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ECONOMIA POLITICA

Principi di economia politica- teoria ed evidenza empirica 2° edizione. Pearson.

Economia: si occupa di fare decisioni in una situazione in cui le risorse a nostra disposizione

sono scarse rispetto a ciò che vorremmo fare: scarsità perché le persone hanno bisogni

illimitati in un mondo di risorse limitate. La scarsità è però un concetto relativo che può

mutare nel tempo.

L’economia studia l’allocazione di risorse scarse.

AGENTE ECONOMICO: individui (consumatore) o gruppo (famiglie, partiti, imprese...) che

compie scelte + istituzioni (poste ad un livello più alto: istituzioni, banche...).

L’economia cerca di sviluppare una teoria per spiegare l’impatto delle scelte degli individui e

collegarle agli efetti economici che sono il risultato delle singole scelte messe insieme (es:

ambiente). Gli efetti prodotti dalla somma delle azioni individuali non sono comprensibili dal

singolo individuo.

ECONOMIA POSITIVA: economia che analizza la realtà dei comportamenti e dei

 fenomeni economici. Descrizione di fenomeni reali, empirici. (es: tasso di

disoccupazione)

ECONOMIA NORMATIVA: consiglia individui e società sulle scelte da compiere. Le

 questioni di politica pubblica sono problemi dell’economia normativa.

Si occupa di descrivere ciò che dovrebbe essere, dà giudizio. Il giudizio viene sempre

elaborato sulla base di dati empirici. L’aspetto normativo è fondamentale come guida

per coloro che devono prendere decisioni in merito a determinate questioni.

1. MICROECONOMIA studia gli individui, i singoli e analizza le loro scelte, l’allocazione

delle risorse e il benessere degli altri agenti.

2. MACROECONOMIA studia l’economia del suo insieme. Fornisce dei concetti

generali (es: PIL); inlazione (variazione media dei prezzi), tasso di disoccupazione,

esportazione etc...

Studia il fenomeno nel suo complesso, ogni risultato macroeconomico è il risultato di

processi che avvengono a livello individuale. Qualsiasi fenomeno macro è riconducibile

ad aspetti micro. I 3 PRINCIPI DELLA TEORIA ECONOMICA

1. OTTIMIZZAZIONE si cerca di analizzare le scelte economiche su un principio di

ottimizzazione. In campo economico si cerca di ottimizzare ovvero selezionare la scelta

migliore tra ininite possibilità. (NB: entrano in gioco anche altri fattori come il gusto

personale e le preferenze, l’ottimizzazione è però compatibile con queste variabili), si

cerca di spiegare l’ottimizzazione tenendo conto delle diferenze degli individui, la

scarsità/disponibilità (insieme di bilancio: budget a disposizione). L’economia riesce a

spiegare la scelta ottimale sulla base di fattori che inluenzano il consumatore. Deiniamo

una scelta ottimale sulla base di un’informazione che l’individuo ha in quel momento.

Tendenzialmente gli agenti economici cercano di ottimizzare, ovvero ciascuno cerca di

scegliere la migliore opzione fattibile, data l’informazione in proprio possesso.

Opzioni fattibili: sono quelle che l’agente economico ha a disposizione e si

 può permettere.

Concetto di fattibilità: va oltre il budget inanziario dell’agente

L’ottimizzazione si riferisce anche all’informazione disponibile e al tempo dell’agente.

L’ottimizzazione prevede anche il considerare i potenziali rischi. Rischio: il risultato della

nostra decisione non è certo, può essere diverso da ciò che ci aspettavamo.

Si parla di SCELTA RAZIONALE quando l’agente economico sceglie l’opzione fattibile

migliore data l’informazione disponibile. (razionale dal punto di vista economico)

T

R

AD E -

O F

F un altro fattore che l’agente deve considerare. Essi sorgono quando occorre

rinunciare a qualche beneicio al ine di ottenerne degli altri. Il trade-of implica la rinuncia a

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qualcosa nel momento in cui facciamo una scelta. L’ottimizzazione è data dal fatto che i

beneici della scelta compiuta sono superiori rispetto a ciò a cui rinunciamo.

c’è sempre la variabile del tempo.

