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04/03/13 1° Lezione

Si costruiscono aggregati parziali al fine di indagare le performances aziendali.

Verifica equilibrio strutturale tra investimenti e mezzi nello stato patrimoniale.

Target Price: quanto dovrebbe valere sul mercato, secondo un analista, l’azione dell’impresa analizzata.

Si verificano sempre 3 anni storici e 2 anni prospettici.

Bisogna dare importanza, non ai dati assoluti, ma alla percentualizzazione verticale degli importi. È

importante decidere la variabile fondamentale da porre pari al 100%.

C’è poi una percentualizzazione orizzontale che indica i tassi di andamento di variabili fondamentali. Questi

dati si riferiscono a percorsi temporali.

dell’analisi del conto economico, e cioè le finalità dell’analista sono diverse:

Le finalità

Verificare l’attendibilità del reddito:

- che per costruzione è un elemento caratterizzato da forte soggettività nelle valutazioni dei costi e dei

futuro o imputare all’esercizio presente. Questo punto di verifica è passato ormai

ricavi da rinviare al

in secondo piano, data la soggettività del reddito.

- Verificare che la ricchezza sia prodotta e distribuita (remunerazione dei fattori) (valore

aggiunto e durabilità):

la finalità di produrre e distribuire ricchezza “in modo adeguato e congruo”

Tutte le aziende hanno

tra i soggetti che partecipano all’attività produttiva (ottica di lungo periodo).

La creazione di mero valore per l’azionista è una visione di breve periodo e può mettere a

repentaglio la sopravvivenza dell’azienda stessa; quindi il primo obiettivo dell’analista è misurare

nel tempo le condizioni di durabilità. [reddito: differenza tra costi e ricavi, è un concetto diverso dal

valore. si può facilmente creare reddito, ad esempio sottopagando i dipendenti o attuando politiche di

bassa qualità e contabilizzando male le imposte; in generale non distribuendo equamente la

ricchezza]

- Indagare le cause della redditività:

Come un’impresa giunge a risultato netto tra ricavi e costi. L’analista verifica come si arriva ai

risultati, cerca cioè di capire le cause del reddito. Si tenga presente al riguardo la differenza tra

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Si predilige un’impresa

gestione caratteristica ed extracaratteristica. che produce reddito proveniente

dalla gestione caratteristica.

- Retrospezione finanziaria:

quali sono i costi e i ricavi dietro i quali si annidano gli effettivi incassi e uscite finanziarie.

Si ricorda che la gestione corrente attiene all’attività quotidiana dei processi aziendali, e genera

autofinanziamento attraverso questi processi.

05/03/13 2° Lezione

I soggetti interessati alla distribuzione della ricchezza prodotta sono: dipendenti, capitale (proprietà e

mercati), Stato, Impresa. all’attività produttiva dell’impresa.

Questi sono tutti soggetti istituzionalmente interessati

Ci sono due visioni contrapposte:

dà priorità all’azionista. Ha una visione dannosa di breve periodo

- Share holders model:

- Stake holders model:

oggi si tende ad approcciare con il Corporate Social Responsability (CSR).

Nel conto economico ci sono tutti i valori monetarizzabili.

Si ricorda che il reddito da una visione di processo, ed economico-politica, di input ed output.

Non necessariamente avere alto reddito significa creare valore.

delle aspettative soggettive dei partecipanti all’attività economica.

Il valore tiene conto

LE FAMIGLIE DEL CONTO ECONOMICO:

- Strutture a costi e ricavi

- Strutture a costi, ricavi e rimanenze (si rifà allo schema del reddito visto in economia aziendale)

organizzate le voci per essere rappresentate all’esterno.

Struttura: come vengono

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Questa è la struttura del vecchio conto economico ed evidenzia i consumi.

Consumi: Rimanenze iniziali + Acquisti nel periodo Rimanenze finali.

costi e ricavi in base all’area

[Si ricorda anche il conto economico che classifica di destinazione, e le aree di

destinazione sono:

- Produttiva

- Amministrativa

- Commerciale

(il conto economico della Geox usa questa struttura)]

Nel conto economico a costi, ricavi e rimanenze, se prevalgono le componenti originarie, il grado di

oggettività del reddito di periodo aumenta, viceversa se prevalgono le componenti da rinviare al futuro, il

grado di oggettività diminuisce.

