Università degli Studi di Perugia 2014/2015
Filippo Martini
Merceologia
Il ruolo delle scienze merceologiche
La merceologia è la disciplina che si occupa di studiare la produzione, le caratteristiche e l’uso delle merci. Si parla delle imprese che hanno un’attività di import-export, considerando l’Unione Europea come un’unica entità (a 28 stati) negli scambi con i paesi terzi. Nella merceologia si tiene conto delle recenti disposizioni normative dell’UE, le quali hanno subito notevoli cambiamenti al fine di adeguarsi alle nuove esigenze dell’attuale contesto economico-commerciale.
Una branca della merceologia è la merceologia doganale, che è lo studio di quanto è oggetto di scambio internazionale, considerato da un punto di vista legato alla sua immissione al consumo dopo l’attraversamento di una linea doganale, delle modalità di tale attività e dei problemi che ne conseguono. Tale branca della merceologia è dovuta dalla diversa negoziazione delle merci che può avvenire sia all’interno di un territorio doganale sia tra paesi diversi separati da una linea di dogana.
Globalismo, globalità, globalizzazione
- Globalismo: Il mercato mondiale rimuove o sostituisce l’azione politica. Questa corrente crede che la globalizzazione abbia una sola dimensione economica (riduzione della multidimensionalità della globalizzazione alla dimensione economica e subordina le altre, ecologica, culturale, politica e civile), impossibile da influenzare, e che il mercato si autoregoli nel migliore dei modi senza l’aiuto dello Stato che, inoltre, deve lasciare che l’economia e la società si regolino da soli. Sancisce il primato dell’economia sulla politica.
- Globalità: Percezione di vivere in una società globale; tutto quello che avviene nel nostro pianeta non è un evento isolato localmente, perciò le azioni, le organizzazioni e le istituzioni vanno adattate al concetto “locale/globale”.
- Globalizzazione: Processo di interdipendenza economica, sociale, culturale, politico e tecnologico, i cui effetti, positivi e negativi, hanno una rilevanza planetaria, tendendo ad uniformare il commercio, le culture, i costumi e i pensieri. Questo significa anche non Stato mondiale, cioè società mondiale senza Stato mondiale e senza governo mondiale, dove gli strumenti di politica economica adottati dai singoli Stati perdono efficacia (tasso d’interesse, tasso di cambio e interventi di politica fiscale).
La delocalizzazione produttiva delle merci
Per delocalizzazione produttiva si intende la produzione dislocata in regioni o stati diversi da quello di origine: alcune fasi produttive possono essere totalmente delocalizzate in luoghi ritenuti più adatti. Sempre più spesso gli operatori economici dei paesi sviluppati fanno ricorso a tale fenomeno, andando a investire e collocando parte della propria attività, prevalentemente quella a più bassa intensità di capitale, in aree caratterizzate da costi industriali inferiori alle aree di origine. Questa divisione internazionale dell’attività produttiva contribuisce all’espansione dei traffici commerciali doganali.
Alla delocalizzazione si contrappone la localizzazione produttiva e l’internalizzazione, che riguardano i processi di adattamento di un prodotto, pensato e progettato per un mercato o un ambito definito, ad altri mercati o ambiti esteri. La localizzazione riguarda l’aggiunta di particolari caratteristiche che permettono di utilizzare i prodotti in specifici mercati o ambiti locali; invece, l’internalizzazione consiste nell’adattamento dei prodotti per un utilizzo più generale, al di fuori del mercato o ambito in cui sono stati progettati i prodotti stessi.
La scelta dell’internalizzazione, di importanza strategica per il nostro sistema produttivo, è praticamente obbligata per le imprese che vogliono svilupparsi, confrontandosi in un contesto competitivo sempre più ampio.
Le aree di libero scambio, l’unione doganale, l’Unione Europea
- Aree di libero scambio: È un accordo di integrazione economica, in cui i paesi concordano di eliminare dazi e quote tariffarie su parte o tutti i beni tra loro scambiati, tramite un accordo di libero scambio. Quindi, tra gli stati contraenti non ci sono imposizione daziarie sulle merci commercializzate, in quanto ciascun paese è libero di imporre diritti doganali sulle merci provenienti da paesi terzi. Lo scopo della creazione di tali aree è quello di eliminare gli ostacoli tariffari tramite una cooperazione economica commerciale.
- Le aree di libero scambio più importanti sono:
- EFTA: sorta tra paesi europei nel 1959.
- UMA: comprende stati asiatici, creata nel 1989 con lo scopo di creare una stabilità regionale, migliorare il coordinamento politico e inserire gradualmente la libera circolazione dei beni, servizi e dei fattori di produzione tra gli stati membri.
- NAFTA: creata nel 1993 tra i paesi del nord America, sulla base di un precedente accordo di libero commercio tra USA e Canada (FTA). Lo scopo è che i beni e i servizi di un paese aderente all’accordo non devono essere sottoposti a trattamenti diversi da quelli riservati agli stessi beni nazionali.
- ASEAN: creata nel 1967 tra i paesi del sud-est asiatico, ed ha lo scopo di accelerare la crescita economica e di promuovere la pace e la stabilità regionale.
