Come si interpretano le norme?
L'interpretazione è un'operazione intellettuale mediante la quale si chiarisce il significato da attribuire alle parole con cui la norma è espressa, quindi alla disposizione, nella prospettiva di un utilizzo nel concreto. I criteri dell'interpretazione letterale e logica sono stabiliti nell'art.12 delle pre-leggi, secondo il quale 'nell'applicare una legge non si può attribuirle un significato diverso da quello fatto palese dal significato delle parole e dall'intenzione del legislatore'. (Non è una persona determinata).
Il significato di una norma si può interpretare mediante le leggi precedenti o successive, dato che l'attività del legislatore non si esaurisce solo con la produzione di una norma = sistematica. L'interpretazione fornita da persone qualificate però ha valore diverso.
Tipi di interpretazione
Dottrinale: interpretazione fornita da specialisti, ma non ha valore legale.
Giuridica: fornita dalle sentenze dei giudici, ma non ha valore legale perché i giudici hanno diverse opinioni (nel sistema anglosassone lo è).
Tipi di interpretazione in base al risultato
- Restrittiva: quando si intende che la legge ha un significato più ampio di quello letterale (divieto per i veicoli, non vale per tricicli).
- Estensiva: il legislatore ha detto meno di quanto voluto (divieto di introdurre cani, ma vale anche per altri animali).
- Autentica: quando è il legislatore ad interpretare la norma, si parla di interpretazione autentica e prevede la formazione di nuove norme che chiariscano la precedente.
Cosa succede se un caso non è disciplinato da una norma?
Il problema si può risolvere attraverso l'analogia legis, essa non corre fra norma e norma, ma fra caso regolato e non: è la somiglianza dei casi che permette l'analogia. Essa non può essere sempre usata (penale, norme che fanno eccezione a regole generali) (art.14 preleggi).
Che cosa sono gli organi?
La persona giuridica è un'organizzazione che opera non attraverso estranei, ma attraverso essa stessa. Colui che opera per la persona giuridica non è un rappresentante, bensì il titolare di un organo, di una parte dell'ente destinata a esercitare i poteri giuridici ad essa attribuiti. Tra organo e persona giuridica non intercorrono rapporti giuridici in quanto l'organo è parte di essa e dunque perché in caso contrario vi sarebbe una distinzione fra le due figure, ma così non può essere.
Quali organi ci sono?
- Costituzionali: senza di essi lo stato sarebbe diverso nella sua forma di governo (governo, parlamento, presidente e corte costituzionale).
- Centrali/periferici: i primi hanno competenza estesa all'interno del territorio (organi costituzionali, cassazione), gli altri hanno una competenza limitata a determinati ambiti territoriali (prefetti, questori. NB le regioni sono altre persone giuridiche).
- Attivi: organi deliberativi dell'ente.
- Consultivi: chiamati a dare pareri.
- Controllo: verificano la legittimità delle norme (corte dei conti, comitato regionale di controllo).
In base al titolare
- Monocratici: il titolare è una persona singola.
- Collegiali: il titolare è una pluralità di persone fisiche che si riuniscono formando un collegio. Il collegio una volta che è stato riunito e gli odg sono stati trattati passa alla deliberazione. Per deliberare ci sono diverse maggioranze che si possono considerare: semplice (1/2+1 presenti), assoluta (1/2 +1 tot) o qualificata (x tot).
Votazione
Elettivi: organi il cui titolare viene scelto tramite una votazione svolta da una pluralità di individui detta 'corpo elettorale'. Questi possono essere collegiali o monocratici.
Monocratici: elezione semplice (vedi presidente prime 3 2/3 dopo assoluta).
Collegiali: la faccenda si fa complessa in quanto è necessario avere un sistema di voto. Si hanno due sistemi di voto: proporzionale o maggioritario.
Sistemi di voto
Proporzionale: al quale si collega un collegio plurinominale. Ad ogni collegio sono assegnati più seggi e alle elezioni partecipano liste. In questo modo governi di coalizione (instabili) sono indispensabili perché i partiti si frazionano a seconda dei loro voti effettivi. Si sono sperimentati correttivi per dare a questo sistema un’impronta maggioritaria come ad esempio la soglia di sbarramento o i premi di maggioranza, questi ultimi sono però stati abusati durante il periodo fascista mediante la legge Acerbo e dichiarati incostituzionali nei casi più recenti della legge Calderoli e dell’Italicum.