[Oggettività delle valutazioni è positiva e Soggettività è negativa].

Nel conto economico ci sono dunque grandezze di natura originaria e grandezze di natura valutativa.

[Nell’immagine manca la struttura “valori e costi della produzione realizzata”].

A seconda del tipo di conto economico si pone l’accento sulla produzione o sulle vendite.

Le categorie scritte in corsivo sono quelle maggiormente soggette a valutazioni soggettive.

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Si ricorda che il faire value negli IAS si applica solo sulle attività e passività finanziarie. Per le rimanenze

reali si usa il Fifo e il costo medio ponderato. (non si usa invece il Lifo perché tende a sottostimare i valori).

Si ricorda inoltre che il principio di competenza economica assegna prima i ricavi e poi i costi, al periodo. I

costi sostenuti che non hanno alimentato un processo di vendita vanno rinviati al futuro.

non sono mai di competenza economica. Fanno riferimento a costi per lavori “in

Costi capitalizzati:

economia” che sono destinati all’interno dell’impresa e che vanno imputati al capitale, poiché non trovano

riscontro in nessuna vendita, perciò in nessun ricavo.

Il costo della produzione venduta rappresenta i costi al fronte dei quali si è realizzata una vendita.

Δ –

scorte: Rimanenze finali rimanenze iniziali

Cambiando segno al costo della produzione venduta e mettendolo dall’altra parte dello schema si sposta

l’accento dalla vendita alla produzione.

Gli analisti prediligono la struttura a ricavi e costi del venduto.

Si ricorda che la gestione caratteristica produce reddito operativo (oggetto sociale). La gestione

extracaratteristica attiene a vari tipi di gestione.

La gestione finanziaria ha lo scopo di soddisfare il fabbisogno di finanziamento dell’impresa con adeguate

forme di copertura. La gestione fiscale si riferisce solo alle imposte dirette. La gestione straordinaria è

riferita ad eventi occasionali non ripetuti nel tempo.

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06/03/13 3° Lezione

Nel concetto di valore ci sono dei valori disomogenei, perché dietro i ricavi ci sono i prezzi i prezzi di

ci sono “prezzi di acquisto”.

vendita (utilità creata per i clienti). Dietro le altre componenti del valore

Negli IAS non si trova la differenza tra gestione ordinaria e straordinaria; quindi tra i ricavi delle vendite ci

possono essere annoverate le plusvalenze.

A secondo della definizione di gestione finanziaria si definisce la gestione accessoria complementare:

- Gestione finanziaria definita come copertura del fabbisogno di finanziamento:

allora la gestione accessoria comprende anche il Facility Managment, cioè gestione patrimoniale,

gestione della liquidità disponibile e gestione delle partecipazioni (sia minoritarie sia di

collegamento/controllo).

L’area straordinaria attiene ad eventi a carattere straordinario e non ripetitivo, più tutte le “sopravvenienze

del passivo” e “insussistenze dell’attivo” (cioè attività di correzioni dei bilanci precedenti.

Reddito operativo: ricavi operativi costi operativi

Reddito corrente (EBIT): reddito operativo + risultati di gestione extraoperativa

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Di solito le imposte afferiscono al reddito ordinario (almeno per il 90%)

che ex art. 2426 pone l’obbligo di svalutare le immobilizzazioni quando si verifica una perdita di

Si ricorda

valore maggiore del “valore di presumibile realizzo” ad esempio: l’introduzione di una nuova tecnologia che

renda obsoleti l’impianti ante-tempore.

Negli IAS troviamo nelle note al conto economico e allo stato patrimoniale, tutte le voci importanti (come le

svalutazioni)

L’area finanziaria si riferisce a tutto ciò che fa il direttore finanziario. Egli fa indebitamenti e investimenti,

finanziamenti e di investimenti. Nell’area finanziaria si ricomprende la

perciò avremo gestione dei gestione

di operazioni sui derivati (anche per scopi speculativi)

Mark to market: attualizzazione del valore atteso dei flussi

Gestione dei rischi: tassi di interesse, rischio prezzi e rischio cambi.

