Capitolo 1 - Il concetto di stigma mentale
Che cos'è lo stigma?
Il termine stigma deriva dal greco ed indica dei segni sul corpo in parti ben visibili, per mostrare qualcosa di inusuale e negativo, oltre che lo status sociale (schiavo, criminale, ecc.). A ciò si aggiungono un insieme di atteggiamenti, credenze, stereotipi che contribuiscono ad alimentare la sfera negativa che circonda lo stigma.
Il processo di stigmatizzazione
Il processo di stigmatizzazione è stato descritto in quattro fasi:
- Etichettatura (label): un’etichettatura che identifica un gruppo di persone, come una sorta di "marchio" che connota qualcuno negativamente (malati mentali, bambini difficili, extracomunitari, omosessuali);
- Stereotipo/credenze: associati all’etichettatura in modo da rafforzare l’aspetto negativo;
- Attaccamento all’etichetta: la persona non viene considerata come tale, ma viene considerata solamente per la sua malattia;
- Perdita dello status: data la malattia, la persona perde credibilità e lo status, facendo sì che questa possa subire discriminazione.
Spesso lo stigma è associato al disturbo mentale.
Definizione di disturbo mentale
Il "disturbo mentale" viene definito nel manuale diagnostico americano Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5), e include un certo numero di caratteristiche:
- Il disturbo colpisce il funzionamento dell’individuo;
- Implica alterazioni clinicamente significative nella sfera del pensiero, delle emozioni e del comportamento;
- Solitamente, comporta una qualche forma di disagio personale;
- Implica una disfunzione dei processi psicologici, evolutivi e/o neurobiologici;
- NON è una reazione culturalmente attesa ad un evento;
- NON è per forza il risultato di una devianza sociale.
Conseguenze dello stigma sociale
- Sociali: emarginazione, evitamento sociale (solitudine, abbandono, rabbia), colpevolizzazione e vergogna per la persona e per la sua famiglia, rischio di suicidio;
- Sensazione di diversità
Ambito sociale
Adesione e conformità alla struttura culturale e sociale di appartenenza.
Ambito psicologico
Rapporto equilibrato tra l’individuo ed i valori, le abitudini e le regole dell’ambiente nel quale vive.
Concetto di salute mentale
"Stato di benessere emotivo e psicologico nel quale l’individuo è in grado di: sfruttare le sue capacità cognitive ed emozionali, esercitare la propria funzione all’interno della società, far fronte alle esigenze della vita ogni giorno, operare le proprie scelte, esprimere la propria creatività."
Fra le condizioni di salute mentale si distinguono:
- Benessere mentale: equilibrio, serenità, accettazione del proprio stato individuale e sociale;
- Disagio mentale: condizione di sofferenza legata a difficoltà di varia natura e caratterizzata da tensione, frustrazione, aggressività e tristezza;
- Disturbo mentale: condizione caratterizzata da sofferenza intensa, alterazioni del pensiero, alterazioni del comportamento e sintomi;
- Disturbo mentale stabilizzato: si definisce "stabilizzato" quando le alterazioni mentali e comportamentali perdurano nel tempo.
Intervento in aula del Dottor Piliani sullo stigma sociale
Etimologia: a dire il vero, lo stigma era un chiodo attaccato ad un pezzo legno che veniva usato per procurare un marchio sulla pelle delle persone che si pensava avessero commesso qualche reato, seppur lieve. Si può dunque dire che lo "stigma" è una caratteristica che rende, colui/lei che lo porta, di un’altra categoria, creando un profondo effetto di screditato nei suoi confronti.
Due tipi di screditato
- Coloro che non possono nascondere il loro "stigma" (persone di colore);
- Coloro che invece possono (omosessuali).
Una persona può essere screditata secondo:
- Gli aspetti fisici (disabilità, eccessivo o poco sviluppo fisico, difetti);
- Gli aspetti del carattere (iperattività);
- Gli stigmi tribali (colore della pelle, religione, orientamento sessuale).
Tipologie dello stigma
- Public stigma: Comportamenti che ha la società nei confronti della malattia mentale. Il Responsibility Model: la responsabilità personale può generare sia rabbia che pietà. Mentre la rabbia genera la coercizione o direttamente la segregazione, la pietà crea aiuto e una maggior comprensione e rispetto della persona.
- Self stigma: lo stigma della malattia mentale viene interiorizzato dalla persona stessa.
