Concetti chiave – Parte I
Lo scheletro solido è l’insieme dei granuli, cioè la struttura portante del terreno, ciò che determina il
comportamento meccanico
Terre con granuli attivi hanno un comportamento meccanico fortemente influenzato dalla composizione
dei granuli
Lo sviluppo superficiale, a parità di massa, cresce col diminuire delle dimensioni dei granuli
Forze di superficie influenzano molto il comportamento di T.G.F. (sono invece trascurabili in terreni a
grana grossa)
T.G.G. = Granuli inerti, non hanno attività superficiale (forze di massa); la principale proprietà della
struttura è l’addensamento delle particelle
T.G.F. = Granuli attivi, attività superficiale molto intensa (forze di massa e di superficie); hanno una
microstruttura (interazione chimico-fisica dei granuli) e una macrostruttura
Minerali argillosi sono dei fillosilicati
Unità fondamentali: Tetraedriche (1 SiO2 e 4 O), Ottaedriche (1 Al e 6 O)
Pacchetti elementari = combinazione delle unità fondamentali
Granuli = unione di più pacchetti elementari
Superficie dei granuli ha un forte carica negativa
Sostituzioni isomorfe = sostituzione tra materiali con stesso numero atomico, cioè stessa forma (es. Mg
al posto di Al)
Acqua adsorbita = acqua che circonda la superficie dei granuli argillosi, dovuta all’attrazione tra cariche
elettriche sulla superficie dei granuli ed alle molecole dipolari di acqua
Rigonfiamento (aumento di volume) è il fenomeno che nasce in alcuni minerali argillosi (es. illite,
montmorillonite) dopo essere entrati in contatto con l’acqua: è la manifestazione delle forze di repulsione
dovute alle cariche elettriche negative
Struttura dispersa = tipica delle argille, nasce per forti azioni repulsive
Struttura flocculata = nasce per ridotte azioni repulsive
Proprietà chimico-fisiche che influenzano la struttura, cioè la qualità della struttura:
1. Assortimento granulometrico
2. Forma dei granuli
3. Forze intergranulari (forze di massa e di volume)
4. Forze elettromagnetico-chimiche (forze di superficie)
DIMENSIONE E FORMA DEI GRANULI ci dicono le proprietà intrinseche della struttura
RAPPORTI TRA LE FASI ci dicono lo stato fisico del terreno
Proprietà intrinseche del terreno = granulometria e composizione mineralogica
Terra = mezzo polifase (solida, liquida e gassosa)
In T.G.G. l’indice dei vuoti “e” definisce la loro condizione di stato
Densità relativa (Dr) più alta = terreno più addensato
Densità relativa (Dr) più bassa = terreno più sciolto
Strutture chiuse = miglior comportamento meccanico
Strutture aperte = minor comportamento meccanico
T.G.F. = ARGILLE E LIMI (da 0.06 a 60 micron di diametro)
T.G.G. = SABBIE, GHIAIE E CIOTTOLI (da 0.6 a 2000 mm di diametro)
Setacciatura = metodo per stabilire la relazione tra diametri e quantità, fino a 74 micron di diametro
(sedimentazione per diametri più piccoli)
Trattenuto = quantità di materiale raccolto sul setaccio n-esimo sommata a quella raccolta da tutti i
setacci di diametro superiore
Passante = quantità di materiale non raccolto sul setaccio n-esimo, tutto ciò che è di diametro più piccolo
(complemento a 100 del trattenuto)
Maggiore è il contenuto d’acqua “w” e più sono distanziati i granuli, minori sono le mutue interazioni e
più è deformabile il materiale
Limiti di Attemberg = valori limite del contenuto d’acqua in riferimento a stati fisici caratteristici
Ws = limite di ritiro, passaggio da stato fragile a solido
Wp = limite di plasticità, passaggio da stato solido a plastico
Wl = limite di liquidità, passaggio da stato plastico a liquido
Più sarà intensa l’attività tra i granuli e più sarà ampio il campo di plasticità, cioè la differenza tra il Wl e il
Wp (indice di plasticità Ip)
Indice di plasticità = cresce linearmente con il limite di liquidità (carta di Casagrande)
Contenuto d’acqua cresce con l’aumentare dell’attività superficiale, quindi col diminuire delle dimensioni
