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Riassunto Appunti Parte Medico Scientifica: Muscoli, Ossa, Alimentazione, Attività motoria

Appunti di Teoria, tecnica e didattica dell'attività motoria preventiva e dell'attività motoria adattata basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Licciardi dell’università degli Studi di Palermo - Unipa. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Teoria, tecnica e didattica dell'attività motoria preventiva e dell'attività motoria adattata docente Prof. I. Licciardi

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Riassunto Completo Parte Medico Scientifica

SCHELETRO E OSSA

Costituiscono lo scheletro l'insieme delle strutture ossee del corpo aventi funzione di sostegno

e di protezione dei tessuti molli. Le ossa, grazie alla connessione con il sistema muscolare, funzionano

da leve consentendo il movimento. Esternamente le ossa si distinguono in:

- ossa lunghe: se la lunghezza prevale sulle altre dimensioni;

- ossa piatte o larghe: se la larghezza e la lunghezza prevalgono sullo spessore;

- ossa brevi: se le tre dimensioni sono pressoché uguali.

Delle ossa lunghe viene convenzionalmente definita diafisi o corpo la parte principale ed

epifisi le due parti estreme. La definizione di creste, linee, spine, tuberosità, bozze viene utilizzata

per definire le varie sporgenze che un osso presenta. Il termine apofisi è riferito a sporgenze

particolarmente voluminose e marcate. Le cavità presenti nelle ossa possono essere articolari e non,

a seconda se fanno parte o meno di un'articolazione. Le cavità non articolari possono offrire

inserzione ai tendini oppure accogliere organi o rendere l'osso più leggero senza diminuirne la

resistenza. La conformazione interna delle ossa presenta tre tipi di tessuto osseo:

- tessuto osseo compatto: risultante dalla sovrapposizione di numerose lamelle ossee

- tessuto osseo spugnoso: costituito da tante piccole cavità, delimitate dall'intreccio di lamelle

ossee: - tessuto osseo reticolare: simile al precedente ma con cavità maggiori.

L'osso è una struttura dinamica in continua trasformazione, infatti, è provvisto di vasi arteriosi

e venosi, linfatici e nervi.

Riguardo alla loro disposizione scheletrica le ossa sono costituite da:

Testa a sua volta suddivisa in:

- Neurocranio: parte superiore e posteriore costituita da otto ossa, quattro impari

(frontale, etmoide, sfenoide, occipitale) e due pari (temporali e parietali).

- Splancnocranio: parte anteriore costituita da quattordici ossa, due impari (mandibola

e vomere) e sei pari (mascellari superiori, zigomatiche, lacrimali, cornetti inferiori, nasali,

palatine). 1

Tronco a sua volta suddiviso in:

- Colonna vertebrale: insieme delle vertebre incolonnate lungo la linea mediana posteriore tra

il capo e il bacino. Essa si suddivide in segmenti relativi alla regione del corpo che attraversano:

- tratto cervicale (collo): composto da 7 vertebre (le prime due sono l'atlante e

l'epistrofeo):

- tratto dorsale (dorso): composto da 12 vertebre;

- tratto lombare (lombi): composto da 5 vertebre;

- tratto sacrale (sacro): composto da 5 vertebre;

- tratto coccigeo (coccige): composto da 4 -5 vertebre. Sia le vertebre sacrali che le

vertebre coccigee sono saldate tra di loro.

- Ossa del cinto toracico: collegamento tra l'arto superiore ed il tronco. Esso è formato

a sua volta da:

- Clavicola

- Scapola

- Gabbia toracica

- Bacino

Arti superiori, si suddividono in:

- Omero

- Radio

- Ulna

- Carpo

- Metacarpo

- Falangi

Arti inferiori si suddividono in:

- Femore

- Rotula 2

- Tibia

- Perone

- Tarso

- Metatarso

- Falangi ARTICOLAZIONI

Le articolazioni costituiscono il sistema di connessione tra due o più segmenti ossei. In base

al grado di mobilità che permettono le superfici di contatto, le articolazioni sono classificate in

- Diartrosi, articolazioni mobili;

- Trocleo-artrosi, consente movimenti di flessione ed estensione;

- Trocoide, consente movimenti di pronazione e di supinazione;

- A sella, consente movimenti di flessione, estensione, abduzione e adduzione;

- Condilo-artrosi, consente movimenti di flessione, estensione, abduzione e adduzione;

- Enartrosi, consente movimenti di flessione, estensione, abduzione, adduzione, rotazione

esterna e rotazione interna;

- Arfiartrosi, articolazioni semimobili, consentono piccoli movimenti in tutti i sensi;

- Sinartrosi, immobili, non hanno una vera e propria meccanica articolare.

