DEREGOLAZIONE DEL CALCIO: il Ca è lo ione con l’equilibrio fra ambiente intra ed
extracellulare più lontano e quindi l’entrata massiva nell’ambiente intracellulare causa eventi
importanti. La concentrazione tollerata è di 0,5-1 microM (1000 volte minore di quella
extracellulare). Se si ha un’aumento eccessivo di Ca questo entrerà nei mitocondri causando una
lesione con conseguente mancata produzione di ATP, inoltre possono essere lesi i lisosomi con
conseguente rilascio di enzimi nel citoplasma con lesioni inizialmente reversibili ma che sfociano
necrosi.
nella La cellula necrotica inizialmente tipicamente si gonfia per alterazione dell’equilibrio
osmotico dovuto a enzimi che agendo su altre proteine aumentano l’osmolarità intracellulare
scindendole in più proteine. Il rigonfiamento infine rompe la membrana cellulare.
Il riversamento nell’ambiente extracellulare di costituenti intracellulari stimola l’innesco della
flogosi.
NECROSI: morte cellulare accidentale dovuta ad eventi lesivi di vario genere. Essendo una morte
accidentale causa l’innesco flogistico. In una cellula che va incontro a necrosi sono osservabili
caratteristiche modificazioni:
- Il citoplasma diventa fortemente eosinofilo in conseguenza all’aumento dei gruppi legati dal
colorante per la massiccia idrolisi;
- Rigonfiamento degli organuli;
- picnosi è la prima lesione morfologicamente significativa ed è caratterizzata dal nucleo che
diventa piccolo e compatto;
- carioressi in cui il nucleo è compatto ma frammentato;
- cariolisi ossia la digestione da parte degli enzimi del nucleo stesso.
La lesione nucleare è di fondamentale importanza perché fa da spartiacque fra lesione cellulare
reversibile e irreversibile. Infatti quando il nucleo viene lesionato vengono meno tutti i processi di
trascrizione e si può considerare la lesione irreversibile.
BIOCHIMICA DELLA NECROSI:
- crisi bioenergetica
Il danno mitocondriale dovuto all’evento lesivo iniziale causa una che se
prolungata diventa irreversibile. Questa soglia omeostatica è diversa da tessuto a tessuto in
base al tipo di metabolismo che quest’ultimo utilizza, ossia un metabolismo aerobio o
danneggiamento mitocondriale calcio dipendente.
anaerobio. SI parla di
- La carenza di ATP determina un mancato funzionamento della pompa Na/K con conseguente
accumulo intracellulare di Na con conseguente aumento osmotico che causa il rigonfiamento
cellulare;
- La carenza di ATP dovuta al danno calcio dipendente ha come conseguenza anche l’attivazione
fosfolipasi intracellulari
delle che attaccano i fosfolipidi di membrana causando la
disorganizzazione della membrana e il rilascio di acidi grassi liberi che sono agenti
impermeabilizzanti per i protoni (aumentano l’osmolarità intracellulare).
- Il danno di membrana causa un ulteriore aumento del Ca citosolico che raggiunge la soglia di
proteasi calcio dipendenti
attivazione delle (calpaina ed endonucleasi) che nel momento in cui
lisano il nucleo rendono la lesione irreversibile.
- Un meccanismo di compenso che la cellula mette in atto è l’attivazione delle heat shock
proteins che se la lesione è di bassa intensità e di durata breve permettono il recupero delle
funzioni grazie al compenso degli equilibri energetici, ionici e osmotici.
TIPI DI NECROSI:
- Necrosi coagulativa tipica degli infarti, l’evento iniziale è il mancato apporto di ossigeno con
conseguente crisi bioenergetica ed eventi conseguenti. Questo tipo di necrosi si presenta come
una zona opaca e densa. Microscopicamente è iper-eosinofila per l’aumento dei gruppi legati
dall’eosina in seguito a idrolisi.
- Necrosi colliquativa è una necrosi caratterizzata dal rammolimento della zona necrotica
dovuto all’azione dei neutrofili che vengono richiamati in loco per la rimozione dell’agente
lesivo. Può formarsi anche un ascesso ossia una raccolta semiliquida di detriti cellulari e
derivati da neutrofili. Questo tipo di necrosi è tipica di Streptococcus Pyogenes.
- Necrosi caseosa è caratterizzata da consistenza di formaggio fresco ossia un materiale fresco,
noduloso e friabile. È tipica del Mycobatterium Tubercolosis.
- Necrosi grassa avviene tipicamente nel pancreas in quanto un evento necrotico in questo
organo causa il rilascio di fosfolipasi, idrolasi acide e proteasi che portano all’alterazione lipidica
con formazione di materiale opaco e untuoso.
