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Lezione 12:15 15/09/2020

Problema economico

Nasce dal fatto che i bisogni che possiede l’uomo sono illimitati ma i beni per soddisfarli sono limitati, quindi nasce l’esigenza di allocare le risorse dove è più conveniente facendo delle scelte.

Quindi se un macchinario risulta obsoleto:

  • Esso non produce più economicamente (si riduce la competitività);
  • Si produce a costi maggiori.

Bene economico

Quando presenta il requisito della scarsità, ossia si trova in quantità limitata rispetto al bisogno.

Bene generico

Bene disponibile per la collettività indipendentemente dal bisogno.

Attività economica

Insieme di operazioni compiute dall’uomo per soddisfare i bisogni degli individui tramite:

  • Produzione: insieme di operazioni con cui si ottengono prodotti o si prestano servizi;
  • Scambio: insieme di operazioni con cui si cedono beni in cambio di altri beni;
  • Consumo: insieme di operazioni con cui si impiegano i beni ottenuti per soddisfare bisogni.

Economia aziendale

Scienza dell’amministrazione economica dell’azienda: scienza che studia le condizioni di esistenza e le manifestazioni di vita delle aziende. (Gino Zappa, 1927 Università di Venezia, Tendenze nuove negli studi di ragioneria)

Questa scienza ha due finalità:

  1. Descrittiva (conoscitiva): spiegare certi fenomeni.
  2. Normativa: indica anche le norme di comportamento.

In economia aziendale non è possibile applicare le ipotesi semplificatrici (modo per rendere un modello più semplice) perché non è possibile distaccarsi dalla realtà, in quanto le teorie poi non sono più attendibili.

Scienze

  • Formali: si basano sul ragionamento puro (matematica e logica) e deduttivo;
  • Empiriche: si basano sull’esperienza e sulla realtà.
    • Naturali: studiano la natura (biologia, fisica, geologia);
    • Sociali: studiano i comportamenti umani (sociologia, psicologia, diritto, statistica, economia).

Scienze sociali – caratteristiche e differenze

  1. L’oggetto di studio cambia di continuo: l’atomo in fisica resta immutato, può solo essere approfondito, mentre il comportamento degli operatori economici può cambiare nel tempo.
  2. Le teorie possono influenzare l’oggetto di studio: se viene proposta una nuova modalità per il calcolo dei costi, viene modificato anche il comportamento delle aziende e l’interpretazione può essere diversa.
  3. Non si possono effettuare esperimenti: il comportamento del soggetto economico cambia nel tempo quindi ogni esperimento replicato da un soggetto diverso non avrà mai lo stesso risultato perché nel frattempo è cambiato l’oggetto di studio.
  4. Lo stesso fenomeno è suscettibile di diverse interpretazioni.
  5. Le teorie non possono essere influenzate da giudizi di valore: le teorie devono essere studiate a prescindere dalle ideologie.

Processo di formazione dell’economia aziendale

Negli anni ’20 esistevano 3 discipline distinte e autonome tra loro (dottrine minori):

  • L’organizzazione: studia quali sono le composizioni più convenienti delle forze personali, materiali e immateriali operanti nell’azienda, soprattutto fattore lavoro (selezione del personale, assunzione, remunerazione, modalità di utilizzo del personale);
  • Tecniche amministrative (gestione): studia l’insieme delle operazioni economiche compiute per il raggiungimento dei fini prestabiliti;
  • Ragioneria: studia la conversione della dinamica aziendale in simboli e numeri e riconversione di questi in andamenti finanziari ed economici.

L’economia aziendale nasce dal coordinamento delle dottrine minori.

Struttura dell’economia aziendale

1. Impostazione di Gino Zappa (originaria): secondo lui nasceva dal semplice collegamento delle dottrine minori (organizzazione, gestione e rilevazione o ragioneria).

2. Impostazione di Alberto Ceccherelli: lascia intatte le relazioni tra le dottrine minori ma interpreta anche l’economia aziendale come una scienza propedeutica rispetto alle dottrine minori. L’economia aziendale racchiude le teorie a carattere più generale dell’azienda (classificazione aziende, teoria dell’equilibrio economico dell’azienda). L’economia aziendale serve per procedere lo studio delle dottrine minori e le dottrine minori influenzano le teorie generali dell’economia aziendale quindi devono sempre essere riviste.