VINCOLI DI BILANCIO: derivano dal fatto che il reddito disponibile è sempre limitato e

quindi vi sono dei limiti imposti. L’insieme delle opzioni disponibili deve rientrare nel limite

dato dal vincolo di bilancio (es: 5 ore disponibili 1 sul web 4 a lavoro). Qualsiasi scelta è

ottimale a seconda delle preferenze dell’individuo, purché rientrino nel limite dato dal

vincolo di bilancio.

Vincolo di bilancio-_> combinazione di panieri che esauriscono interamente il budget

dell’individuo.

Per ottimizzare, l’individuo deve valutare il COSTO OPPORTUNITÀ della propria scelta:

l’agente deve considerare in quale modo possibile potrebbe usare le proprie limitate

risorse. L’attività che costituisce l’alternativa migliore è deinita dagli economisti costo

opportunità

costo opportunità: rappresenta il migliore uso alternativo di una risorsa (es: il tempo).

 gli economisti talvolta attribuiscono un VALORE MONETARIO al costo opportunità

ANALISI COSTI-BENEFICI calcolo che confronta costi e beneici di un’azione usando

un’unità di misura comune (es: moneta) per individuare un’opzione che garantisca il

maggiore beneicio netto.

2. EQUILIBRIO situazione in cui tutti gli agenti nell’economia ottimizzano la loro

situazione simultaneamente per cui nessuno otterrebbe un vantaggio personale

cambiando il proprio comportamento. Nessuno ha interesse a cambiare la propria

situazione perché il risultato è soddisfacente e nessuno trarrebbe alcun vantaggio da

un cambiamento.

In equilibrio, nessuno percepisce che potrebbe ottenere un vantaggio cambiando il

proprio comportamento: problema dei f r

e e- ri der coloro che non contribuiscono ma

beneiciano degli investimenti degli altri. Sono coloro che perseguono i propri interessi

privati e non contribuiscono volontariamente al pubblico interesse.

L’analisi di equilibrio aiuta a concepire e progettare istituzioni particolare che riducono

o eliminano il fenomeno del free-riding.

3. EMPIRISMO l’analisi che usa i dati per controllare teorie e stabilire cosa

determina gli avvenimenti. Tutte le teorie devono avere un riscontro empirico. Una

teoria è valida nel momento in cui riesce a farci comprendere dei dati reali.

obbiettivo: legare attraverso l’analisi dei dati empirici l’efetto ad una causa.

 Gli economisti usano i dati per determinare se le nostre teorie sul comportamento

umano (come ottimizzazione ed equilibrio) corrispondono al comportamento umano

reale.

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ECONOMIA POLITICA

In economia il metodo scientiico si basa sulla relazione tra le teorie sviluppate e la

realtà. Il metodo scientiico permette di:

1. sviluppare modelli del mondo

2. controllare quei modelli con i dati empirici.

Modellouna costruzione astratta che deve però avere una corrispondenza nella realtà.

Il modello economico serve a comprendere la realtà sempliicandola.

Il modello deve avere una coerenza logica/matematica interna; che permette, sulla base di

certe ipotesi di arrivare ad un determinato risultato.

La teoria economica si basa su modelli della realtà che vogliamo analizzare. Il modello è

necessario in quanto rappresenta una sempliicazione realtà. Non si tratta quindi di una replica

della realtà e questo può essere oggetto di critica ai modelli sviluppati (il modello

èun’astrazione).

I modelli migliori sono quelli semplici, essenziali e non realisti ma che danno come

risultato un ventaglio di possibilità che ci permette di ottenere il risultato giusto. Modelli

rigidi/particolari che danno una soluzione unica non costituiscono un buon modello.

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Il passaggio dalla teoria alla realtà è più semplice se essa fornisce una serie di possibilità sulla

realtà che vogliamo analizzare.

un modello è un’approssimazione e tutti i modelli economici cominciano con delle

 assunzioni.

Il modello è utile al ine di fare previsioni che possono essere controllare con dei dati.

I dati sono fondamentali per creare evidenza empirica. L’economia non è una scienza esatta,

puramente empirica ma si basa sulla realtà e quindi sull’evidenza empirica.

Esempio: investire in un anno di istruzione in più

aumenta il vostro futuro salario del 10%.

Più sono i dati, più si raforza l’argomentazione empirica. È un errore usare un piccolo

campione di dati per stabilire una relazione statistica. La quantità di dati usati diventa quindi

un punto di forza importante per raforzare l’argomentazione empirica maggiore è la

quantità di dati forniti, più forte è l’esito del modello.