Maggioritario: al quale si collega un collegio uninominale. Qui il corpo elettorale viene scomposto in tanti seggi quanti i candidati da eleggere e per ciascun seggio deve esserci un solo vincitore. L'assegnazione dei seggi può essere:
- A turno unico, sistema inglese, dove il seggio si assegna al candidato con più voti (maggioranza relativa).
- A doppio turno, sistema francese, dove si assegna il seggio al candidato che ha raggiunto la maggioranza assoluta, se non succede si procede col secondo turno con i candidati che nel primo hanno ricevuto più voti.
Il sistema maggioritario garantisce stabilità governativa, ma poca rappresentanza, il sistema proporzionale il contrario.
Cosa è lo stato?
Lo stato può essere definito come l’organizzazione politica della società, un popolo organizzato con proprie leggi, stanziato in un certo territorio e soggetto a un potere sovrano esercitato da un’autorità. Ci sono dunque 3 elementi fondamentali: Popolo, territorio e sovranità.
Elementi dello stato
- Popolo: gli individui uniti allo stato dal vincolo della cittadinanza, la quale è l’insieme delle situazioni giuridiche che pongono i cittadini in relazione esclusiva con l’apparato statale. (Popolazione è l’insieme di residenti, nazione è l’identità culturale).
- Territorio: la superficie terrestre dove è stanziato il popolo in modo stabile e sulla quale lo stato esercita la sua autorità (terraferma, mare territoriale (12 miglia, prima 6 ma dopo episodio isola delle Rose l’Onu mette 12), spazio aereo, piattaforma continentale e territorio flottante).
- Sovranità: si intende la potestà di governo assoluta, esclusiva e originaria che fa capo allo stato e che questo esercita sul territorio. Si dice originaria perché essa sorge alla nascita dello stato e poi in seguito si deriva nei diversi enti. Essa appartiene al popolo e si distingue in esterna (autonomia dagli altri stati) o interna (rapporto stato-cittadini). La sovranità è comunque limitata in quanto certe decisioni (tranne costituzionale) possono essere imposte dall’UE.
Come si forma?
Lo stato si può formare in svariati modi: smembramento (Jugoslavia), fusione, incorporazione (DDR con RFT). Successivamente vi può essere il riconoscimento internazionale che permette di stringere accordi, trattati e interagire a livello diplomatico, ma è una questione politica (vedi Palestina).
Quali sono le forme di stato?
- Assoluto: forte concentrazione dell’autorità statale nel sovrano e mancanza di garanzie giuridiche.
- Polizia: il sovrano deve promuovere il benessere dei cittadini (Federico II Prussia).
- Liberale: è uno stato legale, fondato sulla supremazia della legge intesa come espressione della volontà popolare poi con l’istituzione dei tribunali diventa di diritto. È detto anche stato gendarme in quanto si limita a mantenere l’ordine pubblico e far rispettare le regole.
- Democratico: tipico di esso è il suffragio universale e il coinvolgimento delle classi. È interventista nell’ambito economico e sociale in quanto garante del benessere popolare.
- Socialista: si basa sulla nazionalizzazione e socializzazione dei mezzi di produzione, ispirato dalle teorie di Marx. Non ci sono libertà politiche e civili.
- Federale: composto da stati aventi ampia autonomia che esercitano funzioni legislative, esecutive e giudiziarie sottostando ad un'unica organizzazione statale che li riunisce e coordina.
- Unitari: hanno un’unica organizzazione con le caratteristiche di stato nella quale possono esserci altre istituzioni territoriali che esercitano poteri pubblici.
Quali sono le forme di governo?
- Monarchia: il capo dello stato ha carattere non rappresentativo ed è incaricato a vita. Attualmente i poteri sono esercitati dai governi e dai parlamenti, mentre i monarchi non hanno potere effettivo.
- Costituzionale: limitazione del potere del sovrano che esercita il potere governativo mediante i ministri che vengono da lui nominati.
- Parlamentare: qui i ministri devono ottenere la fiducia anche del parlamento. Questa evoluzione si ha anche in Italia con lo statuto albertino ('48-'61) -> governi formati in base alla fiducia del Parlamento.
