RIASSUNTO BIOLOGIA MOLECOLARE
SCOPERTE IMPORTANTI:
•1856-1866= MENDEL scopre che esistono fattori ereditari che vengono trasferiti dalla pianta madre alla pianta figlia.
•1871= MIESCHER scopre la presenza di una sostanza nel nucleo delle cellule che lui chiama NUCLEINA.
•1902-1907= MORGAN scopre che l’informazione ereditaria è contenuta nei cromosomi.
•1944 = AVERY scopre che il DNA è responsabile dell’informazione genica. Il suo esperimento sconvolse la storia.
L’esperimento di Avery iniziò nel 1928 con Griffith.
Griffith vide che esistevano pneumococchi infettivi e pneumococchi non infettivi (perché non avevano la capsula e
quindi non erano virulenti).
Mise insieme i 2 tipi di pneumococchi, li lisò con il calore e inoculò questa miscela ai topi. Questi topi morirono di
polmonite, quindi concluse che ESISTE UN FATTORE TRASFORMANTE CAPACE DI PASSARE DA UNA CELLULA ALL’ALTRA
E DI TRASFORMARNE IL FENOTIPO.
Nel 1944 Avery capì qual’era il fattore trasformante, separando le varie componenti contenute in una cellula vide che
il fattore che uccideva i topi era contenuto negli acidi nucleici.
Negli acidi nucleici ci sapeva che c’era l’acido desossiribonucleico e l’acido ribonucleico, responsabili quindi
dell’ereditarietà.
•1949= CHARGAFF studiò la composizione dei nucleotidi.
•1953= WHATSON E CRICK comprendono la struttura reale del DNA.
LEGAME PEPTIDICO
Legame che avviene tra 2 o + amminoacidi.
Abbiamo una condensazione tra un GRUPPO AMMINICO e un GRUPPO CARBOSSILICO con la perdita di una molecola
d’acqua.
(NB: come sappiamo, infatti, ogni aa ha un’estremità amminoterminale e un’estremità carbossiterminale)
PROTEINE:
-l’unità di base delle proteine è l’AA
-i gruppi funzionali dell’aa sono gruppo carbossilico e gruppo
amminico
-STRUTTURA PRIMARIA=formata da una sequenza lineare di aa.
-STRUTTURA SECONDARIA=è formata dall’organizzazione nello spazio
della struttura primaria attraverso la formazione di legami H (che si
formano tra i gruppi COO- e NH3).
Ci sono 2 possibili strutture secondarie ( α-elica e foglietto-β).
-STRUTTURA TERZIARIA= è l’organizzazione nello spazio di più
strutture secondarie. Anch’essa è basata sulla presenza di legami H.
tutte le proteine devono avere almeno una struttura terziaria per poter essere funzionanti.
-STRUTTURA QUATERNARIA=è data dall’associazione di più sequenze amminoacidiche (dette subunità, ogni subunità è
una struttura terziaria). Non tutte le proteine hanno una struttura quaternaria.
α-elica: in questa struttura lo scheletro carbonioso si avvolge intorno ad un asse
immaginario. L’avvolgimento può essere destrogiro o levogiro.
foglietto-β: è una struttura appiattita. Lo scheletro carbonioso della catena prende
una forma a zig-zag. 1
STRUTTURA DEL DNA
Componenti dell’acido desossiribonucleico
COMPONENTE 1: DEOSSIRIBOSIO, zucchero a 5C senza l’ossidrile in 2’
COMPONENTE 2 : ACIDO FORSFORICO
COMPONENTE 3 : BASI AZOTATE (imp. Strutt)
E basi azotate sono costituite da purine e pirimidine. -le basi azotate hanno elettroni delocalizzati quindi si possono
scrivere le strutture di risonanza.
