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precedente al 1993 la Giunta era emanazione del Consiglio in quanto vigeva un sistema assimilabile alla forma di

governo Parlamentare. Ora il Presidente eletto dal popolo nomina la Giunta dando origina a un “sistema presidenziale”

mentre nello Stato la forma di Governo e di tipo parlamentare (l’assemblea elegge l’esecutivo).

PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETA’ ORIZZONTALE o sociale: l’ultimo comma dell’art 118 della Cost; riferito ai

rapporti tra pubblici e privati. I pubblici poteri favoriscono l’autonoma iniziativa dei singoli e associati per lo

svolgimento di attività di interesse generale. L’esempio può trovarsi nel volontariato (lega ambiente, Italia nostra).

Ora non è più solo il settore pubblico a portare interessi collettivi ma anche il singolo; con ciò si ha una limitazione

della sfera pubblica permettendo al privato di intervenire, il pubblico interviene quando il privato non è in grado.

Questo principio può avere implicazioni nel mondo imprenditoriale (nel campo telefonico si ha la gestione da parte di

cinque grandi società private che lavorano nell’ambito del pubblico servizio; lo Stato potrebbe un giorno prendere il

posto del privato? No, anche se bisogna ricordarsi che esiste ancora l’art 43 Cost.).

Il principio di sussidiarietà orizzontale ha avuto una forza espansiva rispetto a quello per cui è nato portando ad una

limitazione del pubblico più di quanto preventivato. Le attività di interesse generale di cui si parla nell’art 118 Cost.

hanno una coincidenza parziale con l’interesse generale del primo comma, quest’ultimo si riferisce a tutte le funzioni

amministrative mentre la prima si estende a tutti i settori che non si identificano in funzioni amministrative. Dietro

questo principio di sussidiarietà orizzontale ci sono una serie di associazioni che operano nel quotidiano.

L’AMMINISTRAZIONE FUORI DAI PUBBLICI POTERI

Vi sono anche una serie di attività amministrative affidate ai privati, intesi come soggetti estranei alla organizzazione

pubblica. Le funzioni amministrative affidate ai privati venivano chiamate da Giannini MUNERA. I munera potevano

essere di tre tipi:

-munera legali quando è la legge che attribuisce l’esercizio di funzioni pubbliche ai soggetti privati (es. notai);

-munera necessitati quando la legge stabilisce che in determinate circostanze di particolare necessità un privato sia

chiamato a svolgere funzioni di carattere pubblico (es. commissari di Governo);

-munera convenzionali quando le funzioni amministrative vengono affidate ai privati dalla stessa pubblica

amministrazione (es. opere pubbliche su concessione).

Queste attività private sono soggette al regime pubblicistico del diritto amministrativo; i munera

convenzionali nell’esperienza pratica sono quelli più presenti, questo fenomeno sta alla base della

cd. Privatizzazioni dove i privati nell’esercizio del servizio opera in rapporti con il settore pubblico

mediante convenzioni che rientrano appunto nella figura dei munera.

CONCETTO DI PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Nella parola amministrazione si insediano numerosi significati, i principali sono due: amministrazione inteso some

attività, amministrazione intesi come soggetti.

P.a.→ soggetto

p.a.→ attività PUBBLICA AMMINISTRAZIONE SOGGETTO: L’ORGANIZZAZIONE

Organizzazioni pubbliche deputate all’esercizio dell’amministrazione come attività; sono individuate dalla legge in

quanto si organizzano in modo differente da quelle di diritto comune seguendo invece le norme di diritto pubblico. In

alcuni casi si identificano con i pubblici poteri ; in altri casi solo alcune organizzazioni possono in ambito statale dirsi

pubblica amministrazione in quanto possono essere deputate ad altre funzioni di governo. A volte hanno personalità

giuridica (pubblica) in altri casi no, dove sono parti di una organizzazione più ampia che ha personalità giuridica: lo

Stato. Al di là dei pubblici poteri vi sono altre P.a. dotate di personalità giuridica che sono gli enti pubblici (sono

sempre emanazione dello Stato o di altro pubblico potere).