I mezzi di connessione tra le articolazioni sono:

- La capsula articolare;

I legamenti, cordoni fibrosi che uniscono un capo osseo con l’altro;

-

- I tendini dei muscoli;

- Le cartilagini articolari;

- La membrana sinoviale, che ha lo scopo di facilitare lo scorrimento tra le due superfici a

contatto. 3

Le articolazioni del corpo sono suddivise in:

Articolazioni del busto:

- articolazioni del capo;

- articolazioni della colonna vertebrale (intervertebrali);

- articolazioni vertebro-costali;

- articolazioni costo-sternali.

Articolazioni degli arti superiori:

- complesso articolare della spalla (articolazioni sterno-clavicolare, acro clavicolare, scapolo-

omerale);

- articolazione del gomito (omero-radio-ulnare superiore);

- articolazione del polso (radio-ulnare inferiore e radio-carpica);

- articolazioni della mano.

Articolazioni degli arti inferiori:

- articolazione dell'anca

- articolazione del ginocchio

- articolazione della caviglia

- articolazioni del piede LEVE ANATOMICHE

Le articolazioni assieme alle ossa formano lo scheletro; esse assolvono due principali

funzioni:

- Rendono le ossa solidali tra loro

- Consentono il movimento reciproco delle ossa contigue formando le leve anatomiche.

La leva è formata da tre elementi:

- La potenza: rappresenta il motore che imprime forza alla leva

- La resistenza: è la parte della leva su cui agisce la forza di gravità

4

- Il fulcro: è il punto di snodo in cui avviene il movimento.

Le leve possono essere di tre tipi:

- Leva interfulcrale, permette dei movimenti minimi e/o indifferenti;

- Leva interresistente, permette dei movimenti piccoli e veloci;

- Leva interpotente, permette dei movimenti ampi e grandi.

La leva è costituita da un'asta rigida che può ruotare intorno ad un punto fisso chiamato Fulcro

indicato con la lettera F, Resistenza R = forza che si vuole vincete, Potenza P = forza che si applica

per vincere la resistenza. La distanza tra il fulcro e il punto in cui si applica la resistenza o la potenza

è detto braccio. ORGANIZZAZIONE DEL CORPO: PIANI E ASSI

Piani anatomici

I piani anatomici sono delle linee immaginarie disegnate attraverso il corpo: linee permettono di

descrivere i movimenti e le posizioni del corpo.

I piani anatomici sono 4 anche se spesso ne vengono considerati solamente tre:

- Piano mediano: divide il corpo in due esatte metà, uguali o antimeri;

- Piano sagittale: un piano verticale immaginario parallelo al piano mediano che non passa

necessariamente per il centro. Questi due piani, spesso sono considerati come un unico piano

chiamato sagittale mediano.

- Piano frontale o coronale: divide il corpo in due esatte metà, parte anteriore o ventrale e parte

posteriore o dorsale.

- Piano orizzontale o trasversale: divide il corpo in due esatte metà, parte superiore o craniale e

inferiore o caudale

Assi anatomici

Possono essere paragonati a degli spiedini che attraversano il corpo.

Assi principali:

1. Longitudinale: è perpendicolare alla base di appoggio, quando il corpo è in posizione eretta;

Trasversale: è diretto da sinistra a destra ed è perpendicolare all’asse longitudinale;

2.

3. Sagittale: è diretto dalla superficie posteriore alla superficie anteriore del corpo.

5

Posizione anatomica e termini di movimento:

La posizione anatomica è quella utilizzata come punto di riferimento per stabilire le relazioni tra le

diverse parti del corpo. Una persona che si trova nella posizione anatomica è in stazione ortostatica,

con la testa eretta, sguardo e palme delle mani rivolte in avanti, braccia lungo i fianchi e dita delle

mani estese, piedi in avanti e perpendicolari al corpo.