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NUCLEOSIDE: è una molecola formata da ZUCCHERO + BASE AZOTATA uniti mediante LEGAME GLICOSIDICO.
il legame glicosidico avviene tra:
-il C1 dello zucchero
-N1 pirimidina
-N9 purina
Si formeranno:
desossiadenosina, desossiguanosina, desossitimidina, desossicitidina.
NUCLEOTIDE: è in nucleoside con l’aggiunta di un FOSFATO. Abbiamo la presenza di un LEGAME FOSFODIESTEREO sul
C5 dello zucchero.
I nucleotidi possono essere: mono, di o trifosfato. Dato che le basi azotate hanno le strutture di
risonanza, esse possono avere un equilibrio tra le
forme tautomeriche. Queste forme tautomeriche,
però, può portare appaiamenti errati e quindi
mutazioni nel dna.
Nella CITOSINA si può avere la tautomeria ammino-
immimo.
Nella GUANINA si può avere la tautomeria cheto-
enolica. 2
fortunatamente l’equilibrio è fortemente spostato a sinistra
quindi è molto raro che avvenga.
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COME SI UNISCONO I NUSCLEOTIDI: I nucleotidi si uniscono tra loro grazie ad un LEGAME FOSFODIESTEREO che si
forma tra :
- L’OH in 3’ del nucleotide
- IL FOSFATO in 5’ del nucleotide
NB= la catena di DNA ha una polarità, cioè si scrive in direzione 5’-> 3’ che
sarebbe la direzione di sintesi del DNA
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WATSON E CRICK ebbero importanti intuizioni sulla
struttura tridimensionale del DNA:
•i 2 filamenti di DNA sono ANTIPARALLELI (cioè un
filamento va in direzione 5’->3’ e l’altro va in direzione 3’-
>5’)
•l’APPAIAMENTO DEI NUCLEOTIDI E’ COMPLEMENTARE (si
segue la regola di Chargaff, cioè, ogni Adenina si appaia
con una Timina (A=T) e ogni Guanina si appaia con una
Citosina (G=C), quindi una purina con una pirimidina così
l’ingombro sterico è lo stesso.
• le basi azitate (A=T) e (G=C) si appaiano attraverso
LEGAMI IDROGENO.
FORME DI DNA:
esistono 3 forme di DNA (A,B,Z).
La struttura ideale, più stabile, è la B
dove il DNA ha:
-un’ELICA DESTROGIRA
-FILAMENTI ANTIPARALLELI.
DENATURAZIONE DNA
Il DNA può essere denaturato con calore e pH estremi.
La rottura dei LEGAMI H tra le basi azotate causa la rottura della doppia elica con formazione di filamenti singoli.
(NB:i legami covalenti non vengono rotti). 3
Il DNA può essere RINATURATO:
-se i due filamenti non sono completamente separati, il processo sarà veloce e si svolge in una sola tappa.
-se i due filamenti sono totalmente separati, il processo è lento e bisogna aspettare che ci siano delle collisioni casuali
che creino un punto di unione provocando così l’appaiamento normale.
L’interazione tra le basi azotate impilate va a RIDURRE LA QUANTITA’ DI LUCE UV, questo è detto EFFETTO
IPOCROMO.
La denaturazione di un acido nucleico a doppia catena, invece, produce l’effetto opposto cioè aumenta l’assorbimento
di luce, questo è detto EFFETTO IPERCROMO.
Ogni specie di DNA ha una temperatura di denaturazione caratteristica detta PUNTO DI FUSIONE, il punto di fusione
dipende dalla % di basi C e G presenti. Maggiore è la %, più alto è il punto di fusione.
DIFFERENZE TRA DNA E RNA
queste sono le differenze fondamentali, poi ci sono anche differenze strutturali tra dna ed rna.
Diffenze strutturali:
• l’RNA nelle cellule è presente come SINGOLO FILAMENTO, si possono però formare STRUTTURE SECONDARIE e
TERZIARIE.
