Estratto del documento

Il populismo come regime politico: prospetto riassuntivo

William Kornhauser

Concetti/parole chiave: Accessibilità delle élites; disponibilità delle non-élites; società pluralista vs. società di massa; democrazia liberale vs. democrazia populista.

Tesi principali: Afferma la natura democratica del populismo. La democrazia populista abbina un elevato grado di accessibilità delle élites, sebbene la democrazia populista sia instabile, a un elevato grado di disponibilità delle non-élites.

L'accessibilità delle élites è il grado in cui i membri della società partecipano alla selezione delle élites: garanzia dei diritti civili, esistenza di libere elezioni, suffragio universale. La disponibilità delle non-élites è la misura in cui i membri della società non fanno parte di associazioni e movimenti indipendenti che costituiscono le unità in cui si articola il pluralismo sociale.

Dalla loro combinazione nascono la società pluralista e la società di massa, più facilmente influenzabile dai leader, quindi la libertà è in costante pericolo.

Quanto più le società tendono ad abbandonare i connotati della società pluralista per assumere quelli della società di massa, cresce il rischio di assistere a una transizione di regime dalla democrazia liberale a quella populista, in cui non si riscontra alcuna restrizione all’esercizio del potere.

È un regime instabile, sovente anticamera di regimi non democratici; il populismo, sul piano culturale, è la credenza nella volontà popolare, nelle opinioni della maggioranza. Il populismo è insieme causa e effetto del funzionamento della società di massa, poiché questa sostiene il punto di vista del popolo.

Punti da fissare: La democrazia populista rifiuta le mediazioni istituzionali e implica l’azione diretta di una moltitudine di persone per proteggere individui e minoranze dalla manipolazione e dalla coercizione, rapporto più diretto leader-masse.

Principale differenza tra democrazia liberale e populista: grado di stabilità. L’importante non è chi può guadagnare l’accesso al potere, dato che in entrambi i casi vige un governo rappresentativo, ma come il potere può essere ricercato, alle modalità di accesso.

Democrazia populista: tipo di regime precario e transitorio, perché vulnerabile all’autocrazia.

Gino Germani

Concetti/parole chiave: Modernizzazione e crisi di modernizzazione; mobilitazione psicologica e oggettiva; populismo nazionale.

Tesi principali: Nelle società investite dalla modernizzazione si determina una crisi strutturale, che minaccia l'integrazione di diversi segmenti della popolazione nella società: ciò costituisce una causa generale che favorisce l’insediamento di regimi autoritari.

Gli sviluppi conseguenti a una crisi di modernizzazione trasformano i membri delle società in masse che possono essere mobilitate dalle élites politiche. Dalla mobilitazione psicologica, in cui i settori più colpiti si sganciano dai ruoli abituali, si passa alla mobilitazione oggettiva solo se:

  • Emergono élites dal processo di modernizzazione, che possono guidare autorevolmente le masse;
  • Esiste una “ideologia adeguata” in termini di compatibilità nel contesto in cui avviene la mobilitazione.

Il populismo nazionale è una delle forme possibili attraverso le quali si può manifestare la mobilitazione politica di vasti settori della popolazione. Risponde a questi requisiti nel caso dell'Argentina in particolare.

Condizione decisiva per il successo del populismo: quota rilevante della popolazione esclusa dalla partecipazione politica prima dell’avvento dei movimenti che lo instaurano.

Punti da fissare: Qui il populismo nazionale è inteso come fenomeno non democratico, Perón, è visto piuttosto come un autoritarismo che realizza un nuovo tipo di partecipazione delle masse.

Necessità di una leadership politica che sperimenta lo stesso processo di sradicamento delle masse e che le affianchi nel procedimento di abbandono dei vecchi ruoli.

Afferma la natura anti-establishment del populismo, opera per una rottura con il sistema esistente.

Il populismo raccoglie qui un consenso largo, interclassista.

Margaret Canovan

Concetti/parole chiave: Dittatura populista.

Tesi principali: Focalizza l'azione di un uomo politico che si oppone all'establishment, al sistema esistente, nel nome del popolo. Una volta conquistate le posizioni stabili da cui esercitare il potere politico, egli trasforma il regime in una dittatura.

