Diritti umani e diritto umanitario nei conflitti armati
Il diritto internazionale
Maturato e formato all'interno di una società composta innanzi tutto da Stati, che sono enti sovrani. Non ha una struttura verticale né un centro di potere istituzionalizzato ma presuppone la sovranità degli stati. Le relazioni tra i soggetti principali di diritto internazionale sono relazioni tra enti pari, sovrani, con pari dignità. Ciò non significa che la società internazionale non abbia organizzazione e che non vi sia un sistema giuridico organizzato; ha subito un'evoluzione nella storia.
Il trattato di Westfalia sancisce la sovranità dello stato moderno, oggi il diritto internazionale garantisce l'esistenza di questa sovranità. Questa sensibilità del diritto internazionale a tutelare lo stato ha anche preso in considerazione valori interni agli stessi stati, in particolare le tematiche oggetto del corso quindi i diritti della persona umana. Il diritto internazionale acquisisce questi diritti come valori generali, al di fuori dell'interesse che il singolo stato ha per la questione; serie di valori opponibili agli stati che non rispettano la persona.
In una società internazionale incentrata solo sugli interessi degli Stati, era abbastanza frequente parlare di obblighi che si configurano solo di rapporti specifici tra gli stati; obblighi reciproci. A fianco di questi obblighi ve ne sono altri di natura solidale, che uno stato ha nei confronti di altri stati, in modo collettivo. Mettono lo stato in una condizione di soggezione verso l'obbligo internazionale, che vale nei confronti dell'intera comunità di stati, tutti destinatari della stessa norma. Anche lo stato che non è direttamente interessato dal rispetto di questi obblighi ha comunque la facoltà di chiedere ad altro stato il rispetto di tali obblighi.
Questa idea di obblighi solidali matura quando esiste un obbligo che uno stato ha verso una comunità di stati; in riferimento ad un trattato multilaterale (erga omnes partes o erga omnes = comunità). L'evoluzione che il diritto internazionale ha registrato ci aiuta a prendere in esame meglio il modo in cui questo si volge alla regolamentazione della condotta degli stati belligeranti nel corso di un conflitto armato. Le norme che riguardano il fenomeno risentono degli interessi degli stati e della comunità.
Questo tipo di iniziativa della società internazionale implica una certa valorizzazione della tutela della persona umana nel corso di un conflitto armato. Il diritto internazionale si preoccupa di asserire l'esistenza di diritti e obblighi nel corso delle ostilità militari, nonostante le parti siano in conflitto tra loro e quindi ci si trovi in un momento di particolare difficoltà. La regolamentazione di un conflitto armato deve anche tenere conto che la società internazionale non è composta solo dagli stati: dilatazione della base sociale internazionale; stati più altre entità con importanza significativa in caso di conflitto (organizzazioni internazionali...)
L'ampliamento della base sociale internazionale dipende sempre dagli stati, che decidono di costituire una nuova organizzazione e permettono di far emergere altre entità; l'ampliamento deriva dalla volontà degli stati.
Classificazione delle norme internazionali
Classificazione delle norme internazionali, per la funzione che queste sono destinate a svolgere. Normalmente 3 tipologie:
- Primarie: dettano gli obblighi materiali e i diritti materiali degli stati (diritto di sovranità territoriale/divieto di uso della forza, ecc...)
- Secondarie: riguardano la disciplina relativa alla violazione delle norme primarie = disciplina della responsabilità internazionale che ne deriva
- Terziarie: norme strumentali che servono a accertare l'esistenza delle norme primarie o la violazione di una norma primaria. Accertamento del diritto o ausilio nell'accertamento (c.d. “giurisdizione internazionale”)
Norme di diritto internazionale applicabili ai conflitti armati
Insieme di fonti idonee a determinare un obbligo primario, una norma secondaria o terziaria. Per le caratteristiche non istituzionalizzate dell'ordinamento internazionale, la formazione delle norme risente di questa matrice non istituzionalizzata del diritto internazionale. Questo giustifica il peso rilevantissimo che nel diritto internazionale ha consuetudine; la non è un ordinamento verticalizzato.
