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Struttura e contenuto dei bilanci delle imprese

I bilanci delle imprese possono avere strutture e contenuti variabili in relazione alle finalità che intendono perseguire:

  • I bilanci gestionali, previsionali o consuntivi, supportano la programmazione e il controllo di gestione attraverso un flusso di informazioni ad uso interno.
  • I bilanci straordinari identificano gli elementi patrimoniali e ne misurano il valore in funzione di particolari eventi della vita aziendale.
  • I bilanci di esercizio perseguono principalmente uno scopo informativo.

Funzioni del bilancio di esercizio

La direttiva comunitaria n. 2013/34/UE riconosce al bilancio di esercizio tre funzioni:

  • Fornire informazioni agli investitori nei mercati di capitali.
  • Rendere il conto delle operazioni passate.
  • Favorire il governo societario.

I primi due obiettivi coinvolgono gli interessi di soggetti in posizione negoziale con l'impresa come i finanziatori e i soci; questa informativa "esterna", quindi, è in grado di orientare le scelte di coloro che intrattengono relazioni con l'impresa. L'impresa che genera le informazioni e gli stakeholders che ne usufruiscono devono poter fare affidamento su standards condivisi che rendano efficace la comunicazione.

Bilancio di esercizio: definizione e struttura

Di seguito il termine "bilancio" viene impiegato con riferimento esclusivo al bilancio di esercizio, ossia a quell'insieme combinato di documenti che per legge devono essere predisposti e pubblicati periodicamente per rendere noti la composizione quantitativa e qualitativa del capitale di funzionamento, la situazione finanziaria e il risultato conseguito. Le società di capitali che svolgono attività industriali, mercantili e di servizi non vincolate all'adozione dei principi contabili internazionali sono tenute ad applicare le norme del codice civile.

I principi contabili nazionali pubblicati dall'Organismo Italiano di Contabilità (OIC) sono fonti secondarie di natura tecnica che interpretano e integrano le norme di rango primario del codice civile. Il bilancio di esercizio civilistico è l'insieme unitario e inscindibile di tre documenti:

  • Lo stato patrimoniale.
  • Il conto economico.
  • La nota integrativa.

Componenti del bilancio di esercizio

Le informazioni in esso contenute devono rappresentare la situazione patrimoniale e finanziaria e il risultato economico di un periodo convenzionale identificato nell'esercizio amministrativo:

  • Situazione patrimoniale: è la composizione qualitativa e quantitativa del capitale di funzionamento ad una certa data.
  • Situazione finanziaria: è la relazione tra le disponibilità finanziarie generate e quelle richieste dalle operazioni di gestione durante un certo periodo di tempo.
  • Risultato economico: è la variazione dei mezzi propri generata dai costi e dai ricavi maturati durante un certo periodo di tempo.

Rendiconto finanziario

Il rendiconto finanziario non è obbligatorio e non concorre a formare il bilancio di esercizio, tuttavia il principio OIC 10 ne raccomanda la redazione e il principio OIC 11 ritiene opportuno che la sua mancata presentazione venga limitata alle aziende di minori dimensioni prive di idonee strutture amministrative. La direttiva n. 2013/34/UE precisa che il rendiconto finanziario debba essere redatto dalle imprese di medie-grandi dimensioni, esonerando le piccole e le microimprese.

Stato patrimoniale

Lo stato patrimoniale deve rispettare uno schema obbligatorio di contenuto analitico la cui forma è quella del conto a sezioni contrapposte denominate rispettivamente "attivo" e "passivo". Ciascuna sezione contiene aggregazioni intermedie di valori e l'art. 2424 c.c. indica i livelli di raggruppamento:

  • Classi di valori contrassegnate da lettere maiuscole dell'alfabeto (A, B, C, D…)
  • Sottoclassi di valori contrassegnate da numeri romani che esplicitano il contenuto delle classi (I, II, III...)
  • Voci contrassegnate da numeri arabi che descrivono analiticamente gli elementi delle sottoclassi (1, 2, 3…)
  • Sottovoci contrassegnate da lettere minuscole dell'alfabeto che forniscono il dettaglio delle voci (limitatamente alle partecipazioni e ai crediti iscritti nelle immobilizzazioni finanziarie e in relazione alle voci per le quali si renda opportuno descriverne il contenuto) (a, b, c…)

Conto economico

La forma e la struttura del conto economico hanno le seguenti caratteristiche:

  • Il conto è scalare con esposizione dei risultati intermedi delle diverse aree gestionali.
  • Il modello è a costi e ricavi della produzione ottenuta.
  • I costi sono classificati per natura.
  • Sono presenti cinque classi contraddistinte da lettere maiuscole che raggruppano voci contrassegnate da numeri arabi le quali in alcuni casi sono a loro volta scomposte in sottovoci identificate da lettere minuscole:
    • Classi contrassegnate da lettere maiuscole dell'alfabeto che identificano le aree gestionali dalle quali provengono gli elementi da cui è composto il risultato di esercizio (A, B, C… E).
    • Voci (componenti reddituali) contrassegnate da numeri arabi (1, 2, 3… 21) + voci (imposte e utile/perdita dell'esercizio) (22, 23).
    • Sottovoci (dettaglio dei componenti reddituali) contrassegnate da lettere minuscole dell'alfabeto (a, b, c, d).

Per ciascuna area gestionale è esposto il margine ricavato dalla somma algebrica degli elementi reddituali di pertinenza. La somma algebrica dei margini relativi alle aree gestionali in cui è suddiviso il conto economico scalare evidenzia il risultato prima delle imposte.

Nota integrativa

La nota integrativa espone informazioni descrittive e complementari rispetto ai valori dello stato patrimoniale e del conto economico, inoltre riferisce su fatti e circostanze che non trovano rappresentazione negli altri documenti di bilancio ma che sono idonei a influenzare l'interpretazione della situazione patrimoniale, finanziaria e del risultato economico.

Informativa di bilancio secondo il "framework" e lo IAS1

Per "framework" si intende il quadro concettuale di riferimento dei Principi contabili internazionali International Accounting Standards (IAS), dal 2001 denominati International Financial Reporting Standards (IFRS). Da un punto di vista civilistico, il bilancio deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, finanziaria e il risultato economico dell'esercizio. Dal punto di vista dei principi IAS/IFRS il bilancio è lo strumento attraverso il quale i destinatari assumono decisioni in campo economico. Si ha quindi da un lato un approccio ispirato fondamentalmente a principi di prudenza, che tende ad evidenziare il reddito distribuibile ed il patrimonio; dall'altro una filosofia improntata alla valutazione della performance conseguita dall'impresa, strumentale alle valutazioni di tipo economico.

Concetti di capitale e reddito

Anche il concetto di capitale e di reddito appaiono profondamente diversi poiché l'impostazione continentale attribuisce al capitale un'impostazione di tipo prettamente patrimoniale in cui prevale la forma giuridica dei negozi sottostanti sulla sostanza economica dei fenomeni quindi il concetto di capitale è ancorato alle definizioni di proprietà, di rischio, di obbligazioni assunte verso terzi. L'impostazione IAS/IFRS, invece, individua nel patrimonio l'insieme delle risorse economiche gestite dall'impresa a prescindere dal concetto di proprietà (si veda ad esempio il diverso trattamento contabile dei beni detenuti in leasing).

Il reddito, dal punto di vista dell'impostazione comunitaria, è inteso come reddito distribuibile quindi impediscono la distribuzione di utili fittizi, cioè, non consentono la contabilizzazione di utili non realizzati. Secondo i principi IAS/IFRS, il reddito è un reddito potenziale che può quindi essere influenzato da ricavi o proventi non realizzati.

Rappresentazione dei risultati di gestione

Un'altra differenza riguarda il modo di rappresentare i risultati di gestione, infatti il codice civile parla di rappresentazione della situazione patrimoniale, finanziaria e del risultato economico mentre i principi IAS/IFRS si riferiscono alla situazione patrimoniale, al risultato economico e alle variazioni nella struttura finanziaria. Il rendiconto finanziario non è attualmente disciplinato in modo esplicito dal legislatore civilistico ma l'impostazione contabile internazionale affida allo stesso finalità informative autonome e di supporto rispetto agli altri documenti che compongono il bilancio.

Normativa civilistica sul bilancio

La normativa civilistica sul bilancio si articola su due livelli: principi generali (art. 2423 cc.), principi di redazione (art. 2423-bis cc.). I primi rappresentano le linee guida per la redazione del bilancio, individuate in due principi fondamentali ovvero i principi della chiarezza e della rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, finanziaria e del risultato economico dell'esercizio.

Il codice civile prevede che l'azienda fornisca obbligatoriamente informazioni complementari nel caso in cui gli strumenti previsti dal legislatore per la redazione del bilancio risultino insufficienti o non idonei per il perseguimento del fine della rappresentazione veritiera e corretta. L'informativa complementare è invece raccomandata dallo IAS 1 nella misura in cui risulti utile ai destinatari del bilancio per prendere decisioni in campo economico, senza quindi l'obbligo.