Fa leva sui settori della popolazione politicamente esclusi, che credono alle promesse del capo, e sono disposti ad accettare un governo dittatoriale pur di migliorare la propria situazione.

Il capo politico conquista quindi il sostegno di vasti settori della popolazione, necessario per accedere al potere, per poi esercitarlo in modo illimitato; dall’altra parte le masse ricevono da lui benefici tangibili, in cambio del loro appoggio.

Dimensioni messe in rilievo dalla teoria: orientamento anti-establishment; personalizzazione della leadership; contatto non mediato tra capo e seguaci; appello al popolo quale strumento retorico attraverso cui attivare il sostegno di massa. Le masse agiscono sulla base di un criterio di razionalità strumentale.

Punti da fissare: Esempio di confusione: mettere nella stessa categoria Perón e Long è sbagliato. Nel primo caso, il dittatore argentino sospende davvero la democrazia e instaura un regime dittatoriale; nel secondo, la competizione politica è comunque aperta, perciò la definizione di “dittatura populista” è inappropriata: la Louisiana, e gli Stati Uniti, restano una democrazia.

I casi vengono inseriti nella stessa categoria perché in entrambi viene riconosciuto lo stesso rapporto tra governante e governato.

Peter Mair

Concetti/parole chiave: Democrazia populista o democrazia senza partiti; pilastro costituzionale vs. pilastro popolare nelle democrazie contemporanee; democrazie di partito.

Tesi principali: Alla fine della II guerra mondiale, sul suolo europeo i regimi democratici si presentano essenzialmente come “democrazie di partito”, dove cioè i partiti politici sono la principale agenzia di intermediazione tra cittadini, popolo, e istituzioni democratiche, controllando saldamente tanto il versante della rappresentanza, pilastro popolare, quanto quello del governo, pilastro costituzionale.

La situazione cambia quando:

  • Le identità politiche e programmatiche dei partiti maggiori tendono sempre più a somigliarsi, a convergere, quali differenze tra “destra” e “sinistra”?
  • I partiti dirottano il loro interesse dalla rappresentanza alle istituzioni, per rafforzare il controllo delle prassi istituzionali e procedurali.

Si attua così uno sbilanciamento verso il pilastro “costituzionale” delle democrazie.

Per reazione, si sviluppa tanto il populismo sostanziale, che incarna la protesta politica e rappresenta un tentativo di mobilitare un popolo contro le élites e l’establishment, quanto la democrazia populista, intesa come stadio stabile di sviluppo delle democrazie mature, che possono funzionare senza che i partiti svolgano alcun ruolo di rilievo.

Il carattere dinamico del populismo: si arriva infatti alla democrazia populista non a causa di movimenti collettivi o di processi sociali, ma in virtù di mutamenti tutti interni alla sfera politica che vengono attivati dall’indebolimento organizzativo e dalla perdita di legittimità, a livello di massa, dei partiti.

Punti da fissare: Democrazia populista: possibile approdo stabile dei sistemi democratici maturi. Un fattore che ne accresce le probabilità di successo è la diffusione di sentimenti di apatia o di indifferenza per la politica.

Meccanismo che accelera il passaggio alla democrazia populista: declino dei partiti quali attori che svolgono funzioni di mediazione tra cittadini e Stato.

Democrazia senza partiti:

  • Rapporto governati/governanti senza mediazioni;
  • Corpo elettorale concepito come un aggregato omogeneo e indifferenziato, che non è solcato da fratture interne, di classe, di censo, di interessi; pertanto la competizione tra partiti perde il suo connotato conflittuale poiché non vi sono interessi divergenti da rappresentare;
  • Il governo mira a realizzare un interesse generale piuttosto che interessi di parte.

Il populismo come ideologia o sistema simbolico: prospetto riassuntivo

Edward Shils

Concetti/parole chiave: Populismo; tradizioni politiche; volontà popolare; risentimento popolare.

Tesi principali: Elabora un’interpretazione del Maccartismo, nel quale intravede tradizioni tipiche americane quali l’iper-patriottismo, la xenofobia, l’isolazionismo, il fondamentalismo religioso e il timore della rivoluzione. Anche il populismo rientra tra queste tradizioni politiche e Shils fornisce 2 spiegazioni del fenomeno.

1) Rappresenta il prevalere della volontà popolare sopra ogni altro standard o valore, comprese le istituzioni. Identifica la volontà del popolo con la giustizia e la moralità.