Movimenti:

FLESSIONE (avvicinamento)

ESTENSIONE (allontanamento)

ABDUZIONE (esterno)

ADDUZIONE (interno)

ROTAZIONE (es. cilindro)

CIRCONDUZIONE (es. cono) MUSCOLI

I muscoli sono organi deputati al movimento del corpo o di alcune sue parti.

L’attività muscolare non è importante soltanto per la locomozione ma soprattutto per mantenere

svariate funzioni vitali, come la circolazione sanguigna, la respirazione e la digestione dei cibi.

Le cellule dei muscoli hanno la possibilità di contrarsi (ridursi in lunghezza) e di rilassarsi (ritornare

alla lunghezza iniziale). deriva dalla sua capacità di convertire l’energia chimica in energia

La contrazione del muscolo

meccanica attiva. Il principale prodotto di scarto dell’attività muscolare è l’acido lattico: esso difatti

provoca la cosiddetta fatica muscolare.

MUSCOLO LISCIO

Involontario: riveste le pareti di tutti quegli apparati devoluti alla vita vegetativa. Si trova nella parete

dei vasi sanguigni, nella parete degli organi cavi, all’interno del globo oculare e nei muscoli erettori

dei peli. È costituito da fibre lisce. 6

MUSCOLO STRIATO SCHELETRICO

Volontario:

Costituisce i muscoli scheletrici e la muscolatura di organi come il bulbo oculare e la lingua. Sono

soggetti alla fatica.

MUSCOLO STRIATO MIOCARDICO

Involontario:

È responsabile della continua e ritmica contrattilità del cuore. Possiede caratteristiche funzionali

intermedie agli altri due tipi di tessuto muscolare.

La denominazione dei muscoli è molto varia e può ad esempio riferirsi:

- Alla forma (muscolo deltoide, quadrato dei lombi, romboide, trapezio)

- All'azione che essi svolgono (muscoli flessori, estensori, prosatori, adduttori, abduttori);

- Alla forma e alla funzione (muscolo pronatore rotondo, quadrato);

- All'organo servito (muscoli laringei, esofagei, gastrici);

- Alle ossa alle quali sono inseriti (muscoli tibiali, peronieri);

- Al numero dei capi d'inserzione (bicipìti, tricipiti, quadricipiti);

- Alla loro direzione (obliqui, retti, trasversi).

MUSCOLI SCHELETRICI

Dopo aver analizzato le principali caratteristiche dei muscoli del corpo umano e i vari tipi di tessuto

muscolare, vediamo come tra i tre, il tessuto muscolare scheletrico è il più abbondante, tanto che in

un uomo adulto costituisce circa il 40% del peso corporeo. Le ossa costituiscono la componente

passiva del movimento, mentre i muscoli scheletrici rappresentano la componente attiva. Il muscolo

trasmette la propria forza alle ossa per mezzo dei tendini, strutture fibrose molto resistenti e

leggermente elastiche. I tendini sono strettamente saldati alle regioni muscolari a essi contigue. Il

tessuto connettivo del muscolo si fonde con i fasci di collagene tendinei, costituendo la cosiddetta

giunzione miotendinea. I muscoli lavorano a coppie o a gruppi di antagonisti. Ad ogni muscolo ne

corrisponde un altro con funzione opposta. Si dicono agonisti i muscoli che collaborano

nell’esecuzione di un movimento. Antagonisti quelli che contrastano il reciproco movimento.

7

Un po' di "nomenclatura": Si parla di flessione quando i centri delle ossa attaccate al muscolo si

avvicinano, viceversa, si parla di estensione. La porzione centrale del muscolo è chiamata ventre

muscolare. In linea generale, i muscoli provvisti di più capi, oltre ad avere un'unica inserzione, sono

innervati da ramificazioni dello stesso nervo.

Altri muscoli, hanno invece inserzioni plurime; si parla in o muscoli bicaudati, tricaudati e

quadricaudati. In base al numero di PUNTI DI ORIGINE i muscoli sono classificati in:

- Muscoli monocipiti: sono quelli che hanno un solo punto di origine

- Muscoli bicipiti: sono quelli che hanno due punti di origine

- Muscoli tricipiti: sono quelli che hanno tre punti di origine

- Muscoli quadricipiti: sono quelli che hanno quattro punti di origine.

