Psicologia delle emozioni, delle motivazioni e della personalità
Primo esonero
Capitolo 3: Differenze individuali - tratti, temperamento e intelligenza
Le disposizioni
Come spiegare le tendenze disposizionali? La struttura della personalità comprende tendenze comportamentali organizzate gerarchicamente. Tratti ampi e sovraordinati ai livelli più alti organizzano quelli dei livelli più bassi e corrispondono alle tendenze abituali. Il livello più alto viene interpretato come struttura base della personalità ed è spesso considerato universale. Lo scopo della ricerca è identificare l'insieme universale dei costrutti sovraordinati.
Sulle diverse versioni delle teorie dei tratti
Già ai tempi di Allport (1937) si ipotizzava l'esistenza di costrutti psicologici corrispondenti a tendenze abituali ad esibire una certa risposta: le variabili di tratto (o variabili disposizionali). Queste sono decontestualizzate, cioè definite come tendenze globali a mostrare un comportamento anziché un altro.
Vi sono due approcci importanti per definire la teoria dei tratti: idiografico e nomotetico. Una singola persona può possedere un insieme unico di tratti e organizzarli in modo singolare, e la ricerca tassonomica dei tratti applicabile universalmente. Un’ulteriore differenziazione sta nel loro statuto ontologico: alcuni credono siano fenotipi, altri genotipi, alcuni li equiparano a specifici sistemi biologici.
John Srivastava individua 3 tipi di personalità: resilienti (elevato adattamento psicologico), individui supercontrollati (socievoli), individui ipercontrollati (emotivamente instabili).
Gli studi lessicali
Galton (1884) era convinto che il linguaggio naturale potesse costituire un lessico utile allo psicologo. Provò ad identificare gli aspetti salienti del carattere consultando un dizionario e individuò circa un migliaio di termini descrittivi della personalità, suddividendoli in gruppi.
Alport e Odbert (1936) considerano i termini con cui ci si riferisce ai tratti come simboli elaborati socialmente. Individuarono 17.953 termini e li suddivisero in 4 categorie: tratti stabili della personalità, umori temporanei e stati mentali, valutazione sociale dei caratteri, insieme eterogeneo di termini allegorici e parole riferite alle caratteristiche fisiche e alle abilità.
Cattel sviluppò la teoria della sedimentazione linguistica. La maggior parte delle differenze individuali sono codificate come singole parole nel linguaggio naturale. Ridusse la lista di Alport e Odbert e tramite analisi fattoriale individuò dodici fattori.
Norman (1963) ottenne con l’analisi fattoriale una struttura a 5 fattori: sorgenza, gradevolezza, coscienziosità, stabilità emotiva e cultura. Un successivo sviluppo della tradizione psicolessicale è il Big Five Circumplex (AB5C), composto da 10 spazi bipolari ottenuti da combinazioni dei 5 fattori, ulteriormente suddivisi in 12 spicchi. Ciò consente di individuare 90 tipi di personalità.
Tradizione questionari
McCrae e Costa hanno iniziato la loro analisi esaminando le risposte al questionario di Cattel. Gradualmente identificano 5 fattori stabili nel tempo. Questa stabilità suggerisce che le caratteristiche sono destinate a consolidarsi una volta raggiunta l’età adulta. Per valutare questi 5 fattori sviluppano il NEO Personality Index (NEO-PI) e valuta l’estroversione, la coscienziosità, il nevroticismo e l’apertura mentale.
L’analisi fattoriale evidenziato una struttura a 5 fattori (Big Five): Estroversione, Amicalità, Coscienziosità, Stabilità emotiva e Apertura mentale. Vengono considerati come vere e proprie strutture fenotipiche. I fattori sono delle vere e proprie strutture psicologiche.
Strutture generali delle differenze individuali
Cattel con l’analisi fattoriale individuò 16 tratti primari, da cui sviluppò un questionario, il Sixteen Personality Factors Questionaire (16PF) composto da due dimensioni opposte per ogni fattore. Questi tratti primari sono: Espansività (espansivo-riservato), Intelligenza (brillante-ottuso), Stabilità Emotiva (stabile-condizionabile), Dominanza, Sorgenza, Coscienziosità, Audacia, Sensibilità, Diffidenza, Immaginazione, Astuzia, Apprensione, Sperimentazione, Indipendenza, Impulsività, Tensione.