Architettura degli IAS/IFRS

Anche l'architettura degli IAS/IFRS è strutturata su più livelli: clausola generale, assunti fondamentali, caratteristiche qualitative delle informazioni contabili. La clausola generale della rappresentazione veritiera e corretta non è concepita come il fine del bilancio ma come una condizione propedeutica ad una completa e corretta informativa economico finanziaria.

In base all'art. 2423 cc. il bilancio si compone di stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa. Lo IAS 1 prevede che il bilancio sia composto dallo stato patrimoniale, conto economico, conto del patrimonio netto, conto finanziario, nota esplicativa.

Assunti fondamentali degli IAS/IFRS

Gli assunti fondamentali degli IAS/IFRS per la redazione del bilancio di esercizio sono il criterio della competenza e il criterio dell’impresa in funzionamento. Tali principi possono essere comunque ritrovati nell'art. 2423-bis cc. dove si fa riferimento alla continuazione dell’attività e al tener conto di proventi e oneri di competenza dell’esercizio indipendentemente dalla data di incasso o pagamento.

Le caratteristiche qualitative delle informazioni contabili possono essere raggruppate in due categorie: principi di ordine fondamentale (comprensibilità, significatività, attendibilità, comparabilità) e principi di ordine secondario (rilevanza, rappresentazione fedele, prevalenza della sostanza sulla forma, neutralità, prudenza, completezza).

L'analisi finanziaria per indici

La situazione finanziaria è data dalle relazioni che si instaurano nel tempo tra le risorse monetarie che si rendono disponibili e le uscite monetarie a cui occorre far fronte. L'analisi finanziaria può essere consuntiva o preventiva, può inoltre variare in ragione dell'ampiezza e della collocazione del periodo di riferimento. Il metodo di indagine può essere basato su flussi o su fondi di valore.

L'analisi finanziaria per indici prevede le seguenti fasi:

  • Acquisizione dei documenti e delle informazioni necessarie ad elaborare gli indicatori.
  • Riclassificazione dello stato patrimoniale secondo criteri finanziari.
  • Calcolo degli indici.
  • Interpretazione dei valori ottenuti attraverso una comparazione temporale o spaziale.

L'intero procedimento si propone di valutare la solvibilità aziendale intesa come capacità di rispettare, nell'ammontare e nella scadenza, gli impegni finanziari generati dalle operazioni di gestione, quindi è una valutazione del rischio che l'azienda non riesca a rispettare gli impegni di pagamento. La solvibilità consta di due dimensioni: la liquidità e la solidità. L'analisi di liquidità accerta se nel breve periodo i flussi monetari in entrata siano adeguati a quelli in uscita; l'analisi di solidità, invece, si occupa delle medesime relazioni riferite però ad un ambito di medio-lungo periodo.

Procedimento di analisi

Il procedimento di analisi viene condotto per fasi ed è articolato in due livelli di indagine:

  • Analisi di 1° livello:
    • Analisi di solidità: quozienti di struttura.
    • Analisi di liquidità: quozienti di disponibilità e di tesoreria, integrati dal grado di dipendenza dal magazzino.
  • Analisi di 2° livello:
    • Analisi di solidità: composizione delle fonti e degli impieghi.
    • Analisi di liquidità: composizione delle fonti e degli impieghi, durata media del ciclo del capitale circolante.

Riclassificazione finanziaria dello stato patrimoniale

Le operazioni di gestione possono essere ricondotte a quattro aree:

  • Approvvigionamento di mezzi monetari (fase del finanziamento).
  • Acquisizione dei fattori della produzione (fase dell’investimento o dell’impiego).
  • Combinazione dei fattori della produzione (fase della produzione).
  • Recupero del capitale investito (fase della vendita).

Ciascuna fase si ripete in modo ciclico e concorrente con le altre fino alla conclusiva remunerazione e restituzione degli apporti ricevuti dai finanziatori. Il capitale aziendale, quindi, muta secondo una sequenza nella quale il capitale monetario apportato con il finanziamento si trasforma in capitale tecnico attraverso l’acquisizione dei fattori della produzione e la consumazione di questi nei processi di combinazione e trasformazione produttiva permette al capitale di assumere dimensione commerciale per tornare poi nello stato monetario dopo l’incasso dei crediti generati dalle vendite. Il capitale monetario recuperato al termine di ciascun ciclo è destinato alla restituzione o remunerazione delle risorse finanziarie apportate dai terzi e dai soci al sostenimento di nuovi investimenti con finalità di reintegro o accrescimento della capacità produttiva. Il capitale non monetario (tecnico e commerciale) è inidoneo a soddisfare i finanziatori e non si presta ad essere permutato con altri investimenti se non in limitati casi.

