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la rappresentanza nazionale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e le agenzie

di cui al d.lg. 300\1999. Anche altre normative si occupano di definire

l’amministrazione pubblica come ad esempio il l. 241\1990 sul procedimento

amministrativo.

2. “LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DOPO L’ENTRATA IN VIGORE DELLA

COSTITUZIONE, I SUOI MALI RECENTI E I RIMEDI POSTI IN ATTO. IN

PARTICOLARE DELLA RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE”

Il numero degli enti pubblica cambia nel tempo; e quindi anche l’ambito della

pubblica amministrazione muta nei vari momenti storici e tende cosi ad estendersi

oppure a contrarsi. Quando entrò in vigore la costituzione (Gennaio del 1948), vi fu

un periodo caratterizzato dalla breve durata in carica dei governi succedutisi alla

guida dello stato e l’aumento del numero degli uffici e degli organi delle

amministrazioni ministeriali, per i numerosi compiti che gli venivano affidati.

Durante gli anni ’80 la crescita dei partiti e la necessità di finanziamenti sempre più

alti, fecero si che si vennero a creare dei reati contro la pubblica amministrazione,

come ad esempio abuso di ufficio, corruzione ecc.. che provocarono una brutta

reazione da parte dell’opinione pubblica che ovviamente richiedeva dei

cambiamenti. Infatti verso la fine degli anni ’80, il legislatore si iniziò a muovere in

una direzione che lo portò all’attuazione di norme e principi costituzionali in

materia amministrativa, introducendo una netta distinzione fra l’indirizzo politico e

la gestione; Essa si può notare sia nel d.lg. 165\2001 sia dalla normativa sugli enti

locali.

Inoltre occorre ricordare la legge 241\1990 sul procedimento amministrativo e la

legge sulle autonomie locali che si trovano rispettivamente agli artt. 97 e 128 della

costituzione.

Altre importanti leggi a cui occorre fare riferimento sono: 59\1997, 127\1997,

191\1998, note anche come legge Bassanini uno, -bis, e -ter; che sono degli

esempi di riforma, la cui attuazione ha apportato delle importanti modifiche

all’attività e all’organizzazione dell’attività amministrativa. Queste leggi attuano un

decentramento dei poteri.

Un’altra riforma costituzionale che ha importanti conseguenze sull’amministrazione

è stata posta in essere dalla legge 3\2001 che ha cambiato il titolo V della parte II

della costituzione. Un altro importante decreto è stato il 104\2010 che ha introdotto

il codice del processo amministrativo e le manovre adottate per far fronte alla crisi

economico-finanziaria spesso con ricadute sull’organizzazione e sull’attività

amministrativa. Un importante mutamento dell’azione amministrativa deriva

dall’impiego di nuovi strumenti legati allo sviluppo tecnologico e dal

potenziamento del c.d. e-governament nell’ambito dei rapporti con cittadini e

imprese. Tra gli strumenti dell’e-governament ricordiamo la posta elettronica

certificata, la firma digitale e la carta di identità elettronica.

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3. “ LA NOZIONE DI DIRITTO AMMINISTRATIVO”

Il “diritto amministrativo” non è altro che la disciplina giuridica della pubblica

amministrazione nella sua organizzazione si riferisce ai rapporti, che esercitando

tale attività, si instaurano con gli altri soggetti dell’ordinamento. La nozione di

diritto amministrativo è collegata a un certo tipo di stato. Gli stati caratterizzati

dalla presenza di un corpo di regole amministrative distinte dal diritto comune

sono definiti come Stati a regime amministrativo.

La rivoluzione francese portò alla nascita del diritto amministrativo in senso

moderno. Il diritto amministrativo nacque come somma di più accadimenti,

ognuno dei quali risalente nei secoli e con provenienze ed esperienze statali molto

diverse. Ma va riconosciuta alla rivoluzione francese un ruolo importante per la

formazione del diritto amministrativo. Essa ispirandosi ai principi dell’illuminismo,

condusse all’avvento della borghesia e all’affermazione della volontà popolare,

determinando la subordinazione dell’amministrazione alla legge. La rivoluzione

francese affermò il principio della divisione dei poteri.

In sintesi quindi l’attività amministrativa autoritativa acquistò in questo periodo

autonomia rispetto alle altre manifestazioni di imperio statuale e iniziò a reggersi

sui propri principi, forme e garanzie.

Il diritto amministrativo si diffuse in Europa insieme con l’estensione del modello di

amministrazione napoleonica, che fu estremamente accentrata. Questo nuovo

diritto pur sorto sotto l’influenza degli ideali liberi rivoluzionari, rimase immutato

così nel periodo della Restaurazione come nelle esperienze liberali e borghesi

successive. Per quanto riguarda l’Italia, dove già nel 1859 si era completata la

legislazione amministrativa piemontese, dopo l’unità che avvenne nel 1865 si

uniformò la legislazione relativa ai territori annessi ad opera delle c.d. “leggi di

unificazione”.

Occorre adesso individuare i limiti del diritto amministrativo. Negli stati a regime

amministrativo, l’attività della pubblica amministrazione non si esaurisce nella sola

attività di diritto pubblico, ma si assiste all’espansione dell’attività di diritto privato

della pubblica amministrazione stessa: infatti il ricorso al contratto è uno dei modi

più diffusi di amministrazione degli interessi pubblici: l’attività amministrativa può

essere esercitata dai soggetti pubblici sia nelle forme del diritto pubblico quanto

nelle forme del diritto privato. Per quanto riguarda i confini del diritto

amministrativo è opportuno analizzare l’art. 1 c. 1-bis l. 241\1990. Questa

prescrizione stabilisce che la pubblica amministrazione, nell’adozione di atti di

natura non autoritativa agisce secondo le norme di diritto privato a meno che la

legge disponga diversamente. La norma se intesa in senso letterale sembra:

consentire che l’azione amministrativa sia retta da norme di diritto privato, e non

soltanto che l’amministrazione usi strumenti privatistici, come è naturale che faccia

in quanto soggetto dotato di capacità di diritto privato; individuare nel carattere

dell’autoritatività la linea di confine tra attività amministrativa retta dal diritto

amministrativo e attività retta dal diritto privato; limitare l’area dell’applicazione del

diritto privato al settore degli atti non autoritativi, dove si ripete che

l’amministrazione agisce con la capacità di diritto privato senza i limiti connessi

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r.d.1994

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'amministrazione
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher r.d.1994 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Maccarrone Laura.

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