Che cosa è un organizzazione? Questa è una nozione sociologica che corrisponde ad un insieme coordinato di uomini e

mezzi destinato allo svolgimento di determinati compiti. Le organizzazioni sono sempre serventi di interessi collettivi.

Possono essere più o meno complesse, strutturate in strutture minimali interne che costituiscono organizzazioni dentro

le organizzazioni, questo sono gli uffici intesi come una componente dell’organizzazione complessiva. Ogni ufficio si

identifica nei suoi compiti e ha una sua responsabilità; nelle organizzazioni più complesse gli uffici sono suddivisi in

altri uffici. Si ha una organizzazione in modelli piramidali, i modelli possono sempre essere semplificati. Si pone

sempre un problema di rapporti che devono coesistere per il raggiungimento di un fine, questi sono i cd rapporti

intersoggettivi. I rapporti intersoggettivi possono essere di due tipi:

-rapporti orizzontali che si hanno tra i vari uffici, questo rapporto è di pariordinazione;

-rapporti verticali che si hanno tra uffici sovrapposti o sottoposti, questo rapporto può essere sovraordinazione o

subordinazione.

Nell’ambito di questi modelli si pongono dei problemi di interazione: nei rapporti di pariordinazione si ha il

coordinamento; nei rapporti di sovraordinazione e subordinazione opera la gerarchia.

Il compito complessivo dell’organizzazione è definito come missione (insieme di compiti attribuiti a ciascuna

organizzazione), la missione si ha anche per gli uffici e la sommatoria delle missioni dei vari uffici da la missione della

organizzazione.

Nell’ambito di una organizzazione i compiti di ogni ufficio confluendo nel compito globale necessitano di una coerenza

nell’ambito dell’organizzazione, a tal fine è sempre presente un disegno organizzativo che disponga gli uffici e le

relazioni di ogni ufficio.

Gli uffici fondamentalmente sono di due tipi:

-meri uffici che rilevano solo internamente all’organizzazione;

-uffici organi che esprimono atti giuridici produttivi di effetti verso l’esterno in virtù del rapporto organico (volontà

dell’ente).

Per gli uffici organi si pone il problema delle modalità con cui si produce la sua volontà e il problema di individuare le

persone fisiche che sono titolari dei potere dell’ufficio. La titolarità dell’organo ha il fine di poter individuare il

soggetto. Gli organi si individuano in:

-organi monocratici dove il titolare è una sola persona fisica (rettore dell’università);

-organi collegiali dove la titolarità è affidata a una pluralità di persone fisiche chiamate a operare come collegio. Qui

si pone il problema di esprimere una volontà unitaria del collegio, attraverso le regole della collegialità si riesce a

concretizzare una volontà unitaria (questo è un problema che rileva solo per l’organo e non per i meri uffici).

Per gli organi si pone sempre il problema della titolarità formale, questa titolarità è retta da regole giuridiche precise che

servono all’individuazione delle persone fisiche. Anche per il mero ufficio c’è il problema di determinare le persone

fisiche preposte ma in questo caso il rilievo è meramente interno in quanto i suoi uffici non producono effetti esterni, in

ciò si identifica la preposizione delle persone fisiche ai meri uffici.

In ogni organizzazione si pongono due problemi: problematica del personale e problematica delle risorse finanziarie

(contabilità); queste sono le due parti della legislazione delle organizzazioni. Legislazione che cambia a seconda che

siamo di fronte a una organizzazione pubblica o privata in quanto le regole applicabili sono differenti (es. lavoro

pubblico e lavoro privato).