Lezione 10:30 16/09/20

Art. 2555 concetto diverso da quello economico

Azienda

(Giannessi, 1960, l’azienda di produzione originaria) Giannessi è consapevole di non poter dire cosa sia l’azienda ma di poter dire come la intende lui stesso.

“È un’unità elementare dell’ordine economico generale, dotata di vita propria e riflessa, costituita da un sistema di operazioni che scaturiscono dalla combinazione di particolari fattori e dalla composizione di forze interne ed esterne, nel quale trovano realizzazione i fenomeni della produzione, della distribuzione e consumo per il conseguimento di un determinato equilibrio economico a valere nel tempo.”

  1. È un’unità elementare dell’ordine economico generale, dotata di vita propria e riflessa: ordine economico generale = sistema economico formato da operatori economici che quindi svolgono le operazioni economiche (consumatori, aziende), unità elementare = è una cellula del sistema economico come anche gli individui, dotata di vita propria e riflessa = ha vita autonoma ma risente anche dell’ambiente circostante in quanto è un sistema aperto che stabilisce relazioni con soggetti che le ruotano attorno (clienti, fornitori, finanziatori, PA, dipendenti, azionisti…)
  2. È costituita da un sistema di operazioni, che scaturiscono dalla combinazione di particolari fattori e dalla composizione di forze interne ed esterne: operazioni = attività che l’azienda compie nel tempo, sistema = insieme di elementi interagenti tra loro.
    Le operazioni possono essere:
    • Finanziamento
    • Cessione
    • Produzione (trasformazione)
    • Acquisizione
    Fattori = lavoro e capitale sono i fattori primigeni (a livello più generale), infatti il capitale può essere visto come denaro o macchinari, impianti, attrezzature… composizione di forze interne ed esterne = le forze interne si generano di conseguenza al processo combinatorio dei fattori, mentre quelle esterne scaturiscono da elementi estranei all’unità produttiva. L’obiettivo è stabilire relazione adeguate con i soggetti che ruotano intorno all’azienda.
  3. Vi trovano realizzazione i fenomeni della produzione, della distribuzione e del consumo: Produzione = non si riferisce solo alle aziende industriali ma a tutte le aziende perché si intende la produzione di nuova ricchezza. (imprese di qualsiasi genere) Consumo = include anche le aziende di consumo come ad esempio le famiglie.
  4. Ha per scopo il conseguimento di un determinato equilibrio economico a valere nel tempo: rapporto tra sacrificio (costi) e ritorno (ricavi) di ricchezza nel lungo periodo (ricavi devono coprire i costi e devono essere anche in grado di remunerare).

L’obiettivo di un’azienda è perdurare nel tempo riuscendo anche a svilupparsi per mantenersi un centro d’impiego e produttrice di ricchezza.

Classificazioni aziende

Criterio discriminante: funzione economica

  • Aziende di produzione: la funzione dominante è quella di produrre nuova ricchezza. (impresa)
  • Aziende di erogazione: la funzione dominante è quella di consumare nuova ricchezza.
    • Azienda di consumo: i beneficiari sono interni all’azienda (famiglia);
    • Azienda di erogazione in senso stretto: i beneficiari sono esterni all’azienda. Esempi sono le fondazioni e associazioni le quali sono strumenti giuridici finalizzati al soddisfacimento diretto degli associati e di altri soggetti stabiliti dalle norme o dall’atto costitutivo della fondazione/associazione stessa.
  • Aziende composte: non prevale né l’una né l’altra. Comprese in questa categoria sono le aziende pubbliche o le aziende sanitarie locali che offrono servizi richiesti dai cittadini.

Criterio discriminante: soggetto economico – colui che detiene le leve del potere nell’ambito aziendale (indirizza e controlla l’azienda individuando le strategie e prendendo le decisioni più importanti). Il suo potere può essere esercitato in modo diretto o indiretto. Riguardo al primo è egli stesso che governa l’azienda. Nel secondo caso egli si avvale di amministratori nominati da lui a cui delega l’attuazione di decisioni da lui assunte avvalendosi delle attività di supervisione.