APOPTOSI: tipo di morte cellulare programmata, viene attivata quando una cellula ha finito il suo
compito o viene infettata da agenti patogeni. Essendo programmata la cellula mette in atto una
serie di eventi che permettono la rimozione della cellula stessa senza innesco della flogosi. Ciò è
possibile grazie all’espressione sulla porzione esterna della membrana di fosfatidilserine che
vengono riconosciute dal sistema macrofagico che rimuove i residui cellulari. La cellula prima di
essere fagocitata va incontro a processi di autodigestione mediati da enzimi chiamati caspasi
(cysteinyl aspartate-specific proteinase). Esistono molti tipi di caspasi (alcune coinvolte nel
caspasi
sistema immunitario) ma quelle coinvolte nell’apoptosi possono essere divise in
iniziatrici (caspasi 8 e 9) e caspasi effettrici (caspasi 3).
L’apoptosi può avvenire tramite due vie:
- via estrinseca
La che viene attivata dai segnali extracellulari che agiscono su recettori di morte
TNF e Fas. DD
trimerici i cui ligandi sono Il recettore una volta legato il ligando libera il (death
FADD DED;
domain) che tramite la proteina adattatrice lega questo complesso è in grado di
caspasi 8
attivare la procaspasi 8 a che a sua volta porterà all’attivazione della caspasi
effettrice 3.
- via intrinseca citocromo c
La che viene attivata dal rilascio di da parte dei mitocondri,
quest’ultimo è solubile nella zona intermembrana e in caso di danno alla membrana esterna
caspasi 9
viene rilasciato e determina l’attivazione della che a sua volta attiva la caspasi 3.
Le due vie comunicano e vengono regolate da:
- proteina BID
Comunicano tramite la che viene proteolizzata dalla caspasi 8 con formazione di
t-BID che agisce a livello della membrana esterna mitocondriale facilitando il passaggio del
cytC.
- Bax e Bad sono due proteine che stimolano il rilascio del cytC;
- Bcl-2 inibisce il rilascio di cytC ed è per questo che mutazioni in cui si ha una sua
overespressione portano a fenotipo tumorale.
- IAP (inhibitors of apoptosys proteins)
Le legano il sito attivo delle procaspasi 9 e 3 inibendo
quindi la loro attivazione e lo stimolo apoptotico.
- cFLIP
Le proteine sono proteine che possiedono un dominio DD e fanno da specchietto per le
allodole per FADD in quanto non possedendo un dominio catalitico non attivano la procaspasi 8
e portano alla morte del segnale.
CASPASI: le caspasi vengono divise in caspasi apicali e in caspasi effettrici:
- caspasi apicali
Le vengono attivate dal legame con una piattaforma di ancoraggio in quanto
quest’ultima lega due procaspasi che per prossimità diventano una il substrato dell’altra con
conseguente liberazione della caspasi attiva. La procaspasi 9 si attiva attraverso un enzima
Apaf-1,
convertasi specifica che prende il nome di che in condizioni basali è ripiegata su se
HUB
stessa. Quando viene legata dal cytC si libera il suo dominio che si irrigidisce in presenza
WD domain)
di ATP e permette l’autoassemblaggio di 7 Apaf con i rispettivi cytC (legati al a
formare una struttura circolare. La zona centrale di questa struttura circolare è la sede di
ancoraggio di 2 procaspasi 9 (apoptosoma) che per prossimità si autoattivano con liberazione
delle caspasi attive (perché ci sia l’attivazione è necessaria ATP).
- caspasi effettrici
Le vengono attivate dalle caspasi apicali attive e agiscono direttamente sui
loro bersagli che porteranno all’attivazione del processo apoptotico. Una caspasi effettrice
inoltre non può attivare una caspasi apicale e ciò comporta che la cascata delle caspasi sia
lineare e non esplosiva.
MITOCONDRI E APOPTOSI: i mitocondri oltre al cytC (contenuti nei sacculi) contengono:
- SMAC/DIABLO che sono inibitori delle IAP e quindi una loro liberazione nel citoplasma
permette al processo apoptotico di procedere.
- ENDONUCLEASI G che sono caratteristiche perché una volta rilasciate tagliano la cromatina in
un processo caspasi-indipendente e rappresentano quindi una via diretta per il taglio della
cromatina.