Eysenck ha sviluppato un modello di struttura della personalità chiaro e semplice tramite l’analisi fattoriale e ottenne 2 supertratti: Estroversione e Nevroticismo, a cui poi aggiunse il Psicoticismo, ognuno di questi sussume un insieme di tratti più specifici.
Guilford ridusse i suoi 13 fattori primari a 10 dimensioni (es. rapidità ed entusiasmo contrapposti a lentezza e mancanza di energia).
Comrey, con analisi fattoriale, giunse ai tratti con cui costruì la Comrey Personality Scale. Questi sono stati ricavati da analisi fattoriale eseguita sugli item di questionari di personalità. I tratti sottordinati sono definiti come dimensioni di item omogenei fattorializzati (PHIDs). Gli item che lo compongono sono espressamente concepiti per misurare lo stesso tratto e presentano elevate saturazioni sullo stesso fattore. Valuta otto ampie dimensioni: fiducia opposta a difesa; ordine e mancanza di compulsività; conformismo sociale e atteggiamento ribelle; attività e mancanza di energia; stabilità emotiva e nevroticismo; estroversione e introversione; mascolinità e femminilità; empatia ed egocentrismo.
Problema: mancanza di consenso tra gli studiosi
Tutte queste tassonomie giungono a conclusioni differenti. Il modello dei 5 fattori fornisce una cornice in cui poter ricondurre tutti i tratti degli altri modelli.
Generalizzabilità della struttura dei 5 fattori
I sostenitori ritengono sia una struttura universale e per indagare ciò esistono due studi: etici ed emici. Gli studi etici utilizzano la medesima serie di questionari o termini lessicali per descrivere la personalità, anche in altre lingue. Le strutture ottenute sono molto simili a quella dei 5 fattori in tutte le culture e lingue. Gli studi emici, invece, sono stati adottati per analizzare i termini descrittivi della personalità contenuti nei dizionari di diverse lingue. Le liste comprendono, ad oggi, un centinaio di termini e all’interno di questi, con l’analisi fattoriale, si individuano i marker rilevanti di ogni fattore. Con questi studi si trova generalmente una struttura a 5 fattori simile a quella di Norman quando non è stato incluso un ampio numero di aggettivi esplicativi.
Yang e Bonde (1990) hanno confrontato strutture etiche ed emiche emerse nella lingua cinese dalle valutazioni ottenute su studenti di Taiwan. Emerge una struttura a 5 fattori, ma non corrisponde a quella ottenuta con studi etici. Un determinato fattore emico ottenute nel cinese potrebbe essere una combinazione di dimensioni etiche separate e non emerge la coscienziosità. Triandis (1997) ha ipotizzato che l’enfasi sull’affidabilità porti i cinesi ad essere così coscienziosi che non emerge alcuna differenza individuale in quella variabile.
La maggior parte degli studi ha ristretto l’insieme di item analizzati ad aggettivi che non sono prettamente valutabili (es. “meraviglioso” o “orribile”). Le culture possono essere differentemente sensibili a determinate categorie di affetti o azioni. Alcune dimensioni possono essere salienti in alcune lingue ed in altre no. Alcune culture hanno termini che non hanno un corrispettivo in un’altra.
Gli strumenti per la misura dei 5 fattori
- Big Five Questionaire (BFQ): Caprara e colleghi, 132 item, buone relazioni con le altre valutazioni della personalità, elevata concordanza tra autovalutazione ed eterovalutazione, buona validità transculturale ed elevato valore applicativo.
- Big Five Observer (BFO): Caprara e colleghi, lista di 40 coppie di aggettivi bipolari con valutazione dei Big Five da 1 a 7.
- Big Five Questionaire Children (BFQ-C): Caprara e colleghi, 65 asserzioni per indicare la frequenza di un comportamento.
- Big Five Adjectives (BFA): 175 aggettivi valutati da 1 a 7.
- NEO Personality Index (NEO-PI): Costa e McCrae, valuta l’estroversione, la gradevolezza, la coscienziosità, il nevroticismo e l’apertura mentale. Il NEO-PI-R (revisionato), valuta oltre ai 5 fattori, 6 tratti sottordinati per ciascuno. Ha dimostrato buone relazioni con misure di personalità ed elevata concordanza tra autovalutazione ed eterovalutazione.
