Sospensioni a Triangoli - Sommario
SOMMARIO
INTRODUZIONE 3
1 GENERALITÀ SULLE SOSPENSIONI 4
1.1 D 4
EFINIZIONE DI SOSPENSIONE E MOTI CARATTERISTICI
1.2 T 7
IPOLOGIE COSTRUTTIVE
1.3 D 9
ESCRIZIONE DELLA SOSPENSIONE A TRIANGOLI
1.3.1 B 11
ARRA ANTIROLLIO
1.3.2 S 13
CHEMA PIANO
1.3.3 A A 14
NGOLO DI CKERMANN
1.4 P 17
ROGETTO CINEMATICO DELLA SOSPENSIONE
2 ANALISI DI UN METODO DI CALCOLO AUTOMATICO PER LA
CINEMATICA DELLE SOSPENSIONI 19
2.1 II SOSP 19
PROGRAMMA DI ANALISI NUMERICA
2.2 M 19
ATRICE DI TRASFORMAZIONE
2.3 T . C
RIANGOLO RUOTANTE NELLO SPAZIO INTORNO AD UN SUO LATO ONVENZIONI E
21
SISTEMA DI RIFERIMENTO
2.4 P
OSIZIONAMENTO DI UN TRIANGOLO A DISTANZA ASSEGNATA DA UN PUNTO FISSO 23
NELLO SPAZIO
2.5 S CHEMA EQUIVALENTE DELTA SOSPENSIONE SECONDO IL PROGRAMMA DI ANALISI
SOSP - 23
NUMERICA ALGORITMO DI CHIUSURA
3 PARAMETRI DIASSETTO 29
3.1 I 29
NTRODUZIONE
3.2 A 29
LTEZZA DA TERRA
3.3 S 30
EMICARREGGIATA
3.4 A C 31
NGOLO DI ASTER
3.5 A K -P 33
NGOLO DI ING IN
3.6 A C C 34
NGOLO DI AMBER O DI AMPANATURA
Corso di Meccanica del Veicolo 1
Sospensioni a Triangoli - Sommario
3.7 A C 41
NGOLO DI ONVERGENZA
3.8 A 43
LTEZZA DEL CENTRO DI ROLLIO
4 RILIEVO CARATTERISTICHE DIMENSIONALI DELLE SOSPENSIONI: UN
CASO REALE 49
4.1 B 49
REVE DESCRIZIONE DELLA VETTURA
4.2 D 50
ESCRIZIONE DELLA SOSPENSIONE ANTERIORE
4.3 D 51
ESCRIZIONE DELLA SOSPENSIONE POSTERIORE
4.4 S 52
ISTEMA DI RIFERIMENTO
4.5 M 53
ISURA DEI PUNTI E DEGLI ELEMENTI COSTITUENTI LE SOSPENSIONI
4.6 S 54
OSPENSIONE ANTERIORE
4.6.1 V R S A 55
ALORI EALI OSPENSIONE NTERIORE
4.7 S 59
OSPENSIONE POSTERIORE
4.7.1 V R S P 60
ALORI EALI OSPENSIONE OSTERIORE
5 ANALISI DEL COMPORTAMENTO CINEMATICO DELLE SOSPENSIONI 61
5.1 G 61
ENERALITÀ
5.2 S - T 62
OSPENSIONE ANTERIORE ABELLE E GRAFICI
5.3 S - T 73
OSPENSIONE POSTERIORE ABELLE E GRAFICI
6 CONSIDERAZIONI FINALI 84
6.1 G 84
ENERALITÀ
6.2 R C 87
ECUPERO DI AMBER
6.3 R 88
ECUPERO DI CARREGGIATA
6.4 R 88
ECUPERO DI CONVERGENZA
6.5 R 88
ECUPERO DEL CENTRO DI ROLLIO
6.6 R 90
APPORTO DI BILANCIERE
7 BIBLIOGRAFIA 92
Corso di Meccanica del Veicolo 2
Sospensioni a Triangoli - Introduzione
INTRODUZIONE
Il settore tecnico delle vetture da competizione, e quindi anche quello
delle loro sospensioni, è un campo sostanzialmente privo di bibliografia:
Costruttori ed Tecnici, per il carattere fortemente competitivo della loro
attività, tendono a non divulgare le proprie conoscenze. Le recensioni in
materia sono limitate ad esperienze di Scuderia e pertanto non escono
dalla stessa.