In base al numero dì PUNTI DI INSERZIONE, i muscoli sono classificati in:

- Muscoli rnonocaudati: sono quelli che hanno un solo punto d'inserzione

- Muscoli bicaudati: sono quelli che hanno due punti d'inserzione

- Muscoli tricaudati: sono quelli che hanno tre punti d'inserzione

- Muscoli pluricaudati: sono quelli che hanno più punto d'inserzione.

Esistono anche muscoli in cui uno o entrambi i punti d'attacco sono inseriti su ossa fisse, oppure su

cute o mucose. I muscoli mimici o pellicciai, ad esempio, s'inseriscono con almeno un capo nel derma

(strato intermedio della cute).

In base al loro P'UNTO DI ORIGINE e di INSERZIONE, i muscoli sono classificati in:

- Muscoli scheletrici

- Muscoli pellicciai

MUSCOLI LUNGHI o FUSIFORMI: sono molto sviluppati in lunghezza (bicipiti, tricipiti,

quadricipiti). I muscoli lunghi sono dotati di una notevole capacità di accorciamento e allungamento.

MUSCOLI LARGHI: sono sviluppati in larghezza. Hanno scarse capacità di allungamento e

accorciamento. Formano la parete dell'addome, del torace e del bacino; sono muscoli di potenza, di

contenimento e di copertura. I muscoli larghi s'inseriscono sullo scheletro tramite aponeurosi, una

sorta di tendini, allargati costituiti da robuste fibre connettivali.

MUSCOLI BREVI: lunghezza, larghezza e spessore sono pressoché uguali, ma la forma può essere

assai diversa: sono situati attorno alle articolazioni o alla colonna vertebrale. Hanno funzione

stabilizzante e sinergica con altri muscoli. 8

MUSCOLI ANULARI o CURVILINEI: le loro fibre muscolari circondano gli orifizi naturali del

corpo. I muscoli anulari sono suddivisi in

- Muscoli orbicolari (per il tono e il modo di contrarsi si comportano come gli altri muscoli

scheletrici)

- Muscoli sfinteri (hanno un tono muscolare così accentuato da mantenersi in stato continua

contrazione: questo stato può essere modificato tramite un meccanismo riflesso o per effetto

della volontà: ne sono esempio i muscoli dello sfintere anale).

MUSCOLI A FASCI PARALLELI MUSCOLI A FASCI PENNATI

L'orientamento delle fibre muscolari all'interno del muscolo ne determina la forza e l'ampiezza di

contrazione. Rispetto al suo asse longitudinale le cellule possono disporsi in modo parallelo

(seguendo il decorso delle fibre tendinee) oppure obliquamente.

In base al tipo di unione tra fasci muscolari e tendini sono classificati in:

Muscoli a fasci paralleli

- Muscoli nastriformi: sono quelli che hanno fasci muscolari organizzati parallelamente fra loro

da un'estremità all'altra.

- Muscoli fusiformi: sono quelli che hanno fasci muscolari pressoché paralleli tra di loro e che

si fanno convergenti su un tendine in corrispondenza di una o dì entrambe le estremità.

- Muscoli larghi: sono quelli che hanno fasci muscolari piatti che si fondono con l'aponeurosi

alle estremità.

- Muscoli a ventaglio: sono quelli in cui i fasci muscolari divergono in corrispondenza di

un'estremità e convergono su un tendine d'inserzione all'altra estremità.

Muscoli a fasci obliqui o pennati

- Muscoli pennati: sono quelli che hanno un tendine centrale sul quale vanno a confluire e a

tendersi le fibre muscolari

- Muscoli semipennati: sono quelli che hanno due lamine tendinee fra le quali sono se le fibre

muscolari

- Muscoli pluripennati: sono quelli che hanno molti tendini di origine sui quali vanno a

confluire e a tendersi le fibre muscolari. 9

ANATOMIA DELLA FIBRA MUSCOLARE

Il muscolo scheletrico è formato da un insieme di cellule piuttosto lunghe, cilindriche e con estremità

fusiformi, chiamate fibre muscolari. Se lo si tagliasse, trasversalmente, noteremmo che queste fibre

non sono isolate, ma raggruppate in fascicoli e avvolte da tessuto connettivo. Tra un fascicolo e l'altro

decorrono fibre elastiche, nervi e vasi sanguigni, che si ramificano per distribuirsi alle varie cellule;

la ricca vascolarizzazione determina la tipica colorazione del muscolo scheletrico (grazie alla

miogloblina che circola nel sangue). Mentre le parti carnose (ventri muscolari) possiedono un colore

rosso circa intenso, le parti tendinee hanno un colorito madreperlaceo. I muscoli sono riccamente

vascolarizzati e innervati, ed è caratteristico l'andamento dei vasi e dei nervi, sempre obliquo e

ondulato per sopportare le continue modificazioni di lunghezza cui ogni muscolo va incontro durante

il funzionamento. Ogni muscolo è formato dall'unione di più fascetti (o muscolari; ogni fascetto

contiene più fibre con decorso parallelo.