- Felt perceived stigma: persone che hanno terrore di ciò che la società sente riguardo la propria figura.
- Experienced stigma: avere avuto esperienza con la discriminazione per via della malattia mentale.
- Label stigma: ricevere una diagnosi è, per alcune persone, come appiccicarsi un’etichetta addosso, che, forse, non saranno mai capaci di togliersi.
- Structural stigma: la società crea delle leggi per poter ridurre l’autonomia o mettere in svantaggio le persone malate di mente.
- Vicarious stigma: i genitori vengono incolpati dalle altre persone di aver provocato la malattia mentale dei propri figli, addossando loro questa colpa.
- Stigma e psichiatri:
- "Dr Dippy" = ciarlatano, imbroglione
- "Hannibal Lecter" = di solito dipinto come un maniaco omicida
- "Dr Wonderful" = viene descritto come una persona meravigliosa
Altre caratteristiche
- Diagnostic Overshadowing: può portare a ritardi nel trattamento e cura mediche inadeguate per la condizioni di salute delle persone con malattia mentale, con conseguente aumento della mortalità;
- Mancanza di fiducia: il paziente non è ritenuto una persona normale ma incapace di essere consapevole al 100% della propria condizione;
- Suicidio: le persone affette da disturbi mentali sono meno a rischio suicidio se sono in grado di relazionarsi con altre persone, per non soffrire la solitudine;
- Reddito: le persone hanno più possibilità di sviluppare una malattia mentale se provengono da un ambiente degradante;
- Lavoro: nei paesi caratterizzati dallo stigma, le persone affette da disturbi mentali hanno meno possibilità di poter essere assunte;
- Scuola: già da piccoli, i bambini vengono esposti agli stigmi, soprattutto sociali (ad esempio i bambini di colore);
Come combattere lo stigma?
- Protesta: non credere alle fake news, alle dicerie, alle immagini inaccurate o stereotipiche;
- Educazione: attivare programmi o strategie educative per eliminare lo stigma (soprattutto all’interno del contesto scolastico);
- Contatto: non avere paura di avere a che fare con una persona con problemi mentali.
"Coming Out Proud": manifestazione pacifica della malattia mentale dove le persone affette da disturbi mentali si riuniscono in un corteo assieme ad amici e familiari per dimostrare di avere una malattia mentale e di esserne orgogliosi.
La storia dello stigma
- Epoche antiche (cinese, egizia, babilonese). Molti dei primi filosofi, teologi e medici che studiarono i problemi delle mente umana, ritenevano che il comportamento disturbato fosse un segno di sfavore degli dèi o di possessione demoniaca. La dottrina secondo la quale un demone o uno spirito malvagio può abitare all’interno di una persona e controllarne la mente e il corpo è detta demonologia.
Antica Grecia
Nel V secolo a.C., Ippocrate sviluppò un pensiero che consisteva nel separare la medicina dalla superstizione: rigettò la credenza allora dominante nella cultura greca che i disturbi mentali fossero una punizione mandata dagli dèi e sostenne, invece, che avevano origine da cause naturali (per cui dovevano essere trattate come tali) e che il cervello fosse l’organo della coscienza, della vita intellettiva e delle emozioni.
Ippocrate, classificò i disturbi mentali in tre categorie: mania, melanconia e frente (o febbre cerebrale). Inoltre, riteneva che il normale funzionamento del cervello, e quindi la salute mentale, dipendesse da un delicato equilibrio tra quattro umori (o fluidi corporei): il sangue, la bile nera, la bile gialla e il flegma. Attraverso gli insegnamenti di Ippocrate, i fenomeni associati ai disturbi mentali furono sottratti alla sfera religiosa e li introdusse in quella medica.
I secoli bui
Durante il Medioevo, in seguito alla caduta dell’Impero romano d’Occidente, la Chiesa aumentò la sua posizione ed influenza, attraverso la costituzione di monasteri che operavano attraverso le opere missionarie ed educative. All’interno dei monasteri, i monaci si dedicavano all’assistenza e alla cura dei malati: i malati venivano curati indirizzando loro preghiere, toccandole con reliquie sacre, a bere pozioni che i monaci preparavano.
La persecuzione delle streghe: nel XIII secolo, durante un periodo caratterizzato da disordini sociali e carestie, torno in vigore la demonologia e, in particolare, la stregoneria: si riteneva che questa fosse la causa di molte disgrazie e che fosse istigata da Satana. Nel 1484, papa Innocenzo VIII esortò il clero di tutta Europa a perseguire la caccia alle streghe e, una volta che una persona considerata eretica veniva arrestata, doveva essere sottoposta a diverse torture per dimostrare di essere o meno una strega.
