Nascita dell'antropologia
1799 → Louis-Francois Jauffret fondò la Società degli Osservatori dell'uomo (société des observateurs de l'homme) → primi antropologi – con l'intento di paragonare costumi e abitudini delle popolazioni riportando "la luce" nei costumi moderni. Esso era un piano di ricerca nel quale lo studio dell'uomo si delinea come sapere empirico e come disciplina teorica e infine come studio comparato. Prima della società esistevano solo resoconti di viaggi da parte di esploratori e soldati, ma nessuno poteva essere identificato come progetto scientifico.
1578 → Jean de Léry: pubblica un trattato del suo soggiorno tra i Tupi del Brasile.
1724 → Joseph-Francois Lafiteau: pubblica un trattato sui "Costumi dei selvaggi americani comparati con quelli dei tempi più antichi" → rappresenta l'inizio di una nuova scienza: etnologia – furono infatti descritti i costumi dei selvaggi americani (Uroni e Irochesi). In quest'opera egli adotta il metodo comparativo, sostenendo che molte delle credenze su questi popoli fossero sbagliate. Il metodo adottato distanziò l'opera da un'opera filosofica centrando il tema della religione.
Selvaggio: metafora polemica
Selvaggio: tema usato come strumento/metafora di polemica della società di quel periodo (Rousseau e Montaigne).
- Religione
- Battaglia antischiavista dei filantropi
- Critica del potere assolutistico di tipo monarchico
1792 → Prima Repubblica francese: idea di RAGIONE: elemento del potere. "Enciclopedia vivente" Pierre J. G. Cabanis → idea di scienza come servizio sociale, studio dell'uomo e della sua vita sociale → base dell'antropologia. Uomo → essere naturale e sociale dotato di ragione.
1798 → "Armée d'Orient" guidato da Napoleone: campagna d'Egitto. Studiosi che si imbarcano e affrontano uno studio sistematico dell'Egitto moderno "Description de l'Egypte" → nascita Egittologia. Nasce un senso di superiorità dell'Europa Cristiana, bianca, e tecnologicamente sviluppata, nei confronti di tutti gli altri popoli della Terra.
Osservare e confrontare
Osservare: proporre un metodo d'indagine consistente nell'uscire dall'esperienza più immediata e nota come quella derivante della conoscenza della propria società. Quindi principio del confronto con la differenza. Si crea un nuovo oggetto di studio e nuovo sapere. Studio dell'umanità = riconosciuto come socialmente utile (Jauffret).
1800 → Gérando scrive una nota per gli osservatori "Considerazioni sui metodi da seguire nell'osservazione dei popoli selvaggi" in cui si illustrano punti interessanti: (progetto filosofico in cui il filosofo doveva farsi "viaggiatore")
- Studio dei selvaggi al fine di conoscere le tappe della storia trascorsa dell'umanità
- Osservazione usi e istituzioni
- Risiedere con loro per lunghi periodi
- Comparare i loro costumi per meglio conoscere l'uomo come essere sociale e storico
Filosofi viaggiatori
Filosofo viaggiatore: non solo viaggia, ma pensa e cerca di correlare i dati dell'osservazione e di coordinarli in una teoria. 1805 → fine Société des Observateurs de l'homme per le condizioni politiche di quel periodo. Da scienza illuminista a dimensione tecnicista. Gli osservatori vennero definiti da Napoleone degli ideologi: coloro che si occupano soltanto di idee. Perdono la vena scientifica.
1821 → Joseph de Maistre "Le serate di San Pietroburgo": aveva denunciato la ragione illuminista come un empio atto di superbia da parte dell'uomo nei confronti del volere divino. De Maistre e altri intellettuali impersonavano l'ala più radicale e restauratrice di quella reazione romantica all'illuminismo che aveva avuto rappresentanti di grande rilievo (Chateaubriand – Herder).
Teoria della degenerazione
De Maistre sosteneva che l'idea di un progresso umano era un atto di vanagloria e di sfida all'ordine stabilito da Dio. Il selvaggio era rappresentante della degradazione dell'uomo a cui quest'ultimo era condannato a causa del peccato originale, e rappresentava l'esempio estremo della caduta dalla grazia divina: oggettivazione del peccato originale.
