Capitolo 2: domanda, offerta ed elasticità
Dietro la legge della domanda e dell’offerta sottende un modello economico la cui principale funzione è quella di spiegarci i meccanismi che concorrono alla determinazione dei prezzi. Il prezzo di mercato e la quantità prodotta sono determinati dall’equilibrio tra domanda e offerta. Le interazioni tra domanda e offerta determinano il variare nel tempo di prezzo e quantità. L’analisi del modello economico di domanda e offerta è molto importante perché i prezzi rivestono un ruolo centrale nell’economia.
Il mercato
Il termine “mercato” indica l’insieme degli individui che interagiscono tra loro, effettuando transazioni economiche legate alla vendita o all’acquisto di beni, servizi e risorse. I compratori determinano la domanda di mercato; i venditori, viceversa, l’offerta di mercato. Dallo scambio di beni e risorse si possono ricavare vantaggi per tutta la collettività:
- Favorisce le economie di scala
- Specializzazione produttiva
- Divisione del lavoro
- Differenziazione dei prodotti
Il potere di mercato dipende dal regime di mercato all’interno del quale venditori e acquirenti operano. I mercati possono assumere svariate forme, le cui caratteristiche principali sono:
- Numerosità degli agenti
- Sostituibilità dei prodotti
- Interdipendenza delle decisioni
- Condizioni di entrata
Esistono varie forme di mercato che risultano dalla diversa combinazione delle quattro caratteristiche:
- Concorrenza perfetta: perfetta omogeneità del prodotto; non vi sono barriere all’entrata e operano un numero molto elevato di consumatori e di produttori, i quali, detenendo una quota molto piccola rispettivamente della domanda e dell’offerta complessiva, non possono influenzare il prezzo, né influenzarsi a vicenda;
- Concorrenza imperfetta: operano pochi grandi produttori che fronteggiano molti consumatori, oppure molte piccole imprese che offrono prodotti molto differenziati; in entrambi i casi le imprese possono influenzare il prezzo e, pertanto, influenzarsi vicendevolmente;
- Non concorrenziali: caratterizzati dalla presenza di un solo produttore il quale, detenendo la totalità dell’offerta, può significativamente influenzare prezzo e quantità del bene prodotto.
La domanda
La domanda, in economia, non coincide con ciò che i singoli desiderano, in quanto ognuno nella realizzazione dei propri desideri deve sottostare a dei vincoli. Uno di questi vincoli è il prezzo, il quale dipende esclusivamente dall’andamento del mercato. Un altro vincolo è la limitatezza delle risorse di cui disponiamo: comprare un bene significa contemporaneamente decidere di rinunciare all’acquisto di altri beni.
Il prezzo, insieme a tutti gli altri vincoli, condiziona dunque gli acquisti; definiamo quantità domandata da un individuo, quella quantità di un certo bene che un individuo sceglierebbe di acquistare a un certo prezzo in un ben preciso momento. La relazione tra domanda e prezzo è una relazione negativa, in quanto al crescere del prezzo di un bene, diminuisce la quantità domandata (legge della domanda). L’aumento dei prezzi ha un’influenza rilevante sulla percezione soggettiva della propria situazione economica da parte dei singoli individui; ciò vuol dire che, all’aumentare dei prezzi, si sentirà sempre più povero in quanto si riduce il suo potere d’acquisto, o reddito reale. Se il reddito reale diminuisce, il consumatore tenderà a consumare meno (effetto reddito). Se, tuttavia, tale impoverimento è determinato esclusivamente dall’aumento dei prezzi di alcuni beni, allora i compratori cercheranno di sostituire l’acquisto di tali beni con altri prodotti che saranno relativamente meno costosi (effetto sostituzione).
La domanda individuale
La funzione di domanda è una funzione inversa del prezzo del bene in questione, dato il reddito, dati i prezzi degli altri beni e dati i gusti. Come è possibile notare dal grafico a fronte, la quantità di gelato domandata cresce gradualmente al diminuire del prezzo.
Domanda di mercato
La domanda di mercato dipende dalle stesse variabili economiche che influenzano la domanda individuale, ma anche dal numero dei consumatori presenti sul mercato e dalla distribuzione del reddito. Al crescere del numero dei consumatori che domandano un determinato bene in un determinato mercato, aumenterà la domanda.