Quando arriva un segnale di morte extracellulare si ha l’attivazione della caspasi 8 che porta alla
formazione di tBID che insieme a BAX o BAD porta alla formazione sulla membrana esterna di un
canale che permette la fuoriuscita del cytC, quest’ultimo però essendo contenuto nei sacculi esce
di
in modo quantico. Se a ciò si aggiunge il rimodellamento della membrana interna (transizione
permeabilità) permette un massiccio rilascio di cytC, questo rimodellamento se eccessivo può
portare ad una rottura della membrana esterna con conseguente rilascio di CytC, SMAC/DIABLO
e Endonucleasi G. L’apoptosi può procedere perché l’ATP necessaria viene fornita da mitocondri
che rimangono funzionanti. In caso in cui però manchi ATP un evento inizialmente apoptotico può
trasformarsi in necrosi con conseguente flogosi.
MORFOLOGIA APOPTOSI:
- Il volume cellulare tende a contrarsi (contrario della necrosi) a causa della proteolisi dei filamenti
actinici;
- transglutaminasica
L’aumento dell’attività porta alla formazione di cross-link fra proteine
diminuendo il potere osmotico e favorendo l’ulteriore perdita d’acqua;
- laddering
Si ha la degradazione regolata della cromatina nel processo che prende il nome di
con conseguente contrazione nucleare;
- BLEBS
La cellula continua la sua fase di contrazione formando che permettono la facile
corpi
eliminazione dei residui da parte del sistema macrofagico che rimuove i cosiddetti
apoptotici.
Per quanto riguarda la membrana l’evento tipico dell’apoptosi è l’esposizione sulla membrana
esterna delle fosfatidilserine (tipicamente sulla membrana interna) grazie all’inibizione della flippasi
che viene inattivata dalla caspasi 3. Quest’ultima inoltre stimola il rilascio di citochine che portano
i macrofagi in loco per la rimozione dei corpi apoptotici.
A livello nucleare avviene:
- lamina
La caspasi 3 taglia la che è una componente della membrana nucleare e quindi la sua
rimozione facilita l’accesso agli acidi nucleici.
- ICAD CAD (caspase activated DNAse)
La caspasi 3 taglia le che quindi non inibiscono più le
che tagliano il DNA in unità nucleosomiali precise.
- PARP
La caspasi 3 infine taglia l’enzima che ha la funzione di riparare il DNA e viene inibita
anche la topoisomerasi.
DNA MITOCONDRIALE: il DNA mitocondriale è un doppio filamento circolare di circa 17000 basi
che codifica per 37 geni fra cui quelli che codificano per la NADH deidrogenasi, per la citocromo
ossidasi e per il citocromo b. In tutto sono codificate 13 proteine di cui 11 sono della catena
respiratoria e 2 dell’ATP sintetasi.
EFFETTO SOGLIA MITOCONDRIALE: il DNA mitocondriale si replica tramite la DNA polimerasi
gamma che nonostante abbia un sistema di riparazione integrato commette una quantità di errori
maggiore rispetto alla replicazione nucleare e questo porta il DNA mitocondriale ad avere un
numero di mutazioni maggiori. Nel caso le mutazioni coinvolgano geni si avranno dei mitocondri
con fenotipo malato e visto che, nella replicazione cellulare i mitocondri segregano in modo
casuale, in cellule diverse possono esserci in proporzioni variabili mitocondri sani e altri malati.
Con effetto soglia si intende quel fenomeno per cui finché la popolazione di mitocondri sani riesce
a sopperire alle mancanze di quelli malati il fenotipo è normale mentre quando questa soglia viene
superata prevale il fenotipo malato.
REVERSIBILITÀ FOSFORILAZIONE OSSIDATIVA: quando si ha un calo di ossigeno (ipossia)
manca l’accettore finale di elettroni e quindi si ha un blocco della catena respiratoria e di
conseguenza della produzione di ATP, si arriva alla situazione in cui la concentrazione di ATP
citoplasmatico è maggiore di quello mitocondriale e si ha quindi che invece di avere un flusso in
uscita dal mitocondrio si avrà un flusso in entrata (il mitocondrio diventa ladro di ATP). L’ATp
sintetasi funziona in entrambi i sensi e quindi si avrà il consumo di ATP con pompaggio dei
protoni verso l’esterno.
La cellula però continua nella sua produzione di specie ridotte e si ha quindi un’eccesso di
elettroni che cominciano a sfuggire dalla catena respiratoria con conseguente formazione di ROS.
DANNO DA RIPERFUSIONE: si è osservato che dopo un evento ischemico la riperfusione porta
ad un danno maggiore così tramite l’esperimento di Kaltenbach si è scoperto essere la catena
respiratoria mitocondriale la causa del danno. L’esperimento infatti
prevedeva di utilizzare il cianuro che legando l’eme blocca la
citocromo ossidasi e si è visto che non si veniva a creare danno da
riperfusione.