Restituzione dei finanziamenti e recupero degli investimenti

La restituzione dei finanziamenti e il recupero degli investimenti sono condizionati da vincoli temporali variabili, cioè gli impegni di pagamento possono avere scadenze vicine o lontane (esigibili o non esigibili a breve) e gli investimenti possono richiedere tempi di conversione in moneta brevi o lunghi (recupero lento o veloce). Le fonti identificano le origini causali dell’approvvigionamento finanziario (rispondono alla domanda: da dove proviene il capitale?); gli impieghi descrivono le modalità di investimento delle risorse monetarie (rispondono alla domanda: come risulta impiegato il capitale?).

Riclassificazione finanziaria dello stato patrimoniale

La riclassificazione finanziaria dello stato patrimoniale distingue gli impieghi e le fonti di capitale in funzione del tempo entro cui rispettivamente avviene il ritorno alla condizione monetaria (velocità di trasformazione) o devono essere regolati gli impieghi di pagamento (epoca di esigibilità). La velocità di recupero degli impieghi e l’esigibilità delle fonti sono definite in base ad un periodo di tempo convenzionale giudicato “breve” identificato con la durata convenzionale di un esercizio amministrativo di 12 mesi: gli impieghi convertiti in liquidità entro il “breve periodo” misurano le entrate monetarie imminenti e le fonti esigibili entro il “breve periodo” individuano le uscite monetarie imminenti; di contro, gli impieghi che tornano in forma liquida oltre il “breve periodo” generano uscite monetarie remote e le fonti con scadenze di pagamento oltre il “breve periodo” comportano uscite monetarie remote.

Schema "a blocchi" della riclassificazione finanziaria

La riclassificazione finanziaria dello stato patrimoniale riposiziona ciascun valore dell’attivo e del passivo all’interno delle classi e delle sottoclassi del seguente schema “a blocchi”:

L’individuazione dell’area di destinazione di ciascun valore avviene sulla base delle seguenti previsioni:

  • L’attivo circolante è poi suddiviso in tre sottoclassi:
    • Il magazzino accoglie i valori meno liquidi relativi alle rimanenze fisiche e contabili in attesa di consumazione economica o della vendita/estinzione, sempreché il relativo ciclo di conversione monetaria o l’estinzione avvengano entro il breve periodo.
    • La liquidità differita è una classe di valori eterogenei accomunati da tempi di incasso non superiori a 12 mesi (valori numerari non liquidi).
    • La liquidità immediata esprime le disponibilità monetarie di cassa e banca nonché mezzi equivalenti costituiti dagli investimenti finanziari che possono essere immediatamente convertiti in moneta senza perdere una parte significativa del loro valore.
  • Nelle fonti, invece, le passività consolidate sono impegni di pagamento certi verso soggetti terzi (finanziatori, fornitori, lavoratori, ecc.) con scadenze variabili non inferiori all’anno; i mezzi propri accolgono i valori del patrimonio netto per i quali non è maturato alcun obbligo di restituzione o distribuzione che comporti uscite monetarie certe.

Analisi di solidità patrimoniale

L’analisi della solidità patrimoniale valuta la capacità di riuscire a rispettare gli impegni di pagamento con scadenza successiva al breve periodo tanto più è solida la struttura patrimoniale dell’azienda. Vengono analizzate:

  • Le relazioni tra le fonti di finanziamento permanenti e l’attivo fisso (1° livello).
  • La composizione degli investimenti (2° livello).
  • La composizione delle fonti (2° livello).

Relazioni tra fonti di finanziamento permanenti e impieghi

Per quanto riguarda le relazioni tra le fonti di finanziamento permanenti e gli impieghi a lento recupero:

  • Il quoziente primario di struttura, definito anche quoziente di auto copertura dell’attivo fisso, misura in quale proporzione i mezzi propri (MP) stiano finanziando l’attivo fisso (AF).
  • Informazioni complementari al quoziente primario di struttura sono fornite dal margine primario di struttura, ottenuto dalla differenza tra i valori delle medesime classi.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Jessfrat di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi finanziaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università internazionale degli studi sociali Guido Carli - (LUISS) di Roma o del prof Di Lazzaro Fabrizio.
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