Come s’identifica un’organizzazione pubblica:

1) si ha un’organizzazione pubblica quando ad essa si applica una disciplina differenziata rispetto a quella del

diritto comune, questa disciplina è formata da norme di diritto pubblico, questo è il fenomeno della

predeterminazione normativa (comma 4 bis art 17 della l. 400/1988 come modificato dalla l. 59/1997).

L’oggetto delle organizzazioni di governo è sottoposta a normazione (indipendentemente dal fatto che sia di

carattere legislativo o normativo) ascritte al diritto pubblico e tutte cogenti

2) le organizzazioni pubbliche per quanto concerne la loro organizzazione (il personale e la contabilità) sono

disciplinate dalla legge, art. 97 Cost., non significa che siano rette esclusivamente dalla legge ma una parte

dell’organizzazione lo è, la parte che non è disciplinata dalla legge è disciplinata dal regolamento. La

normazione regola l’organizzazione sotto molteplici punti di vista, prevedendone anche la missione

complessiva e la missione dei singoli uffici Da questo elemento il carattere della rigidità delle organizzazioni

pubbliche.

Si hanno due nozioni fondamentali, una riguardo alla organizzazione e una riguardo agli organi: la legge individua la

missione complessiva dell’organizzazione definendola attribuzione questo concetto è importante quando rileva che un

atto rientra o meno nelle attribuzioni di una organizzazione per portarlo o meno alla sua nullità; altro concetto è quello

relativo all’organo e chiamato competenza, esso implica i compiti e le funzioni attribuiti nell’ambito

dell’organizzazione ai singoli organi che la compongono (in ambito universitario è il consiglio di facoltà l’organo

competente a riempire un posto in una cattedra resosi libero e non un altro organo); ogni organo ha le sue competenze.

Per i meri uffici non si può parlare di competenza perché non sono dotati di rilevanza esterna (Art 97 Cost.).

Nell’ambito delle organizzazioni vi sono rapporti che interagiscono tra loro e occorre assicurare una certe coerenza

globale nei rapporti di tipo verticale come in quelli di tipo orizzontale. I rapporti verticali sono condizionati da due

attività: l’ordine dove si determina in toto l’attività dell’ufficio subordinato il quale non può far a meno di adempiere,

questo sistema è tipico delle organizzazioni gerarchizzate; la direzione dove il sovraordinato da indicazioni al

subordinato che ha comunque una vasta discrezionalità sui mezzi, questo strumento costituisce il tessuto connettivo di

tutta la p.a. Per quanto riguarda i rapporti orizzontali l’attività svolta è il coordinamento che spesso viene attribuito ad

un ufficio di equiparazione che però non vincola gli altri uffici che sono liberi o meno di aderire alle indicazioni di

questo particolare e distinto ufficio (es. il preside nei confronti dei professori nella organizzazione dell’università).

Nelle organizzazioni pubbliche ciascun organo ha la sua competenza, è cioè titolare di una serie di poteri e facoltà di

tipo giuridico. Ciò implica che è quell’organo che deve provvedere a quel determinato atto, tuttavia vi sono degli

strumenti per derogare la competenza, questi strumenti sono essenzialmente tre:

1. AVOCAZIONE dove il titolare della competenza subisce una avocazione dei poteri da parte dell’ufficio

sovraordinato , questo istituto è però ormai desueto ma si trova ancora spesso nelle organizzazioni

gerarchizzate;

2. DELEGAZIONE un organo attribuisce per un dato periodo la sua competenza ad un altro organo sovra/para

ordinato attraverso un atto amministrativo chiamato delega. Il delegante mantiene un potere di direzione e di

revoca ogni qual volta lo voglia. Questo strumento è fortemente usato (es. sono i Ministeri senza portafoglio

che hanno una delega da parte del Presidente del Consiglio ). Il responsabile nei confronti di terzi è il

delegante, salvo i particolari dell’antico istituto della delega di firma che è una delega che si esprime

dall’interno dello Stato dove la si delega solo la firma e non il contenuto dell’atto, in questo particolare caso la