- Trait-in-Situation (TinSit): Van Heck (1994), impiega la teoria della generalizzabilità per analizzare le 5 tendenze disposizionali e la loro espressione, è importante per indagare l’importanza delle persone, situazioni e delle modalità di risposta. Individua una tassonomia per le situazioni composta da 10 dimensioni.
- Five Factors Personality Inventory (FFPI): Hendriks (1999), 100 item, brevi e specifiche affermazioni. La differenza con il Big Five è che nel FFPI il 5° fattore è l’autonomia.
- Hogan Personality Inventory: Hogan (1968), 6 dimensioni ambizione, socievolezza, amicalità, prudenza, adattamento e intelletto.
- Multidimensional Personality Questionaire (MPQ): 4 dimensioni, emozionalità agentica positiva, emozionalità positiva sociale, emozionalità negativa e costrizione.
- Zuckerman-Kuhleman Personality Questionaire (ZKPQ): le dimensioni sono, ricerca impulsiva di sensazioni, nevroticismo-ansia, aggressione-ostilità, attività e socievolezza.
Meriti e limiti del modello dei 5 fattori
Meriti: Rappresenta una cornice di riferimento condivisa per la descrizione della personalità e consente di esaminare e valutare la personalità con termini utilizzati abitualmente, e di fare previsioni sui “criteri esterni” connessi all’adattamento psicosociale.
Limiti: I 5 fattori non sono stati riscontrati in tutte le culture, soprattutto negli studi emici. I fattori estratti a livello di popolazione solo in parte trovano riscontro a livello individuale. Inoltre, le persone utilizzano un numero più limitato di fattori, ma comunque i 5 fattori non esauriscono la varietà delle caratteristiche che descrivono la personalità, né permettono la descrizione accurata delle singole individualità.
Tutti possiedono i 5 fattori?
Rorer (1990): Ritenere che i costrutti validi per la popolazione lo siano anche per il singolo è un errore logico. Nasselroade e Molenaar (1999) hanno sviluppato una tecnica per valutare l’assunto che una popolazione di individui possa essere caratterizzata tramite un’unica struttura. In particolare, hanno valutato quanto sia appropriato raggruppare i dati provenienti da individui diversi in una struttura comune. La struttura a 5 fattori dovrebbe dunque essere rintracciabile tramite l’analisi fattoriale condotta con Tecnica-P di Cattell, nella quale si studia un dato individuo che viene osservato in molte occasioni. Purtroppo i risultati non hanno fornito supporto all’ipotesi dell’utilizzo dei 5 fattori per il singolo.
Fleeson (1998): il modello a 5 fattori non si adatta ai soggetti presi singolarmente. Quanto maggiore è la varianza spiegata dal fattore nelle valutazioni che la singola persona dà di se stessa, tanto più tale fattore può deviare dalla struttura a cinque fattori.
Le disposizioni: perché studiare solo le medie?
«Gli individui mostrano configurazioni complesse quanto a coerenza e stabilità, le quali potrebbero non essere afferrate se il funzionamento della personalità venisse considerato solamente attraverso il filtro di categorie nomotetiche come i tratti». Questo vuol dire che i tratti non bastano a fornire le spiegazioni di cui abbiamo bisogno, specie se con essi si descrivono tendenze medie.
L’analisi fattoriale nello studio della personalità
Per studiare la psicologia delle differenze individuali si fa molto affidamento alla tecnica statistica dell’analisi fattoriale. Riduce le interrelazioni tra più variabili a un numero ridotto di costrutti ipotetici latenti. Il punto di partenza è una matrice di covarianza che sintetizza le relazioni tra le variabili manifeste. Il punto finale è costituito invece da una matrice che riporta le relazioni tra tutte le variabili osservate e i costrutti latenti da esse risultate. Le situazioni fattoriali costituiscono la forza delle relazioni che intercorrono tra le variabili osservate e i fattori latenti. Ne esistono due tipi:
- Analisi Fattoriale Esplorativa: Gli studiosi possono ricorrere a questa senza una teoria precisa su come ci si attende che le variabili si associno. Nonostante ciò non è mai veramente priva di teorie, perché ce ne sarà sempre una a guidare la scelta delle opzioni, anche se implicitamente.
- Analisi Fattoriale Confermativa: In questo tipo di analisi fattoriale si utilizzano modelli di equazioni strutturali, serve a valutare il grado in cui uno specifico modello di relazioni tra variabili si adegua alle covarianze osservate tra quelle ed è utile per indagare la validità del costrutto.
