RIASSUNTO AGRONOMIA GENERALE
AGROECOLOGIA
L’ si basa sulle conoscenze scientifiche che provengono da discipline specialistiche per ottenere
AGRONOMIA
una visione di insieme ed individuare tecniche e metodologie per ottimizzare i processi colturali.
I fini sono la resa, la qualità dei prodotti, la sostenibilità dei processi, la conservazione degli agroecosistemi.
Un è una porzione definita della biosfera i cui elementi essenziali sono il (ambiente
ECOSISTEMA BIOTOPO
pedoclimatico) e la (insieme delle comunità viventi).
BIOCENOSI
“Sostenibilità” indica la riproducibilità di un processo produttivo nel medio/lungo periodo; va analizzata
sotto i punti di vista economici, energetici ed ambientali.
L’ è un ecosistema modificato dalle attività antropica che tende a semplificarlo sempre più,
AGROECOSISTEMA
perdendo di conseguenza l’equilibrio tra input ed output.
L’attività vivaistica intacca l’ecosistema naturale eliminando comunità vegetali ed animali preesistenti,
intervenendo sul suolo, creando impianti di superficie. Per questo motivo c’è bisogno di protocolli
gestionali che attenuino gli effetti negativi della semplificazione dell’ecosistema.
Le imprese vivaistiche sono impegnate nella ricerca di sistemi di gestione alternativi ed evoluti rispetto al
passato (con basso impatto ambientale e che diano prodotti di qualità) poiché i consumatori manifestano
una crescente sensibilità su temi ambientali come la sostenibilità dei processi e la sicurezza di un prodotto.
Si va quindi diffondendo la necessità di legare processi di produzione a sistemi di certificazione di qualità
(ISO9000) o di rispetto ambientale (ISO14000, MPS, EMAS).
La risorsa idrica può essere tutelata tramite bacini di recupero delle acque piovane o di raccolta di quelle
dilavate post intervento irriguo. Per quanto riguarda il suolo si consiglia un contenimento nell’impiego di
concimi minerali (a facile dilavamento), l’utilizzo di tecniche integrate o biologiche per la lotta alle infestanti
o ai patogeni, il reimpiego dei substrati organici non rinnovabili.
L’agricoltura convenzionale ha metodi di gestione intensivi per un agricoltura di mercato. Cerca i
raggiungere il massimo incremento delle rese attraverso alti input energetici, la semplificazione e
l’alterazione degli ecosistemi naturali. Questo porta a problemi di inquinamento e di squilibrio biologico.
L’agricoltura integrata mira ad un minor impatto ambientale privilegiando le risorse naturale e le soluzioni
agronomiche rispetto ai mezzi tecnici chimici, i quali vengono impiegati come ultima risorsa.
L’agricoltura biologica mira a mantenere e potenziare la vita e la fertilità naturale del suolo riducendo al
minimo l’impiego delle risorse non rinnovabili, previlegiando il riciclo dell’energia interna al sistema.
Bruschi Pietro
MODELLI ED INDICATORI
Un permette di definire qualitativamente e quantitativamente le risorse del territorio in
INDICATORE
funzione delle esigenze della coltura. Attraverso l’identificazione di questi indicatori possiamo scegliere al
meglio le produzioni che meglio interagiscono con l’ambiente.
Importante è l’indicatore di sommatoria termica, viene calcolato sommando le temperature medie
giornaliere quando superano la soglia ritenuta base per i processi fisiologici di sviluppo. L’indicatore di
aridità De Martonne viene calcolato tramite le precipitazioni medie annuali e la temperatura media
annuale. 31/10
∑ ( − 10°) = /( + 10)
01/04
Le indagini sugli aspetti climatici, pedologici e biologici del territorio hanno permesso una in
ZONAZIONE
grado di definire le potenzialità vocazionali dei comprensori agricoli e una relativa rappresentazione sotto
forma di cartografia tematica.
Nel caso si disponga di una serie di dati più completa e scansioni temporali maggiori possiamo trovare
applicazione anche dei , i quali sono una rappresentazione della realtà per mezzo di schemi o
MODELLI
semplificazioni. I benefici sono riscontrabili nella miglior comprensione e organizzazione del nostro sistema
agrario oltre ad un monitoraggio scientifico; i problemi tuttavia derivano dalle limitate procedure di
verificazione/validazione e dalle eccessive aspettative nei riguardi dei benefici economici.
