Capitolo 1
Il movimento è ritenuto una tra le più importanti funzioni organiche dell’uomo. La vita dell’uomo si manifesta attraverso il movimento quando ad esempio camminiamo, andiamo in bagno, corriamo. Il movimento vi è anche quando ci muoviamo nel sonno, ma anche quando non lo facciamo i nostri atti respiratori non conoscono pause.
La maggior parte degli italiani conducono una vita sedentaria e molte problematiche dipendono dalla ipocinesi o carenza di movimento. Gli effetti positivi del movimento su alcune parti del nostro corpo sono note da anni e le ultime ricerche condotte in Italia ribadiscono di svolgere una scelta di vita che tenga in considerazione l’attività fisica.
Effetti motori del movimento
- Sulle ossa: l’esercizio fisico svolge una importante azione preventiva ritardando l’invecchiamento e combatte l’osteoporosi, rendendo il tessuto osseo più elastico e meno fragile.
- Sulle articolazioni: mantiene in attività ginocchia, gomiti, caviglie, spalle ed anche.
- Sul cuore: negli individui attivi diminuisce il rischio d’infarto e tutto l’apparato cardiocircolatorio funziona meglio.
Diabete mellito e colesterolo possono essere prevenute con l’esercizio fisico. Gli sportivi tenendosi sempre in buona forma fisica, attivi e pieni di vita, cresce in loro la fiducia nei loro mezzi e di conseguenza l’autostima.
Movimento umano
Funzioni del movimento umano:
- Sviluppo capacità intellettive
- Miglioramento, mantenimento e conservazione dell’organismo
- Sviluppo delle capacità di comunicazione
- Miglioramento delle capacità motorie, delle abilità e della capacità di prestazione umana
Le sollecitazioni sensoriali tattili, visive ed uditive provocate dall’azione stimolano e sviluppano i processi cerebrali che sono alla base della costruzione della memoria e delle altre capacità mentali. La struttura delle competenze linguistiche ed espressive viene influenzata dalle esperienze di movimento che nel bambino attivo e sicuro di sé, si manifestano con la comparsa a tempo debito delle tappe di acquisizione del linguaggio.
Esempio: il bambino che sa muoversi è ben adattato ed il movimento ha anche un ruolo di prevenzione e di cura di alcuni squilibri dell’affettività.
Schema ideo-motorio: filmato mentale di ciò che stiamo per compiere. Una parte del cervello chiamata area cerebrale premotoria, viene attivata poco prima dell’esecuzione del movimento ed utilizzata per costruire “l’ideo-motorio”.
Effetti del movimento sull’intelligenza umana
- Sviluppa, stimola e migliora la funzionalità delle vie sensoriali afferenti e consente di far arrivare maggiori informazioni al cervello; le maggiori afferenze sono: tattili, uditive ecc.
- Sempre a livello cerebrale, aumento di opportunità di elaborazioni delle informazioni e maggior capacità delle stesse.
- La costruzione di schemi motori di movimento legati alle esperienze pratiche favorisce l’evoluzione dell’intelligenza.
- Evoluzione esperienze cognitive come il leggere, scrivere, contare ecc.
- Aiuta il bambino a gestire le esperienze legate al successo o all’insuccesso.
Il movimento produce effetti su tutte le parti del corpo e la sua carenza si ripercuote negativamente su tutta la persona. Gli effetti sono diversi a seconda dell’età del soggetto. Alcuni ritardano il processo dell’invecchiamento nella tarda età adulta ed età anziana. Altri effetti favoriscono le principali funzioni organiche in età evolutiva.
Sviluppo apparato scheletrico
Durante l’attività fisica le ossa vengono sottoposte a sollecitazioni che stimolano le deposizioni di nuove fibre collagene e sali minerali. L’aumento della circolazione sanguigna favorisce la nutrizione ed il rifornimento di calcio. Questi fenomeni fanno parte di un atleta con ossa più dense e forti rispetto al sedentario.
Altri due importanti effetti sono:
- Lo sviluppo in larghezza dell’osso, favorito dalla trazione che i muscoli esercitano sull’apparato scheletrico.
- Sviluppo in lunghezza che influisce sulla statura dell’individuo.
Esistono però anche dei rischi a cui può essere sottoposto l’apparato scheletrico, causando stati infiammatori o veri e propri danni alle strutture ossee e cartilaginee, dove il carico sproporzionato in età evolutiva espone a rischi di disinserzioni o rottura dei corpi tendinei. Sull’apparato scheletrico agiscono anche l’ereditarietà, l’alimentazione, l’igiene ambientale, il regime di vita ed il sistema ormonale.