- MERCOSUR: nato nel 1991 da alcuni paesi dell’America latina, viene considerato però come un’unione doganale.
- L’unione doganale: È un accordo commerciale (preferenziale) tra paesi che aderendo fanno sì che vengano abbattute le barriere commerciali che impediscono la libera commercializzazione delle merci con l’istituzione di una tariffa doganale esterna comune. Quindi gli stati contraenti adottano una tariffa doganale uguale per le merci provenienti da paesi terzi. Il principale problema alla base della costituzione di un’unione doganale è l'esistenza di costi causati dalla diversione commerciale, ossia l'invio delle merci da una destinazione autorizzata ad un'altra non sottoposta all'approvazione delle autorità competenti.
- La differenza tra l’unione doganale e l’area di libero scambio, è che anche se entrambe sono accordi commerciali, i membri di un'area di libero scambio non hanno la stessa politica doganale verso i paesi non membri, ciò significa che ciascun paese membro può applicare differenti dazi o quote tariffarie a paesi non-membri.
L’Unione Europea
L’UE è un’unione politica ed economica di carattere sovrannazionale, che è formata dai 28 stati membri del continente europeo. Essa è un’unione tra stati sovrani che esercita un potere pubblico (affari esteri, politica economica…). A tale nome si è arrivati con il trattato di Maastricht nel 1992.
Come detto l’Unione Europea è caratterizzata dalla presenza di 5 istituzioni sovrannazionali:
- Parlamento: Eletto dai cittadini degli stati membri (organo controllo democratico, con funzione legislativa).
- Consiglio: In rappresentanza dei governi degli stati membri (funzione legislativa).
- Commissione: Motore ed organo esecutivo.
- Corte di giustizia: Garantisce la conformità con il diritto.
- Corte dei conti: Verifica la gestione del bilancio UE, che deve essere sano e corretto.
Tali istituzioni sono affiancate da altri 5 organi:
- Comitato economico e sociale europeo: È il portavoce delle opinioni della società civile.
- Comitato delle regioni: È il portavoce delle opinioni degli enti regionali e locali.
- Banca centrale europea (BCE): Responsabile della politica monetaria e della gestione dell’euro.
- Mediatore europeo: Tratta le denunce presentate dai cittadini contro i casi di cattiva amministrazione nell’azione di un’istituzione o di un organo UE.
- Banca europea degli investimenti: Contribuisce al conseguimento degli obiettivi UE tramite il finanziamento di progetti di investimento.
Compiti delle istituzioni sovrannazionali
Parlamento europeo: È l'assemblea legislativa dell'Unione europea insieme al Consiglio dell'Unione europea, costituisce una delle due camere che esercitano il potere legislativo nell'Unione. Esso rappresenta i cittadini dell’unione europea in quanto è eletto da questi, con suffragio universale ogni 5 anni. Esso ha diverse funzioni:
- Discutere e approvare le normative europee;
- Controllare le altre istituzioni dell’UE per accertarsi che agiscano democraticamente;
- Discutere e adottare il bilancio dell’UE.
Il numero degli europarlamentari è calcolato in funzione della popolazione di ciascuno di essi, ogni paese può contare da un massimo di 96 a un minimo di 6 deputati per un totale di 750 deputati più il presidente. I gruppi parlamentari sono organizzati in base allo schieramento politico.
Consiglio dell’Unione Europea: Denominato anche consiglio dei ministri europei, rappresenta tutti i governi degli stati membri, i ministeri di tutti i paesi dell’UE si riuniscono per adottare le normative e coordinare le politiche. Detiene - insieme col Parlamento europeo - il potere legislativo nell'ambito dell'Unione europea.
Le sue funzioni sono:
- Approva la legislazione dell’UE;
- Coordina le politiche economiche dei paesi membri;
- Firma gli accordi tra l’UE e gli altri paesi;
- Approva l’annuale bilancio dell’UE;
- Elabora la politica estera e di difesa dell’UE;
- Coordina la cooperazione fra i tribunali e le forze di polizia nazionali degli stati membri.
Non ci sono membri fissi, ma ad ogni riunione, ogni paese è rappresentato dal ministro responsabile della materia di cui si tratta; le discussioni e le votazioni sono pubbliche e l’approvazione avviene a doppia maggioranza, ad eccezione delle decisioni importanti che richiedono l’unanimità.
Non deve essere confuso col Consiglio d'Europa, che è un'organizzazione internazionale del tutto indipendente dall'Unione europea che riunisce tutti i capi di Stato e di governo; e inoltre, va tenuto distinto, dal Consiglio europeo, che (benché strettamente collegato) è un diverso organo dell'Unione europea.
Commissione europea: È l’organo esecutivo e promotrice del processo legislativo, è composta da un delegato per stato membro (commissario), a cui è richiesta la massima indipendenza dal governo nazionale che lo ha indicato. La Commissione rappresenta e tutela gli interessi dell'UE nella sua interezza; avendo il monopolio del potere di iniziativa legislativa, propone l'adozione degli atti normativi comunitari, la cui approvazione ultima spetta al parlamento europeo e al Consiglio dell’Unione europea.
