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Antropologia culturale

Contributi di Taylor

Fra gli autori più importanti ricordiamo Taylor (1832-1917), che considera sinonimi la cultura e la civiltà, affermando che la cultura ha due accezioni:

  • Cultura: Persona con conoscenze che contribuiscono alla formazione della personalità;
  • Cultura: L'insieme complesso delle pratiche materiali tradizionali e conoscenze che caratterizzano una società o un gruppo sociale.

Taylor si dedicò alla religione e, insieme a Spencer, si occupò dell'animismo: una forma di religione nella quale si attribuisce a tutti gli esseri viventi un’anima che sopravvive anche dopo la morte. È la religione più primitiva di una società. Basti pensare che gli uomini di un tempo credevano che anche con lo starnuto l’anima potesse uscire dal corpo; per questo si augura una buona salute. Anche oggi questa risposta è utilizzata, solo con un significato totalmente diverso, quindi alcuni riti sopravvivono col tempo però assumono un diverso significato.

Contributi di Spencer

Un altro importante personaggio fu Spencer, un filosofo che pubblicò "Ipotesi di sviluppo, principi evoluzionistici", precedendo l’opera di Darwin. Spencer si occupa di tutto, principi etici, pianeti, biologia. Tutti i fatti naturali e sociali si svolgono nel tempo attraverso gli stessi principi, i quali si trasformano dal semplice al complesso. Il primitivo, infatti, non è un qualcosa in ordine di tempo, ma in ordine evolutivo (cultura materiale). Taylor pensava che esistessero popoli inferiori e popoli superiori, nel senso che la storia del genere umano poteva essere rappresentata da una linea ascendente che passava dalle forme più semplici a quelle più complesse di organizzazione.

Taylor afferma che i popoli selvaggi sparsi per i continenti erano rappresentati dagli stati precedenti della storia umana e che potevano rappresentare la vita degli uomini preistorici.

La sopravvivenza delle credenze

Sopravvivenza: Una credenza, un’idea, una pratica, il cui significato col tempo si è perso, ma continua a sopravvivere perché esisteva già in passato ("qualcosa fuoriposto", privo di relazione con altri elementi della cultura). Le culture e le società primitive erano importanti realtà per l’antropologia. L’evoluzione culturale immaginata dagli antropologi di quest’epoca non prevedeva che tutti i popoli della terra dovessero seguire la stessa linea di sviluppo. Taylor pensava che solo in linea generale si poteva parlare di evoluzione.

Contributi di Frazer

Un altro importante autore di questo periodo fu Frazer, che nella sua opera "Il ramo d’oro" sosteneva che la magia nacque per la necessità dell’uomo di spiegarsi i fenomeni naturali. Inoltre, afferma che la magia era un controllo sulla natura. Con il fallimento della magia, si passa alla religione, dove gli uomini personificano le forze naturali, così nascono le divinità. Secondo Frazer, nella sua opera ci fu una crisi della certezza da parte dell’uomo primitivo.

  • Principi: Imitativo: il simile produce il simile. La legge del contatto: le cose che sono state a contatto continuano a stare a contatto.

Contributi di Morgan

Morgan è l’iniziatore dell’antropologia della parentela. Studia l’argomentazione dei sistemi di parentela nelle diverse culture. La classificazione di Morgan è molto diversa da quella degli studiosi del tempo; sono osservazioni fatte da lui stesso. In alcuni scritti, fa capire che vi sono delle concezioni dei nativi, quella positiva e quella negativa. Le due diverse concezioni nascono in conseguenza al diverso modo in cui i politici e gli intellettuali americani di allora cercarono di presentare gli Stati Uniti. L’indiano era un nemico o colui che impediva al bianco di espandersi. Vi era un problema di natura giuridica.

Secondo Jefferson, che nutriva sentimenti benevoli verso i pellerossa, se i pellerossa avessero abbandonato l’economia basata sulla caccia per passare all’agricoltura, avrebbero potuto entrare a far parte della nazione civile americana, mantenendo i diritti di suolo. Morgan si sofferma sulla popolazione degli Irochesi: "La lega degli Irochesi" fu il primo lavoro importante di Morgan, scritto nel 1851. Morgan fornì una descrizione dell’organizzazione socio-politica delle sei nazioni della federazione Irochese. Si soffermò sui sistemi di parentela indiani e sul sistema di relazioni che le sei nazioni irochesi intrattenevano fra loro.