Venature populistiche si ritrovano anche nel comunismo e nel nazismo che giustificano la loro pratica con la volontà del popolo che deve essere perseguita tramite un rapporto diretto con il leader, cioè senza mediazioni.

2) Esiste laddove emerge una ideologia del risentimento popolare verso una determinata “classe dominante”, sotto il profilo politico, culturale, sociale. Le élites sono sottoposte a una valutazione di tipo etico prima che politico: non appena si allontanano dal popolo, emerge il sentimento anti-elitista.

Punti da fissare: Per Shils, il populismo si compone di 2 tratti distintivi:

  • Fede assoluta nella volontà popolare ritenuta superiore ad ogni altro principio;
  • Credenza nella necessità di un contatto diretto tra élites e popolo.

Peter Worsley

Concetti/parole chiave: Idealtipo; rapporto leader-seguaci; partecipazione politica genuina; pseudo-partecipazione; dimensione populista.

Tesi principali: Critica Shils, perché costruisce un idealtipo a posteriori del populismo e perché la sua definizione bicefala rischia di includere nel populismo fenomeni che appartengono ad altri ceppi ideologici.

Shils va precisato rivedendo la relazione tra leader e popolo. Questa si può collocare tra due estremi: il totale autogoverno da parte del popolo da una parte, sinistra, e la totale esclusione del popolo dalla scelta del leader dall’altra, destra. I due estremi definiscono un continuum su cui si collocano i casi reali.

Il populismo dovrebbe riferirsi non solo alle relazioni dirette tra popolo e leader, ma anche alla partecipazione del popolo in generale. Viene così definita una “dimensione populista” che è possibile riscontrare in diverse tradizioni ideologiche.

Punti da fissare: Il maggiore pregio dell'approccio sta nella individuazione della “dimensione populista”, che pone anche il problema della natura democratica o meno del populismo: una questione che va accertata con la ricerca empirica.

Donald McRae

Concetti/parole chiave: Ideologia populista; populismo russo; populismo americano.

Tesi principali: Sostiene che è possibile impiegare il termine populista quando, sotto l’incombenza di una modernizzazione/industrializzazione, un segmento sociale, generalmente quello agricolo, si attribuisce titolo per agire politicamente, mosso da un sentimento ostile alle élites.

Questo segmento agirebbe guardando a un passato mitico per rigenerare il presente e sconfiggere la cospirazione straniera. Tutto ciò darebbe origine a una associazione politica più che a un partito vero e proprio.

Egli formula un elenco di caratteristiche dell'ideologia populista assai specifico da accostare ad elementi generali già riscontrati, che rischia però di essere poco utile, in quanto a ben vedere solo il populismo russo e quello americano, entrambi collocati nell'Ottocento, rispecchiano appieno tutti i tratti che egli imputa al populismo.

Punti da fissare: In realtà, si tratta di una definizione troppo esigente del concetto di populismo.

Margaret Canovan

Concetti/parole chiave: Paradosso democratico; ideologia diffusa della democrazia; popolo; sovranità popolare; regola di maggioranza.

Tesi principali: Poiché le democrazie sono i regimi massimamente inclusivi, cioè dove la partecipazione politica dei cittadini tocca l'apice, hanno bisogno di una ideologia che renda il loro funzionamento comprensibile a livello di massa.

Il paradosso insolubile delle democrazie sta nel fatto che non vi è mai corrispondenza tra l'ideologia diffusa della democrazia, che esalta la sovranità popolare e mira a coinvolgere il popolo, e la pratica di governo nelle democrazie, che richiede semplificazione e il sacrificio di qualche istanza.

Vi è cioè contraddizione tra ideologia diffusa della democrazia e prassi concreta. È proprio in questa contraddizione che i populisti trovano l’opportunità di proclamare il tradimento della vera democrazia e di promuovere un attacco anti-establishment.

La piena applicazione del governo democratico richiede che le decisioni politiche siano subordinate al controllo del popolo, perciò i populisti accolgono con favore i meccanismi di democrazia diretta poiché questi massimizzano il controllo popolare e rispettano la regola maggioritaria.

