Postura
Deriva dal latino “positura”, participio passato del verbo “ponere”: posizionare. È la posizione del corpo in risposta alla gravità e rispetto allo spazio; è anche la relazione tra i segmenti corporei all’interno della nostra organizzazione. Nella postura concorrono 3 fattori:
- Fattore neurofisiologico: cioè il sistema tonico-posturale (*).
- Fattore biomeccanico: s’intende come sono organizzate le catene cinetiche, quindi l’atteggiamento che il nostro corpo assume.
- Fattore psico-emotivo: spesso la propria emotività si riflette su come una persona si atteggia e organizza il proprio corpo.
Perché è importante la postura?
Se le articolazioni assumono una postura sbagliata vanno a comprimersi (si usurano), i muscoli lavorano male e sono tesi → processi infiammatori → dolore. La postura indica il concetto di:
- Posizione spaziale (orientamento spaziale);
- Equilibrio: non solo per la posizione eretta, ma per equilibrio posturale s’intende avere un proprio equilibrio, personale e funzionale; ognuno ha il proprio equilibrio funzionale. La postura deve essere economica, comoda (non causare dolore), e garantire minor dispendio energetico; deve garantire un certo benessere (se cerco di “mettere dritta” una persona che ha una certa postura perché fa un determinato sport, quella poi sta scomoda, non dura).
*Sistema tonico-posturale: È fatto da afferenze (segnali che vengono dai recettori) ed efferenze (risposte motorie). A livello posturale come si traduce tutto ciò? Sono recettori che mandano l’impulso al SNC che attua una risposta motoria adeguata (es. pedana basculante).
A cosa serve?
- A regolare e mantenere una postura corretta in risposta alla forza di gravità;
- A mantenere l’equilibrio;
- Ad opporsi alle forze esterne.
Ci sono diversi recettori posturali che informano il SNC del loro stato, inducendo una risposta posturale (modifica dell’assetto delle catene cinetiche: cioè l’atteggiamento, il fattore biomeccanico) con i muscoli, che sono gli effettori → 1° e 2° fattore posturale sono collegati.
Quali sono i recettori posturali (in grado di modificare la postura)?
- Recettori vestibolari: le macule dell’utricolo e del sacculo. Le macule sono recettori di gravità, che ci danno informazioni sulla posizione del corpo rispetto allo spazio. Chiamati anche recettori retto-lineari. Poi ci sono le creste ampollari nei canali semicircolari, sono recettori retto-angolari, recettori di accelerazioni angolari.
- Recettori visivi: esistono disturbi di rifrazione (riguardano la percezione visiva, es: miopia, astigmatismo, ipermetropia) e disturbi di convergenza (riguardano il tono dei muscoli extraoculari, es: lo strabismo) che possono creare problematiche posturali.
- Cute: una grande cicatrice può creare alterazioni posturali (es. cicatrice post parto cesareo) e aderenze sotto la cute, perché a livello meccanico i muscoli vengono tirati. Una cicatrice può creare anche disagio psico-emotivo; la muscolatura attorno alla cicatrice può essere indebolita…
- Recettori articolari.
- Fusi neuromuscolari: nei muscoli; all’interno del muscolo accorciato il riflesso miotatico garantisce che il muscolo mantenga una certa sensibilità; la coattivazione alfa-gamma, in particolare il motoneurone gamma all’interno delle fibre intrafusali, mantiene una certa lunghezza delle fibre intrafusali nonostante l’accorciamento delle fibre extrafusali. Il motoneurone alfa agisce sulle fibre extrafusali.
- Apparato masticatorio (app. “stomatognatico”): se un soggetto ha un’arcata dentale superiore molto in avanti probabilmente avrà un collo in anteposizione; se è molto indietro avrà ? della cervicale e un appiattimento della curva fisiologica lombare. Avanti → squilibrio in avanti; dietro → squilibrio indietro.