Mantenimento e miglioramento della funzionalità articolare
L’apparato articolare trae dall’esercizio fisico una serie di benefici così riassumibili:
- Mantenimento fisiologico della mobilità articolare
- Irrobustimento articolare e maggior stabilità dell’articolazione
- Aumento o recupero della mobilità articolare
- Prevenzione dei processi a carico delle articolazioni e ritardo invecchiamento apparato articolare
Nei maschi e nelle ragazze fino ad 10-11 anni non è necessario una sollecitazione delle funzionalità articolari. Durante il periodo preadolescenziale ed adolescenziale un buon mantenimento della mobilità articolare permette movimenti più fluidi e la prestazione sportiva ne trae beneficio. L’intervento di questa capacità deve essere mirato specialmente nell’età della pubertà perché si ha un maggiore incremento della forza muscolare. Per ottenere un effetto efficace, le esercitazioni di mobilità devono essere attuate con lo stiramento e l’autoallungamento dei muscoli agonisti. L’età nella quale si ottengono gli effetti più evidenti sul miglioramento della mobilità articolare va dai 10 ai 16 anni. La regressione dell’ampiezza articolare incomincia nell’età adulta e prosegue nell’età anziana specialmente se le articolazioni non vengono utilizzate al limite della massima ampiezza fisiologica. I regressi più significativi si hanno nelle persone dell’età adulta o nell’età anziana quando non c’è più sollecitazione motoria adeguata e le articolazioni tendono ad irrigidirsi. Una buona abitudine al movimento contribuisce a limitare i processi di rigidità articolare.
Mantenimento del tono posturale, ipertrofia muscolare, maggior resistenza localizzata allo sforzo
L’apparato muscolare subisce importanti modificazioni che vengono condizionate dalle attività motorie svolte. Il tono posturale viene mantenuto in allenamento dai movimenti del corpo e risulta carente nell’età dello sviluppo dove i muscoli subiscono situazioni di eccessivo allungamento.
Ipertrofia muscolare: le cellule muscolari, grazie al movimento, possono variare le dimensioni delle fibre e la capacità di contrarsi in modo più o meno veloce. Questo fenomeno di ingrossamento delle fibre viene chiamato “ipertrofia”.
Effetti di un’attività motoria sull’apparato muscolare
- Mantenimento del tono posturale
- Ipertrofia funzionale ed incremento di forza, lavoro e potenza
- Mantenimento della lunghezza fisiologica del muscolo
- Mantenimento e miglioramento della morfologia del corpo
- Aumento funzionalità muscolare
Miglioramento funzionalità cardiocircolatorie
Un muscolo del tutto particolare e indispensabile all’uomo è quello cardiaco. L’atleta che compie uno sforzo continuo nel tempo si dice che ha il famoso “cuore d’atleta”. L’effetto principale è quello di ospitare più sangue nelle proprie cavità (ipercardiovolume). Per il non sportivo questi effetti sono meno evidenti ma quello che conta è che l’attività motoria regolare e continuata concorre al mantenimento delle funzionalità cardiache e previene le malattie cardiocircolatorie. L’aumento di volume delle cavità cardiache e l’ispessimento delle pareti del cuore sono condizioni che permettono di inviare una maggior quantità di sangue ad ogni sistole, andando ad aumentare la portata cardiaca. Questa situazione provoca, nell’individuo a riposo, una diminuzione di pulsazioni dando luogo al fenomeno della bradicardia.
Benefici attività motoria nell’apparato cardiocircolatorio
- Migliorano i tempi di recupero dopo lo sforzo
- Migliora il nutrimento del cuore in seguito alla vascolarizzazione miocardica, i capillari aumentano di volume
- Si riduce la pressione sanguigna nei soggetti che svolgono attività motoria
Altri effetti causati dal movimento sono:
- Aumento del consumo degli acidi grassi
- Riduzione del tasso di colesterolo
- Riduzione dei trigliceridi
Miglioramento della funzionalità respiratoria
Gli effetti positivi della funzionalità respiratoria sono:
- Riduzione dei tempi di recupero dopo sforzo che si manifesta nel minor tempo impiegato per il ritorno ad atti respiratori normali
- Scomparsa o comparsa ritardata del “fiatone” dovuto all’esigenza di un immediato aumento della ventilazione polmonare
- Diminuzione della frequenza respiratoria sotto sforzo e a riposo
- Aumento tempo di apnea (assenza di respirazione)
Ipocinesi ed analfabetismo motorio
L’apparato locomotore costituisce circa il 70% della massa corporea e questo dimostra che l’uomo è fatto per il movimento. Il riposo è utile per garantire il recupero di una fatica fisica o mentale, è deleterio in una vita con poco movimento. Le malattie ipocinetiche stanno aumentando e sono dovute ad una serie di fattori:
- Sistema scolastico di base
- Carenza di strutture e ambienti: non consentono una gestione “motoria” e non offrono possibilità di occupazione del tempo libero fondate sulla pratica motoria abitudinaria (carenza di zone verdi, piste ciclabili, campi da gioco ecc.)