Morgan fu colpito dal fatto che ognuno di questi gruppi si trovava in relazione con tutti gli altri a causa di un complesso sistema di parentela. Ognuna di queste nazioni era divisa in un certo numero di tribù, ciascuna designata da un nome di un animale. I loro membri si ritenevano discendenti da uno stesso antenato, perciò erano detti "fratelli" (gli appartenenti alla tribù del lupo si ritenevano fratelli). Ciò, secondo lo studioso, era un efficace sistema di mantenimento delle relazioni pacifiche tra le nazioni irochesi; in caso di conflitto, sarebbe stato un conflitto tra "fratelli". Erano popoli legati da valori comuni con un sistema di organizzazione sociale, democratico e ugualitario.

Paragonò il sistema della federazione irochese all’organizzazione greca. L’idea di Morgan era infatti che la democrazia americana avrebbe potuto dimostrare la sua superiorità nei confronti di tutte le altre, solo qualora fosse stata in grado di risolvere il "problema indiano". Di fronte alla minaccia della scomparsa degli indiani delle riserve, Morgan propone una politica di assimilazione attraverso l’assegnazione di terre e l’educazione dei giovani. Lo studio delle culture indiane veniva favorito dalla creazione di istituzioni preposte alla documentazione della vita delle popolazioni native.

Morgan studiando anche altre popolazioni talmente estranee a quella irochese, aveva un linguaggio molto simile. Un individuo chiamava il fratello di suo padre, “padre” e la sorella della madre, “madre”. I figli del fratello del padre erano “fratelli/sorelle” e lo stesso valeva per i figli della sorella della madre. Trovare due popolazioni distinte geograficamente, con un vocabolario simile, per Morgan significava stabilire relazioni storiche tra quelle popolazioni. Un sistema di parentela e relazioni storiche sono soggette a minori cambiamenti rispetto al linguaggio e al vocabolario.

Le ricerche di Morgan si mossero in due direzioni:

  • Sistemi di parentela nordamericani
  • Sistemi di parentela extraamericani

I risultati delle ricerche di Morgan fanno parte di una delle più grandi opere dell’antropologia. Nella sua opera parla di due gruppi: gruppi consanguinei (sangue) e gruppi affini (matrimonio). Il sistema classificatore: irochesi, i parenti consanguinei in linea collaterale non vengono distinti da quelli in linea diretta (rapporto parentale). Il sistema descrittivo: popoli europei, consanguinei in linea collaterale vengono distinti da quelli in linea diretta (Rapporto politico).

Per Morgan la fase classificatoria rappresenta lo sviluppo di un processo evolutivo. I sistemi classificatori e quelli descrittivi sarebbero stati caratteristici di due tipi di società. I sistemi classificatori di un’organizzazione sociale basati sui rapporti di parentela. Quelle invece di tipo descrittivo è fondata sui rapporti di tipo politico. In effetti, Morgan precisò, in mancanza di leggi qualificate o di uno stato in grado di assicurare i diritti degli individui, non vi è legame. Le stesse differenze esistenti tra i vari sistemi classificatori venivano considerate da Morgan come differenze che segnavano le fasi di un processo evolutivo di trasformazione. In effetti, lo schema che riassume le tappe dell’evoluzione della famiglia, contenuto nella sua opera (1871), mostra chiaramente che lo sviluppo della famiglia alla base della società, veniva messo in relazione al processo di sostituzione dalla classificatoria a quella descrittiva.

Secondo Morgan i termini di parentela riflettevano la natura della relazione sociale (questo non vuol dire che se un irochese chiamava il fratello del padre, “padre”, con egli aveva lo stesso atteggiamento). Era una sopravvivenza di un’epoca caratterizzata dall’istituzione della poliandria adefilfica, ossia l’unione della donna con più fratelli. Le terminologie di parentela potevano essere dunque delle sopravvivenze e come tali potevano essere utilizzate nella ricostruzione delle fasi dello sviluppo storico. La comparsa della società politica, all’interno della quale i rapporti di parentela tendevano a perdere la loro funzione dominante a vantaggio dei rapporti fondati sul consenso e territorialità, era secondo Morgan però indissociabile dalla comparsa dei diritti di proprietà sulla terra.