Recettore scompensato → disequilibrio → dolore e tensione / Se sta bene → sto bene
Catene cinetiche
Il muscolo scheletrico è formato da un insieme di cellule molto lunghe, allungate, cilindriche e con estremità fusiformi, chiamate fibre muscolari [sarcomero: unità contrattile della fibra]. Queste fibre non sono isolate all’interno del muscolo, ma sono raggruppate in fascicoli, avvolti da tessuto connettivo. Il connettivo riveste tutto il muscolo, si addentra e riveste tutti i fascetti; poi si addentra ancora e riveste ogni singola fibra. Ogni muscolo è formato dall’unione di più fascetti muscolari. Ogni fascetto contiene più fibre con decorso parallelo. L’intera massa muscolare è rivestita da una guaina di connettivo fibro-elastico fetta epimisio, che ha il compito di contenere…
- Epimisio: tessuto connettivo che riveste tutto il muscolo.
- Perimisio: tessuto connettivo che riveste i fascetti.
- Endomisio: tessuto connettivo che riveste ogni fibra muscolare.
La fascia è un sistema complesso formato da tessuto connettivo. Riveste il 70% circa del nostro corpo e costituisce il 16-20% del peso corporeo. Collega e coordina un’articolazione con l’altra; unisce ogni muscolo con l’altro, passando sopra a legamenti, tendini e articolazioni. È un organo vero e proprio che connette e unisce tutte le porzioni del nostro corpo. Funge anche da organo sensoriale, perché il tessuto connettivo riesce ad accumulare, immagazzinare e rilasciare energia. Sono le catene cinetiche che uniscono tutto il corpo.
[Sezione trasversale del nostro corpo → sotto al derma troviamo tessuto connettivo]. La fascia è suddivisa in due livelli principali:
- Fascia superficiale: cilindrica, più esterna, sotto il derma, formata da fibre di tessuto connettivo lasso e adiposo.
- Fascia profonda: sotto la superficiale, fatta da connettivo elastico; più strati sovrapposti di fibre connettivali a diverso orientamento (fibre collagene ondulate e fibre elastiche). Il rilascio miofasciale agisce proprio su questa.
Teoria Schultz (1996 - ma è ancora attuale):
- Se si muove una parte, il corpo risponde con tutto. Quel movimento ha risonanza in tutto il corpo. Perché? Per la fascia, che non sta solo sul muscolo, ma copre tutto.
- Tutti il corpo è connesso: es, fletti il gomito e arriva a tutto grazie alla fascia.
- L’unico tessuto che dal punto di vista funzionale può mediare tutto ciò è il connettivo.
Catena cinetica (o “linea”) È considerata una struttura di tensegrità: termine che proviene dall’architettura e riferito a strutture che mantengono la loro integrità grazie al bilanciamento di forze intrecciate con continuità lungo la loro struttura. Possediamo molte catene cinetiche.
- LSP linea superficiale posteriore (o CCP catena cinetica posteriore): Riveste tutto il corpo posteriormente; connette e protegge la porzione posteriore del corpo. È fatta di stazioni (articolazioni; ossa) e binari (muscoli e legamenti), tutti uniti dalla fascia:
- Stazione: osso occipitale; binario: muscolatura degli erettori della colonna o fascia lombo sacrale.
- Stazione: osso sacro; binario: legamento sacrotuberoso.
- Stazione: tuberosità ischiatiche; binario: muscolatura ischiocrurale.
- Stazione: condili del femore; binario: tricipite della sura.
- Stazione: calcagno; binario: muscolatura flessoria della pianta del piede.
- Stazione: falangi.
Funzione posturale: supporta e mantiene il corpo in estensione (ad eccezione degli ischiocrurali, che flettono il ginocchio). Funzione di movimento: permette tutti i movimenti di estensione ed iperestensione. La CCP è formata da fibre muscolari perlopiù rosse, lente, resistenti, molto vascolarizzate.
- Catena cinetica frontale (o linea superficiale frontale / catena superficiale frontale) Connette il corpo anteriormente. Insieme di stazioni e binari (…) Funzione posturale: bilancia la catena cinetica posteriore. Funzione di movimento: flessione (tranne quadricipite, che estende ginocchio). È formata perlopiù da fibre muscolari bianche, rapide, poco vascolarizzate.