Nella ricerca storica moderna, inizialmente sei diffuse la convinzione che molti dei condannato di stregoneria nel tardo Medioevo fossero malati di mente ma un’analisi più accurata suggerisce che, nonostante le loro confessioni, non è dato sapere se quelle persone fossero o meno affette da disturbi mentali.
I processi per pazzia: con l'espansione della città europee, gli ospedali iniziano a passare sotto la giurisdizione civile. Acquistando sempre più potere, le autorità municipali cercavano di sostituirsi alla Chiesa in alcune attività, tra le quali l'assistenza ai malati di mente. Un famigerato esempio è quello della fondazione del Trinity Hospital di Salisburgo, in Inghilterra, che ha come scopo quello di "tenere i pazzi in condizioni di sicurezza, sino a quando non recuperino la ragione".
A partire dal XIII secolo, si tenevano in Inghilterra i cosiddetti “processi per pazzia”, per accertare o meno lo stato mentale della persona in giudizio: oltre ad ottenere la custodia dei beni della persona, la Corona giudicava l’imputato su una valutazione spazio-temporale, memoria, intelletto, abitudini quotidiane dell'imputato.
La nascita dei manicomi
Fino al XV secolo, gli ospedali per persone con disturbo mentali erano ben pochi in tutta Europa. Erano piuttosto numerosi i lebbrosari nel XII secolo ma, successivamente, vennero trasformate in manicomi.
Bethlem e i primi manicomi: il primo effettivo manicomio fu quello del convento di Saint Mary of Bethlem, fondato nel 1243 e convertito in manicomio nel 1405. Le condizioni erano deplorevoli e i trattamenti non da meno: erano spesso brutali e dolorosi.
Le riforme di Pinel: Philippe Pinel, nel 1793, divenne il direttore del più grande manicomio di Parigi, La Bîcetre. Seguendo le idee di uguaglianza propugnate dalla nuova Repubblica francese, Pinel elaborò un trattamento di tipo più umano dei pazienti: egli presumeva che se la ragione li aveva abbandonati a causa di problemi sociali e personali, fosse possibile ristabilire il loro equilibrio attraverso del sostegno che li confortasse e li indirizzasse verso attività utili. Innanzitutto, sostituì le celle con camerate ariose e ben illuminate e diversi pazienti parvero riconquistare la ragione.
Tuttavia, Pinel riservò questo trattamento umano ai pazienti appartenenti alle classi più ricche, mentre quelle meno abbienti erano ancora soggette ad un regime di rigido controllo.
Il trattamento morale: negli Stati Uniti, sorsero istituti ispirati al trattamento umanitario di Pinel ma denominato “trattamento morale”: qui, i ricoverati avevano stretti contatti con il personale, che parlava con loro e li incoraggiava ad impegnarsi in attività utili, cercando di svolgere una esistenza il più possibile normale. Il trattamento morale venne in larga parte abbandonato nel corso del XIX secolo e ripreso da Dorothea Dix, che si era velocemente battuta affinché i malati mentali avessero la possibilità di vivere in condizioni migliori dei centri nei quali erano posti per essere assistiti e che, alla fine, riuscì ad ottenere la costruzione di 32 ospedali statali per malati di mente.
Tuttavia, il poco personale non poteva di certo fornire assistenza a tutti i pazienti e poco tempo dopo questi ospedali passarono sotto la giurisdizione medica, dove i medici erano decisamente più interessati all'aspetto fisico della malattia che a quello psicologico.
Il pensiero contemporaneo
L'adesione del pensiero contemporaneo sull'eziologia e sul trattamento dei disturbi mentali è caratterizzata dagli approcci biologico e psicologico, basati su studi di stampo teorico e soprattutto empirico.
Gli approcci biologici
La scoperta dell'origine della sifilide: verso la metà del XIX secolo, l'anatomia e il funzionamento del sistema nervoso erano parzialmente conosciuti, ma non abbastanza da consentire agli studiosi di trarre conclusioni definitive sulle anomalie cerebrali che si presumesse dessero origine ai disturbi mentali. Sin dalla fine del XVIII secolo, era noto che molte persone affette da disturbi mentali presentassero dei sintomi di un progressivo deterioramento fisico e cognitivo, oltre ad una paralisi generali.