Trasposizioni curva di domanda
La curva di domanda è una curva statica che si riferisce a uno specifico periodo di tempo, sufficientemente breve da poter considerare costanti tutte le altre variabili che influenzano la domanda. In realtà la curva di domanda può mutare al mutare delle altre variabili che la caratterizzano:
- Il gusto: influenzato dall’abitudine, dagli usi, dal desiderio, dalla tradizione.
- I prezzi degli altri beni
- Beni succedanei: beni che, in alternativa l’uno all’altro, concorrono al soddisfacimento dello stesso bisogno
- Beni complementari: concorrono insieme al soddisfacimento di un medesimo bisogno
- Variazione del reddito disponibile: un aumento del reddito determina una trasposizione a destra in alto della curva di domanda; una riduzione del reddito, viceversa, determina una contrazione del potere d’acquisto e quindi una trasposizione a sinistra in basso della curva di domanda
- Aspettative: paventare un aumento futuro dei prezzi induce i consumatori a rifornirsi di scorte e ha come effetto immediato un aumento della domanda
Se la domanda di un bene è funzione di più variabili e la poniamo in relazione con una sola di esse, le variazioni di questa variabile si traducono graficamente in movimenti lungo la curva, altrimenti in trasposizioni a destra e a sinistra della curva.
L’offerta
La decisione nello stabilire da parte di un’impresa la quantità di beni da produrre sarà basata sul prezzo atteso per i beni prodotti. Quanto maggiore è il prezzo di un bene, tanto maggiore sarà la quantità prodotta.
L’offerta individuale
L’offerta è funzione della quantità dei beni offerta, dei costi di produzione, della tecnologia e delle aspettative che l’impresa formula. La curva di offerta rappresenta la quantità che i produttori sono disposti a vendere a un determinato prezzo, considerando costanti tutte le altre variabili. L’offerta non sarà costante nel tempo, ma sarà determinata dalle scelte che, di volta in volta, il produttore compirà in base ai vincoli cui è sottoposto. Il prezzo è determinato dal mercato e i produttori dovranno affrontare i costi di produzione e vendita del bene. I costi di produzione sono determinati dai costi sostenuti per gli input e dal processo produttivo utilizzato. La funzione di offerta di un’impresa indica, dunque, la quantità di beni che l’impresa è disposta a vendere, a un certo prezzo, in un ben preciso momento, tenendo conto di tutti i vincoli cui è sottoposta. La curva di offerta, a differenza di quella di domanda, ha pendenza positiva in quanto, all’aumentare del prezzo, l’impresa ha una maggior propensione alla produzione. L’aumento di produzione può essere realizzato attraverso l’assunzione di più lavoratori o attraverso un incremento degli impianti produttivi.
Offerta di mercato
La somma delle quantità offerte dalle imprese determina la quantità offerta di mercato. Definiamo quantità offerta di mercato, la quantità di beni che tutte le imprese del mercato sceglierebbero di vendere, a un certo prezzo, in un determinato momento, tenendo conto di tutti i vincoli a cui sono sottoposte. L’offerta di mercato dipende dal prezzo dei fattori e degli altri input produttivi, dalle aspettative delle imprese, dal prezzo dei beni alternativi, dalla tecnologia a disposizione, ma anche dal numero dei produttori che operano nel mercato. La relazione diretta che intercorre tra prezzo e quantità definisce la legge dell’offerta.
Trasposizione curva di offerta
Analogamente alla curva di domanda, anche la curva di offerta è statica e si riferisce a uno specifico periodo di tempo, sufficientemente breve da poter considerare costanti tutte le altre variabili. Le variabili dell’offerta sono:
- Prezzo degli input della produzione: può determinare un aumento dei costi di produzione e una conseguente riduzione del profitto. Le variazioni dipenderanno da:
- Aumento salari
- Aumento tasso di interesse
- Aumento prezzi materie prime
- Il progresso tecnologico: determina, nel processo produttivo, un aumento della capacità produttiva per ciascun livello di prezzo. Ciò si traduce in una trasposizione a destra verso il basso, in quanto si riducono i costi medi e aumenta la produzione.