Punti da fissare: Identifica nello scarto tra rappresentazione ideologica e prassi della democrazia il paradosso ineliminabile che nutre il populismo: questo perché l'ideologia diffusa distorce l'ideale democratico e lo avvicina in realtà al populismo.

Yves Mény e Yves Surel

Concetti/parole chiave: Popolo sovrano; popolo classe; popolo nazione; omogeneità; carattere reazionario del populismo.

Tesi principali: Vedono il populismo come un fenomeno di dis-integrazione che nasce quando si verifica uno squilibrio nei processi socio-economici o negli assetti politico-istituzionali.

Lo schema di pensiero populista prevede due articolazioni:

  • La valorizzazione del popolo, inteso come “comunità immaginata”, ovvero una costruzione artificiale che costituisce il mezzo di legittimazione della comunità politica, che può assumere tre significati principali: popolo-sovrano, popolo-classe, popolo-nazione;
  • La matrice ideologica del populismo, ossia il funzionamento del sistema di pensiero populista, che da una parte mira all’integrazione della collettività mobilitata, il popolo, e dall'altra, proprio perché si attiva per prendere le difese del popolo contro i suoi nemici, comprese le istituzioni, fa leva sul carattere reazionario.

La tutela del popolo si traduce nell’opposizione radicale ad ogni cambiamento che minaccia i vincoli comunitari.

Punti da fissare: Identificano la struttura fondamentale dell'ideologia populista, che prevede la valorizzazione del popolo, comunque inteso, e la necessità di riportare lo scettro del potere pienamente nelle sue mani, reagendo alle situazioni che ne hanno determinato il tradimento.

Paul Taggart

Concetti/parole chiave: Heartland; natura camaleontica del populismo; crisi; partiti del nuovo populismo, neopopulismo.

Tesi principali: Taggart distingue sei elementi dell’ideologia populista che costituiscono un tipo ideale utile a comprendere la particolarità di ogni singolo caso:

  • Ostilità verso la politica rappresentativa;
  • Identificazione con lo heartland;
  • Assenza di valori profondi;
  • Reazione ad una situazione di crisi;
  • Dilemmi auto-limitanti;
  • Natura camaleontica.

I portatori di questa ideologia sono i partiti del “nuovo populismo”, che egli caratterizza sul piano:

  • Simbolico: i motivi dominanti dell'ideologia populista sono la negatività, il desiderio di rappresentare le opinioni della maggioranza, appello al popolo, una certa attitudine anti-sistema; si ha qui la contrapposizione tra polo positivo, popolo, e polo negativo, sistema, del discorso;
  • Organizzativo: leadership personalizzata e carismatica, oltre che fortemente centralizzata, con la presenza di un capo che detiene il controllo pressoché totale del movimento;
  • Elettorale: sono imprenditori della protesta a tutto tondo, beneficiano di un consenso trasversale e per questo spesso riescono a intercettare il voto di coloro che generalmente si rifugiano nell’astensionismo; elettori composti prevalentemente da maschi, impiegati nel settore privato, giovani, grado di istruzione non elevato.

Colloca i neopopulisti a destra perché animati da un’ispirazione neoliberale in economia, ma li distingue dalle altre declinazioni della destra estrema perché non

Punti da fissare: Compaiono molti degli aspetti che sappiamo propri del populismo: eticizzazione del popolo, anti-elitismo, anti-istituzionalismo.

Interessante l'idea che i populisti paiono impegnati, nel quadro di una crisi, ingrediente importante, a confezionare una identità politica “per differenza”: cioè i populisti si definiscono come “diversi dagli altri”, possono non sapere chi sono ma sanno molto bene chi non sono.

Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 18
Riassunto comunicazione politica, prof. Chiapponi, libro consigliato Il populismo nella prospettiva della scienza politica Pag. 1 Riassunto comunicazione politica, prof. Chiapponi, libro consigliato Il populismo nella prospettiva della scienza politica Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 18.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto comunicazione politica, prof. Chiapponi, libro consigliato Il populismo nella prospettiva della scienza politica Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 18.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto comunicazione politica, prof. Chiapponi, libro consigliato Il populismo nella prospettiva della scienza politica Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 18.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto comunicazione politica, prof. Chiapponi, libro consigliato Il populismo nella prospettiva della scienza politica Pag. 16
1 su 18
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeriasantoro di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comunicazione politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Chiapponi Flavio.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community