  • Aziende individuali, il soggetto economico è il titolare quindi corrisponde con quello giuridico.
  • Società di persone, il soggetto economico corrisponde con i soci amministratori. Nelle società in nome collettivo, esso è rappresentato da tutti soci salvo quando l’atto costitutivo stabilisca altro. Nella società in accomandita semplice il soggetto economico è rappresentato dai soci accomandatari.
  • Società di capitali, per quanto riguarda la società per azioni si identifica il soggetto economico con il capitale di comando. Esso è la parte del capitale di rischio che rappresenta la maggioranza del capitale. La maggioranza può essere assoluta (50%+1 azione con diritto di voto) o relativa, ovvero che non raggiunge i suddetti livelli ma permette ugualmente all’azionista di prevalere in assemblea. Quest’ultimo caso si verifica quando il capitale è particolarmente diffuso e suddiviso in molti piccoli soci incapaci di coalizzarsi. Nel caso della maggioranza relativa, la proprietà subisce il rischio da parte di terzi di acquisire il controllo in quanto i soci minori potrebbero coalizzarsi tramite patti parasociali e raggiungere la maggioranza.

Il soggetto economico quindi non si identifica in un’unica forza ma in molte come: il capitale di comando, top management, il fattore lavoro e altre forze esterne. Nelle società individuali quindi il soggetto economico è composto dal titolare e dai finanziatori e fornitori che si impegnano a sostenere l’azienda solo se essa segue determinati indirizzi gestionali. Nelle aziende di grandi dimensioni le leve del potere oltre ad essere nelle mani del capitale di proprietà, è anche nelle mani dei manager che concorrono con la proprietà nell’esercizio del controllo.

Nel caso delle public company (capitale polverizzato) addirittura il top management resta l’unico soggetto economico. Questo si presenta un problema in quanto l’alta direzione prende il sopravvento sulla reale proprietà dell’azienda quindi sono stati introdotti degli interventi per la salvaguardia di quest’ultimo: piani di stock option, che attribuiscono ai manager il diritto di acquistare o sottoscrivere azioni della società a condizioni vantaggiose. L’assegnazione può avere luogo in diversi modi: cessione di azioni già in circolazione o aumento di capitale a titolo gratuito o a pagamento. In questo modo il manager diventa azionista quindi si crea una convergenza tra proprietà e manager.

In altri casi può entrare a far parte del soggetto economico il fattore lavoro, grazie anche all’art. 46 della costituzione che però in Italia non è stato realizzato a differenza di altri paesi europei. Altre forze esterne possono essere clienti, fornitori e finanziatori. Nel caso dei finanziatori, quando finanziano in modo significativo l’azienda impongono come contropartita di esercitare il controllo soprattutto quando l’azienda si trova in crisi. Molte volte i finanziatori assumono decisioni non sempre coerenti con gli interessi economici dell’azienda stessa quindi le aziende sottocapitalizzate corrono questo rischio. Nel caso dei fornitori soprattutto considerando le aziende di grandi dimensioni essi dipendono fortemente dall’azienda quindi quest’ultima può condizionare i fornitori ad entrare nel soggetto economico così da avere un potere contrattuale più elevato.

La composizione del soggetto economico può mutare nello spazio e nel tempo quindi ogni combinazione produttiva ha il suo soggetto economico che non è facile individuare per la presenza del mix di forze. Alla figura del soggetto economico si lega quella del soggetto decisionale: insieme di persone operanti in azienda che assumono decisioni di ogni genere e livello. Il soggetto economico è quindi un sottoinsieme del soggetto decisionale. La non coincidenza di tali soggetti porta a riscontrare comportamenti opportunistici delle diverse forze che si manifestano con la mancata corrispondenza delle azioni e le direttive del soggetto economico.

Criterio discriminante: soggetto giuridico – soggetto a cui fanno capo diritti e obbligazioni derivanti dall’attività aziendale, ossia colui che assume la titolarità dell’azienda.