- Eventi naturali imprevedibili: si realizzano aumento del costo delle materie prime, costi aggiuntivi per la manutenzione degli impianti e riduzione della forza lavoro. Tutto ciò si traduce, a parità di prezzi, in una contrazione dell’offerta e in una conseguente traslazione verso sinistra e verso l’alto della funzione di offerta.
- Aspettative: andamento prezzi degli input, della produzione e della tecnologia
- Variazione prezzo degli altri beni
Anche nel caso dell’offerta possiamo distinguere tra movimenti lungo la curva e spostamenti della curva, a seconda che essa venga posta in relazione con una o più variabili.
Prezzo e quantità di equilibrio
I prezzi non cambiano continuamente, ma restano stabili abbastanza a lungo e in questa fase di bilanciamento si realizza quella che gli economisti chiamano condizione di equilibrio in cui l’offerta soddisfa la domanda. Possiamo parlare di prezzo di equilibrio e di quantità di equilibrio, che sono quei valori del prezzo e della quantità che non cambieranno per un certo lasso di tempo, almeno fino al momento in cui non si verificano cambiamenti nella curva di offerta o nella curva di domanda. È evidente che prezzo e quantità di equilibrio dipendono dalla domanda e dall’offerta, per cui graficamente il punto di equilibrio sarà il punto di intersezione delle due curve. Nel punto E il mercato è in equilibrio poiché, al prezzo pE, i consumatori ottengono esattamente la quantità di beni che sono disposti ad acquistare a quel prezzo, e i produttori rivendono esattamente la quantità che sono disposti ad offrire a quel prezzo.
Stabilità dell’equilibrio
Oltre all’esistenza dell’equilibrio, interessa capire se tale equilibrio è stabile o meno. Un equilibrio si dice stabile quando il sistema vi tende endogenamente, cioè se i meccanismi di incentivo sono tali da spingere gli agenti economici verso l’equilibrio ogni volta che il mercato se ne allontana. Alcuni mercati sono provvisti di meccanismi di aggiustamento; altri mercati possono richiedere tempi più lunghi e, in alcuni casi, i mercati sono completamente privi di questi meccanismi. Ciò può dipendere dall’inadeguatezza delle informazioni (asimmmetria informativa) o dalla lentezza con cui le informazioni si propagano all’interno del mercato. Se tuttavia consideriamo un mercato perfettamente concorrenziale, in cui l’informazione è completa e non ci sono attriti nelle interazioni tra domanda e offerta, allora il prezzo di equilibrio cambierà solo se una delle due curve trasla nel piano.
Elasticità della domanda e dell’offerta
Un aspetto rilevante dell’analisi del mercato riguarda la valutazione della sensibilità della domanda e dell’offerta alle variazioni del prezzo o di una qualsiasi delle altre variabili indipendenti. L’elasticità della domanda rispetto al prezzo ci permette di misurare l’intensità con cui domanda e offerta variano al variare del livello del prezzo.
Elasticità domanda lineare
Un criterio di misurazione più affidabile può essere individuato mettendo in relazione le variazioni relative delle quantità e dei prezzi. Tale misurazione prende il nome di coefficiente di elasticità della domanda rispetto al prezzo. Più in generale, possiamo osservare come il coefficiente di elasticità vari lungo la curva di domanda lineare: a mano a mano che ci si muove da sinistra verso destra lungo la funzione di domanda, il valore del coefficiente della domanda rispetto al prezzo diminuisce.
Curve di domanda isoelastiche
Vi sono alcuni casi particolari in cui l’elasticità è costante. Una curva di domanda a elasticità unitaria in ogni suo punto sarà lineare ed assume la forma di una iperbole equilatera. La curva di domanda a elasticità costante e unitaria diviene sempre più inclinata al crescere del prezzo. Nel caso in cui e=0, vuol dire che la domanda è assolutamente rigida, nel senso che le quantità domandate non variano al variare del prezzo. In questo caso la rappresentazione grafica sarà una retta verticale, perpendicolare all’asse delle ascisse. Nell’ultimo caso, la domanda è perfettamente elastica, nel senso che bastano variazioni infinitamente piccole nel prezzo per determinare variazioni tendenzialmente infinite nella quantità domanda. Si rappresenta graficamente come una retta orizzontale, parallela all’asse delle ascisse.