- Repubblica: l’organo di vertice ha carattere rappresentativo del popolo.
- Parlamentare: uguale alla monarchia parlamentare.
- Presidenziale: il parlamento ha funzione legislativa, il presidente ha potere di governo ed esecutivo.
- Semipresidenziale: presidente eletto dal popolo ed è parte integrante dell’esecutivo, il governo deve ottenere la fiducia delle camere. In Francia dal 2000 i mandati sono 5 anni.
Istituzioni europee
Nel '51 nasce la CECA, nel '57 nascono la CEE e l'EURATOM. Nel '92 viene creata con Maastricht l'UE che si è aggiunta alle comunità preesistenti sintetizzandole con gli obiettivi di: promuovere progresso economico creando uno spazio senza frontiere, rafforzare la tutela dei diritti, affermare l'identità nazionale. L'Europa non ha il principio della divisione dei poteri: la funzione legislativa è condivisa fra parlamento e consiglio dei ministri, il governo fra consiglio europeo (indirizzo), consiglio (decisionale) e commissione (esecutivo) e giurisprudenziale che è separata.
Consiglio europeo
È l'organo più propulsivo dell'unione all'interno del quale si riuniscono i detentori del potere esecutivo nei vari stati. È composto dal presidente della commissione, il presidente del consiglio europeo, i detentori dell'esecutivo e l'alto rappresentante (eletto dal consiglio che guida la politica estera). Non ha poteri specifici, dà semplicemente l'impulso per orientare l'unione. Si riunisce due volte a semestre e delibera per consenso. Il presidente del consiglio europeo è eletto a maggioranza qualificata dal consiglio europeo e ha una carica di due anni e mezzo, rinnovabile una sola volta (non può avere ruoli nel paese natale).
Parlamento europeo
È eletto a suffragio universale, massimo 5 membri con un mandato di 5 anni. Ad ogni stato è assegnato un certo numero di seggi a seconda della popolazione. Il parlamento secondo art.14 TUE esercita assieme al consiglio la funzione legislativa e di bilancio, elegge il presidente della commissione e svolge funzioni politiche e consultive. Al suo interno non conta l'appartenenza geografica, ma il partito politico (sottolineato dal trattato, rappresentanza cittadini).
Consiglio
A seconda della materia trattata ci sono i ministri necessari. La presidenza è a rotazione semestrale. Esercita la funzione legislativa e di bilancio con il parlamento, definisce poi le politiche e di coordinamento. Delibera generalmente a maggioranza qualificata che è raggiunta a meno che non ci siano quattro membri del consiglio a votare 'no'.
Commissione
I membri sono scelti in base alla loro competenza e al loro impegno europeo fra le persone che offrono garanzia di indipendenza (1 per stato membro). Il mandato dura 5 anni. La formazione è complessa in quanto il consiglio europeo propone al parlamento un candidato alla carica di presidente che viene eletto con maggioranza dei totali. Eletto il presidente si eleggono, in accordo al consiglio e agli stati membri, gli altri rappresentanti della commissione ai quali va fatto un colloquio. Dopo di che il presidente, l'alto rappresentante e i membri devono ricevere la maggioranza qualificata del parlamento. La commissione si occupa di vigilare sull'applicazione dei trattati, adotta iniziative per promuovere gli interessi dell'unione: è l'esecutivo. È un organo propulsivo e propositivo: un atto legislativo può essere approvato solo su sua proposta.
Corte dei conti
Assicura il controllo dei conti, è composta da un cittadino per ogni stato membro nominati dal consiglio previa consultazione col parlamento su proposta degli stati membri.