I nostri indicatori, affinchè possano essere d’aiuto agronomico, devono prendere in considerazione:
Ambiente climatico;
Materiale organico;
Ambiente pedologico;
Tecniche colturali. Bruschi Pietro
PARAMETRI AGROMETEOROLOGICI
I principali sono: radiazione solare, pressione atmosferica, temperatura
PARAMETRI AGROMETEOROLOGICI
dell’aria, temperatura del terreno, umidità del terreno, bagnatura fogliare, precipitazioni, nuvolosità,
evaporazione e vento.
Questi parametri possono variare nel tempo in modo continuo o discreto, pertanto si esprimono
sull’intervallo di un periodo con valore massimo, medio e minimo o mediate la sommatoria.
Per i rilievi possiamo distinguere o a (suffisso “-metro”) o
STRUMENTI MECCANICI ELETTRONICI LETTURA DIRETTA
(suffisso “-grafo”). I rilevatori devono essere posti in zone rappresentative delle naturali
REGISTRATORI
condizioni dell’area da monitorare, possibilmente pianeggianti, non soggette ad allagamenti e libere da
ostacoli.
I satelliti sono un utile strumento per il monitoraggio del territorio, possono essere meteorologici o per
l’osservazione delle caratteristiche della superficie terrestre. Sono caratterizzati da un tempo di ricorrenza
delle informazioni, dalla risoluzione spaziale e dalla risoluzione radiometrica.
Il radar meteorologico rappresenta uno strumento per l’identificazione delle perturbazioni e la misura delle
precipitazioni. Emette delle radiazioni che vengono riflesse in caso di ostacoli (particelle d’acqua) e rilevate
da un ricevitore.
La è costituita da un insieme di onde elettromagnetiche, caratterizzate da lunghezza
RADIAZIONE SOLARE
d’onda e frequenza, che permettono il trasferimento di energia; la quantità totale giornaliera varia in
funzione dell’altezza del sole e dalla lunghezza del giorno e viene rilevata tramite .
RADIOMETRI
La radiazione netta comprende la radiazione globale (composta da diretta e diffusa), l’albedo (quota riflessa
dall’atmosfera terrestre) e quella ad onde lunghe.
Vene chiamata luce quella parte delle radiazioni solari con lunghezza d’onda compresa tra 400nm e 700nm.
Le piante hanno una soglia minima di illuminazione al disotto della quale la non avviene, un
FOTOSINTESI
intervallo in cui aumenta con l’aumentare dell’intensità luminosa e un massimo oltre al quale la fotosintesi
non aumenta (saturazione luminosa).
La radiazione influenza le piante anche tramite il , ovvero la risposta all’alternarsi giornaliero
FOTOPERIODISMO
di periodi di illuminazione a periodi di buio (dormienza, senescenza, formazione di bulbi, determinazione
del sesso, fioritura); questa reazione avviene attraverso il fitocromo che passa dalla forma Pr (assorbimento
660nm) alla forma Pfr (assorbimento 730nm) in base alle radiazioni ricevute.
La ’ dipende dal bilancio energetico e dalle caratteristiche termiche delle masse
TEMPERATURA DELL ARIA
d’aria in transito. Trova i propri massimi dopo mezzogiorno e a luglio/agosto e i minimi all’alba e a
gennaio/febbraio. La temperatura decresce con l’altitudine, tuttavia nella notte si osserva un gradiente
inverso a causa dell’irraggiamento terrestre che va a depositare pericolose masse d’aria fredda nei
fondovalle. I rilievi vengono effettuati tramite termometri, termoigrografi, termocoppie e termistori.
Possiamo distinguere , dove la funzione vitale si svolge alla massima velocità,
TEMPERATURE OTTIMALI
e , oltre le quali una funzione si arresta, e
TEMPERATURE CARDINALI MASSIME MINIME TEMPERATURE CRITICHE
e , oltre le quali si verificano danni irreparabili alle funzioni e agli organi delle piante.
MASSIME MINIME
Le gelate possono avvenire per avvezione (arrivo di una massa di aria fredda, facilmente prevedibile e che si
verifica generalmente quando le piante sono già entrate in riposo) o per irraggiamento (la superficie
terrestre emette radiazione infrarossa e si raffredda, si verifica durante giornate serene con bassa umidità e
provoca ingenti danni nel periodo primaverile). Per difenderci dalle gelate possiamo disporre di ventilatori
o irrigazione antibrina.