Elasticità dell’offerta
A differenza della domanda, nell’offerta non è necessario ricorrere ai valori assoluti poiché, di norma, l’elasticità dell’offerta assume valori positivi, variando tra 0 e infinito.
Capitolo 3: le scelte di consumo e il vincolo di bilancio
I consumatori, nelle loro scelte:
- Ricevono soddisfazione dall’acquisto dei beni e servizi in quanto: soddisfano direttamente i bisogni e ricavano vantaggi posizionali (caso beni di lusso)
- Si presentano sul mercato con preferenze ben definite e razionali
Egli, infatti, deve scegliere come impiegare un dato ammontare di reddito, che dipende dalle risorse di cui dispone, nell’acquisto dei vari beni, in modo da soddisfare al meglio i suoi bisogni. La scelta di una particolare combinazione di beni dipenderà fondamentalmente da due ordini di elementi:
- La capacità di acquisto, che dipende dal reddito e dai prezzi dei beni
- Gusti, o preferenze
In primo luogo, è utile individuare l’ambito delle scelte effettivamente accessibili per il consumatore e poi analizzare come viene la scelta fra le varie combinazioni di beni effettivamente accessibili, in rapporto a gusti e preferenze individuali.
Il vincolo di bilancio
In generale gli individui, o le famiglie, vorrebbero consumare beni e servizi in quantità superiore rispetto a quella che effettivamente consumano. In realtà l’insieme di beni effettivamente accessibili è limitato dal fatto che la spesa è vincolata dall’effettiva disponibilità di reddito di cui ogni singolo consumatore può disporre. Il fatto che il reddito sia limitato comporta che, se vuole incrementare il consumo di un bene A deve necessariamente rinunciare ad acquistare quantità di un bene B e viceversa. Ciò appunto perché l’insieme delle combinazioni accessibili, dato il reddito, è limitato. Nel punto D, il consumatore acquista la quantità massima del bene A e nessuna del bene B; nel punto A acquista la quantità massima di bene B e nessuna del bene A; nei punti B e C consuma quantità x di bene A e quantità x di un bene B. Il consumatore, naturalmente, dato il suo reddito e dati i prezzi dei beni, può scegliere una qualsiasi delle possibili combinazioni, a patto che sia accessibile. Di fatto la spesa complessiva per la combinazione di beni e servizi effettivamente acquistata non può superare il reddito che il soggetto ha a disposizione. Nelle sue scelte di consumo egli deve dunque tener conto, sia del livello del proprio reddito nominale, sia dei prezzi che consentono di determinare la effettiva capacità d’acquisto del consumatore. In definitiva, il vincolo di bilancio impone che il valore della spesa di tutti i beni a disposizione deve essere minore o uguale al reddito che il singolo economico ha a disposizione.
Vincolo di bilancio e retta di bilancio
La retta di bilancio rappresenta l’insieme delle combinazioni di beni, o panieri, per acquistare i quali il consumatore spende esattamente tutto il suo reddito, cioè l’insieme dei panieri dei due beni di cui il costo, dati i prezzi, è esattamente uguale al reddito. La retta di bilancio delimita dunque il vincolo di bilancio del consumatore, cioè tutte le possibili combinazioni di beni che può acquistare dato il suo reddito. L’inclinazione della retta di bilancio misura il grado di sostituibilità economica di un bene rispetto all’altro, cioè a quante unità di un bene il consumatore è disposto a rinunciare per incrementare di un’unità il consumo dell’altro bene (costo-opportunità).
Variazioni del vincolo di bilancio
Il vincolo di bilancio definisce dunque l’insieme delle combinazioni di beni che fanno parte del paniere di scelta di un consumatore e che risultano effettivamente accessibili, dato il reddito e i prezzi dei beni. Dunque, se il reddito varia, si modificherà anche il vincolo di bilancio. Supponiamo che il reddito aumenti, il potere di acquisto del consumatore aumenterà in proporzione ed egli potrà accedere a un insieme più ampio...
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