Epidemiologia: una nuova scienza?
Verso la seconda metà del 20o secolo vi fu un tumultuoso sviluppo dell’epidemiologia ambientale; fino agli anni ’70 se ne occuparono solo i medici, mentre in seguito anche ricercatori di varia estrazione.
Concetti chiave in epidemiologia
- La causa, che può essere sufficiente, necessaria o sufficiente e necessaria;
- La forza dell’effetto;
- L’interazione.
Il ruolo dei fattori genetici è importante, e la proporzione di patologie causate dai fattori genetici è variabile fino ad un 100% teorico. Il ruolo dei fattori ambientali, inclusa la dieta e lo stile di vita, è molto importante e la proporzione di patologie causate dai fattori ambientali è variabile fino ad un 100% teorico.
Fattori causali secondo Hill
Secondo Hill, i fattori causali sono:
- Forza dell’associazione;
- Ripetibilità dell’associazione;
- Specificità dell’associazione;
- Sequenza temporale;
- Gradiente biologico;
- Plausibilità;
- Coerenza;
- Evidenza sperimentale;
- Analogia.
Misure chiave per le valutazioni epidemiologiche
Le misure chiave per le valutazioni epidemiologiche sono:
- Incidenza: nuovi casi nella popolazione/unità di tempo;
- Prevalenza: casi/popolazione in un determinato momento;
- Prevalenza: incidenza x durata della patologia;
- Media: Σvalori/n;
- Varianza: Σ(x-media)2/n;
- Deviazione standard: √varianza.
Misure di effetto
Le misure di effetto sono:
- Tassi di incidenza, in subordine di mortalità;
- Tassi standardizzati con metodo diretto o indiretto;
- Rischio relativo;
- Odds ratio.
Tipologie di studi epidemiologici
Gli studi epidemiologici possono essere:
- Studi sperimentali, di cui fanno parte:
- Trials clinici;
- Interventi di popolazione.
- Studi non-sperimentali o osservazionali, di cui fanno parte:
- Studi di coorte;
- Studi caso-controllo;
- Studi trasversali;
- Studi ecologici.
Studi di coorte
Sono detti anche studi longitudinali o di follow-up; possono essere di diverse tipologie: retrospettiva, prospettica o ambispettiva. La coorte può essere una popolazione “aperta” o “chiusa”. I costi dello studio di solito sono molto elevati.
Studi caso-controllo
La loro peculiarità è il sistema di selezione della popolazione in esame; essi non permettono di stabilire i tassi di incidenza e mortalità e sono esposti ad alcune distorsioni nella selezione del campione e nella valutazione dell’esposizione. Essi sono molto efficienti, soprattutto nel caso di malattie rare.
Studi trasversali
La loro peculiarità è il sistema di selezione della popolazione in esame; essi non permettono di stabilire i tassi di incidenza e mortalità e sono esposti ad alcune distorsioni nella selezione del campione e nella valutazione dell’esposizione. Essi sono poco efficienti nel caso di malattie rare.
Studi ecologici
Sono studi condotti sull’intera popolazione e non sul singolo soggetto, e di solito sono effettuati su popolazioni di elevate dimensioni; la valutazione dell’esposizione viene effettuata sempre su base generale. I limiti sono:
- L’impossibilità di associare con precisione esposizione ed effetti esaminati;
- Il rischio di errori di valutazione.
I pregi sono:
- L’esecuzione rapida e poco costosa;
- La possibilità di identificare fenomeni “grossolani”;
- Non vi è nessuna necessità di allarmare la popolazione.
Errori negli studi epidemiologici
- Mancanza di precisione (stabilità statistica);
- Mancanza di validità (confondimento e distorsioni di selezione, informazione e diagnosi).
Epidemiologia clinica e test di screening
Per quanto riguarda l’epidemiologia clinica, il test di screening è una procedura per identificare una malattia in fase iniziale o di una condizione a rischio tramite l’applicazione di un test. Le caratteristiche di un test di screening sono:
- Costo della campagna;
- Efficacia del test;
- Modalità tecniche di esecuzione;
- Non invasività;
- Conseguenza psicologiche.
La sensibilità di un test è la proporzione di persone positive ad un test tra quelle malate. La specificità di un test è la proporzione di persone negative ad un test tra quelle non-malate. Il valore predittivo positivo di un test è la proporzione di persone malate tra quelle positive ad un test. Il valore predittivo negativo di un test è la proporzione di persone sane tra quelle negative ad un test.