NB nel caso in cui si stia contraddicendo un’afermazione generale, è suiciente

fornire un solo

controesempio per dimostrare la falsità dell’afermazione.

CAUSAZIONE E CORRELAZIONE

Variabile fattore che tende a cambiare/variare ossia ad assumere valori diversi in situazioni

diverse.

CAUSAZIONE(AB): ha luogo quando una variabile inluenza direttamente un’altra

variabile attraverso una relazione di causa-efetto. Una variabile causa un efetto su

un’altra variabile CORRELAZIONE (AB): signiica invece che esiste una relazione fra

due variabili. Quando una cambia anche l’altra. Nella correlazione le variabili sono

parallele, si muovono insieme.

Le correlazioni sono divise in 3 categorie:

1. Correlazione positiva implica che le due variabili tendono a muoversi nella stessa

direzione

2. Correlazione negativa implica che le due variabili tendono a muoversi in direzioni

opposte: all’aumentare di una, l’altra decresce.

3. Correlazione nulla quando due variabili non sono correlate: i movimenti delle due

variabili non sono in relazione.

Se c’è causalità c’è anche correlazione. Non c’è un fenomeno causale che abbia

correlazione 0. Esistono però casi di correlazione che non creano causalità.

Esempio: discriminazione di genere sul lavoro

 

V AR

I ABI L

E O

M E S S A è un qualcosa che è stato tralasciato, ma se incluso nell’analisi

spiegherebbe perché le due variabili sono collegate. Es pubblicità di Macy’s.

Natale locandine rosse + aumento di vendite.

C A U

S A L

I T

À IN

V E

R S A situazione in cui scambiamo la causa con l’efetto.

La causalità può essere inversa: B causa A. Esempio: la qualità della salute determina migliori

possibilità di lavoro: può essere che un paese i cui cittadini hanno alto reddito hanno uno

stato di salute più alto proprio perché ciò permette condizioni sanitarie e di vita soddisfacenti.

La causalità (la causa) può essere identiicata tramite esperimento cioè un metodo per

controllato per indagare la relazione causale tra variabili.

Per condurre l’esperimento, solitamente i ricercatori creano un gruppo

A. di controllo

B. di trattamento (il gruppo efettivamente sottoposto ad un mutamento x condurre

l’esperimento) (deve avvenire in maniera casuale la scelta dei gruppi). I partecipanti sono

assegnati a caso, seguendo un processo chiamato R ANDO M I

Z Z

A ZIO N E ( assegnazione

casuale al gruppo di trattamento o a quello di controllo).

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In economia gli esperimenti non sono un metodo utilizzato di frequente a causa di costi elevati.

Se non si dispone del budget o del tempo, causa ed efetto possono essere identiicati

studiando i dati storici generati da un esperimento naturale, cioè uno studio empirico in cui

un dato processo (al di fuori dello sperimentatore) ha assegnato soggetti a gruppi di controllo

e di trattamento in modo casuale.

COSTRUIRE ED INTERPERETARE I GRAFICI

OBBIETTIVO: mettere in relazione le variabili. Le variabili possono essere descritte

utilizzando i graici. La variabile può essere

A. Indipendente quelle il cui valore non dipende da altre variabili

B. Dipendente quelle il cui valore dipende da altre variabili. Le variabili

dipendenti sono proporzionali e la tendenza di crescita/decrescita è costante

I graici cambiano a seconda di ciò che si vuole dimostrare.

1. Graico a torta contiene tutte le variabili da analizzare mettendo in risalto la

proporzione che la variabile ha sul totale.

2. Graico a barre si usa per analizzare le diferenti proprietà dei gruppi e metterle a

confronto.

3. Graico di serie storiche presenta i dati in momenti diversi nel tempo. Una

variabile che viene osservata nel corso del tempo. È un graico lineare.

4. Graico a dispersione rappresenta la relazione tra due variabili. Non è un

graico puramente descrittivo ma illustra la potenziale relazione tra due variabili. Oltre

a indicare la tendenza, indica anche quanto sia robusta la relazione tra le variabili.

Calcolo della pendenza della retta 1000-100 900 100-10 90 900/90 10: pendenza

della retta.

pendenza: è la variazione della variabile riportata sull’asse delle y divisa per la

variazione del valore della variabile riportata sull’asse delle x.