1832 → Watheley "Conferenze introduttive all'economia politica": aveva sostenuto il progresso non poteva essere concepito senza un esplicito intervento divino e che ai selvaggi era concesso progredire solo se aiutati da un'umanità già in possesso di una civiltà ottenuta per grazia divina. Con questa conferenza, voleva attaccare Smith il quale aveva posto nello stato selvaggio l'origine della divisione del lavoro e quindi dello sviluppo dell'economia.
Teoria del degenerazionismo
1854 → Watheley "On the origin of civilization":
- Tesi del degenerazionismo: nessuna prova del passaggio dallo stato selvaggio alla civiltà
- Nessun popolo selvaggio visitato a distanza di molti anni aveva dato prova di aver compiuto progressi per proprio conto
- La presenza di un qualche manufatto ritenuto di livello superiore allo standard della popolazione che lo possedeva era segno che la popolazione lo aveva ricevuto da un'altra di livello superiore.
Veniva negata l'idea che l'umanità fosse avanzata sul piano materiale e spirituale, unicamente in virtù delle proprie forze. Teoria della degenerazione: Idea che la storia dell'uomo fosse riducibile entro un arco di tempo delimitato dalla data della creazione del mondo ricavata dalla cronologia biblica e ufficialmente accettata dalla Chiesa d'Inghilterra il 4004 a.C.
Creazionismo vs evoluzionismo
1850 → Creazionismo vs Evoluzionismo
1850 → Darwin "L'Origine della specie": teoria rivoluzionaria della storia naturale. Proponeva una visione della storia della natura vivente secondo la quale le forme di vita si sarebbero trasformate in base ad un processo lento di mutazione dovuto al caso, all'influenza esercitata su di esse dall'ambiente e alla maggiore o minore capacità che gli esseri viventi avevano di adattarsi con successo a quest'ultimo. → VS CREAZIONISMO perché postulava la fissità delle specie viventi, e l'idea che ogni loro variazione fosse il frutto di un intervento estraneo ai processi e alle forze del mondo della natura.
Antropologia nell'800
1814-1815 → Congresso di Vienna: assetto politico inalterato per un secolo intero in Europa. Assetto destinato a dar vita a uno sviluppo economico, sociale e scientifico che l'Europa non aveva mai conosciuto in precedenza: incremento produttività industriale, sviluppo dei mercati, impresa coloniale e trionfo della borghesia. → processo di espansione del modo capitalistico di produzione.
'800 → la scienza apparve lo strumento in grado di assicurare all'umanità un destino di felicità e di progresso e la sociologia, stadio ultimo del sapere positivo, come quella branca della scienza per mezzo della quale sarebbe stato possibile non solo comprendere gli oggetti di quel progresso sulla società ma anche guidarli. L'ottocento fu inoltre il secolo della sociologia – disciplina nata dalle domande che la società capitalistico-industriale rivolgeva a se stessa (maggiori rappresentanti: Comte in Francia e Spencer in Inghilterra).
La fiducia nel progresso materiale e sociale costituisce il quadro ideologico entro il quale viene organizzato il lavoro teorico della nascente antropologia. I primi antropologi il progresso era un modo per esprimere contemporaneamente le idee di cumulatività e di continuità culturale.
La Gran Bretagna nel XIX secolo
XIX secolo Gran Bretagna → rivoluzione nelle scienze della natura e nelle scienze dell'uomo. Geologia, biologia e archeologia: protagonisti dell'uniformismo/attualismo che ebbe un influsso decisivo sullo studio della società umana.
1830 → Charles Lyell "Principi di geologia": le sue teorie consistono nel fatto che essere cercando di fornire una spiegazione alternativa al creazionismo e di leggere, nell'attuale paesaggio terrestre, il risultato dell'azione uniforme di cause uniformi.
Darwin riprende l'ipotesi di Lyell sostenendo che l'evoluzione dell'origine della specie poteva essere spiegata sulla base degli stessi meccanismi che attualmente operano nei processi di differenziazione delle varietà animali addomesticati.