Informazioni importanti si ricavano dalla

analisi della strategia presentata dall’impresa

-

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- analisi della gestione dei rischi (di redditività)

Gestione cambi: oltre alle attività di copertura, può alimentare il conto economico con attività di realizzo o

valutazione. Esempio di valutazione: oneri e proventi su cambi da valutazione; cioè la trasformazione di

bilanci espressi in valuta estera, trasformati in valuta nazionale, ai fini del bilancio consolidato. Queste

valutazioni si esauriscono senza il reale realizzo di incassi o uscite.

Oltre agli importi assoluti si aggiungono 2 colonne per la lettura percentuale verticale ed orizzontale.

Le variazioni orizzontali devono essere valutate tenendo sempre conto anche delle percentuali verticali.

Spesso le componenti negative accessorie sembrano ricadere nella gestione ordinaria, dando così

un’informazione errata, con risultati disomogenei. In questo caso le attività di carattere accessorio vengono

imputate al reddito operativo per compensare la mancata imputazione dei costi accessori alla relativa

gestione. La percentuale di questi ricavi accessori deve essere una piccola parte del reddito caratteristico.

Quando lo studio è su più anni, la colonna dei tassi di andamento viene sparata dalla tabella principale

(perché troppo grande) e viene allegata in una tabella destinata alle variazioni percentuali orizzontali dei vari

anni analizzati.

Si possono infatti trovare in allegato, diverse tabelle di dettaglio, come quella del dettaglio sul costo

complessivo della produzione venduta.

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Δ

Negli IAS i ” materie e costi capitalizzati“ sono già portate in deduzione del costo della produzione

venduta, nel bilancio civilistico queste variabili sono invece esplicitate.

parte dei ricavi viene assorbita e come…

Le percentuali verticali indicano quanta

Strategia interna in risposta all’ambiente Risultati “in numeri”

Andamento settore esterno -> ->

Ad esempio: se un’azienda adotta politiche di esternalizzazione può ridurre il costo del lavoro e aumentare i

costi per servizi. Si parla di ristrutturazione del costo, cioè si cerca di avere una struttura di costi variabili

piuttosto che di costi fissi. I costi fissi sono infatti negativi in tempi di crisi!

Nei periodi di crescita si tende invece a trasformare la struttura dei costi da variabili a fissi, al fine di sfruttare

le economie di scala. perché sono più dipendenti dall’andamento ambientale.

Avere molti costi fissi aumenta rischio operativo,

Avere più costi variabili diminuisce il grado della leva operativa.

[Nota: Gli IAS richiedono un diretto collegamento tra costo e ricavo. Perciò è difficile imputare le spese di

R&S a determinati ricavi] quando il conto economico è redatto per area funzionale, è assolutamente

necessario allegarvi tabelle di dettaglio che classificano i costi per ogni singolo fattore produttivo consumato.

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I costi vengono classificati in modo diverso.

- Classificazione dei costi in fissi e variabili:

si usa ex-ante, in fase di programmazione e si decidono i costi standard.

- Classificazione dei costi in comuni e diretti:

per il controllo di gestione. Per verificare l’andamento della gestione da parte dei

si usa ex-post

dirigenti.

Entrambe le classificazioni indicano margini netti di contribuzione alla copertura dei costi fissi di periodo, o

dei costi comuni di periodo. (margine operativo lordo).

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11/03/13 4° Lezione

[Nota: quando si trova scritto “ammortamenti” si considera anche “accantonamenti” e “svalutazioni”, anche

con riduzione dell’organico, con

di natura straordinaria. Ad esempio: in caso di ristrutturazione di impresa

agevolazione della fuoriuscita del personale dall’impresa, si prevedono incentivi all’uscita c.d. “oneri per

esodo agevolato”, questi formano “accantonamenti” (costi futuri presunti) di competenza dell’esercizio in cui

è deliberato il piano industriale.]

L’articolo 2426 impone l’obbligo di svalutare le immobilizzazioni per perdite durevoli del valore, quando il

valore d’uso è minore del costo netto da ammortizzare. -> sono di natura straordinaria.

Test di consistenza (impairment test): si confronta il faire value con il valore di presumibile realizzo. Si fa

tutti gli anni per avviamento e attività permanenti nel tempo, mentre si fa saltuariamente quando ci sono

svalutazione dell’avviamento,

perdite inattese del valore di presumibile realizzo, ad esempio la che ha

carattere straordinario.