dei granuli
Indice di consistenza (Ic) = informazioni sullo stato fisico del terreno e informazioni qualitative sulle
caratteristiche meccaniche, se aumenta Ic aumenta la resistenza al taglio e si riduce la compressibilità
del terreno
Concetti chiave – Parte II
Ipotesi di mezzo ideale continuo = ogni elemento infinitesimo del corpo ha le stesse proprità del corpo,
cioè del continuo, nel suo insieme
Stato di sforzo di un punto è noto se sono note: 1 tensione normale e 2 tensioni tangenziali di 3 facce
normali tra loro (Cauchy)
Tensore dello sforzo è divisibile in:
1. COMPONENTE ISOTROPA = responsabile delle variazioni di volume (omotetia)
2. COMPONENTE DEVIATORICA = responsabile delle variazioni di forma e di angolo (rottura del
terreno)
Riferimento principale dello stato di sforzo = le tensioni normali divengono tensioni principali dello stato
di sforzo, non ci sono tensioni tangenziali
Cerchio di Mohr = rappresentazione grafica degli infiniti stati tensionali di un punto del continuo al variare
delle sollecitazioni agenti; ogni suo punto rappresenta lo stato di sforzo su quella particolare giacitura
K = polo delle giaciture, determinato dall’intersezione delle rette verticali ed orizzontali passanti per O e
V
Cerchi con stesso diametro = stessa componente deviatorica (stessa dimensione) ma diversa
componente isotropa (diversa posizione)
Cerchi con stesso centro = stessa componente isotropa (stessa posizione) ma diversa componente
deviatorica (diversa dimensione)
In condizioni assial-simmetriche lo stato di sforzo è rappresentato da un solo cerchio di Mohr
Deformazione = spostamento non uguale di tutti i punti del continuo
Continuo isotropo = le direzioni principali dello stato di sforzo coincidono con le direzioni principali dello
stato di deformazione
Invarianti in geotecnica (p e q) = quantità proprie dello stato di sforzo e di deformazione che, anche
cambiando il sistema di riferimento, rimangono costanti; vengono introdotte per studiare il processo di
carico (stress map)I di un terreno con un comportamento anelastico che, altrimenti, sarebbe possibile
solo con diversi cerchi di Mohr
Il continuo di riferimento di un terreno saturo è pensato come composto da 2 continui che occupano la
stessa regione di spazio:
1. CONTINUO SCHELETRO SOLIDO
2. CONTINUO FLUIDO INTERSTIZIALE
Il comportamento meccanico di un terreno è governato dalla tensioni efficaci, se queste non cambiano al
terreno non succede nulla
Si parla di pressioni interstiziali perché un fluido non resiste a sforzi di tagli, quindi non può essere una
tensione (pressioni sempre di compressione)
Se avviene la plasticizzazione dei granuli aumenteranno le loro aree di contatto, queste quindi non
saranno più trascurabili ed il principio delle tensioni efficaci di Terzaghi non sarà più applicabile
Tensioni litostatiche = prodotte dal peso proprio del terreno; sono il punto di partenza di tutti i problemi
geotecnici, che è fondamentale in comportamenti non lineari
Stato complessivo del terreno = somma dello stato di sforzo e delle tensioni litostatiche
Le tensioni orizzontali efficaci vengono espresse in funzione delle tensioni verticali efficaci, introducendo
il coefficiente di spinta in quiete Ko
Comportamento attritivo delle terre = è determinato in funzione delle tensioni normali efficaci, maggiore è
l’attrito tra i granuli, maggiori saranno le tensioni efficaci e maggiora sarà la rigidezza del terreno
Concetti chiave – Parte III
Modello elastico = legge costitutiva indipendente dal tempo; sollecitazioni e deformazioni sono in
relazione biunivoca tra di loro; le principali caratteristiche sono:
1. Spostamenti reversibili
2. Immagazzinamento dell’energia
3. Biunivocità delle relazioni forza-spostamento
Modello p
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Chimica inorganica: riassunto e concetti base
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