Il pietismo
Il movimento del pietismo, iniziato da Spener (autore dei "Pia Desidera" nel 1675, che divenne una sorta di manifesto del pietismo tedesco) nel 1670 a Francoforte sul Meno e combattuto dagli ortodossi fino al 1700 circa, trionfò ufficialmente nel 1706 con August Hermann Francke, che tradusse la religiosità pietistica in un programma pedagogico, accettato e diffuso nella Germania luterana, favorendo la nascita non soltanto di istituti formativi (incidendo quindi di riflesso sullo sviluppo della lingua e della letteratura tedesca), ma anche di scuole a carattere professionale, tracciando nel contempo il nuovo percorso di una pedagogia capace di riunire l'insegnamento e l'attività manuale.
Philipp Jacob Spener fondò a Francoforte sul Meno nel 1670 i collegia pietatis (gruppi privati che si riunivano per letture e scambi spirituali e svolgevano un'azione parallela a quella propriamente ecclesiastica): sorsero in seguito su questo modello delle conventicole, le “chiese del cuore”, che si sovrapponevano e contrapponevano all’ortodossia protestante.
La loro maniera di intendere Cristo come "amico dell’anima" (v. Arnold e Zinzendorf) escludeva praticamente la divinità della sua figura. Il loro modo d’essere religioso tornava in un certo modo al luteranesimo originario per quel che concerneva il professare la fede e il praticarla, e condannavano implicitamente la teologia seicentesca che era diventata troppo arida e pedante. Questa "ecclesiola in ecclesia" comunque non è un ritorno al puro spirito luterano bensì una tipica manifestazione del particolarismo religioso tedesco.
Il movimento pietista ha in parte origine anche dagli Schwaermer, originariamente dissidenti mistici combattuti da Lutero, poi fanatici ed entusiasti che si ritenevano ispirati da Dio, come dagli anabattisti, i quaccheri e i metodisti, ed è fortemente influenzato dal quietismo francese, in parte anche dal movimento gesuita, e in particolar modo dai fratelli moravi di origine mistica tedesca fusa agli ussiti boemi.
La figura più bizzarra del pietismo è quella del conte von Zinzendorf che proponeva un misticismo basato su una relazione intima e personale fra Cristo e il credente. Nel 1772 fondò la colonia religiosa di Herrnhut nella Lusazia superiore e in seguito altre in Russia, America del Nord e in altri continenti extraeuropei. Scrisse molti canti religiosi con principale oggetto le ferite di Cristo e l’agnello pasquale. Nella Trinità vedeva "babbo Dio, madre colomba e frate agnello" (Dio, Spirito Santo e Gesù).
Le poesie che scrisse si distinguono per la prolissità, la mancanza di connessione fra strofe e la grossolanità. La figura del pietista con la sua cultura dell'anima e l'esibizione di un cristianesimo sempre professato provocò una vivace polemica tanto che lo stesso termine Pietist divenne una designazione ironica per indicare un atteggiamento ipocrita piuttosto che realmente cristiano.
Influenze e caratteristiche del pietismo
Il movimento si sviluppò sulle basi poste dalle influenze:
- Delle sette inglesi (puritanesimo)
- Del quietismo francese
- Della mistica dei gesuiti francesi e spagnoli
Il pietismo si rapportava in modo critico con i dogmi imposti da gerarchie ecclesiastiche, predicando piuttosto una religiosità interiore strettamente individuale. L'esperienza fondamentale dei pietisti si basa su un forte senso di fatalismo, conseguenza della rinuncia all'egoistica volontà individuale e dell'accettazione incondizionata della volontà di Dio.
Tale rinuncia permetteva la completa fusione dell'anima con Dio ed era fonte della perfetta "stille" (serenità) e della "gelassenheit" (imperturbabilità) dell'anima del credente che, nella contemplazione religiosa, si sentiva sottratto a tutti i travagli della vita esteriore. Da qui il legame etimologico tra "seele", anima, e "selig", felicità. L'ideale della stille fu nel tempo secolarizzato: diventò da mistico-contemplativo a estetico-contemplativo a cosmico. Il presupposto della stille era la rinascita dell'anima (culto della giovinezza).
I pietisti venivano chiamati "Stillen im Lande" e prediligevano l’isolamento agreste, cercando di soddisfare il bisogno sentimentale di vivere in maniera santa e tranquilla lontano dalle pericolose e corrotte città, e il bisogno sociale, proselito, di trovare amici nel comune amore del Redentore. La sensibilità romantica deriva anche da ciò.