Il presente lavoro analizza il comportamento cinematico delle sospensioni
di una vettura di Formula monomarca. Obbiettivo dello studio è
inquadrare teoricamente la tecnica sancita dalla prassi costruttiva, alla
luce dell’esperienza acquisita presso il Dipartimento di Ingegneria
Industriale nell’ambito delle numerose e decennali collaborazioni
intercorse con numerosi Costruttori di veicoli da corsa.
La vettura oggetto delle misure è stata messa a disposizione dell’Istituto di
Energetica dell’Università di Perugia. Non disponendo dei disegni di
progettazione della medesima, si è provveduto allo smontaggio ed al
rilievo delle caratteristiche dimensionali delle componenti delle sospensioni,
al fine di identificarne i meccanismi.
Il comportamento cinematico è stato determinato mediante simulazione al
computer, impiegando sistemi CAD ed il programma SOSP sviluppato
dall’Istituto.
Corso di Meccanica del Veicolo 3
Sospensioni a Triangoli – Generalità sulle Sospensioni
1 GENERALITÀ SULLE SOSPENSIONI
1.1 Definizione di sospensione e moti caratteristici
Un veicolo in moto è sottoposto, a causa delle irregolarità stradali, a
sollecitazioni tanto maggiori quanto più elevati sono il suo peso e la velocità
di avanzamento. Compito delle sospensioni è assicurare il collegamento
mobile tra il corpo della vettura e le ruote, limitando le sollecitazioni trasmesse
alla struttura del veicolo e smorzando anche le oscillazioni conseguenti ad
urti; il tutto per garantire una buona guidabilità del veicolo. La geometria
delle sospensioni anteriori, inoltre, deve integrare un meccanismo di sterzata.
Da un punto di vista dinamico, le sospensioni trasmettono alle gomme e poi
al suolo le sollecitazioni provenienti dal telaio della vettura e viceversa; esse
costituiscono pertanto, con telaio e gomme, una catena cinematica.
In particolare, l’azione della vettura in curva è determinata dall’accoppiata
sospensioni-gomme: il comportamento di queste ultime, tecnicamente
detto deriva, è infatti influenzato dal carico che le sospensioni
distribuiscono sulle ruote e che si scarica al suolo attraverso le gomme.
Le sospensioni sono costituite da un meccanismo schematizzabile
come una catena di corpi rigidi, unito ad elementi elastici (molle e/o
barre), elementi dissipatori (essenzialmente ammortizzatori e tamponi) e
dispositivi che limitano 1'escursione della sospensione stessa, detti
generalmente finecorsa.
II compito degli ammortizzatori consiste principalmente nell'aumento della
sicurezza di marcia, limitando, se non annullando del tutto, il saltellamento
delle ruote e smorzando le oscillazioni dello chassis, dissipando 1'energia
cinetica in ingresso in energia termica in uscita. II sistema costruttivo standard
dell’ammortizzatore è quello idraulico a doppio tubo. Il volume dell'olio
affluente è strozzato con valvole caricate da molle: la forza esercitata
dall’ammortizzatore è pertanto circa proporzionale alla corrente volumica,
ossia alla velocità relativa del pistone.
Corso di Meccanica del Veicolo 4
Sospensioni a Triangoli – Generalità sulle Sospensioni
L'interazione fra i vari gruppi sospensivi, normalmente quattro per i veicoli da
competizione a due assi, genera una serie di moti della scocca rispetto alle
ruote che risultano di particolare interesse per la definizione del
comportamento del veicolo in movimento. Essi sono normalmente definiti
come segue:
Rollio: rotazione attorno all'asse longitudinale del veicolo;
Beccheggio: rotazione attorno all'asse trasversale del veicolo;
Pompaggio: oscillazione secondo 1'asse verticale del
veicolo, mantenendo la scocca parallela al terreno;
Imbardata: rotazione attorno all'asse verticale del veicolo.