- Catena cinetica profonda (o linea profonda frontale) È il nostro “nucleo miofasciale”. Nel pilates si lavora su questo nucleo, per la postura. Se è accorciata (mancanza di tono) porta a scompensi posturali. Nel pilates si lavora principalmente il trasverso dell’addome (muscolo profondo, che fa parte del core, aiuta molto una postura corretta)
- Catena cinetica laterale (linea laterale) Bilancia le porzioni del corpo: anteriore e posteriore e destra e sinistra. Funzioni: flessione del tronco.
- Linee funzionali Hanno funzioni di movimento: servono a rendere possibili dei movimenti di un arto bilanciandolo col suo controlaterale (es: camminare).
- Catena cinematica spirale Funzione: movimenti rotatori.
Problematiche del tessuto miofasciale (della fascia): Dopo un trauma, quando un muscolo non lavora bene o se c’è una contrattura muscolare, il connettivo che vi passa sopra va incontro a restrizione e aderenze (la fascia viene trazionata); ciò comporta problemi anche in altre parti del corpo:
- Può trazionare ossa e muscoli fuori dal loro allineamento normale → processo infiammatorio → dolore. Ecco perché è necessario che la fascia sia sempre sana, cioè distesa.
- Può andare a comprimere una struttura vascolare (comporta ischemia: mancanza di afflusso di sangue) o neurale (compressione di nervo → dolore; es: sciatica o sindrome di ipertrofia del piriforme* che schiaccia il nervo sciatico).
*Piriforme: ha funzione principale di extraruotare l’anca; è uno dei “6 muscoli profondi (deep six) dell’anca” (otturatore interno e otturatore esterno, gemello superiore e gemello inferiore, quadrato del femore e piriforme).
Autorilascio miofasciale
Andando a stimolare la fascia con delle pressioni si possono eliminare le aderenze e le tensioni dei tessuti molli e quindi si può eliminare il dolore. Si sfrutta la forza della pressione del corpo con dei movimenti di rotolamento su un rullo (foam roller); quindi un metodo di rilascio miofasciale attivo. Esistono due teorie:
- Paolini: 60-90’’ x max 5’ x gruppo muscolare.
- Balz: 90-120” x gruppo muscolare.
Valutazione funzionale
Assi e piani (RIVEDERE)
- Asse longitudinale: va dalla testa ai piedi.
- Asse sagittale: va da davanti a dietro.
- Asse trasversale: va da destra a sinistra.
- Piano frontale: divide in anteriore e posteriore.
- Piano sagittale: divide in emilato destro ed emilato sinistro.
- Piano trasverso: divide in superiore e inferiore.
Cosa tenere in considerazione quando si fa un’analisi posturale su questi piani? L’allineamento ideale di alcuni punti di repere anatomici. (*Poste al muro le persone normalmente si autocorreggono).
Sul piano frontale anteriore:
- Art. acromioclavicolare; linea sopraccigliare (parallela); fossetta sternale (lo sterno che si articola con le coste); coste dx e sx alla stessa altezza, idem spine iliache.
- Linea bi-pupillare: parallela; disegnando una retta tra le due pupille degli occhi, vedo se queste sono allineate.
- Linea bi-tragalica: parallela; disegnare linea tra i due traghi (trago = porzione dell’orecchio esterno).
- Linea masticatoria: parallela.
- Linea bi-acromiale: parallela tra i due acromion; spalle stessa altezza.
- Linea bi-mammillare: parallela, se i due capezzoli sono alla stessa altezza (più difficile nelle donne).
- Masse pettorali: che siano allineate e equamente sviluppate (più facile negli uomini).
- Triangolo della taglia: che sia simmetrico (spazio tra gomito, o meglio passaggio tra avambraccio e braccio, e fianco).
- SIAS, rotulea e calcagno: che siano allineati, devono posizionarsi tutti sulla stessa verticale (SIAS: spina iliaca antero superiore).