La miosina è il motore delle miofibrille (modulo costitutivo filamentoso della muscolatura striata);

ciascuna molecola si compone di 6 subunità, di cui 2 identiche catene pesanti, molto grandi, e due

paia di catene leggere, più piccole. Le catene proteiche pesanti s'intrecciano a formare una coda

terminale, rigida, a spirale, e due teste globose. Due catene proteiche leggere sono associate alle

catene pesanti di ogni testa. All'interno dei filamenti spessi, le varie isoforme della miosina si

organizzano in modo tale da esporre le loro teste all'estremità, mentre le code si raggruppano nella

regione centrale. Le teste globulari della miosina formano i ponti trasversali che mediano l'interazione

con i filamenti sottili di actina, i quali fungono da "fune". Il fenomeno della contrazione può essere

diviso in due fasi:

1) aggancio (formazione dei ponti trasversali) tra filamenti spessi e sottili;

2) scorrimento dei filamenti.

Actina

Costituisce i filamenti sottili del sarcomero (l'unità contrattile del tessuto muscolare striato), è una

proteina globulare, di forma simile a una sfera (G-actina). Molte di queste molecole si associano tra

loro per comporre lunghi e sottili granuli (detti F-actina). I filamenti sottili sono costituiti, oltre che

dall'actina, da:

• TROPOMIOSINA

• TROPONINA 10

CONTRAZIONE MUSCOLARE

Il muscolo scheletrico può essere paragonato a un motore, in grado dì convertire l'energia chimica,

fornita dall'ATP, in energia meccanica, agendo sul sistema di leve scheletriche con un buon

rendimento (non più del 30-50% di questa energia viene dissipata come calore). Il risultato di questa

reazione endoergonica è la contrazione muscolare. Ogni molecola della miosina presenta due siti di

legame, uno per una molecola dì ATP e uno per l'actina.

Il reticolo sarcoplasmatico

È una struttura canalicolare a rete, che avvolge completamente ogni fibra muscolare, insidiandosi

negli spazi interni tra una miofibrilla e l'altra. Esaminandolo attentamente, è possibile notare due

particolari strutture:

- RETICOLI: sono formati da canalicoli longitudinali (che riaccumulano ioni Ca2') che,

anastomizzandosi tra loro, confluiscono in strutture tubulari più ampie, chiamate cisterne

terminali, che concentrano e sequestrano Ca2', per poi liberarlo al sopraggiungere di uno

stimolo adeguato

- TUBULI TRASVERSI (tubuli a T): invaginazioni della membrana cellulare (sarcolemma),

strettamente associate alle cisterne terminali.

Le basi della contrazione muscolare

L'impulso nervoso, originato centralmente e trasportato dai motoenuroni, perviene a livello della

placca motrice e si propaga all'interno della fibra muscolare grazie al sistema tubolare membranoso.

Innervazione dei muscoli

La contrazione delle fibre muscolari è il risultato di uno stimolo nervoso che percorre un motoneurone

alfa sino a raggiungere la placca motrice. Il corpo cellulare di questo motoneurone è situato nel corno

ventrale della sostanza grigia del midollo spinale. Al contrario di come si potrebbe pensare, le fibre

nervose di una unità motoria non sono tutte dirette a fibre vicine. Infatti, fibre muscolari appartenenti

a una data unità sono frammiste a fibre facenti parte di altre unità motorie. Questa particolare

disposizione consente una più ampia distribuzione spaziale della forza generata dalle unità motorie e

una minore tensione tra i fasci di fibre. Le unità neuromotorie, inoltre, non sono tutte uguali. Esse

sono classificate sulla base del tempo di contrazione, del picco di forza generato, dal tempo di

rilassamento e da quello di affaticamento. Ciò permette di distinguere le unità motorie in:

- Lente di tipo I (o S da "Slow" o SG da "Slow Glycolitic")

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- Veloci di tipo Hb (o FF da "Fast Fatiguing" o FG "Fast Glycolitic")

- Intermedie di tipo Ha (o FR da "fast fatigue resistent" o FOG)

Ogni unità motoria è costituita da fibre muscolari con caratteristiche omogenee. Le fibre resistenti,

per esempio, fanno tutte capo ad unità motorie lente, viceversa per quelle veloci.

