto di dipendenza, si vuole mantenere la cittadinanza. La cittadinanza persa può essere riacquistata.

Il trattato dell'Ue ha introdotto il concetto di cittadinanza dell'Unione che completa la cittadinanza nazionale ma non la sostituisce. Con tale cittadinanza, un cittadino può godere di tutele europee, può rivolgersi agli organi istituzionali europei e ha diritto ha l'elettorato attivo e passivo (elezione del Parlamento europeo nello Stato membro in cui risiede).

Lo stato si differenzia da altre organizzazioni politiche perché vi è la presenza di un apparato organizzativo servito da una burocrazia professionale. Organizzazione stabile nel tempo ed ha carattere impersonale perché esiste e funziona in base a regole predefinite. Quindi l'apparato esiste a prescindere dalle persone che lo fanno funzionare, ecco spiegato perché il carattere impersonale.

Stato come persona giuridica: figura soggettiva cui l'ordinamento attribuisce la capacità di agire in modo giuridicamente rilevante e di costituire centri di imputazione di effetti giuridici. Con l'attribuzione allo Stato di un'autonoma personalità giuridica si otteneva il risultato di impedire l'identificazione dell'autorità con una persona fisica ed al contempo si intendeva assicurare alle manifestazioni di volontà statale il carattere dell'obiettività.

Gli enti pubblici: es. regioni, provincie, comuni dotati anch'essi di personalità giuridica. Possono essere definiti come quegli apparati costituiti dalle comunità per il perseguimento dei propri fini i quali sono riconosciuti come persone giuridiche o comunque come soggetti giuridici. Sono istituti per il soddisfacimento degli interessi ritenuti comuni a una determinata comunità: interessi pubblici. Gli viene riconosciuta un'autonomia politica in quanto i loro organi sono eletti direttamente dai cittadini e possono esprimere maggioranze e indirizzi politici diversi da quelli dello Stato, con l'osservanza dei limiti previsti dalla Costituzione.

La podestà pubblica: lo Stato e gli enti pubblici sono collocati dalle norme giuridiche in una posizione di supremazia rispetto ai soggetti privati. Hanno il potere di determinare unilateralmente effetti giuridici nella sfera dei destinatari dell'atto, indipendentemente dal loro consenso, questo potere è quindi detto podestà pubblica. Ma al di fuori da ciò che è previsto dalla legge un'autorità pubblica non può esercitare nessuna podestà (principio di legalità). Nel caso in cui lo Stato o enti pubblici dovessero usufruire di istituti di diritto privato, allora rispetto al privato si ha un rapporto su un piano paritario es. compravendita.

Disegno organizzativo degli apparati degli enti pubblici o dello Stato

L'unità strutturale elementare dell'organizzazione si chiama ufficio, il quale si presenta come un servizio prestato da persone, ma questo servizio è considerato astratto, la sua esistenza prescinde dalle persone fisiche che vi sono concretamente preposte. Ciascun apparato deve poter instaurare rapporti giuridici con altri soggetti e a tal fine si serve di un insieme di uffici che costituiscono l'organo, cioè un ufficio particolarmente qualificato da una norma idoneo ad esprimere la volontà della persona giuridica e ad imputarle l'atto e i relativi effetti.

La persona giuridica (ente) può avere parecchi uffici, di cui però solo alcuni (gli organi) hanno la capacità giuridica di compiere atti giuridici (ovvero a manifestare la volontà dell'ente). Tra gli organi ricordiamo:

  • Organi rappresentativi: i cui titolari sono eletti direttamente dal corpo elettorale o che comunque sono collegati ad organi elettivi.
  • Organi burocratici: persone che prestano la propria attività in modo pressoché esclusivo a favore dello Stato o di enti pubblici, senza rapporti con il corpo elettorale.
  • Organi attivi, consultivi e di controllo: i primi decidono per l'apparato, i secondi danno dei consigli (pareri) ai primi e i terzi verificano la conformità alle norme. I pareri si distinguono a loro volta in facoltativi, obbligatori, vincolanti (devono essere obbligatoriamente seguiti dall'organo che decide). Il principio è che se la legge non prevede il contrario, vige la regola che i pareri non sono vincolanti.
  • Organi costituzionali: sono i più importanti e sono organi dotati di specifiche caratteristiche. Sono elementi necessari dello Stato (la mancanza ne comporterebbe l'arresto dell'attività statale). Sono elementi indefettibili dello Stato (non si possono sopprimere o sostituire con altri organi senza avere un mutamento dello Stato). La loro struttura è dettata dalla Costituzione. Ciascuno di essi si trova in condizione di parità giuridica con gli altri organi costituzionali (anche se ciò non esclude differenze).