Stili di vita e promozione della salute nell'età evolutiva
La salute è uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale. Essa sancisce il processo culturale del superamento del dualismo mente-corpo e pone i presupposti per il passaggio dall’approccio bio-medico a quello bio-psico-sociale.
Secondo il modello relazionale, le determinanti della salute sono:
- Età, sesso e fattori costituzionali;
- Stili di vita individuali;
- Reti sociali;
- Condizioni socio-economiche, culturali e ambientali (ambiente e qualità del lavoro, disoccupazione, educazione, agricoltura e produzione del cibo, acqua e igiene, assistenza sanitaria e alloggi).
La promozione della salute è il processo che permette alle persone di esercitare un controllo maggiore sulla propria salute e di migliorarla. Essa rappresenta un processo sociale e politico globale che comprende azioni volte a modificare le condizioni sociali, ambientali ed economiche (es: progetto di comunità per la promozione dell’attività fisica).
La Carta di Ottawa
La Carta di Ottawa, cioè la Carta per la Promozione della Salute (OMS, 1986), afferma: “La promozione della salute mira soprattutto all’equità nella salute. Il suo intervento ha lo scopo di ridurre le differenze nella stratificazione sociale della salute attuale, offrendo a tutti le stesse opportunità e risorse per raggiungere il massimo potenziale di salute”.
Ruolo dei fattori ambientali e genetici nel determinismo della salute
Nel periodo prenatale e infantile, per quanto riguarda il dominio biologico abbiamo:
- Fattori di rischio:
- Esposizione a tossici in gravidanza;
- Predisposizione genetica a disordini psichiatrici;
- Traumi cranici;
- Ipossia alla nascita e altre complicanze;
- Infezione da HIV;
- Malnutrizione.
- Fattori protettivi:
- Sviluppo fisico appropriato per l’età;
- Buona salute fisica;
- Buon funzionamento intellettivo.
Per quanto riguarda il dominio psicologico abbiamo:
- Fattori di rischio:
- Disturbi dell’apprendimento;
- Tratti di personalità maladattiva;
- Abusi sessuali, fisici ed emozionali;
- Temperamento difficile.
- Fattori protettivi:
- Abilità ad apprendere tramite l’esperienza;
- Buona autostima;
- Buon livello di capacità di problem solving;
- Abilità sociali.
Ambito sociale e ambientale
Per quanto riguarda l’ambito sociale, i fattori di rischio e protettivi riguardano:
- L’individuo, la famiglia e il gruppo dei pari;
- La scuola;
- La comunità.
Per quanto riguarda l’ambito ambientale, fino a qualche decennio fa molti studi sui fattori ambientali erano concentrati su esperienze di cura negative e si negava la loro esistenza. Oggi invece vi è una forte evidenza del ruolo dei fattori ambientali come fattori di rischio e protettivi per la persona durante i periodi sensibili dello sviluppo.
- Tra i fattori di rischio ricordiamo:
- L’assunzione di alcool da parte della madre durante i primi mesi di gravidanza, che comporta dei rischi per lo sviluppo del feto evidenti in seguito come anomalie somatiche o come disturbi comportamentali (soprattutto disattenzione e iperattività).
- Il fumo da sigaretta materno durante la gravidanza, che è associato a problemi comportamentali e cognitivi mediati dal basso peso alla nascita.
- Altre forme di abuso di sostanze in gravidanza, che comportano rischi analoghi.
- Altre forme di danno prenatale, come le infezioni virali, associate ad un rischio psicopatologico aumentato.
- Il rapporto tra scarsa crescita nel periodo prenatale e la predisposizione ad un rischio di malattie cardiovascolari aumentato in età adulta.
Ambito genetico
Per quanto riguarda l’ambito genetico, il ruolo dei fattori genetici è stato valutato tramite diversi paradigmi di ricerca, tra cui studi su adottati, studi su gemelli e gemelli discordanti, figli di gemelli. Il focus di questi studi è stato molto ampio: includeva il comportamento alimentare, l’abitudine al fumo e la predisposizione ad alcune malattie. L’ipotesi più accettata è che il corredo genetico di ogni individuo determini una maggior suscettibilità ai rischi ambientali. I risultati indicano che il 40-60% delle variabilità osservate è dovuto a differenze genetiche (mediazione genetica), mentre la parte restante è dovuta all’influenza ambientale.
Plasticità cerebrale
La plasticità cerebrale è la capacità del cervello di modificarsi come risultato di esperienze, spesso a seguito di stimoli sensoriali, soprattutto durante le fasi sensibili dello sviluppo. Essa è stata evidenziata a tutte le età, sia in situazioni di arricchimento ambientale sia in situazioni di deprivazione, e decresce significativamente nei primi anni di vita.