- Rotule poste anteriormente: devono guardare anteriormente.
- Condili mediali del femore: che siano a contatto.
- Linea bi-malleolare: che sia parallela, i due malleoli mediali a contatto.
- Piedi poggiano a terra in modo simmetrico, senza le dita prensili (devono essere distese), con bordi laterali(?).
- Allineamento tra SIAS, centro della rotula e 2 dito del piede(?).
Piano frontale posteriore (soggetto di schiena):
- (Un lieve dislivello tra le spalle, nell’emilato dominante, è accettato).
- Simmetria e stesso sviluppo delle masse muscolari (es: trapezi).
- Le scapole non dovrebbero vedersi, dovrebbero essere appiattite, perché contenute e nascoste da muscolatura (grazie a muscoli come dentato e grande dorsale).
- Linee glutee sullo stesso livello e di stessa lunghezza (difficile per le donne).
- Linee poplitee (dietro al ginocchio, nella zona di flessione) allineate, stesso livello e lunghezza.
- Condili femorali mediali a contatto.
- La gamba perfetta dovrebbe avere 3 spazi: tra le cosce (che nel terzo superiore devono toccarsi), prima di arrivare al condilo mediale del femore (che è a contatto con l’altro); tra i condili mediali del femore e i gastrocnemi (che se sviluppati devono toccarsi); tra i gastrocnemi e i malleoli mediali.
- Malleoli mediali; a contatto.
- Calcagno ben poggiato a terra (angolo di 90° tra piede e tibia e perone; si osserva meglio nel piano sagittale).
Test per dislivello o disallineamento del bacino (“disallineamento pelvico”, che probabilmente comporta uno squilibrio anche a livello delle spalle e del piede):
- Toccare le spine iliache e vedere a che altezza sono le une rispetto alle altre.
- Flessione tronco in avanti (è coinvolto anche capo - nell’inclinazione del tronco il capo non è coinvolto): indica che le spine iliache posteriori non sono allineate.
Test per vedere se un arto è più lungo dell’altro (potrebbe essere un valore antropometrico dato dalla genetica o dovuto, spesso, ad un’anteriorizzazione della spalla rispetto all’altra): posizionare un oggetto davanti al soggetto e chiedergli di allungare gli arti sup. per toccarlo.
Test della parete: soggetto schiena alla parete per vedere se c’è un appiombo delle 4 cifosi: occipitale (della nuca), dorsale, glutea, del tallone (in teoria dovrebbero essere allineate).
Piano sagittale:
Bisogna immaginare una linea che passa dall’apice del cranio, anteriormente al trago, poi per il processo odontoideo (chiamato anche dente dell’epistrofeo, cioè C2), poi per il corpo vertebrale di L3, poi davanti alla tibia e poi si proietta al suolo, equidistante tra i piedi, circa 2 cm più avanti dal malleolo laterale(?).
- Sguardo orizzontale (di profilo).
- La spalla (di profilo) dovrebbe occupare, con il suo volume, il terzo medio del torace (porzione centrale del torace).
- Le mani devono cadere sul tensore della fascia lata con una leggera pronazione.
- Ci dovrebbe essere una linea perpendicolare che passa per la metà ginocchio e anteriormente al malleolo laterale (circa 2 cm).
- La caviglia dovrebbe formare un angolo di 90° con tibia e perone.
- Le dita dovrebbero essere ben appoggiate a terra.
- Il piano scapolare e il piano gluteo dovrebbero essere allineati.
- Occipite, scapole e sacro dovrebbero essere allineati.
Piano orizzontale (metà superiore e metà inferiore):
- Osservare il soggetto da davanti e vedere se presenta delle rotazioni.
- Considerare un’eventuale rotazione delle scapole/spalle rispetto alla cintura pelvica.
- Considerare un’eventuale rotazione tra cintura scapolare e cintura pelvica.
- Controllare che scapole e spine iliache/bacino siano allineati.
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Attività motoria preventiva e adattata
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