II - Forme di Stato

Forma di Stato

Con Forma di Stato s'intende il rapporto che corre tra le autorità dotate di potestà di imperio e la società civile, nonché l'insieme dei principi e dei valori a cui lo Stato ispira la sua azione. Lo Stato è un ordinamento a fini generali.

Con Forma di Governo invece si intendono i modi in cui il potere è distribuito tra gli organi principali di uno Stato - Apparato e l'insieme dei rapporti che intercorrono tra essi. Le due nozioni sono strettamente collegate perché l'organizzazione del potere politico nell'ambito dello Stato è lo strumento tecnico predisposto per realizzare la finalità politica caratterizzante lo Stato.

Classificazione delle forme di Stato e successivamente nell'ambito di ogni forma di stato sono stati individuati vari tipi di forme di governo. Le diverse specie di forme di governo e di stato elaborate dalla dottrina sono degli idealtipi, cioè modelli (ovvero un concetto riassuntivo di tratti ricorrenti).

Stato assoluto

Affermazione del potere sovrano attribuito interamente al Re o meglio alla Corona, che era un organo dello Stato e non un persona fisica, dotata quindi dell'impersonalità e della continuità. Il potere sovrano è concentrato nelle mani della corona, il potere giudiziario esercitato da Corti e Tribunali formati da giudici nominati dal Re. La volontà del Re è la fonte primaria del diritto e quindi ciò che egli voleva aveva efficacia di legge. Non esistevano limiti legali.

Stato liberale

Nasce a seguito della crisi dello stato assoluto, a causa dello sviluppo di produzione capitalistica e dell'affermazione della borghesia. I caratteri strutturali sono la base sociale ristretta ad una sola classe (borghese), principio di autonomia e libertà dei privati, principio rappresentativo e lo Stato di diritto. In Francia fu raggiunto tramite la Rivoluzione Francese mentre in Inghilterra es. la nobiltà di campagna e i ricchi mercanti in città consideravano il Common Law come fondamento e garanzia della loro indipendenza, per cui lo stesso Re doveva ritenersi sottoposto al diritto. In America si raggiunse tramite la Dichiarazione d'indipendenza dove venivano fissati i principi politico-costituzionali da porre a fondamento della nuova nazione americana, fino alla convenzione federale di Filadelfia dove si riunirono i delegati dei tredici Stati americani che approvarono la Costituzione americana.

Economia di mercato: fattore che ha promosso l'organizzazione tipica del potere politico dello Stato liberale; l'economia di mercato si basa sul libero incontro tra domanda ed offerta di un determinato bene. Lo Stato assoluto ostacolava la nuova economia, soprattutto a causa di leggi vigenti all'interno di ciascuno Stato diverse tra loro che ostacolavano lo sviluppo dei traffici commerciali (particolarismo giuridico). Inoltre lo Stato assoluto rendeva la società oggetti di gestione politica invece lo Stato liberale doveva riconoscere e garantire la capacità della società civile di autoregolarsi e di sviluppare autonomamente i propri interessi. Ecco che nasce l'idea di codificazioni non solo costituzionali ma anche e soprattutto civili, in quanto era necessario un insieme di regole sui rapporti privati dotate di requisiti di generalità, astrattezza e certezza. Modello del Codice Napoleonico.

Finalità politico costituzionale garantistica: lo stato è considerato come uno strumento per la tutela delle libertà e dei diritti degli individui, in primo luogo del diritto di proprietà (Locke). La finalità principale dello Stato è quella di garantire i diritti ed in modo strumentale rispetto a tale finalità garantistica deve strutturarsi l'organizzazione statale.

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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher danpal9 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Piraino Salvatore.
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