- Sistema del lavoro: sono poche le aziende in Italia che investono sulla salute e benessere dei propri dipendenti
Wellness (benessere)
Molte persone trascurano il movimento per il conseguimento dello “star bene” anche perché non sono abituate a conoscerlo e praticarlo.
Funzione comunicativa del movimento
Linguaggio del corpo: ci aiuta a comunicare i nostri sentimenti e gli stati d’animo in un modo che con le parole potrebbe essere incompleto. Possiamo decidere di non comunicare verbalmente, ma ci è impossibile non comunicare con il corpo. Il linguaggio comunicativo del corpo e dei suoi movimenti è intrinseco, personale e soggettivo. Il linguaggio del corpo non è soltanto quello spontaneo ma può essere appreso anche attraverso gesti usati ad esempio dall’arbitro, o da giocatori attraverso delle “finte” di gioco. La capacità di collaborare, di essere responsabili, di fidarsi viene sollecitata ogni volta che il bambino gioca, apprende e pratica uno sport di squadra dove il successo non dipende dal singolo, ma dal gruppo.
Crescita motoria
La crescita motoria è favorita quando il soggetto viene a trovarsi nelle condizioni di:
- Affrontare serenamente tutte le tappe ontogenetiche
- Sviluppare gli schemi motori di base
- Migliorare le capacità motorie condizionali e coordinative
- Affrontare un avviamento sportivo polivalente e polisportivo
- Acquisire e mantenere abitudini di movimento
Strutture del movimento
Il movimento è composto dalle seguenti unità fondamentali:
- Le posture del corpo che ciascuno di noi assume sono infinite
- Gli schemi posturali coinvolgono solo alcune parti
- Gli schemi motori, quando avvengono comportano una variazione di postura o una traslocazione nello spazio
Movimento ed educazione globale
Lo sviluppo motorio non deve essere trattato in modo separato dagli aspetti della personalità del bambino quali l’intelligenza, la socialità e l’affettività. Favorire la crescita delle capacità e delle abilità di movimento significa agire direttamente ed in modo efficace anche sulla disponibilità verso gli altri.
La psicomotricità
La psicomotricità si occupa di acquisire lo schema corporeo o idea completa del proprio corpo. Più il bambino conosce se stesso, tanto più riesce ad utilizzare il proprio corpo per interagire con l’ambiente e per sviluppare la propria intelligenza. Il corpo diventa un interlocutore con il mondo fin dai primi istanti di vita. Educare significa “facilitare al bambino il rapporto con il mondo” che avviene attraverso tutto il corpo e l’apprendimento deve essere spontaneo.
La sociomotricità
La sociomotricità applica i concetti fondamentali nei contesti sociali. Rivaluta le attività ludiche e sportive considerandole formative e socialmente importanti. Lo sport diventa il mezzo per aiutare l’allievo a strutturare forme di comportamenti globali che determinano il comportamento sociale. Diventa importante ricercare nel bambino:
- Esperienze motorie spontanee basate sulla presa di coscienza del proprio corpo e delle sue possibilità operative
- Un bagaglio motorio esteso per attingere alle esperienze passate di movimento nell’apprendimento di gesti nuovi e complessi
Capitolo 2
Forme e classificazione del movimento
Motricità primitiva
La motricità primitiva dal punto di vista neurofisiologico è riflessa, ovvero da movimenti chiamati “massivi incontrollati” che nei primi tre mesi di vita ci fanno sembrare il neonato un piccolo essere agitato, disordinato e goffo. I movimenti atetotici sono movimenti realizzati in una condizione di rilassamento e calma.
Motricità riflessa
Risposta di adattamento all’ambiente che avviene senza il controllo della coscienza o senza l’intervento della volontà prende il nome di ‘azione riflessa’. Arco riflesso: azione riflessa quando l’impulso percorre almeno due neuroni, uno che dalla periferia porta al centro e l’altro che dal centro porta alla periferia; questo sistema di neuroni viene chiamato arco riflesso.
Riflessi monosinaptici e polisinaptici
Riflesso monosinaptico: cellula nervosa proveniente dalla periferia che si articola direttamente con quella del centro. Arco in cui si trova una sola sinapsi. Neurone efferente: cellula nervosa che porta l’informazione dal centro alla periferia.
Riflesso polisinaptico: è un tipo di arco riflesso formato da un neurone che arriva a livello del midollo spinale e forma più sinapsi con differenti interneuroni.
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