•Alcuni tratti di RNA sono AUTOCOMPLEMENTARI, quindi l’rna può ripiegarsi su se stesso formando strutture
chiamate STEM-LOOP (stelo-ansa). NB: a causa dell’OH in 2’ del ribosio, l’RNA non può
formare una doppia elica nella forma B.
Però si può in parte formare una doppia elica nella
forma A.
Differenza di stabilità:
sempre per la presenza dell’OH in 2’ del ribosio, l’RNA in condizioni basiche è molto instabile perché: 4
-L’OH si comporta da nucleofilo ed
assume una forte carica negativa.
-Attacca il fosfato e si forma un
intermedio ciclico.
-Si rompe il legame fosfodiesterico
(rimane un fosfato ciclico al 5’ legato ad
un nucleotide, ed un nucleotide privo di
fosfato al 3’).
Quindi in condizioni basiche l’RNA si
AUTODEGRADA senza il bisogno di una
ribonucleasi.
Il RIBOZIMA HAMMERHEAD ha un meccanismo simile, quindi taglia l’RNA grazie alla formazione di un fosfato ciclico.
È una ribonucleasi con una sequenza specifica, funziona in ambiente neutro grazie alla presenza di uno ione Mg2+ (lo
ione rende l’ossigeno nucleofilo favorendo l’attacco al fosfato, con formazione di fosfato ciclico).
GENOMA: tutte le cellule di organismi multicellulari contengono materiale genetico, cioè il GENOMA.
I CROMOSOMI sono le molecole più grandi di una cellula, sono molecole di acido nucleico che possono contenere
migliaia di geni.
Il GENE è una porzione di cromosoma che codifica per un singolo carattere o fenotipo.
DIFFERENZA TRA DNA DI CELLULE PROCARIOTE E DNA DI CELLULE EUCARIOTE:
•PROCARIOTI:
- DNA organizzato in una struttura detta NUCLEOIDE
- I CROMOSOMI possono essere circolari o lineari
Es. E.COLI ha un cromosoma costituito da una sola molecola circolare a doppia elica.
- I cromosomi sono sempre in copia singola (APLOIDI)
- Possono contenere DNA circolari indipendenti di piccole dimensioni chiamati PLASMIDI.
•EUCARIOTI:
- DNA contenuto nel nucleo.
- La maggior parte delle cell eucariote è DIPLOIDE (cromosomi in doppia copia)
- Esistono cell eucariote APOLIDI (lieviti o gameti)
- Esistono cell eucariote POLIPLOIDI. ORGANIZZAZIONE DNA NEGLI EUCARIOTI
Ogni cromosoma è composto da una singola molecola di
DNA a doppia elica, ma può risultare 10000 volte più corto
della lunghezza dell’elica stessa.
Abbiamo, infatti, un efficiente sistema di spiralizzazione dei
filamenti di DNA che comprende diversi livelli di
organizzazione:
1) CROMATINA: complesso costituito da DNA e proteine ad esso associate. Ha una lunghezza di 2 nm.
2)NUCLEOSOMA: complesso proteico costituito da un ottamero formato da 2 copie di ognuno dei 4 istoni (H2A, H2B,
H3, H4) attorno al quale si avvolgono 146 nucleotidi di DNA a doppio filamento (compiendo 1,75 giri). Il nucleosoma è
largo circa 11 nm.
3)FIBRA CROMATINICA: i nucleosomi adiacenti sono connessi da un corto segmento di DNA spaziatore (dna linker).
Nell’insieme la struttura sembra un filo di perle dal diametro di 30nm. 5
DNA CORE= DNA che avvolge il nucleosoma
DNA LINKER= DNA che connette un nucleosoma
all’altro
I nucleosomi assumono una forma a spirale detta
SOLENOIDE.
I solenoidi si organizzano intorno ad un’impalcatura
centrale formando delle anse. Questa impalcatura è
costituita principalmente da Topoisomerasi II (che
svolge la funzione di srotolamento del DNA evitando
problemi di superavvolgimento) e Proteine SMC (proteine di mantenimento della struttura del nucleosoma, che
servono a compattare ulteriormente il tutto).