Figura 1 - Movimenti del veicolo e sistema di riferimento
Corso di Meccanica del Veicolo 5
Sospensioni a Triangoli – Generalità sulle Sospensioni
Questi moti sono generati dai trasferimenti di carico, ovvero dalle
variazioni del peso gravante sulle ruote anteriori e posteriori di una vettura,
rispetto alla situazione di staticità. Tali trasferimenti sono a loro volta frutto
delle accelerazioni e decelerazioni che si generano durante le variazioni del
moto del veicolo, oltre che delle forze aerodinamiche. In particolare, non è il
carico a spostarsi (ciò genererebbe uno spostamento del baricentro), ma la
retta d’azione della risultante R tra carico P e forza d’inerzia F : mentre il carico
i
statico sui due assi rimane sostanzialmente identico (indipendentemente dal
fatto che la vettura sia in moto o meno), la forza d’inerzia, applicata al
baricentro, genera una variazione del carico risultante sui singoli pneumatici.
Oltre il comfort, i trasferimenti di carico influenzano la tenuta di strada, dato
che, in frenata, l’alleggerimento del retrotreno ne limita l’azione direzionale
e frenante; viceversa il trasferimento di carico all’avantreno migliora le
caratteristiche di frenata e direzionalità di quest’ultimo.
In accelerazione, l’alleggerimento dell’avantreno può comportare effetti di
sottosterzo in curva e perdite di aderenza (pattinamento) che non
consentono di scaricare a terra tutta la potenza disponibile. Ciò è valido,
ovviamente, solo nel caso di veicolo a trazione anteriore; in caso contrario,
l’effetto del trasferimento di carico al retrotreno favorisce l’aderenza.
La scocca, in queste situazioni, è soggetta a beccheggio; tale movimento
riduce il comfort di marcia ed influenza anche l’assetto, a causa
dell’affondamento o delle distensioni delle sospensioni. Il problema può
essere minimizzato, aumentando la rigidezza degli elementi elastici e/o
variando la geometria del sistema. L’irrigidimento del sistema molla-
ammortizzatore ha però come principale effetto indesiderato il
saltellamento delle ruote, con conseguenti perdite di aderenza e scarso
comfort. Un metodo differente consiste nel disporre opportunamente i
bracci di ancoraggio alla scocca, ottenendo una sospensione detta anti-
squat (cabrata) nel caso si opponga all’alleggerimento dell’avantreno o
anti-dive (picchiata) nel caso si opponga all’alleggerimento del retrotreno.
Corso di Meccanica del Veicolo 6
Sospensioni a Triangoli – Generalità sulle Sospensioni
Le sospensioni, in questi casi, sono generalmente dotate di un cinematismo
che realizza una variazione di passo durante l’escursione.
Il trasferimento di carico può avvenire, oltre che in senso longitudinale,
anche in senso trasversale; il rollio è anzi più complesso da analizzare,
poiché di solito non è simmetrico. Gli esempi più classici sono dati
dall’entrata in curva in velocità, che provoca il caricamento maggiore
sulla ruota anteriore esterna, e dalla raffica di vento. Tali trasferimenti sono
di entità tanto maggiore, quanto maggiori sono le forze che li generano ed
il peso del veicolo, quanto più alta è la posizione del baricentro e quanto
minore è la larghezza della carreggiata.
1.2 Tipologie costruttive
Nel corso della storia dell’automobile, è stato realizzato un gran
numero di sospensioni appartenenti a tipologie diverse, ma le vetture da
competizione a partire dagli anni ‘60 hanno impiegato prevalentemente
sospensioni a triangoli e balestre e, a partire dagli anni ‘70, sospensioni con
elementi elastici a molle, ammortizzatori e barre sospese. Lo schema
generale di funzionamento (figura 2) mostra che tali sospensioni realizzano
su ogni ruota una coppia di quadrilateri articolati spaziali.