responsabilità è del delegante

3. SOSTITUZIONE questo istituto ha avuto applicazione anche in Costituzione all’art 120, 2° comma. Si tratta di

emanare atti dovuti per legge da parte di un determinato organo amministrativo che non viene emanato, in tal

caso l’organo subordinato ha il potere (dovere) di sostituirsi all’organo inadempiente e adottare quell’atto

stesso. Elementi necessari per usufruire di questo istituto sono: la doverosità dell’atto, l’inadempienza,

l’accertamento con diffida dell’inadempienza.

Rapporto tra politica e amministrazione

Nelle organizzazioni pubbliche si è instaurato un principio di distinzione tra competenze proprie

degli organi di direzione politica e la competenza degli organi burocratici. Le organizzazioni

pubbliche con competenze politiche hanno una titolarità scelta dalla collettività, sia direttamente

che indirettamente, attraverso pubbliche elezioni e per questo sono organi a titolarità politica. A

fianco a questi abbiamo altri organi a titolarità professionale (generalmente scelti in base a pubblici

concorsi). Questa distinzione è propria dei pubblici poteri, in altre organizzazioni la distinzione non

è predicabile o comunque si connota diversamente. A tal fine rilevante è il T.U. sul pubblico

impiego n° 165 del 2001 dove si è stabilito il principio di distinzione tra gli organi di direzione

politica (funzioni di programmazione, indirizzo e controllo) e le organi professionali (funzione di

gestione amministrativa) rendendo così distinti gli ambiti di applicazione.

PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO e L. 241/1990

Serie di atti e fatti coordinati tendenti alla produzione di effetti.

L’attività amministrativa ha fini prestabiliti dalla legge ed è retta da criteri di:

3) EFFICACIA attitudine dell’atto a produrre effetti giuridici;

4) ECONOMICITA’ raggiungere lo scopo con il minor dispendio di mezzi (non solo economici);

5) PUBBLICITA’ conoscibilità all’esterno dell’attività amministrativa, si basa su principi di trasparenza e

partecipazione.

FASI: f. INIZIATIVA

g. ISTRUTTORIA

h. DECISIONALE

i. INTEGATIVA D’EFFICACIA

1) L’apertura del procedimento indica il momento in cui si instaurano rapporti di diritto pubblico con soggetti

terzi portatori di interessi legittimi. L’apertura può avvenire o istanza di parte dove il soggetto chiede

l’esercizio del potere amministrativo, o a iniziativa d’ufficio previsti per legge per la cura di interessi pubblici.

2) RELAZIONE - N. 6844-A

TESTO TESTO

della proposta di legge della Commissione

Art. 1. Art. 1.

(Finalità). (Finalità).

1. La presente legge detta norme generali 1. La presente legge detta

in materia di attività amministrativa. disposizioni che hanno valore di

Resta ferma la disciplina stabilita dalle princìpi generali dell'ordinamento in

leggi di settore, compatibili con i princìpi materia di attività amministrativa.

stabiliti dalla presente legge, che hanno Resta ferma la disciplina stabilita

valore di princìpi generali dalle disposizioni di settore

dell'ordinamento. compatibili con i princìpi stabiliti

dalla presente legge.

Art. 2. Art. 2.

(Attività amministrativa (Attività amministrativa

di diritto privato). di diritto privato).

1. Salvi i casi di poteri amministrativi 1. Salvi i casi di poteri amministrativi

espressamente conferiti da leggi o da espressamente conferiti da leggi o da

regolamenti, le amministrazioni pubbliche regolamenti, le amministrazioni pubbliche

agiscono secondo le norme del diritto agiscono secondo le norme del diritto

privato. privato. In ogni caso le

amministrazioni pubbliche agiscono

per la realizzazione dei pubblici

interessi.

Art. 3. Art. 3.