  • Aziende individuali: il soggetto giuridico si identifica con il titolare. Non vi è nessuna autonomia tra patrimonio sociale e del titolare, ovvero i creditori sociali sono in uguale tempo e misura creditori personali del titolare, possono quindi rifarsi sia al patrimonio del titolare che quello dell’azienda.
  • Aziende collettive: più soggetti comproprietari dell’azienda. Esse possono essere:
    • Società di persone: sono la società semplice, la società in nome collettivo e la società in accomandita semplice. L’autonomia patrimoniale è imperfetta, ossia i creditori sociali devono prima attingere al patrimonio della società e se non è sufficiente, a quello personale dei soci. I creditori personali devono avvalersi al patrimonio personale del socio con la possibilità di chiedere la liquidazione della quota societaria del socio debitore, in caso di proroga della società. Il soggetto giuridico è rappresentato dalla società e solo in via sussidiaria dai soci.
    • Società in accomandita semplice: si individuano due tipi di soci:
      • Accomandatari e accomandanti. I primi rispondono illimitatamente (con il loro intero patrimonio) per le obbligazioni sociali in via sussidiaria. Essi però hanno il diritto di amministrare l’azienda. I secondi non hanno diritto ad amministrare l’azienda ma rispondono limitatamente al capitale conferito.
    • Società in nome collettivo: i soci sono chiamati solidalmente a rispondere per le obbligazioni sociali in via sussidiaria.
    • Società di capitali: più soggetti comproprietari dell’azienda. Sono la società in accomandita per azioni, la società per azioni e la società a responsabilità limitata. La personalità giuridica viene acquistata con l’iscrizione nel registro delle imprese. In queste società l’autonomia patrimoniale è perfetta, ovvero che i creditori sociali possono attingere solo al patrimonio della società e non a quello personale del socio debitore.
      • Società in accomandita per azioni: i soci accomandatari sono responsabili illimitatamente e solidalmente per le obbligazioni sociali in via sussidiaria rispetto al capitale dell’azienda. Quindi il soggetto giuridico è rappresentato dalla società e dai soci accomandatari.

Il soggetto giuridico quindi muta in relazione alla forma giuridica e può cambiare nel tempo considerando la forma giuridica.

Criterio discriminante: tipo di attività

  • Aziende industriali: trasformare materie prime in prodotti finiti. Essi sono destinati al consumo o ad essere impiegati come beni strumentali.
  • Aziende commerciali: trasformare i prodotti nel tempo e nello spazio realizzando un adattamento quali-quantitativo delle merci acquistate.
  • Aziende di servizi: quali ad esempio aziende di trasporto, banche, assicurazioni…

Criterio discriminante: dimensione: concetto indeterminato in quanto non è possibile definire in modo univoco la classificazione secondo questo criterio. È possibile dare dei parametri convenzionali ma potrebbero cambiare. I parametri possono essere:

  • Strutturali: dividono le aziende secondo la loro struttura (sistema di risorse).
    • Quantitativo-fisici: numero dei dipendenti, capacità produttiva impianti.
    • Quantitativo-monetari: capitale lordo di funzionamento, investimenti in capitale fisso (immobilizzazioni materiali, immateriali, finanziarie).
  • Operativi: riguardano all’attività che svolge l’azienda.
    • Quantitativo-fisici: volume produttivo.
    • Quantitativo-monetari: fatturato, dividendo erogato…
  • Relazionali: riguardano il rapporto tra l’azienda e l’ambiente (stakeholders)
    • Quantitativo-fisici: ampiezza degli sbocchi, quota di mercato.

Aziende piccole, medie e grandi: non esiste una dimensione perfetta ma una dimensione più conveniente: l’importante è che l’azienda abbia il requisito dell’economicità del sistema operativo.

Economie di scala: all’aumentare della dimensione il costo dell’unità prodotta diminuisce.

Criterio discriminante: dislocazione e specie di attività

  • Aziende indivise: ha un unico centro produttivo in una determinata area geografica.
  • Aziende divise: ha più centri produttivi dislocati sul territorio.

Lezioni 22/09/20

Profili di osservazione

Da cui è possibile osservare la formazione aziendale

1° Profilo – Struttura: sistema di

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

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