Con la comparsa della civiltà la protezione dello stato sostituiva quella fornita dal gruppo di parenti, ma con maggiore efficacia i diritti di proprietà avrebbero influenzato il sistema di relazione fra individui. La proprietà privata per Morgan era l’unico fattore in grado di spiegare la sostituzione di un sistema classificatorio da parte di uno descrittivo. Morgan pubblicò "Antica società" (1877), affrontò lo studio di alcune grandi tematiche, quali i significati delle terminologie di parentela, lo sviluppo dell’idea di governo e lo sviluppo dell’idea di proprietà e una dimensione generale relativa all’evoluzione delle culture e delle società umane. Tale evoluzione poteva essere compresa una volta che si fosse stabilito un certo numero di periodi detti etnici, ciascuno dei quali rappresentava una distinta condizione della società e distinguibile per un modo di vivere a lei riservata.

La successione era: selvaggio, barbaro, civilizzato con l’aggiunta di sottoperiodi inferiore, intermedio, superiore. Queste espressioni erano rappresentative del diverso grado di progresso caratteristico di ciascuna fase storica.

In tal modo le invenzioni e le scoperte che per Morgan erano tra di loro in un rapporto, oltre a costituire delle tecniche di sussistenza venivano ad essere considerate come gli indici del progresso caratteristico di ciascuna fase storica e pertanto come elemento espressivo di ognuna di esse. Le linee del progresso umano corrispondevano a un’idea dell’America come “laboratorio dello storico”. La storia dell’America forniva non solo la chiave di lettura della successione delle grandi epoche della storia umana coincidenti ognuna con una tecnica di sussistenza, ma essa offriva un’immagine di progresso materiale.

La sussistenza, il governo/istituzione, il linguaggio, la famiglia, la religione, la vita domestica, la proprietà hanno codificato dei tratti, degli elementi che rendono comparabili ad altre società. Si sceglieva questa scala per la comparazione.

Contributi di Durkheim

Durkheim (La riflessione francese sulle società primitive) La sociologia era una disciplina derivata dalla filosofia positiva di Comte. Il pensiero di Comte, attraverso la legge dei tre stadi (Teologico, Metafisico, Positivo), faceva approdare l’umanità alla fase finale, rappresentata dalla società capitalistico-industriale dell’800, non era in grado di rendere ragione dei fenomeni di massa emergenti dalle nuove condizioni sociali, politiche ed economiche della Francia.

Durkheim si muove nell’ambito positivista e non ha differenza con gli autori precedenti. I fatti che studiano società e cultura sono studiati come fenomeni scientifici. Taylor fa una distinzione fra fatti culturali e quelli naturali. Durkheim usa un metodo comparativo ma afferma che i criteri evoluzionisti, in antropologia, non hanno prodotto risultati accettabili. Approfondisce anche egli la religione, ma non cerca le origini, bensì si concentra su un altro problema, cioè: che cosa hanno in comune le religioni fra loro? Elimina le varie differenze per comparare i tratti simili. Nel 1893 pubblica la tesi di dottorato "La specializzazione del lavoro", viene definita da Durkheim come l’insieme delle credenze dei sentimenti comuni alla media dei membri di una stessa società. In tutte le società possedevano una coscienza collettiva.

Nella sua tesi introduce i concetti di solidarietà meccanica e solidarietà organica. Dove la vita sociale occupa ogni spazio della vita del singolo determinandone le scelte e i sentimenti, la coscienza collettiva riflette l’esistenza di una solidarietà di tipo meccanico che lega fra loro gli individui. Nelle società caratterizzate da solidarietà meccanica, la coscienza collettiva è forte tanto da essere coesiva. In questo modo l’individuo risultava meccanicamente guidato dalle norme sociali.

Nelle società dove prevaleva la tendenza del singolo individuo a differenziarsi dal resto del gruppo, si parla di solidarietà organica. Dove la vita sociale occupa ogni spazio della vita del singolo determinandone le scelte e i sentimenti, la coscienza collettiva riflette l’esistenza di una solidarietà di tipo meccanico che lega fra loro gli individui. Nella società caratterizzata da solidarietà meccanica l’individuo risultava meccanicamente guidato dalle norme sociali. Nelle società dove prevale la tendenza del singolo individuo a differenziarsi dal resto del gruppo, si parla di solidarietà organica. Gli individui si riconoscono nella comunità grazie ad atti di adesione volontaristica; la coscienza collettiva tende ad occupare spazi più ristretti ma non meno efficaci dal punto di vista di un mantenimento di un’identità sociale comune.

Un lavoro molto importante e famoso di Durkheim è: "Le forme elementari della vita religiosa". Era un tentativo di elaborare una teoria generale della religione.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher deboraha.c2 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Petrarca Valerio.
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