Quasi tutte le variabili che descrivono fattori psicosociali o ambientali sono una mediazione fra geni, ambiente ed esperienza.
Educare alla salute nelle fasi evolutive
- Apprendimento per esperienza e non per memoria (es: curiosità per l’esplorazione sensoriale);
- Esperienze sensoriali diversificate (es: odore, colore, tatto e sapore del cibo);
- Stimoli sinergici di un’esperienza: mono-tasking (es: tv a cena, cellulari e amici, lavoro);
- Pause di riposo: resilienza (es: favorire il sonno e le pause);
- Ruolo dell’attività fisica (es: movimento e apprendimento);
- Contesto emozionale positivo (es: usare il cibo come ricompensa o ricatto).
Transito epidemiologico della malattia cronica
La patologia, in questi ultimi anni, ha subito delle modifiche: si è passati da una patologia infettiva che tra i fattori eziologici vedeva delle cause biologiche esterne, ad una patologia cronica, inguaribile o scarsamente curabile che nasce da comportamenti e stili di vita non corretti come fumo, uso dannoso di alcol, sovrappeso, sedentarietà e cattiva alimentazione.
Tabagismo
È la malattia cronica più frequente e meno curata. La mortalità generale, per tutte le cause, è più elevata nei fumatori rispetto ai non fumatori, soprattutto tra i 45 e i 54 anni; vi è una correlazione con il numero di sigarette fumate al giorno, l’età di inizio del fumo e la quantità di fumo aspirata. Nei fumatori tra i 45 e i 64 anni, il numero di giornate perse per malattia e il numero di giornate di degenza ospedaliera sono di un terzo più elevate rispetto ai non fumatori. La mortalità in Italia è di 90.000 persone all’anno. Inoltre, il fumo passivo provoca l’aumento di polmoniti e bronchiti nei bambini sotto i due anni esposti al fumo dei familiari, ed è associato alla sudden infant death e con otiti, sinusiti e asma bronchiale dei bambini in età scolare; esso aumenta anche il rischio di cancro al polmoni e BPCO negli adulti.
Consumo di alcol
L’alcol è una sostanza tossica, psicoattiva e cancerogena. Secondo l’OMS, esso provoca direttamente o indirettamente il 10% di tutte le malattie, il 10% dei tumori, il 63% delle cirrosi epatiche, il 41% degli omicidi, il 45% degli incidenti e il 9% delle invalidità e delle malattie croniche. In Europa, fra i giovani tra i 15 e i 29 anni, una morte su quattro avviene a causa dell’alcol. Ad esso sono attribuiti 20.000/30.000 decessi all’anno in Italia.
Epidemiologia del consumo alcolico in Italia
- 30.000 decessi;
- 1.600.000 bevitori dipendenti;
- 4.000.000 bevitori a rischio;
- 33.000.000 bevitori a basso rischio.
Le principali patologie correlate all’alcol sono:
- Per quanto riguarda l’apparato digerente sono steatosi (alfaglicerofosfato), epatopatie acute e croniche, cirrosi e pancreatite acuta;
- Per quanto riguarda il sistema nervoso centrale sono intossicazione acuta, sindrome di astinenza, quadri psichiatrici indotti (psicosi di Kossakoff) e deficit della memoria;
- Per quanto riguarda il sistema cardiocircolatorio sono miocardiopatia alcolica (acetaldeide), cardiopatia ischemica e ictus;
- Per quanto riguarda i tumori, i più frequenti sono quelli del cavo orale, della laringe, dell’esofago e del fegato.
Secondo l’OMS vi sono diversi modi del bere, ovvero bere rischioso, bere dannoso e dipendenza; si sconsiglia di usare il termine abuso perché implica l’erroneo concetto di uso. Un’unità alcolica corrisponde a 12 mg di alcol etilico.
Soglia del bere ad alto rischio
- Criterio quantitativo:
- Più di 2 unità alcoliche al giorno per gli uomini e più di 1 unità alcolica al giorno per le donne;
- Criterio della frequenza e/o della modalità:
- Bere abitualmente fuori pasto;
- Bere concentrato in grandi bevute o binge drinking (consumo di almeno una volta al mese di 6 o più unità di bevanda alcolica in un’unica occasione).
- Criterio legato alle caratteristiche del bevitore:
- Età;
- Gravidanza;
- Patologie;
- Categorie esposte a maggior rischio.