La viene misurata a 2 ed a 10 centimetri di profondità. I valori dipendono dal
TEMPERATURA DEL TERRENO
bilancio energetico e da alcuni aspetti fisici quali calore, copertura vegetale ed umidità. Varia durante il
giorno e durante l’anno con lo stesso andamento della temperatura dell’aria.
Bruschi Pietro
L’ ’ è costituita da acqua allo stato di vapore presente nella miscela gassosa.
UMIDITÀ DELL ARIA −3
∗
Viene espressa come ( ) oppure come (in percentuale, dove il
UMIDITÀ ASSOLUTA UMIDITÀ RELATIVA
100% rappresenta il punto di condensazione). La prima trova i propri valori massimi durante le ore ed i
giorni più caldi, a causa dei più alti tassi di evapotraspirazione, mentre la seconda ha gli apici al mattino e
nei mesi invernali, durante i quali si ha una maggior probabilità di condensazione data dalla bassa
temperatura. Per la misura dell’umidità dell’aria vengono impiegati igrometri e psicrometri.
Le possono essere classificate in relazione allo stato fisico dell’acqua ed alle dimensioni delle
PRECIPITAZIONI
particelle (rugiada, brina, pioviggine, pioggia, neve, nevischio, grandine, nebbia). Dipendono dalla
circolazione generale dell’atmosfera e dall’interazione delle masse d’aria con la superficie della terra e del
mare. Importante, al fine di quantificare la probabilità che certe precipitazioni si ripetano, è considerare la
−2 −1
frequenza, la durata, i tempi di ritorno, il valore cumulato di pioggia ( ) e l’intensità ( ).
= ∗ ∗ ℎ
L’ consiste nel passaggio dell’acqua dallo stato liquido allo stato di vapore, sia tramite
EVAPOTRASPIRAZIONE
processi evaporativi da pelo libero sia per traspirazione dalle piante. È in funzione della quantità di energia
che giunge sulla superficie e si misura tramite evaporimetro e lisimetro.
= + + − ± ∆
Possiamo avvalerci di tabelle con riportato l’evapotraspirazione potenziale, tuttavia nelle reali condizioni di
campo la situazione è diversa da quella di riferimento e quindi i valori devono essere raccordati con il
= ∗
, il quale varia in base alla coltura e in base allo stadio vegetativo .
COEFFICIENTE COLTURALE
I valori di rappresentano i fabbisogni idrici della coltura selezionata.
Il è prodotto dallo spostamento di una massa d’aria con pressione diversa da un'altra.
VENTO
Viene indicato mediante il valore medio della velocità o come vento sfilato in kilometri (la distanza che
avrebbe percorso nel giorno avendo uguale velocità). Viene inoltre descritto da due componenti: l’intensità
(metri al secondo o nodi) e la direzione di provenienza (in gradi, partendo dal Nord come punto 0) le quali si
misurano rispettivamente con l’anemometro e il gonioanemometro.
I principali effetti sulle culture riguardano: l’aumento dell’evapotraspirazione, l’aumento del ricambio di
, l’impollinazione e la disseminazione, alterazioni morfologiche, trasporto di sali marini, abrasione.
2
La principale difesa utilizzata consiste nel creare barriere frangivento; devono essere abbastanza porosi
(circa del 40%) e devono accompagnare gradualmente il vento nel superare l’ostacolo per evitare di creare
zone di depressione e turbolenza subito dopo la barriera.
Bruschi Pietro
IL TERRENO
In ambiente agronomico il è considerato come la parte del profilo al di sopra della matrice litologica
SUOLO
caratterizzato da processi di pedogenesi in atto, nella quale si sviluppano, trovano sostegno meccanico e
nutrimento gli apparati radicali delle piante, dove vivono e svolgono i loro processi le entità biologicamente
attive che popolano gli orizzonti superficiali di un terreno.
Il terreno è un sistema plurifase composto da: (50%-60%), (25-35%),
FASE SOLIDA FASE LIQUIDA FASE GASSOSA
(15-25%), componente organica (0,5-5%). Il suolo esplica diverse funzioni di interesse agronomico.
La si traduce nel contenuto minerale, organico e cationico, oltre alla soluzione circolante.
FUNZIONE TROFICA
La meccanico poiché funge da ancoraggio per gli apparati radicali oltre che da
FUNZIONE DI SOSTEGNO
soste
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Agronomia generale
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