ISTONI= sono proteine basiche ricche di Arginina e Lisina che con la loro carica positiva vanno a bilanciare le cariche
negative dei fosfati del DNA.
Gli istoni che fanno parte del nucleosoma sono: H2A. H2B, H3, H4 e l’istone H1 che lega il DNA LINKER.
Nell’ottamero istonico ogni istone è presente in doppia copia.
H2A e H2B formano 2 dimeri
H3 e H4 formano un tetramero.
Il primo ad associarsi al DNA è il tetramero, poi arrivano i due dimeri e si completa il nucleosoma, quindi abbiamo un
ASSEMBLAGGIO GERARCHICO.
-Le regioni più compatte sono dette ETEROCROMATICHE e sono meno accessibili.
-Le regioni meno compatte sono dette EUCROMATICHE e sono più accessibili.
Il passaggio da eterocromatina ad eucromatina e viceversa avviane tramite PROCESSI DI RIMODELLAMENTO, cioè
modifiche delle code amminoterminali degli istoni (viene aggiunto o eliminato un gruppo chimico).
DUPLICAZIONE DNA
Già con Watson e Crick si era capito che i filamenti antiparalleli erano alla base della duplicazione.
Nel 1956 con l’esperimento di MESELSON e STAHL si capì che la duplicazione è semiconservativa (potevano esserci 3
ipotesi: semiconservativa, conservativa e dispersiva).
quindi fu confermato che la duplicazione è semiconservativa, le altre ipotesi erano: 6
-SEMICONSERVATIVA: ciascuna delle doppie eliche figlie è composta da un filamento dalla doppia eliche di origine e
un filamento di nuova sintesi. Quindi ogni cellula figlia riceve metà della struttura parentale.
-CONSERVATIVA: i 2 filamenti originali rimangono insieme dopo essere serviti da stampo, quindi la cellula figlia figlia
avrà filamenti di nuova sintesi.
-DISPERSIVA: le cellule figlie conterranno doppie eliche in cui ogni filamento è una combinazione di DNA vecchio e
nuovo.
Prima della duplicazione delle cellule deve avvenire la duplicazione del DNA (nella fase S del ciclo cellulare).7
La duplicazione del DNA inizia nei siti di origine di replicazione ed è effettuata da una serie di enzimi.
La duplicazione è un processo: SEMICONSERVATIVO, SEMIDISCONTINUO e BIDIREZIONALE.
La bolla di replicazione si muove in entrambe le direzioni lungo il filamento per questo è bidirezionale.
Per la replicazione del DNA sono necessari 2 substrati:
1) NUCLEOSIDI TRIFOSFATO : molecole che presentano 3 gruppi fosforici legati al deossiribosio mediante un
legame ossidrilico al 5’. Per convenzione il gruppo
fosforico coinvolto direttamente nel legame è
indicato con la lettera α mentre quello intermedio e
quello più esterno sono denominati β e γ.
2) GIUNZIONE INNESCO : essa è uno STAMPO, cioè DNA a singolo filamento (ssDNA), che dirige l’aggiunta, alla nuova
catena di DNA in fase di sintesi, dei nucleosidi complementari; e di un innesco, o primer, il quale è un singolo
filamento di RNA, molto corto, che si ibrida con una regione specifica dello stampo e possiede all’estremità 3’ un
gruppo -OH libero.
Direzione di sintesi del DNA e la sua energia
Durante la sintesi del DNA, essendo essa semi conservativa, ciò che va incontro a modificazioni chimiche è unicamente
l’innesco il quale può essere allungato soltanto in direzione 5’—3’; questa caratteristica riguarda non solo il DNA ma
anche l’RNA.