Come conseguenza tale rinuncia aveva una forte introspezione religiosa, ossia la completa passività dell'uomo nei confronti del "mondo esterno". Col pietismo l'anima dell'uomo si introverte per circa un secolo, portandolo ad accettare il destino senza mai provare a reagire.
Poesia e introspezione nel pietismo
Il culto della Stille è legato a quello dei sentimenti ineffabili, alle parole che non possono esprimerli. Da qui la costante ricerca nella poesia del '700 di una "nuova e più valida parola": ciò porterà anche alla predilezione musicale e della metafisica. La poesia tenterà di superare i propri limiti includendo in sé stessa filosofia e musicalità: i principali esponenti del primo settecento sono proprio Leibniz e Bach. Alla fine del secolo, la poesia sarà concepita come un organico di queste tre arti dal movimento romantico.
L'introspezione religiosa come unico scopo dell'esistenza porterà la società tedesca a una radicale apoliticità; il motivo della condanna dell’azione sarà ricorrente nel dramma del settecento e anche dell’ottocento. Solo con Rilke l’occhio verrà di nuovo "volto di fuori" dall’introspezione che invece ha a lungo regnato.
Altro segno del pietismo è la contrapposizione della vera fede ossia di quella pura che sgorga dal cuore e di quella forma esteriore della chiesa che inaridiva e soffocava la fede dei singoli: vi è quindi una contrapposizione fra "Chiesa del cuore" e "Chiesa di pietra", dove si diceva che quest’ultima fosse necessaria per proteggere la chiesa del cuore, che in realtà veniva sentita come autosufficiente e si temeva anzi che venisse inquinata dal formalismo dogmatico e liturgico e dall’organizzazione gerarchica della chiesa di pietra. Il motivo della contrapposizione del sentimento "puro" con la forma "morta" che ne ostacola il libero fluire sarà tendenza spirituale nel Settecento e non solo.
L'amicizia era concepita come sentimento di solidarietà dove è predominante la componente religiosa: in ogni amicizia era presente Cristo, amico dell'anima, e tutti gli uomini erano naturalmente fratelli di Cristo. Riguardo all'amore (subordinato all'amicizia), nella sfera delle amicizie religiose si riduceva sempre ad una forma particolare di amicizia colorata religiosamente. L'amicizia coniugazione o amicizia di anime era dunque l'amicizia di due anime create da Dio per unirsi. L'amore era considerato come vera e propria rinascita, mentre la passione amorosa era del tutto sconosciuta. Importante nell'amore stilizzato come amicizia e rinascita la funzione dell'amico fratello.
Considerata come "sorella del marito", la donna ha un ruolo fondamentale: madre della comunità e della famiglia, la donna non conosceva i tormenti degli uomini, era fida consigliera dell'uomo e incarnazione dell'anima bella (anima pura).
L'illuminismo
In Germania il crescente diffondersi dell'illuminismo va di pari passo con la forte e radicata esperienza pietista: il profondo rinnovamento della filosofia, proposto da Leibnitz contribuisce a una rifondazione dell'intera cultura tedesca e delle sue istituzioni pedagogiche. Un altro elemento decisivo è rappresentato dall'influenza dello spinozismo, tacciato di essere una filosofia atea e immorale.
L'illuminismo tedesco, a differenza di quello delle altre nazioni occidentali, ha un prevalente carattere accademico e istituzionale. Non si deve disgiungere il peculiare rapporto di attrazione e repulsione che intercorre tra le due grandi correnti culturali del secolo, pietismo e illuminismo, di cui il primo testo verso il primato della devozione fino a scadere nella bigotteria e nell'ipocrisia, e l'altro pronto invece a sostenere le tematiche della ragione e dello sviluppo scientifico.
L'illuminismo europeo consisteva in una filosofia corrispondente ai grandi progressi della scienza e della tecnica e rifletteva gli ideali morali, economici e sociali di una nuova borghesia costituita in particolare da mercanti. L'illuminismo tedesco non poteva svilupparsi allo stesso modo date le condizioni troppo diverse in cui si trovava in Germania la borghesia, e rimase limitato agli intellettuali. Inoltre l'Illuminismo non rispecchiava i bisogni dei poeti tedeschi che lo giudicavano sentimentalmente arido e che lo vedevano come una condanna della fantasia.