ACCUMULO DI SUCCINATO NELL’IPOSSIA: durante l’ipossia si è
notato che si ha un accumulo di succinato, tramite esperimenti con
glucosio marcato si è appurato che il succinato non deriva dal ciclo
di Krebs ma bensì dall’accumulo di substrati, in particolare
l’accumulo di aspartato-ossalacetato che visti gli elevati livelli di
NADH invece di procedere nell’ossidazione viene convertito in
malato che a sua volta forma fumarato, inoltre durante l’ischemia
per il calo dell’ATP si ha l’inversione del ciclo dell’urea con
formazione di fumarato a partire dall’aspartato.
RET (REVERSE ELECTRON TRANSFER): meccanismo che avviene al momento della
riperfusione dopo un evento ipossico che ha causato l’accumulo di succinato. Quando l’ossigeno
torna disponibile la quantità di succinato è tale da causare l’inversione del flusso di elettroni nella
catena respiratoria attraverso la succinico deidrogenasi ed il complesso I. Questo causa la
formazione di anione superossido O2- che tramite reazione di Haber-Weiss (di cui la seconda
parte è la reazione di Fenton che avviene con perossido di idrogeno) porta alla formazione di
radicale idrossile OH- che essendo molto reattivo porta a danni cellulari.
TRANSIZIONE DI PERMEABILITÀ: nella cellula quando l’ATP cala le pompe sodio potassio non
possono più funzionare e nemmeno l’uptake del calcio da parte del reticolo sarcoplasmatico e
quindi il calcio citoplasmatico viene preso dai mitocondri dove però insieme alla produzione dei
Poro di transizione di permeabilità
ROS per la RET causa l’apertura del che si trova sulla
membrana interna che indirettamente danneggia quella esterna per via del rigonfiamento
mitocondriale. Questo fenomeno è reversibile se si utilizza un chelante del calcio e se si fornisce il
citocromo c che nel frattempo è uscito. Questo poro si mantiene chiuso quando è in presenza di
un potenziale elevato, di magnesio e nucleotidi, con solfidrili ridotti e se è presente ciclosporina A
e protoni.
NECROPTOSI: la necroptosi è un tipo di morte cellulare necrotica programmata ed è
morfologicamente identica alla necrosi. Avviene in seguito al blocco della morte apoptotica
tramite meccanismi di deubiquitinazione a livello recettoriale. I protagonisti di questa via sono:
- TNF che lega il suo recettore;
- TNFR1;
Il recettore
- RIPK1 che è un partner che forma il recettore trimerico e che normalmente in seguito al legame
di TNF viene ubiquinato (questa ubiquitinazione porta all’attivazione della via di sopravvivenza
cellulare tramite assemblaggio del complesso IKK formato da IKK-alpha, IKK_beta e NEMO che
deubiquitinazione
portano all’attivazione della via di NfKb). La sua invece funge da segnale per
l’attivazione della via apoptotica in quanto si ha la formazione del complesso II (formato da
TRADD, FADD, CYLd uno deubiquitinasi e caspasi 8) che viene avvicinato dalla seconda
caspasi che media la rimozione di CYLD, RIPK1 e l’attivazione della caspasi che porterà
all’innesco della via apoptotica.
- Se manca l’attivazione della caspasi 8 perché questa viene inibita dalle IAP e quindi non si ha
l’inattivazione di RIPK1 che, essendo una chinasi, media la fosforilazione di RIPK3 e innesca un
processo a cascata di auto e etero fosforilazioni che portano alla formazione di una catena di
RIPK3 a formare microfilamenti, si ha attivazione tramite fosforilazione anche di MLKL
dopodiché i filamenti si allungano fino a raggiungere la membrana plasmatica e ciò funge da
innesco della necroptosi. Si ha infatti il rilascio di ROS e l’aumento della concentrazione di
calcio citosolico che portano alla morte cellulare e al rilascio di DAMPS che attiveranno una
risposta infiammatoria.
- Nel caso in cui venga attivato il programma della necroptosi ma ci sia inibizione delle IAP (per
esempio da parte di Smac/DIABLO) si avrà la formazione di un complesso anomale che prende
il nome di IIb e che contiene oltre a RIPK1, TRADD, FADD e la caspasi 8 anche RIPK3. Questa
via porta all’apoptosi nonostante sia partita come necroptosi.
I possibili meccanismi che possono portare all’innesco della necroptosi sono:
- PTP ossia il poro di transizione di permeabilità (attivato da aumento del Ca e ROS) causato
dalla sua eccessiva apertura che porta a deplezione di ATP e NAD+.
- Ferroptosi in cui l’innesco è dato dalla disregolazione dello scambiatore cistina/glutatione che
ha la funzione di aumentare i livelli citoplasmatici di glutatione. Il meccanismo è ferro
dipendente e tram,ite chelanti può essere inibito. Il danno deriva dalla mancan
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