Secondo Cattell, la personalità è ciò che consente la previsione di ciò che l’individuo farà in una determinata situazione. I tratti sono le strutture mentali che descrivono la personalità e rendono ragione di tale previsione. Alcuni sembrano connaturati alla costituzione dell’individuo, altri come il risultato di influenze ambientali, altri ancora di condizioni psicopatologiche.
Temperamento e personalità
Allport vede il temperamento come la natura emozionale caratteristica dell’individuo, che include la sua velocità di risposta e lo stato tipico dell’umore, considerandolo un attributo biologico largamente ereditario. Eysenck vede il temperamento come un “settore affettivo” più o meno stabile e duraturo nel tempo, spesso usando i termini personalità e temperamento indifferentemente.
Il temperamento si riferisce alle qualità stilistiche che coinvolgono l’affetto, l’energia e l’attenzione. Chess e Thomas definiscono il temperamento come uno stile comportamentale che concerne il “come” del comportamento. L’ambiente e il temperamento del bambino si influenzano a vicenda. Individuano 3 tipi di temperamento: facile, difficile e lento. Il primo ha ritmi regolari nelle funzioni biologiche, reazioni positive a nuovi stimoli e si adattano facilmente al cambiamento. Esprimono un umore positivo moderatamente intenso. I bambini difficili invece presentano caratteristiche completamente opposte al precedente. Infine, i bambini con temperamento lento presentano una discreta regolarità delle funzioni biologiche, un adattamento ai nuovi stimoli lento e le reazioni sono normali se vi è un adeguato sostegno dell’ambiente. Ciò conferma la reciproca influenza tra ambiente e caratteristiche temperamentali; il primo infatti può supportare il secondo, ma anche ostacolarlo. È necessario tener conto della bontà di adattamento e povertà di adattamento, ossia la consonanza o meno tra temperamento e aspettative, richieste e opportunità dell’ambiente.
Strelau vede il temperamento come un insieme di caratteristiche stabili dell’organismo (teoria regolativa del temperamento, RTT). Il temperamento è visto come il risultato dell’evoluzione biologica, mentre la personalità come prodotto delle condizioni socio-storiche. Le componenti energetiche si riferiscono ai livelli di reattività e attività, mentre le caratteristiche temporali fanno riferimento a qualità come la velocità e la persistenza della risposta. La reattività si manifesta nell’intensità di reazione agli stimoli, può essere alta quando ha bassi livelli di stimolazione e bassa quando invece solo alti. Reattività e attività sono strettamente legate, dal momento che il bisogno di stimolazione predispone ad azioni che, a loro volta, hanno una funzione di stimolazione. Reattività e attività sono strettamente legate, dal momento che il bisogno di stimolazione predispone ad azioni che, a loro volta, hanno una funzione di stimolazione.
Le intelligenze: Generale, Pratica, Sociale ed Emotiva
L'intelligenza è l'applicazione di abilità cognitive e conoscenze volte all’apprendimento, alla risoluzione dei problemi e al raggiungimento degli scopi. Tre aspetti importanti della prestazione cognitiva efficiente sono l’Expertise (esperienza), il Context (Contesto) e la Pragmatics (pratica).
L’intelligenza si acquisisce gradualmente, si sviluppa ed esprime in contesti di vita reale; le azioni guidate dall’intelligenza variano a seconda della situazione. Il concetto di pratica sottolinea il carattere finalistico del comportamento.
Spearman ha identificato il Fattore G, dove le espressioni dell’intelligenza risultano dal concorso di un’abilità mentale generale ed ereditaria e una varietà di fattori specifici ai diversi compiti.
Cattel distingue due espressioni di intelligenza generale: Intelligenza fluida, che corrisponde ad abilità di individuare relazioni complesse ed implementare nuovi modi di pensare e risolvere i problemi; Intelligenza cristallizzata, che riguarda l’uso di abilità, conoscenze e modi di pensare acquisiti.
Alcune ricerche psicofisiologiche mostrano chiare associazioni tra l’attività elettrica del cervello e i punteggi nei test d’intelligenza, ma se un particolare fattore biologico covaria con la misura del QI, non implica che questo sia intelligenza.
Gardner sviluppa la teoria delle intelligenze multiple, composta cioè da 7 componenti della capacità mentale, non separati tra loro ma impiegati per affrontare problemi comuni.
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