Placca Motrice

La placca neuromuscolare consente la trasmissione dell'impulso nervoso tra una terminazione del

nervo motore e il muscolo. In risposta a questo stimolo avviene la contrazione muscolare. Le

terminazioni finali della fibra nervosa costituiscono il cosiddetto terminale presinaptico.

RIASSUMENDO:

1. Un potenziale d'azione viaggia lungo l'assone di un motoneurone alfa fino alle terminazioni

su un certo numero di fibre muscolari.

2. A livello di ciascuna terminazione, la fibra nervosa secerne acetilcolina, depolarizza la

membrana della fibra muscolare, innescando il potenziale d'azione

3. Il propagarsi del potenziale d'azione induce la liberazione del calcio a livello reticolo

sarcoplasmatico.

4. Il calcio si lega alla troponina C, eliminando l'effetto inibitorio sulla contrazior, muscolare del

sistema troponina-tropomiosina.

5. 3) Il muscolo si contrae, grazie all'idrolisi di ATP da parte delle teste miosiniche, alla

successiva trazione sui filamenti sottili di actina.

6. Cessato lo stimolo nervoso, il calcio è riassorbito dal sistema tubulare e ciò spegne sul nascere

ogni altra interazione actomiosinica.

Tipi di contrazioni muscolari

La contrazione muscolare è definita come il mezzo fisiologico grazie alquale, una volta che è

arrivato lo stimolo nervoso e che vi è la presenza di energia necessaria a disposizione, si reclutano

le fibre muscolari.

Le contrazioni muscolari si suddividono in:

- CONTRAZIONI ISOMETRICHE, il muscolo, pur non modificando la propria lunghezza perché

le sviluppa tensione.

- CONTRAZIONI CONCENTRICHE, quando il ventre muscolare si accorcia, comportando

l'avvicinamento delle inserzioni. 12

- CONTRAZIONI ECCENTRICHE, quando il ventre muscolare si allunga, con conseguente

allontanamento delle inserzioni muscolari.

- CONTRAZIONI ISOTONICHE, quando il muscolo si accorcia, però una tensione che rimane

costante per tutta la durata del periodo di accorciamento.

CONTRAZIONI ISOCINETICHE, il muscolo sviluppa la massima ten„ per tutto l'arco di

- movimento accorciandosi a velocità costante.

- CONTRAZIONI AUXOTONICHE, la tensione sviluppata dal aumenta progressivamente con

l'accorciamento del ventre muscolare.

- CONTRAZIONI PLIOMETRICHE, si tratta di contrazioni concentriche esplosive

immediatamente precedute da contrazioni eccentriche.

PARAMORFISMI, DISMORFISMI E ATTIVITÀ MOTORIA

Il paramorfismo o l'atteggiamento paramorfico è appunto quell'atteggiamento scorretto della

postura; altera l'armonia e la forma del nostro organismo; non dipende da alterazioni scheletriche;

si manifesta per uno squilibrio tra muscolatura e dimensioni dello scheletro; è correggibile

volontariamente.

I dismorfismi sono alterazioni strutturali ossee o muscolo-ligamentose che inducono

atteggiamenti abnormi non reversibili, che costituiscono vere e proprie deformità anatomiche.

Paramorfismi dell’apparato muscolo scheletrico

l. Atteggiamento scoliotico - Portamento rilassato;

2. Cifosi cervico-dorsale;

3. Iperlordosi lombare;

4. Varismo e valgismo delle ginocchia;

5. Piede piatto.

Benefici e vantaggi dell'attività motoria sull'apparato muscolo-scheletrico

1. Postura corretta;

2. Simmetria dei gruppi muscolari;

3. Migliore mobilità articolare. 13


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze delle attività motorie e sportive
SSD:
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trip.trip di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria, tecnica e didattica dell'attività motoria preventiva e dell'attività motoria adattata e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof Licciardi Ignazio.

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