Smart drugs
Sono dei preparati naturali o sintetici che contengono principi attivi di estratti vegetali e sostanze psicotrope come efedrina, caffeina e mescalina. Esse sono disponibili sotto forma di bevande energetiche e pastiglie. La traduzione di smart drugs, “droghe furbe”, si riferisce al fatto che si possono acquistare e tenere dei prodotti di origine vegetale che contengono gli stessi principi attivi, perché essi non sono ancora inclusi nelle tabelle delle sostanze stupefacenti e psicotrope.
Sovrappeso e obesità
I maschi sopra i 24 anni in sovrappeso sono il 39% e quelli affetti da obesità sono il 6%, mentre le femmine sopra i 24 anni in sovrappeso sono il 25% e quelle affette da obesità sono l’8%. Essi sono associati ad incidenza e mortalità più elevate per ipertensione, cardiopatia ischemica, diabete di tipo 2, ictus cerebrale, osteoporosi, osteoartrosi, carie dentale, tumori della mammella in post-menopausa, tumori dello stomaco e del colon-retto. La mortalità generale nell’obesità è del 50% più alta rispetto ai normopeso.
Raccomandazioni dell’OMS per l’attività fisica
- I bambini e i ragazzi tra i 5 e i 17 anni dovrebbero fare almeno 60 minuti al giorno di attività moderata-vigorosa, includendo almeno 3 volte alla settimana degli esercizi per la forza come giochi di movimento o attività sportive;
- Gli adulti dai 18 ai 64 anni e gli anziani dai 65 anni in poi dovrebbero fare almeno 150 minuti alla settimana di attività moderata o 75 di attività vigorosa.
Abitudini alimentari corrette
- Un’alimentazione sufficiente e non eccessiva;
- Un’alimentazione bilanciata con un apporto energetico equilibrato tra glucidi (55%), proteine (20%) e grassi (25%);
- Un’alimentazione varia.
Strategie di prevenzione
Le strategie di prevenzione per quanto riguarda il fumo nell’infanzia e prima adolescenza possono essere:
- Offrire ai bambini degli strumenti adatti alla loro età per affrontare il tema della relazione con la sigaretta a scuola e in famiglia;
- Chiarire il legame fra l’ambiente non inquinato e il benessere individuale ed evidenziare come il fumo contribuisca a deteriorare la qualità dell’aria che respiriamo;
- Ottenere che genitori e docenti si astengano dal fumo in presenza dei bambini e parlino con loro della non positività di questa abitudine;
- Utilizzare la dimensione simbolico/emotiva per far crescere in ogni bambino degli atteggiamenti istintivi ed affettivi di non disponibilità all’uso della sigaretta.
Le strategie di prevenzione per quanto riguarda alcol, alimentazione e attività fisica possono essere:
- Interventi di popolazione, come le campagne dei mass media e gli interventi sulla disponibilità (tassazione, restrizioni nell’orario di vendita, controllo dell’alcolemia alla guida, divieto di pubblicità);
- Interventi educativi come interventi scolastici basati sul contesto;
- Interventi di comunità.
Life skills o competenze trasversali
Le life skills o competenze trasversali sono abilità per la vita, cioè un insieme delle competenze cognitive, emotive e relazionali che permettono all’individuo di affrontare le difficoltà della vita quotidiana, attivando dei comportamenti positivi ed adattamento. Sono abilità e competenze che bisogna apprendere per relazionarsi con gli altri e affrontare i problemi, le pressioni e lo stress della vita quotidiana. Esse si dividono in:
- Abilità sociali come relazioni efficaci, empatia e comunicazione efficace;
- Abilità emotive come consapevolezza del sé, gestione delle emozioni e gestione dello stress;
- Abilità cognitive come decision making, problem solving, pensiero creativo e pensiero critico.
- Tra le abilità sociali rientrano: individuare i destinatari della comunicazione, individuare il focus della comunicazione, capacità di usare diversi registri per lo stesso argomento, capacità di integrazione col linguaggio corporeo e gli strumenti multimediali e capacità di ascolto attivo;
- Tra le abilità emotive rientrano: dare un nome all’emozione, distinguerla da un sentimento, distaccarsi dal vissuto emozionale, narrazione dell’emozione da un punto di vista esterno, elaborazione di strategie di controllo rispetto ad un’iperattivazione emozionale e rivalutazione in modo positivo delle individualità;
- Tra le abilità cognitive rientrano: riconoscimento e descrizione del problema di partenza, percorsi possibili per la sua risoluzione, scelta del piano adottato e sua motivazione, previsione delle conseguenze della decisione.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Igiene, riassunto
-
Igiene Riassunto
-
Riassunto completo per l’esame di criminologia prof. Pietralunga
-
Igiene - programma completo