Questa tipologia di sospensioni, detta a triangoli, è impiegata nelle vetture
sportive e da competizione, in quanto consente agevoli variazioni di assetto,
cambiando di poco le distanze relative degli snodi, oppure modificando
leggermente le lunghezze dei vari braccetti. La sospensione a triangoli,
inoltre, consente traiettorie della ruota vicine alla verticale, con minime
variazioni delle inclinazioni del piano medio longitudinale delle ruote
rispetto alla situazione normale del veicolo: ciò ovvia a gran parte delle
problematiche connesse all’impiego delle sospensioni a bracci trasversali,
scontando però di una ben maggiore complessità costruttiva.
Corso di Meccanica del Veicolo 7
Sospensioni a Triangoli – Generalità sulle Sospensioni
Tra le vetture di serie con sospensione anteriore a triangoli, si ricordano tutte
le Alfa Romeo a trazione posteriore (dalla Giulietta all’Alfa 75), molte Renault
(fino all’Espace), la Lancia Fulvia, la Fiat 500.
Per motivi prevalentemente legati ai costi di produzione, le vetture stradali
attuali adottano tipologie di sospensione semplificate, ad esempio la
McPherson (che può essere vista come un caso particolare del doppio
triangolo) o, su vetture di classe superiore, la multilink (una sostanziale
generalizzazione del doppio triangolo).
Alcune delle articolazioni della sospensione sono in questi casi non su giunti
sferici, come sulle vetture da competizione, ma su boccole di gomma.
Questa scelta, pur privilegiando il comfort di marcia, introduce delle
traslazioni parassite nei centri di rotazione degli organi della sospensione:
spostamenti piccoli rispetto alle derive degli pneumatici, che non
pregiudicano la guida ordinaria, ma inaccettabili in una vettura sportiva,
che adotta pneumatici a bassa deriva.
La ricerca ha poi evidenziato che tali movimenti indesiderati, in particolare
quelli dovuti alle articolazioni elastiche delle sospensioni posteriori delle
grandi berline, possono creare problemi di stabilità alle alte velocità. Per
ovviare a tale inconveniente, sono state sviluppate le sospensioni a schema
multilink, nelle quali le flessioni parassite sono generate unicamente dalle
condizioni di carico esterne ed hanno effetto stabilizzante.
In un recente passato, alcuni Costruttori (in particolare Honda e Mitsubishi)
hanno cercato di migliorare il comportamento della vettura in curva
ricorrendo al sistema del retrotreno sterzante. Di fatto, gli angoli di sterzata
posteriori necessari nella guida ad alta velocità hanno valori estremamente
ridotti, prossimi ad 1° per ruota, paragonabili ai valori della convergenza. Ciò
ha mostrato la possibilità di ottenere un effetto stabilizzante analogo,
controllando la flessibilità degli ancoraggi delle sospensioni posteriori.
Corso di Meccanica del Veicolo 8
Sospensioni a Triangoli – Generalità sulle Sospensioni
1.3 Descrizione della sospensione a triangoli
Si consideri lo schema della sospensione rappresentato in figura 2, con il
sistema di riferimento solidale al telaio indicato: asse X longitudinale, asse Y
trasversale, asse Z verticale. 9
8 5
25 23 22
7 6
24
Z 1
18 2 10
14 11
17
X Y 3
4 16 13
12
ia
rc
Ma
di
so
n
Se 20
Figura 2 – Schema della sospensione
I triangoli 1-2-10 e 3-4-12 (in rosso in figura) sono collegati al telaio mediante
nei nodi 1, 2, 3 e 4, costituenti pertanto vincoli esterni, mentre
coppie sferiche
il portamozzo 10-11-12 ( in blu in figura) è connesso ai triangoli sopradescritti
in 10 e 12 sempre mediante similari coppie sferiche, ma costituenti vincoli
interni. I triangoli sono pertanto obbligati a ruotare intorno agli assi 1-2 e 3-4,
in generale sghembi e non paralleli ad alcun asse di simmetria della vettura:
le traiettorie dei punti 10 e 12 sono quindi circonferenze ortogonali a tali assi.