(Provvedimento (Provvedimento

amministrativo). amministrativo).

1. Nell'esercizio di poteri amministrativi, Identico.

le amministrazioni pubbliche agiscono

mediante procedimenti amministrativi

secondo la disciplina stabilita dalle leggi e

dai regolamenti.

2. Per la disciplina generale del

procedimento amministrativo si applicano

le disposizioni della legge 7 agosto 1990,

n. 241, e successive modificazioni.

Art. 4. Art. 4.

(Comunicazione). (Comunicazione).

1. Il provvedimento amministrativo è 1. Salve espresse deroghe previste

comunicato integralmente e dalla legge, il provvedimento

personalmente ai destinatari nelle forme amministrativo è comunicato

stabilite dalle leggi e dai regolamenti integralmente ai destinatari nelle

vigenti nell'ambito di ciascuna forme stabilite da disposizioni

amministrazione interessata, salve legislative e regolamentari.

espresse deroghe previste dalla legge.

2. Resta fermo quanto disposto 2. Identico.

dall'articolo 3 della legge 7 agosto 1990,

n. 241.

3. Salva espressa deroga stabilita dalla 3. Salvo che la legge disponga

legge, l'efficacia del provvedimento si diversamente, il provvedimento

produce nei confronti dei destinatari, ad acquista efficacia nei confronti dei

avvenuta comunicazione. destinatari con la comunicazione. Il

provvedimento può contenere una

motivata clausola di immediata

efficacia ed esecutività.

Art. 5. Art. 5.

(Esecuzione (Esecuzione

d'ufficio). d'ufficio).

1. Il provvedimento amministrativo che 1. Il provvedimento amministrativo che

produce obblighi o limitazioni nella sfera produce obblighi o limitazioni nella sfera

giuridica di terzi è eseguito giuridica di terzi è eseguito

coattivamente, senza necessità di una coattivamente, senza necessità di una

previa pronuncia dell'autorità giudiziaria, previa pronuncia dell'autorità giudiziaria,

solo nei casi e nei modi indicati dalla nei casi e nei modi indicati dalla legge.

legge.

2. Il procedimento di esecuzione d'ufficio 2. Identico.

di obblighi fungibili è disciplinato dalle

amministrazioni interessate con

normativa regolamentare sulla base dei

princìpi stabiliti dalla legge.

3. Il provvedimento amministrativo che 3. Il provvedimento amministrativo che

produce obblighi fungibili è eseguito dal produce obblighi fungibili è eseguito dal

soggetto interessato nel termine e soggetto interessato nel termine e

secondo le modalità stabiliti dallo stesso secondo le modalità stabiliti dallo stesso

provvedimento. In caso di acclarato provvedimento. Quando

inadempimento, il provvedimento, previa l'amministrazione competente

comunicazione, è eseguito d'ufficio a accerta l'inadempimento, il

spese dell'obbligato. provvedimento, previa motivata

comunicazione, è eseguito d'ufficio a

spese dell'obbligato.

Art. 6. Art. 6.

(Sospensione). (Sospensione).

1. L'efficacia ovvero l'esecuzione del 1. L'efficacia ovvero l'esecuzione del

provvedimento può essere sospesa, in provvedimento può essere sospesa, in

presenza di gravi ragioni, dallo stesso presenza di gravi ragioni, dallo stesso

organo che lo ha emanato o da altro organo che lo ha emanato o da altro

organo previsto dalla legge. organo al quale la legge attribuisce

tale potere; è sempre indicata la

durata della sospensione, che non

può in ogni caso essere superiore a

sei mesi, con facoltà di proroga per

una sola volta, salvo che sia

diversamente disposto da norme

speciali.

Art. 7. Art. 7.

(Revoca). (Revoca).