Tale allungamento del filamento primer avviene mediante l’aggiunta di nuovi nucleotidi: il gruppo —OH libero del
primer dà vita ad una reazione SN2 legandosi al fosfato α del nucleoside trifosfato e formando con esso un legame
fosfodiesterico. Tale processo porta quindi alla perdita di un gruppo pirofosfato costituito dai fosfati β e γ. Il
nucleoside trifosfato corretto da aggiungere viene determinato dal filamento stampo mediante il principio di
complementarità.
L’aggiunta di un nucleotide al primer è un processo endoergonico in quanto la sua energia
libera è pari a ΔG = 3,5 kcal/mol. Da ciò si potrebbe quindi dedurre che tale reazione
risulta essere altamente sfavorita, ma non è così. Infatti energia libera in più viene fornita
dall’idrolisi del gruppo pirofosfato uscente in due gruppi fosforici mediante l’attività
catalitica dell’enzima pirofosfatasi. Il risultato netto dell’aggiunta di un nucleotide e
dell’idrolisi del pirofosfato è la rottura di due legami fosfato altamente energetici. Quindi la 7
sintesi del DNA è un processo
accoppiato, esoergonico, con un
energia libera pari a ΔG = — 7
kcal/mol e di conseguenza
irreversibile.
DNA Polimerasi
La sintesi del DNA è catalizzata da una classe di enzimi noti come DNA polimerasi. Il sito attivo di questi è
estremamente particolare in quanto è in grado di catalizzare l’aggiunta di tutti e quattro i deossinucleosidi trifosfato.
Tale flessibilità catalitica è dovuta alla pressoché identica geometria delle coppie di basi A:T e G:C.
Ciò permette alla DNA polimerasi non tanto di riconoscere i singoli nucleotidi che entrano nel suo sito attivo ma di
controllare la capacità di essi di formare il giusto appaiamento con il filamento stampo.
Infatti, soltanto quando il nucleotide da polimerizzare si appaia correttamente con il suo complementare, il gruppo
ossidrile al 3’ del primer e il fosfato α si trovano in una posizione ottimale per la formazione del legame
fosfodiesterico. Quando invece due basi non complementari vengono avvicinate si assiste ad una drastica diminuzione
della velocità di polimerizzazione (selezione cinetica) dovuta all’impossibilità di formare un legame
fosfodiesterico in quanto il fosfato α è troppo distante dall’OH in 3’ dello zucchero.
Struttura della DNA Polimerasi. la struttura somiglia ad una mano destra chiusa.
PALMO= formato da un foglietto beta e contiene gli elementi
principali del sito attivo. In particolare, esso presenta 2 ioni bivalenti
(come Mg2+ e Zn2+) uno dei quali riduce l’affinità dell’ OH-3’ del
primer per l’idrogeno, facendolo diventare O- (in modo da far
avvenire in modo corretto l’attacco nucleofilo al fosfato alfa).
L’altro metallo bivalente invece coordina le cariche negative dei
fosfati β e γ del nucleotide e stabilizza il pirofosfato uscente.
Inoltre, il palmo controlla il corretto appaiamento delle basi appena
sintetizzate. Questi legami non specificano la coppia di basi, ma si
formano solo se i nucleotidi sono appaiati correttamente.
Se non sono appaiati correttamente la dna polimerasi non può formare legami idrogeno, con conseguente
diminuzione della velocità di polimerizzazione e distacco del primer dal sito attivo.
DITA= le dita svolgono un ruolo catalitico grazie ad alcuni residui amminoacidici, inoltre, una volta avvenuto il corretto
appaiamento delle basi, le dita assumono una forma più compatta che favorisce la catalisi in quanto si avvicina il
nucleotide agli ioni bivalenti. Le dita entrano a contatto anche con la regione dello stampo piegando di circa 90° il
legame fosfodiestereo tra la prima e la seconda base dello stampo. In questo modo la prima base dello stampo che si
trova dopo l’innesco è esposta al sito attivo dell’enzima. 8
POLLICE= non è direttamente coinvolt
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