In Germania, dove la Riforma protestante aveva eliminato uno dei problemi centrali della polemica illuminista, vale a dire l’invadenza della chiesa nella vita sociale e politica, il razionalismo si impose già dall’inizio del secolo attraverso l’insegnamento di C. Wolff e le campagne di C. Thomasius a favore della tolleranza religiosa e della separazione tra filosofia e teologia. Altrettanto determinante fu l’influenza di G.W. Leibniz, della sua nozione di armonia prestabilita e del suo ottimismo filosofico. I governi tedeschi, e in particolare quello prussiano di Federico II, favorirono la diffusione del razionalismo illuministico, contenendone le potenzialità critiche e facendone uno strumento della politica statale. Diffondendosi capillarmente nelle università, l’Illuminismo tedesco diede un impulso rilevante alla ricerca scientifica, al razionalismo teologico, alla creazione di modelli culturali neoumanistici.
Caratteristiche comuni tra illuminismo e pietismo
Nonostante la loro radicale opposizione l'illuminismo e il Pietismo presentano delle caratteristiche in comune:
- Entrambe rivendicavano per l'individuo il diritto della libera interpretazione della scrittura, opponendosi all'ortodossia teologica e all'intolleranza
- Tanto gli illuministi quanto i pietisti si sentono figli privilegiati di Dio (gli uni illuminati dalla ragione, dono supremo di Dio, gli altri dalla Grazia divina)
- Tanto gli illuministi quanto i pietisti sono convinti che lo scopo della loro vita sia sviluppare liberamente le proprie facoltà spirituali e aiutare gli altri uomini a fare lo stesso (esaltazione dell'altruismo e condanna dell'egoismo). L'esaltazione dell'altruismo porta all'esigenza di una solidarietà sociale e dell'assoluta lealtà nei riguardi del prossimo.
- Ideale dell'obbedienza
- La "condanna" della poesia, negli illuministi causata dal fatto che il tema principale sul quale gli scritti vertono è l'interesse politico collettivo, nei pietisti in quanto ogni forma di arte (soprattutto il teatro) è considerata peccaminosa perché coincide con l'emanazione dello spirito del mondo.
Nella prima metà del '700 abbiamo dunque assistito allo svolgersi di tre correnti ideologiche ed estetiche:il pietismo, l'illuminismo (in opposizione ma anche in accordo con il pietismo), e il rococò (variante stilistica dell'illuminismo). Tre sono le figure fondamentali: Klopstock, Lessing/Herder e Wieland. Sono definiti i tre "preclassici" (i due veri classici sono invece Goethe e Schiller), grandi valorizzatori e potenziatori di tendenze poetiche che già esistevano ma solo come "aspirazione" di "programma". Questi proiettavano la loro ombra su generazioni successive: il primo su Sturm und Drang e romanticismo, il secondo sul realismo e il terzo sul romanticismo.
Sturm und Drang
Lo Sturm und Drang fu un vasto e complesso movimento culturale e letterario della seconda metà del Settecento (1760-1785 circa), che prende il nome da un dramma del poeta Massimiliano Klinger. Nel quadro della letteratura europea lo Sturm und Drang (letteralmente "sconvolgimento e impeto") rappresenta l'ultima fase del preromanticismo col suo programma di un'integrale rivalutazione dell'irrazionale nella vita e nell'arte, in opposizione alla tradizione umanistica e accademica che, rinsaldata dall'intellettualismo illuministico, aveva dominato nella prima metà del secolo.
Il termine "Sturm und Drang" designa ormai una categoria ideale della storia letteraria ossia quella della ribellione giovanile, della lotta ad oltranza contro ogni tradizione, della guerra fra i figli ed i padri: con un intervallo quasi regolare di 30 anni, ogni generazione successiva ebbe il proprio Sturm und Drang proponendosi di fare tabula rasa di tutte le tradizioni del passato. Il binomio Sturm und Drang, che ricorre in Lavater per la prima volta, fu utilizzato per la prima volta come designazione di questa scuola da Schlegel nelle sue lezioni del 1801-04. Il significato dei due termini è "impeto tempestoso" o "tempesta di sentimenti", dove il primo termine può essere riferito alla natura e il secondo all'anima. Secondo una nuova interpretazione di Bruggemann i due termini non costituirebbero un'entità endiadica ma un'antitesi con il significato di moto centrifugo e centripeto, odio e amore.