1865 → John Lubbock "Prehistoric Times": l'autore suddivide l'età della pietra in due periodi "paleolitico" e "neolitico". La sua opera contribuì a far circolare l'idea che la vita dei primitivi abitanti dell'Europa poteva essere paragonata a quella dei selvaggi contemporanei. Parallelismo tra "europeo primitivo" e "selvaggio contemporaneo" = assunto centrale dell'antropologia evoluzionista. Quanto più un popolo è organizzato, tanto più esso è avanti nella scala dello sviluppo che porta dallo stato selvaggio alla civiltà. Popoli selvaggi e barbari erano i rappresentati di particolari fasi/stadi evolutivi.
Antropologia evoluzionista
Lo sviluppo dell'antropologia moderna è essenzialmente legato allo spazio che progressivamente le teorie evoluzioniste in genere vennero acquistando nella mentalità e nell'immaginario medio della seconda metà dell'800.
Gran Bretagna della Regina Vittoria → culla dell'antropologia moderna. Durante il suo regno, la Gran Bretagna si impose come la maggiore potenza industriale, coloniale, militare e politica. I progressi in campo sociale furono ottenuti grazie allo sfruttamento delle colonie, delle loro risorse e delle loro popolazioni.
L'antropologia moderna nasce da un graduale affrancamento della speculazione filosofica e con la produzione di conoscenze empiriche cumulative relative alle popolazioni extra-europee e della stessa Europa.
Tylor (1832-1917) → definisce l'antropologia come "scienza del riformatore", questo per indicare l'idea che l'antropologia, con il suo sapere, poteva fornire un contributo utile a un'umanità bisognosa di riforme sul piano sociale, politico e culturale.
1871 → Tylor "Cultura primitiva": studio dedicato prevalentemente allo sviluppo delle idee religiose dallo stadio primitivo a quello moderno. Inoltre affronta l'idea stessa di evoluzione culturale e contiene la prima vera definizione antropologica di cultura.
"La cultura, o civiltà, intesa nel suo senso etnografico più ampio, è quell'insieme complesso che include le conoscenze, le credenze, l'arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacità e abitudini acquisita dall'uomo in quanto membro della società"
Non esistono popoli con cultura e popoli senza cultura. La cultura è un insieme complesso costituito da una serie di elementi che possiamo ritrovare ovunque. La cultura è acquisita: essa non è connaturata a una razza né si trasmette col sangue. La cultura è acquisita dall'uomo in quanto membro della società ossia: gli esseri umani ricevono la cultura della propria società, e siccome le società sono tante e diverse, esistono tante culture quante sono le società. → gli esseri umani sono soggetti culturali.
Il concetto di cultura
Il concetto di cultura non fa più riferimento solo all'individuo ma all'intera umanità e alle società che la compongono. Cultura → come insieme complesso: ovvero viene vista come una somma di più elementi: oggetti, azioni, simboli ecc. Questi elementi sono dentro la cultura e al tempo stesso la costituiscono. Gli insiemi, per quanto complessi, sono scomponibili nei loro elementi. → è qui che la cultura assume la valenza di concetto-chiave per l'antropologia evoluzionista → tentativo di ricostruire delle sequenze di sviluppo o di progresso come quelle auspicate dai tardo-illuministi riuniti nella Société des Observateurs de l'homme. Il concetto di cultura come era stato enunciato da Tylor, risultava adeguato al progresso evoluzionista e quest'ultimo poteva dispiegarsi avendo come riferimento tale concetto.
Come tutti i suoi contemporanei, anche Tylor pesava che esistessero popoli inferiori e popoli superiori: forme di organizzazione sociale più semplici e forme di organizzazione sociale più complesse e meglio organizzate. "La civiltà può essere considerata come un miglioramento generale dell'umanità per mezzo di una più alta organizzazione dell'individuo e della società al fine di promuovere la bontà. Il potere e la felicità dell'uomo".
Civiltà pensata come risultato di un processo cumulativo – Processo evolutivo pensato sulla base di una crescente complessità organizzativa – l'idea della vita sociale come mezzo atto a promuovere il progresso e quindi la ricchezza e la felicità di tutti gli uomini.
Antropologia e metodo comparativo
1881 → "Anthropology": Tylor sostiene che le tribù selvagge e barbare rappresentano più o meno gli stadi culturali attraverso i quali sono passati tanto tempo fa i nostri progenitori e che i loro costumi e le loro leggi spesso ci spiegano, il senso e le cause profonde dei nostri. Il concetto di stadio culturale fu ciò che permise a Tylor di inserire la definizione della cultura, in una rappresentazione complessiva della storia umana dai caratteri progressivi. Concepiva lo studio della cultura come fondato sullo stesso metodo delle scienze naturali.