1. Il provvedimento amministrativo ad 1. Il provvedimento amministrativo ad

efficacia durevole può essere revocato efficacia durevole può essere revocato

dallo stesso organo che lo ha emanato dallo stesso organo che lo ha emanato

ovvero da altro organo previsto dalla ovvero da altro organo al quale la legge

legge, per sopravvenuti motivi di attribuisce tale potere, per

interesse pubblico ovvero in presenza di sopravvenuti motivi di interesse pubblico

mutate situazioni di fatto. ovvero in presenza di modifica dei

presupposti di fatto.

2. Le amministrazioni provvedono Soppresso.

alla liquidazione di un indennizzo a

favore del soggetto nei cui confronti

il provvedimento di revoca produce

effetti, in relazione ad eventuali

pregiudizi verificatisi in danno di

questi. Art. 8. Art. 8.

(Nullità). (Nullità).

1. E' nullo il provvedimento 1. E' nullo il provvedimento

amministrativo: amministrativo:

a) che è stato adottato in carenza della a) che è stato adottato in carenza della

forma richiesta ad substantiam; forma richiesta ad substantiam da legge

o regolamento;

b) che è stato adottato da un ente

pubblico locale incompetente per

territorio;

c) che è stato adottato in violazione

delle norme sulla ripartizione delle

competenze tra gli organi di direzione

politica e gli organi amministrativi;

b) che è stato adottato in carenza di d) identica;

oggetto o contenuto determinati o

determinabili;

c) che è destinato a soggetto inesistente. e) identica.

2. E' altresì nullo il provvedimento 2. Identico.

amministrativo nei casi indicati dalla

legge. Art. 9. Art. 9.

(Annullabilità). (Annullabilità).

1. E' annullabile il provvedimento viziato 1. Identico.

per incompetenza, adottato in

violazione di norme imperative, o viziato

per eccesso di potere.

2. E' viziato per incompetenza il 2. E' viziato per incompetenza il

provvedimento adottato da organi di provvedimento adottato da organi di

amministrazioni pubbliche diverse da amministrazioni pubbliche diverse da

quelle alle quali il relativo potere è quelle alle quali il relativo potere è

attribuito, salva la violazione di norme attribuito.

sulla competenza degli organi di

direzione politica stabilite dalla legge.

3. Non è annullabile il provvedimento 3. Identico.

adottato in violazione di norme sul

procedimento o sulla forma il cui

contenuto non avrebbe potuto essere

diverso da quello in concreto adottato.

4. Resta salva la facoltà di 4. Identico.

regolarizzazione, anche in pendenza di

ricorso giurisdizionale.

5. All'annullamento del provvedimento 5. All'annullamento del provvedimento

amministrativo può provvedere d'ufficio amministrativo può provvedere d'ufficio

l'organo che lo ha emanato ovvero altro l'organo che lo ha emanato ovvero altro

organo previsto dalla legge, salva organo previsto dalla legge, salva

convalida dello stesso, laddove ne convalida ovvero conversione dello

ricorrono i presupposti. stesso, laddove ne ricorrono i presupposti.

6. La retroattività dell'annullamento non 6. La retroattività dell'annullamento

coinvolge gli atti successivi a quello si estende agli atti successivi a quello

annullato non legati ad esso da un sicuro annullato legati ad esso da un diretto

rapporto di causalità. rapporto di causalità.

Art. 10. Soppresso.

(Conversione).

1. Il provvedimento amministrativo

nullo o annullabile può produrre gli

effetti di un provvedimento diverso,

del quale contenga i requisiti di

sostanza e di forma.


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flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto del testo Diritto amministrativo – Nozioni essenziali. Gli argomenti trattati sono i seguenti: l’aspetto storico della Pubblica Amministrazione, le fonti del diritto amministrativo, il principio di sussidiarietà orizzontale, le funzioni amministrative (i munera legali, necessitati, convenzionali), le fasi del procedimento amministrativo ( la fase iniziativa, istruttoria, decisionale e integrativa d’efficacia).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Cerulli Irelli Vincenzo.

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