[Nota: plusvalenze e minusvalenze sono da realizzo a causa di dismissioni, quindi sempre di natura

straordinaria. Accantonamenti e svalutazioni hanno sempre natura straordinaria. Sopravvenienze del passivo

ed insussistenze dell’attivo servono per correggere errori nel precedente conto economico.]

Valore della produzione realizzata: indica il reddito maturato, e può essere fuorviante perché ci sono valori

disomogenei perché il valore si genera anche se i prodotti non vengono venduti, ha un significato statistico!

Valore della produzione venduta: indica il reddito realizzato, cioè da informazioni sulla combinazione

Divide per “aree” i ricavi.

produttiva (risorse finanziarie).

In entrambi i casi emerge l’utile operativo.

Negli IAS il fair value si applica agli elementi di natura finanziaria.

AZIENDALE “FUNZIONI AZIENDALI”

INSERIRE SLIDE ECONOMIA

A cura di Stefano Silvani. Università di Tor Vergata. Pag. 10

L’azienda svolge un ruolo sociale: remunera i partecipanti all’attività economica, per far ciò bisogna

realizzare le condizioni di durevole esistenza.

I partecipanti sono gli stakeholders: azionisti e banche (formano entrambi il capitale), dipendenti e fisco.

Lo stato viene visto come un “socio occulto” perché fornisce servizi collettivi.

SLIDE ECONOMIA AZIENDALE “VALORE DELLA PRODUZIONE REALIZZATA”

Congruentemente: significa saper valutare le attese dei soggetti.

Profitto soddisfacente: non massimizzazione del profitto.

riferito a tutto il valore dell’anno. Bisogna sottrarci la parte del valore

Valore aggiunto lordo:

immediatamente necessaria per ricostituire le condizioni funzionali alla produzione che si consumano per la

produzione (ad esempio: benzina, luce, ecc).

Valore aggiunto netto: al netto di consumi economici, ammortamenti e accantonamenti, i quali assorbono

valore per la produzione in modo differito, non immediato.

 In sostanza sono gli ammortamenti che, in termini statistici, fanno la differenza tra valore aggiunto

lordo e netto

Si cerca di studiare come evolve la capacità di produrre valore nel tempo.

produzione cresce nel tempo, c’è una tendenza ad aumentare la produzione.

Se il valore della

Bisogna capire se c’è stato qualche assorbimento annuale della produzione.

Nella Tab. 10 si analizza la creazione e distribuzione del valore. Per prima cosa si vede in percentuale quali

voci assorbono maggiormente il valore realizzato.

Primo Indice della capacità di creazione del valore:

rapporto tra Valore Aggiunto Netto e Valore della Produzione Realizzata (buono intorno al 35%)

A cura di Stefano Silvani. Università di Tor Vergata. Pag. 11

[Nella Tab. 10 la parte in marrone chiaro rappresenta i fattori che devono essere immediatamente ripristinati.

I valori in verde chiaro sono differiti.]

In questa analisi si esclude l’area straordinaria (minusvalenze e plusvalenze), si parla quindi di dati

normalizzati (aggiusted). non c’è perciò

In questo modello non si fa distinzione tra proventi di natura economica, finanziaria o fiscale,

distinzione tra reddito operativo ed extraoperativo

[Nota: si può creare valore anche con la gestione fiscale. È il caso di “proventi per imposte anticipate”,

quando nell’esercizio in corso, si è in perdita economica e fiscale. La voce “imposte anticipate” nel conto

economico sarà negativa.].

Si ripercentualizza ponendo a base 100 il valore aggiunto netto e si vede come viene distribuito (il valore) tra

che partecipano all’attività. (riferito alla parte in verde scuro)

i soggetti

Remunerazione del lavoro:

si riferisce ai dipendenti e ai “costi opportunità del lavoro”, cioè i costi sostenuti dal proprietario per lavorare

in azienda senza stipendio, anziché lavorare in un'altra impresa dove sarebbe stipendiato.

Remunerazione del capitale:

riferito ai dividendi e al capitale di prestito delle banche con i rispettivi interessi passivi sui prestiti. Si

considerano anche i costi opportunità del proprietario, cioè gli investimenti alternativi che avrebbe potuto

fare, come i rendimenti privi di rischio (BTP)

remunerazione dell’imprenditore:

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jstew di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi finanziaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Ranalli Francesco.
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