Tra il 1860 e il 1870, Louis Pasteur elaborò la “teoria dei germi”, secondo la quale le malattie sono causate dall'infezione del corpo da parte di microrganismi. Questa teoria dimostrò una relazione tra la sifilide e la paresi generale.
Francis Galton, grazie ai suoi studi sui gemelli, verso la fine dell'Ottocento, attribuì molte caratteristiche comportamentali all'ereditarietà. A lui si riconosce il merito di aver coniato il binomio “nature vs. nurture” per indicare la differenza tra influenza genetica (nature) e influenza ambientale (nurture).
I trattamenti biologici: nei primi decenni del XX secolo, l’ospedalizzazione delle persone affetta da disturbi mentali, associata alla cronica carenza di personale per assisterli, creò un clima che consentì la sperimentazione di trattamenti molto drastici.
- Nei primi decenni del XX secolo, due medici italiani, Ugo Cerletti e Lucio Bini, idearono la terapia elettroconvulsivante (o elettroshock). In particolare, Cerletti, cercò un metodo per indurre sperimentalmente delle crisi epilettiche e trovò che l'applicazione di scariche elettriche ai lati della testa era in grado di scatenare una crisi epilettica.
- Nel 1935, Egas Moniz introdusse come forma di trattamento la lobotomia prefrontale, un tipo di intervento chirurgico che distrugge le connessioni nervose tra i lobi frontali e altre aree del cervello.
Gli approcci psicologici
Gli studi biologici hanno dominato il campo della psicopatologia sino al XX secolo inoltrato; tuttavia, già a partire dalla fine del 18° secolo, erano emersi anche tipi di approccio, secondo i quali i disturbi mentali erano dovuti ad un malfunzionamento di natura psicologica.
Mesmer e Charcot
Franz Mesmer fu un medico austriaco che esercitò a Vienna e che, verso la fine del Settecento, riteneva che l’isteria fosse causata da una particolare distribuzione nel corpo di un fluido magnetico universale, che poteva essere influenzato da un'altra persona, cambiando il suo comportamento. Anche Jean Martin Charcot sì dedicò alla cura dell’isteria, tuttavia, al contrario di Mesmer, si concentrò sulle cause psicologiche ed in particolare, sulla convenzione che le pazienti fossero convinte di soffrire di isteria. Una volta sotto ipnosi, Charcot diceva alle pazienti di essere guarite e, dopo essersi risvegliate, queste non presentavano sintomi.
Brauer e il metodo catartico
Verso la fine del XIX secolo, anche Josef Brauer si interessò dell'ipnosi e scoprì che, una volta sotto ipnosi, le pazienti riuscivano a ricordare dei particolari del trauma subito che non sarebbero riusciti a ricordare nello stato di veglia. L'esperire il trauma (sia a livello psicologico che fisico), e la conseguente scomparsa dei sintomi in seguito, fu definito “catarsi" e l'intero modello “modello catartico”.
Freud e la psicoanalisi
Il pensiero di Sigmund Freud è definito nella “teoria psicoanalitica”, frutto di conflitti inconsci.
La struttura della mente
Freud distingue tre componenti principali: l'Es, l'Io e il Super-Io.
- Es: è la sede di tutta l'energia necessaria al funzionamento della psiche, contenente gli impulsi più primordiali (assunzione di cibo e acqua, condotte di eliminazione, ricerca di calore, affetto, sesso). È molto importante sottolineare che l'Es è la sede della libido. L'Es ricerca la gratificazione immediata degli impulsi, definito “principio di piacere".
- Io: inizia a svilupparsi a partire dall’Es, comprende contenuti in prevalenza coscienti. Segue il “principio di realtà", ponendosi come mediatore tra i doveri della realtà e i bisogni primari dell'Es.
- Super-Io: la istanza più superficiale della psiche, ha la funzione di regolare il comportamento ed atteggiamento dell'individuo in funzione dei doveri della realtà (in pratica è quello che noi definiamo “la nostra coscienza”).
I meccanismi di difesa
Un meccanismo di difesa è una strategia messa in atto dall'Io per proteggersi dall'angoscia.
Jung e la psicologia analitica
Carl Jung venne considerato per molto degno il degno erede di Freud ma, dopo qualche anno, prese una strada radicalmente diversa, arrivando ad elaborare un proprio modello, che sarebbe diventato “psicologia analitica”.
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