Temi di riflessione dei primi antropologi:
- Religione: scontro tra creazionisti ed evoluzionisti → ansia e perplessità di un'epoca che vedeva messa in discussione l'autorità biblica, oltre che della chiesa, in materia di scienza della naturale e di origini umane.
- Parentela: si mescola l'interesse per l'evoluzione del diritto, la curiosità per lo strano modo in cui i parenti si chiamavano l'un l'altro nelle società diverse da quelle europee
L'antropologia sembra nascere in primo luogo come antropologia della religione. Animismo (Cultura primitiva): questo termine stava a indicare la credenza, tipica secondo Tylor dei popoli più primitivi, secondo la quale gli oggetti, anche quelli inerti, possedevano un'anima.
- Tema del sogno anima / spirito
- Tema del doppio: sdoppiamento della personalità
Il tema del doppio/anima poteva condurre un'esistenza indipendente dal corpo sia in vita che in morte. Dunque l'animismo era una nozione che permetteva a Tylor di definire in un solo colpo l'essenza dal pensiero mitico, magico e religioso e di distinguerlo, per opposizione, da quello scientifico e razionale. L'animismo costituiva dunque, nella sua forma originaria, una presenza ininterrotta dalla filosofia del selvaggio alla filosofia del moderno professore di teologia. Con l'accumularsi delle conoscenze, e quindi con l'emergere dal pensiero razionale, questa credenza, estesa all'inizio a tutti gli esseri viventi ed agli oggetti inerti, era andata progressivamente restringendosi fino a riguardare soltanto il cristiano civilizzato.
Sopravvivenza e metodo comparativo
Sopravvivenza: era qualunque cosa (credenza, idea, pratica) il cui significato originario era perito da secoli, ma che poteva tuttavia continuare a sopravvivere semplicemente perché era esistita in precedenza.
- Sopravvivenza: fossile sociale
- Miniera per l'indagine storica
Rilevare una sopravvivenza voleva dire poter risalire all'epoca in cui quell'idea o pratica aveva un significato e quindi poter comprendere lo stadio di sviluppo culturale precedente a quello attuale. La sopravvivenza è per Tylor qualcosa fuori posto, quindi priva di relazione con gli altri elementi della cultura, relazioni che essa doveva avere in un'epoca culturale precedente.
Occidente = sviluppo cumulativo → stadi che si possono comparare con quelli dei selvaggi. Caratteristica dell'antropologia: fare comparazione la premessa di ogni possibile conclusione tendente alla generalizzazione. La centralità della comparazione può essere esplicita o implicita, può essere enfatizzata o sfumata, declinata ora in senso geografico, ora in senso tipologico → resta comunque la condizione stessa del sapere antropologico. Lo sviluppo di una civiltà non è uguale per tutti, se ne parla solo in linea generale: principio delle possibilità divergenti.
Antropologia come scienza statistica → 1899 Tylor "Su di un metodo per lo studio dello sviluppo delle istituzioni": Tylor applica il metodo statistico su un campione di 350 società per accertare con quale frequenza erano correlate alcune forme di resistenza, di discendenza e di comportamento rituale.
- Matrilineare
- Doppia tre stadi successivi dell'evoluzione delle forme di discendenza
- Patrilineare
Attraverso questo saggio, l'antropologia diventa una scienza edificabile su basi statistiche.
William Robertson Smith
William Robertson Smith (1846-1894) affronta la questione dell'origine della religione non come credenza ma come istituzione. A differenza di molti suoi colleghi, effettuò ricognizioni sul campo, visitando paesi alla ricerca di elementi della vita locale che contribuissero a confermare le sue ipotesi e a stimolare la sua riflessione teorica. Prospettiva antropologica di Smith → origine nel clima intellettuale della borghesia "liberal" e nel pensiero evoluzionista. Si schierò a favore della critica storica Bibbia.
1878 → Smith inizia a concepire l'idea di un metodo per lo studio dello sviluppo delle istituzioni, applicando il metodo statistico su un campione di 350 società per accertare con quale frequenza erano correlate alcune forme di resistenza, di discendenza e di comportamento rituale.
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