Procedura legislativa ordinaria
- Proposta della Commissione (eventualmente sollecitata dallo stesso Parlamento);
- Presentazione al Parlamento e al Consiglio: PRIMA LETTURA; una volta esaminata dal Parlamento, questo prende una sua posizione e la trasmette al Consiglio;
- Posizione del Parlamento letta dal Consiglio:
- Se approva la posizione, l'atto in questione risulta effettivamente adottato e la procedura di approvazione ha termine;
- Se il Consiglio non ritiene di approvare direttamente la posizione del Parlamento, esso adotta una sua posizione e la trasmette al Parlamento;
- A questo punto anche la Commissione trasmette la sua posizione al Parlamento: SECONDA LETTURA;
- La parola torna al Parlamento:
- Se esso approva la posizione del Consiglio, l'atto si considera adottato (come se il Parlamento non si pronuncia in un termine di 3 mesi);
- Se respinge la posizione del Consiglio (secondo maggioranza), l'atto proposto si considera non adottato e la procedura ha egualmente termine;
- Il Parlamento, oltre che approvare e respingere può anche proporre (a maggioranza) emendamenti alla posizione del Consiglio;
- Il testo viene comunicato al Consiglio e alla Commissione che di nuovo formula il proprio parere;
- Il Consiglio:
- Se condivide tutti gli emendamenti può adottare l'atto (all'unanimità nel caso di parere negativo della Commissione);
- Se non li condivide si apre una procedura volta a trovare un punto di incontro: COMITATO DI CONCILIAZIONE (membri del Consiglio e del Parlamento, Commissione con funzione di mediazione). Se il comitato non trova una soluzione, entro sei settimane, l'emendamento decade;
- Se si arriva ad un accordo vengono chiamati singolarmente il Consiglio e il Parlamento, che devono approvare l'accordo in un limite di sei settimane;
- La conclusione della procedura avviene con la firma sull'atto dei Presidenti del Parlamento e del Consiglio (presidente dell'istituzione se si tratta invece di una procedura legislativa speciale);
- Dopo la firma l'atto mandato viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea ed entra in vigore il ventunesimo giorno dalla sua pubblicazione (salvo qualche specificazione normativa).
Non meno frequente è l'uso della procedura legislativa speciale, caratterizzata dall'adozione di un regolamento, di una direttiva o di una decisione da parte del Parlamento europeo con la partecipazione del Consiglio (che lascia le porte aperte al pubblico) o da parte di quest'ultimo con la partecipazione del Parlamento Europeo. Entrambe le procedure producono atti legislativi.
Corte di giustizia
In caso di incertezza un giudice può sospendere il giudizio e rivolgersi alla corte di giustizia in modo da ottenere l'interpretazione corretta.
Che cosa è il parlamento?
Il parlamento è l'organo costituzionale che ha funzione legislativa in Italia, la sua carica dura 5 anni e tale periodo è detto legislatura. Esso ha una struttura bicamerale ed è composto da camera dei deputati e senato. Ha recentemente subito una modifica con il referendum costituzionale del 2019 (il quarto della storia italiana), col quale da 630 i deputati sono diventati 400 e da 315 i senatori sono diventati 200 e tale modifica si applicherà con il prossimo scioglimento delle camere.
Quali differenze?
In primis la differenza sta nel numero di componenti di questi organi. Il senato ha membri non elettivi (5 senatori a vita e ex presidenti). Elettorato attivo 18 anni camera dei deputati, mentre 25 senato, passivo 25 anni camera e 40 senato (con questa diversificazione il senato dovrebbe rappresentare la parte più riflessiva, mentre il parlamento più giovane e propensa ad ascoltare le nuove esigenze). Ad accumunare le due però ci sono anche le cause di ineleggibilità (candidato detiene una posizione che potrebbe influenzare l'elettorato) e l'incompatibilità (situazione nella quale una persona eletta non può occupare la posizione in quanto è membro dell'altra camera, presidente o membro del CSM o ha riportato una pena superiore a due anni di reclusione).
Come funzionano e si organizzano le camere?
La loro attività si svolge secondo 3 principi fondamentali:
- Bicamerale: le camere lavorano separatamente, anche se in funzione legislativa operano collettivamente, è comunque richiesto l'approvazione d'entrambe. Eccezionalmente le camere lavorano in seduta comune.
- Continuità: le camere si possono riunire in qualsiasi momento. La costituzione nell'art.62 prevede che si riuniscano di diritto il primo giorno feriale di febbraio e ottobre e che in ogni caso una camera può essere convocata in via straordinaria. Scaduta la durata del mandato le camere continuano ad operare finché non si insedia quella nuova (prorogatio).
- Autonomia: la libertà del parlamento è garantita dall'autonomia organizzativa di ogni camera. Ogni camera per la costituzione ha un presidente ed un ufficio di presidenza (eletto dai componenti). L'autonomia è garantita dall'immunità volta ad assicurare piena libertà al parlamentare.
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