II portamozzo si orienterà parallelamente alla direttrice 10-12, assumendo
una posizione angolare univocamente determinata rispetto a tale
direttrice, in quanto la presenza dell'asta 11-18 vincola il punto 11 a
Corso di Meccanica del Veicolo 9
Sospensioni a Triangoli – Generalità sulle Sospensioni
mantenersi a distanza costante dal punto fisso 18. E' pertanto determinata
univocamente anche la posizione dell'asse ruota e della ruota stessa
rispetto al telaio, in quanto 1'asse ruota è solidale al portamozzo.
Muovendo il punto 18 trasversalmente rispetto al telaio della vettura, si
realizza il meccanismo di sterzata, in quanto si permette al portamozzo ed
alla ruota di assumere una diversa posizione angolare intorno all'asse 10-12. II
vincolo esterno nel punto 18 sarà pertanto un glifo nel caso della
sospensione anteriore, una semplice cerniera sferica nel caso della
sospensione posteriore.
E pertanto possibile, in virtù di quanto sopra detto, distinguere fra
’
sospensioni (anteriori) sterzanti, a punto 18 mobile secondo una
determinata direttrice, e sospensioni (posteriori) non sterzanti, a punto 18
fisso. Il cinematismo 1-2-10 e 3-4-12 ha il compito di controllare il movimento
della ruota rispetto al telaio. Z Fc
G Mc Y
Figura 3 – Rollio in curva
II trasferimento delle sollecitazioni dalle ruote al telaio avviene per mezzo
dell'asta 7-16 (detta puntone o push-rod), solidale al triangolo inferiore 3-4-
12. Essa, mediante il bilanciere 6-7-8, ruotante intorno all'asse 6-9 di
direzione assegnata, comprime il gruppo molla-ammortizzatore compreso
fra i punti 8 del bilanciere e 5 fisso sul telaio mediante un vincolo esterno
ancora del tipo cerniera sferica.
Corso di Meccanica del Veicolo 10
Sospensioni a Triangoli – Generalità sulle Sospensioni
1.3.1 Barra antirollio
Come evidenziato dal disegno, il meccanismo 16-7-8-5 è un quadrilatero
articolato spaziale distinto da quello composto dal gruppo 1-2-10 e 3-4-12,
rispetto al quale è collegato in parallelo.
9'
8' 5'
23' 22'
7' 6'
24' 9
8 5
23
25 22
7 6
24
Z 1
18 2 10
14 11 17
X Y 3
4 16 13
12
a
rci
a
M
i
d
so
n
Se 20
Figura 4 – Schema barra antirollio
II bilanciere 6-7-8, attraverso il tirante 22-23 ed il coltello 23-24, comanda la
torsione dell'elemento 24-25, detto barra antirollio, che connette le
sospensioni di uno stesso asse secondo lo schema equivalente riportato in
figura 4. Scopo di tale collegamento è contenere il rollio in curva dovuto
all'azione della forza centrifuga, limitando la differenza di compressione dei
gruppi molla delle due sospensioni ad un valore dipendente dall'angolo di
torsione della barra stessa. Il minore coricamento del veicolo comporta
Corso di Meccanica del Veicolo 11
Sospensioni a Triangoli – Generalità sulle Sospensioni
maggiore sicurezza di marcia: infatti, riducendo il moto della sospensione, si
limitano anche le variazioni degli angoli caratteristici della stessa.
Barra antirollio
Figure 5 e 6 – Schema sospensione convenzionale e barre antirollio commerciali
Il principio su cui si basa il funzionamento di questo dispositivo è semplice: si
tratta di due leve collegate da una barra elastica (molla) che funziona a
torsione; generalm
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Riassunto esame Meccanica applicata alle macchine
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Meccanica del Veicolo - Riassunto Capitoli lezioni da 5 a 7
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Meccanica del Veicolo - Riassunto Capitoli da 1 a 4 (Prof. Sorrentino)
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Chimica del veicolo - riassunto