La fonte principe del diritto internazionale è il trattato, che permette al diritto internazionale di formalizzare l'esistenza di una regola giuridica e imporre il rispetto allo stato che ne è destinatario, se vi sono le condizioni. Questo strumento è versatile, può essere utilizzato a scopi diversi; codificazione delle regole di diritto internazionale consuetudinario. Il diritto spontaneo e quello dei trattati si sovrappone e interagisce; conseguenza della natura non istituzionalizzata del diritto internazionale.
Soggetti dell'ordinamento internazionale
Quando si può parlare di esistenza dello stato come soggetto di diritto internazionale? Concezione 'ternaria'; un'entità assume la natura di “stato di diritto internazionale” se presenta tre elementi che lo qualificano: potere di governo assoluto, territorio, popolazione/comunità territoriale. Non occorre che ci sia un riconoscimento da parte di altri stati, sarebbe una contraddizione; quando maturano le condizioni storiche, ipso iure diventa soggetto a prescindere dalla qualità che ha ricevuto dal panorama internazionale.
Uno stato che si è costituito ed è soggetto del diritto internazionale può essere oggetto di interventi modificativi; condizioni che modificano o estinguono lo stato: es: ex Unione Sovietica. Distacco; tanti stati indipendenti all'interno del medesimo territorio, che prima era unito. C'è l'amputazione territoriale di ampie parti del territorio originario, ma questa non ha attaccato l'identità di questo. Incorporazione; acquisizione di uno stato nell'ambito di un altro stato. Es: Repubblica federale di Germania che ingloba la Repubblica democratica tedesca (che si è estinta). Fusione; due stati che si uniscono e formano un unico nuovo stato. Es: Tanzania (Tanganica e Zanzibar). Smembramento; caratteristiche affini al distacco ma con effetti diversi. Es: ex Jugoslavia. Costituzione di tanti stati indipendenti l'un l'altro. Nuove entità affermate in un terreno originario ma nessuna di queste può dirsi in continuità con la ex Jugoslavia. La differenza sta nella perdurante esistenza del vecchio stato, sia pure con uno smembramento.
Se non sussistono eventi modificativi specifici, questo ha diritto di essere garantito per la sua esistenza; principio di conservazione dello Stato. Non va considerato soggetto di diritto internazionale lo “Stato fantoccio”, che si proclama indipendente ma in realtà è alle dipendenze dello stato che lo condiziona e lo governa (es: Repubblica turca di Cipro del Nord controllata in realtà dalla Turchia).
Più complicato è parlare di “stato fallito”; collasso dell'apparato di Governo. Il potere di Governo deve esserci, se manca siamo privi di una situazione determinate per qualificarlo come soggetto di diritto internazionale. Quando esistono le condizioni della condizione ternaria, dobbiamo considerare che lo Stato esista.
Anche altre entità fanno parte del panorama internazionale; insorti. L'esistenza di questi determina una condizione di guerra civile (conflitto armato non internazionale), ci sono tuttavia situazioni in cui, affianco ad una guerra civile, ci sono anche contrasti militari tra stati. Bisogna sempre contestualizzare il modello concettuale che abbiamo davanti.
A proposito degli insorti:
- Destinatari di obblighi di diritto internazionale generale, in particolare circa il rispetto dei diritti umani e delle regole specifiche sui conflitti armati non internazionali.
- Art. 3 Comuni; accordi conclusi tra parti belligeranti, al fine di applicare il diritto internazionale su base di parità con l'autorità precostituita.
- Parte belligerante dall'autorità precostituita; questo riconoscimento permette loro di equipararsi alle norme sui conflitti armati.
- “Movimenti di liberazione nazionale” impegnati in conflitti di autodeterminazione; sorta di elevazione nel loro status giuridico. Protocollo Nazionale 1977 che prevede una procedura specifica per loro.
- Insorti che perseguono pratiche terroristiche; possono essere applicate formule classiche degli insorti.