O T T

I MI Z ZA

Z I O N E in economia serve a descrivere il modo in cui sono compiute le

scelte di persone, famiglie, imprese e governi. Si tratta di comprendere il comportamento

umano che determina le scelte degli agenti economici. Si parla di economia comportamentale

che analizza congiuntamente i fattori economici e psicologici che spiegano il comportamento

umano e identiica situazioni speciiche in cui le persone non riescono ad ottimizzare.

Ottimizzare signiica valutare le alternative e compiere una scelta in base al valore monetario a

noi più favorevole (la scelta che ci procura il beneicio netto più alto).

gli esseri umani non sono ottimizzatori perfetti: l’ottimizzazione non viene sempre

messa in atto ma in economia si attua un’approssimazione della realtà, ipotizzando che

tutti ottimizzino sempre.

L’ottimizzazione può essere implementata usando 2 tecniche di analisi costi-beneici:

1. O

T TI M IZ Z

A ZIO N E N EI L

I V

E LL I calcola il beneicio netto totale di diferenti

alternative per poi scegliere l’alternativa migliore.

2. O T TI

M IZ

Z A

ZIO N

E NE LL

E D I

F F

ERE N

ZE (molto più pratico come metodo e quindi più

utilizzata non richiede di guardare a tutte le alternative possibili) calcola la

variazione dei beneici netti quando una persona passa da un’alternativa all’altra e poi

usa i confronti marginali per scegliere l’alternativa migliori. Si guarda alla variazione di

beneicio (ci si concentra sulle diferenze).

LE DUE TECNICHE DANNO GLI STESSI RISULTATI

Nb l’obbiettivo dell’ottimizzatore è quello di migliorare al massimo la propria condizione. Un

OTTIMO è un punto oltre il quale l’oimizzatore non può migliorare la propria

condizione. 

1. O T TI

M IZ

Z A

ZIO N

E NEI L

I V

E LL I analisi costi-beneici.

a. Tradurre tutti i costi e beneici in unità comuni ($)

b. Calcolare il beneicio netto totale di ogni alternativa

c. Scegliere l’alternativa con il più elevato beneicio netto (beneicio totale -

costi) lOMoARcPSD|4957120

2. O T TI

M IZ

Z A

ZIO N

E NE LL

E D I

F F

ERE N

Z E analisi comparata.

a. Tradurre tutti i costi e beneici in unità comuni ($)

b. Calcolare le conseguenze marginali del muoversi tra le diverse

alternative

c. Applicare il principio di ottimizzazione al margine ( l’alternativa

ottima fattibile ha la proprietà seguente: AVVICINARSI AD ESSA

MIGLIORA LA SITUAZIONE MENTRE ALLONTANARSI DA ESSA LA

PEGGIORA)

3. S TA

T

ICA C O

M P A

R AT A metodo di analisi che mette a confronto due situazioni in

equilibrio prima e dopo la variazione di uno dei fattori rilevanti. Questo tipo di analisi

si concentra sugli efei della variazione.

CAPITOLO 4: DOMANDA, OFFERTA, EQUILIBRIO

MERCATO è un insieme di agenti economici che scambiano beni e/o servizi sulla base di

determinate regole e accordi.

All’interno di un mercato, i prezzi agiscono come meccanismo di selezione che incoraggia lo

scambio tra imprese che possono produrre beni a basso costo e i consumatori che

attribuiscono un alto valore a tali beni.

MERCATO CONCORRENZIALE mercato in cui:

a. Tutte le imprese vendono un bene o un servizio identico

b. Né il singolo acquirente né la singola impresa hanno potere di mercato tale da

inluenzare il prezzo di mercato del bene/ servizio prodotto sono PRICE TAKERS

accettano il prezzo di mercato senza poter incidere su di esso.

come si comportano i consumatori in un mercato perfetamente concorrenziale?

La quantità domandata è l’ammontare di un bene o di un servizio che i consumatori sono

disposti ad acquistare ad un determinato prezzo. La quantità domandata a prezzi diversi

fornisce la scheda di domanda (ceteris paribus a parità di tutte le altre condizioni).

Prezzo e quantità domandata sono correlati negativamente tendono a muoversi in due

direzioni diverse: all’aumentare di uno, l’altro diminuisce. Questa è una proprietà che

presentano quasi tutte le curve di domanda e viene deinita LEGGE DELLA DOMANDA la

quantità dom

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher subitog di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Siena o del prof Bartolini Stefano.
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