Le recensioni Goethe, Merck e Lenz nelle "Frankfurter gelehrte Anzeigen" del 1772 costituiscono un importante corpus teorico del movimento. Lo Sturm und Drang raccolse i fermenti di una nuova gioventù, ribelle alle tradizioni, e all’ordine sociale esistente, ed avversa più in generale ai rigidi schemi razionalistici imposti dall’Illuminismo. Centri del movimento furono Strasburgo nel 1770-71 (incontro di Goethe con Herder, Lenz e Wagner), poi fino al 1775 Francoforte con la casa ospitale di Goethe aperta a tutti i giovani poeti (Goethe e Klinger diventano amici). La fase più saliente fu il viaggio sul Reno di Goethe fra luglio e agosto 1774 e il 1776, anno in cui i vari Sturmer parteciparono con drammi originali al concorso bandito da Scroder, direttore del teatro di Amburgo, anche se l'unità del gruppo si era già spezzata nel 1775 con la partenza di Goethe per Weimar.
Gli Sturmer non penetrarono subito in profondità nella cultura tedesca e il loro rapido successo esteriore fu in parte montato per sorprendere i borghesi, infatti la "scuola" ebbe vita breve, ma fu importante come creazione all'arido razionalismo e sentimentalismo dei decenni precedenti, una vigorosa affermazione dell'indipendenza creatrice della necessità dell'azione, una riabilitazione della salute fisica e dell'istinto naturale.
Poetica e caratteristiche dello Sturm und Drang
La poetica dello Sturm und Drang si riassume nel binomio "Natur! Genie!", dove natura e genio sono quasi l'aspetto esteriore ed interiore di una sola forza veneranda ed oscura che solo il genio può comprendere e che seguirà la voce della natura con il suo infallibile istinto. Nell'esaltazione di natura e genio gli Sturmer raccolgono l'eredità di un lungo passato: già Winckelmann aveva stabilito un rapporto fra il genio che segue per istinto le leggi della natura e la natura che gliele insegna. Sono questi due elementi centrali, fondati l’uno sull’altro, indivisibili e complementari al tempo stesso, che si fusero traendo spunto dalla concezione naturalistica di Rousseau, e dal culto del Genio di Hamann e Shaftesbury, trasformandosi a vicenda in qualcosa di diverso e superiore rispetto ciò da cui avevano tratto origine.
Per gli Sturmer il genio è sempre in un rapporto misterioso con la natura che è fuori di lui ma anche in lui poiché egli la riscopre in sé stesso e nel proprio istinto naturale, ed è proprio in questa esplicita identificazione del proprio genio con l'istinto la vera novità degli Sturmer. Il vero contrassegno sturmeriano del genio è il rivoluzionario anti tradizionalismo: prima degli Sturmer il genio era solo "originale" ma non ribelle, mentre il genio sturmeriano è invece potenziamento rivoluzionario dello scrittore originale.
Per gli Sturmeriani era segno di buon gusto avere cattivo gusto, ripudiare il giusto passatista ed inattuale dell'illuminismo e del rococò. Nonostante tutti gli elementi delle teorie sturmeriane si possano ricondurre a teorie precedenti, la novità consiste nella fusione e nel conseguente rinforzamento di tali teorie, in particolare nella fusione del nuovo concetto europeo della natura e del genio: la natura si cala ora sostanzialmente nel genio ed il genio si estrinseca nella natura.
Il poeta "geniale" si ritrova in mezzo alla natura perché ritrova in sé l'istinto naturale e con ciò si scopre uomo completo. Solo attraverso il Genio, si arriva a produrre un'arte capace di avvicinarsi alla verità e alla bellezza ideali vagheggiate dagli antichi.
La Natura viene di nuovo esaltata, in contrapposizione agli atteggiamenti dei razionalisti che avevano dipinto tutto l'universo come un meccanismo. Nasce inoltre un sentimento patriottico che si esprime nell'esaltazione della Libertà e nell'odio per tutte le forme di tirannia, nel desiderio di infrangere le sterili convenzioni sociali del tempo e Il Panteismo prende il sopravvento sul deismo illuministico. Vengono esaltate le figure leggendarie della mitologia greca (cfr. il Prometeo di Goethe) e i grandi martiri cristiani, che divengono esempi della volontà titanica dell'uomo.
Per sommi capi possiamo ricondurre il movimento dello Sturm und Drang innanzi tutto ad un rifiuto del razionalismo, e pertanto ad una netta separazione dai canoni ideologici illuministici, e quindi ad una riaffermazione prepotente dell’istinto naturale e dell’azione, che verranno ad assumere un ruolo di primo piano, condizionando soprattutto la letteratura dell’epoca. In particolare, si seguì l’appello di Rousseau, per il “ritorno alla natura”
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