Organizzazioni internazionali: hanno assunto un ruolo crescente nella società. Universali (es: ONU); Regionali o sub-regionali con competenza in tema di mantenimento della pace. Organizzazioni che coprono un continente o vaste aree (es: unione africana; NATO). Le sub-regionali si formano all'interno di aree coperte già da organizzazioni regionali (es: Unione africana – Equas).
Quando un'organizzazione internazionale agisce, lo fa perché gli Stati hanno attribuito all'organizzazione le competenze per farlo; principio di attribuzione delle competenze. Nell'ambito di queste competenze l'organizzazione internazionale agisce. La struttura di queste è variegata, non esiste un modello tipico in ragione del principio di libertà. Solitamente un'organizzazione internazionale ha un organo apicale, un organo penale (assemblea delle nazioni unite) e sovente è presente un organo politico ristretto (consiglio di sicurezza delle nazioni unite). Possiamo però avere organizzazioni più semplici o articolate. Quando l'organizzazione agisce lo fa da sé, in modo indipendente dagli Stati. Bisogna fare attenzione perché, alcune volte la presenza di un'organizzazione internazionale è confondibile alla presenza di organi comuni accostati; Stati che mettono insieme i propri organi e li fanno lavorare congiuntamente. In questo caso il lavoro è svolto comunque dagli Stati e non dall'organizzazione. Es: MFO – Si può parlare di organizzazione internazionale? La conclusione è stata affermativa. È possibile avere anche esperienze di organi comuni afferenti a due organizzazioni internazionali. Es: Missione UNAMID – Nazioni Unite + Unione africana.
Comitato Internazionale della Croce Rossa – ONG. Per la tipologia di funzioni svolte ha rilevanza anche formale del rispetto delle regole di diritto internazionale umanitario.
Individuo: oggetto di una garanzia/protezione internazionale. Quando si parla degli individui, si intende un soggetto di diritto internazionale? Se lo si vede semplicemente con l'oggetto o il beneficiario materiale no; il destinatario rimane lo stato. In alcuni casi però può assumere rilevanza:
- Eventualità che il diritto venga assistito da norme terziarie (meccanismi di garanzia) che si aprono all'individuo e lo ricomprendono e questo può attivarli allora lui può esercitare un potere;
- Destinatario di regole a contenuto penale = fattispecie penali che il diritto internazionale ha prefigurato (genocidio, crimini contro l'umanità, crimini di guerra, ecc...).
Fonti di diritto internazionale
Quando è iniziato il processo di formalizzazione delle norme di diritto internazionale, si è pensato di far riferimento alle fonte riconosciute, quindi gli accordi/trattati e le consuetudini (art. 38 Statuto Corte internazionale di giustizia). Qual è il rapporto che esiste tra consuetudine e trattato? Non c'è una gerarchia formale tra le due. Si sono affermate le norme imperative di diritto internazionale (convenzione di Vienna): non sono derogabili dai trattati. Si collocano “sopra” il trattato. Promessa unilaterale; atto che il singolo stato fa ponendosi degli obblighi. Art. 103 Carta ONU; fa riferimento ad una gerarchia tra i trattati. Consuetudine internazionale: fonte più diffusa a livello internazionale quando si tratta di delineare regole generali. Non è una fonte particolarmente conosciuta per chi vive in un ordinamento di diritto positivo, come il nostro. Particolarmente apprezzata negli ordinamenti di matrice anglosassone.
Elementi definitori della regola consuetudinaria:
- Elemento soggettivo: opinio iuris, ovvero gli Stati e le organizzazioni internazionali devono seguire la prassi perché convinti di rispondere ad un comando/vincolo giuridico.
- Elemento oggettivo: comportamento ripetuto e costante nel tempo da parte di un determinato gruppo di stati. Può essere seguita a livello internazionale o regionale.
Di per se questa prassi non è giuridicamente vincolante, serve l'elemento soggettivo. = concezione binaria che consente di accertare una regola consuetudinaria. Ad oggi è molto difficile comprendere l'esistenza di una prassi convergente a tutti gli stati. Spesso si fa riferimento a modelli campione e si verifica come gli altri stati si sono comportati rispetto alla prassi. Se non vi sono reazioni negative si parla di acquiescenza: stati passivi che non hanno manifestato dissenso nei confronti degli stati attivi e quindi si da per consolidato il modello normativo. Se ci sono obiezioni, abbiamo obiezione permanente: non è possibile imporre la prassi allo stato obiettore. Le norme imperative invece rappresentano interessi fortissimi della società e sono opponibili al singolo stato.
Ruolo dell'organizzazione internazionale nei processi di formazione delle consuetudini (art. 13 Carta ONU); assegna all'assemblea generale la competenza di procedere alla codificazione e allo sviluppo progressivo del diritto internazionale. L'assemblea generale ha istituito un organo sussidiario competente (Commissione di diritto internazionale). Deve ricorrere a fatti prova per accertare l'esistenza di una regola di diritto internazionale universalmente accettata. Indispensabile che anche l'atteggiamento del singolo stato sia coerente. La possibilità di formalizzare le consuetudini in regole scritte porta alla codificazione; forma di un trattato, ma contenuto ricognitivo di consuetudini. Convenzione di Vienna, 1969; convenzione che ha un certo numero di ratifiche, ma con valore largamente ricognitivo. Disciplina i trattati scritti. Poiché la convenzione disciplina trattati conclusi dagli stati, l'art. 6 presuppone la soggettività internazionale dello stato, quindi la capacità di concludere accordi. I trattati però possono essere conclusi anche da insorti o organizzazioni internazionali.
Procedura solenne o semplificata di conclusione di accordi.
- Negoziato – firma – ratifica – scambio delle ratifiche. Il negoziato implica l'obbligo degli stati di comportarsi in buona fede. La firma obbliga lo stato al rispetto del testo. Serve ad autenticare il testo. Il trattato con la firma è ufficializzato, ma non perfezionato. Perché lo stato acconsenta deve ratificare. Il trattato entra in vigore secondo i termini inseriti nello stesso. Solo quando si raggiunge il numero minimo di stati diviene effettivo. Il trattato può anche non essere registrato, e questo entra in vigore, ma si è violato l'obbligo previsto dalla Convenzione di Vienna.
- Si perfeziona con la sola firma del rappresentante dell'esecutivo. Necessaria la previa autorizzazione alla ratifica da parte del Parlamento. Sono possibili anche accordi segreti in forma semplificata.
Il diritto internazionale prende in considerazione delle circostanze che possono produrre l'invalidità o estinzione del trattato. Cause di invalidità: interpretate in senso restrittivo, limitandosi a quelle specificatamente previste dal trattato. Cause di invalidità relativa emergono se sollevate dalla parte interessata a farle valere (vizio del consenso manifestato dallo stato). Art. 46 Convenzione di Vienna; mancato rispetto delle regole interne dello Stato come causa di invalidità del trattato. “Violazione manifesta...” in riferimento al parametro della prassi, la quale è stata sempre nel senso di far rispettare la regola. Art. 80 Cost; procedura di autorizzazione alla ratifica. Cause di invalidità assoluta disposte come cause di invalidità dall'ordinamento internazionale e valgono a prescindere da chi si abilita a farle valere. Artt. 51, 52, 53 Convenzione di Vienna. Es: Cause di estinzione: svariate. Mutamento fondamentale delle circostanze, art. 62 Convenzione di Vienna.
I trattati internazionali sono fondati sul principio del consenso; vincolano gli stati che hanno concluso il trattato e manifestato il consenso. Questo non impedisce che i trattati abbiano effetti nei confronti degli Stati terzi ma anche in questo caso gli stati terzi devono manifestare il loro consenso. Vi sono dei trattati che hanno effetti verso gli stati terzi senza seguire il regime degli artt. 43 ss. Convenzione di Vienna; trattati – regime. Es: esiste il regime giuridico dell'Antartide prefigurato in un trattato (T. di Washington). Il rispetto di questo regime condiziona anche altri stati. Per la natura specifica di questi trattati essi hanno effetti verso stati terzi.
Problema: coordinamento tra obblighi pattizi, poiché non c'è un centro legislativo. Possono esserci problemi di compatibilità. Art. 30 Convenzione di Vienna; successione di trattati. Tra due trattati contrastanti si...
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