Il presidente viene nominato dal consiglio, mentre i commissari dal consiglio e dal presidente, ed entrambi vanno approvati dal parlamento.
Le sue funzioni sono:
- Propone atti legislativi;
- Gestisce il bilancio e concede finanziamenti;
- Controlla che venga applicato il diritto dell’UE;
- Rappresenta l’UE a livello internazionale.
Corte di giustizia: Ha il compito di fare rispettare il diritto europeo, il quale deve essere applicato uniformemente in tutti i paesi dell’UE. Essa è composta da un giudice per ogni stato membro e da nove avvocati nominati di comune accordo dai governi degli stati membri. Si pronuncia su:
- Rinvio pregiudiziale;
- Ricorso per inadempimento;
- Ricorso di annullamento;
- Ricorso di carenza;
- Ricorso diretto.
La corte è aiutata nelle decisioni da un tribunale, che si pronuncia sulle cause presentate dai cittadini o imprese, in materia di concorrenza. Per ogni caso sottoposto al giudizio della corte vengono designati un giudice e un avvocato e il procedimento viene diviso in due fasi: una scritta, dove vengono presentati dalle parti documenti scritti; e una orale, dove vi è una pubblica udienza, in cui l’avvocato espone le sue conclusioni e il giudice emette la sentenza.
Corte dei conti: Verifica il finanziamento delle attività dell’UE. Essa deve migliorare la gestione finanziaria dell’UE e riferire in merito all’uso dei fondi pubblici. Dal momento che la corte dai controlli scopre delle frodi o delle irregolarità ne informa gli organi competenti, in quanto non ha poteri giuridici propri. È composta da un membro per ogni paese e da un presidente nominato dai membri.
Le sue funzioni sono:
- Presentare al parlamento europeo e al consiglio una relazione annuale sull’esercizio precedente;
- Esprimere dei pareri sulla legislazione finanziaria della UE;
- Ispezionare le istituzioni europee, i paesi membri e quelli che beneficiano delle sovvenzioni UE.
Compiti degli organi dell’Unione europea
Comitato economico e sociale europeo: Rappresenta la società civile, i datori di lavoro e i lavoratori, è un forum di discussione sulle questioni legate al mercato unico. Ha come compito quello di offrire ai gruppi di interesse (sindacalisti) la possibilità di esprimersi sulle proposte legislative dell’UE. È composto da membri provenienti dai gruppi di interesse economico e sociale di tutta Europa, nominati dai governi nazionali e dal consiglio dell’UE.
Comitato delle regioni: Rappresenta le autorità regionali e locali, il suo compito è quello di far sì che la legislazione dell’UE tenga conto della prospettiva locale e regionale. Anche esso è composto da membri provenienti da tutti i 28 paesi, e sono nominati dal consiglio.
Banca centrale europea (BCE): È responsabile della politica monetaria europea. I suoi obiettivi sono quelli di mantenere la stabilità dei prezzi e mantenere stabile il sistema finanziario. Le banche centrali dei vari paesi membri più la BCE vanno a formare il SEBC. La BCE è costituita dal: comitato esecutivo; il consiglio direttivo; e, il consiglio generale.
Mediatore europeo: Indaga sulle denunce contro organi istituzionali, uffici e agenzie dell’UE, esso è eletto dal parlamento.
Banca europea degli investimenti: Finanzia i progetti d’investimento dell’UE e sostiene le piccole e medie imprese attraverso il fondo europeo per gli investimenti. Essa assume prestiti sui mercati dei capitali e concede prestiti.
Gli organi dell’UE sono competenti ad emanare i seguenti atti:
- Regolamenti;
- Direttive;
- Decisioni;
- Raccomandazioni e pareri.
Il regolamento si sostituisce e si sovrappone alla regolamentazione interna dei singoli stati membri; ha portata generale, è obbligatorio in tutti i suoi elementi ed è direttamente applicabile in ciascuno degli stati membri. Entra in vigore a seguito della semplice pubblicazione nella GU della comunità, trascorsa una vacatio legis di venti giorni, oppure entro un limite di volta in volta stabilito. Esso è uno strumento di attuazione immediata del potere normativo conferito alle istituzioni sovrannazionali dai trattati.
La direttiva riguarda il risultato da raggiungere, salvo restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma ed ai mezzi per trasformarle in norme di dettaglio. Essa è il provvedimento che gli stati membri devono adottare per realizzare gli obiettivi comunitari.
Le decisioni hanno portata concreta, è un atto vincolante e quindi il soggetto a cui è destinata è tenuto ad osservarla, acquista efficacia con la notifica ai loro destinatari. Quindi, tramite le decisioni le istituzioni decidono se qualcuno deve agire o astenersi dall’agire imponendo obblighi e diritti.
I pareri sono atti di diritto comunitario derivato che tende a fissare e a rendere noto il punto di vista dell’istituzione che lo emette in ordine ad una questione.
Infine, troviamo le raccomandazioni, esse hanno lo scopo di far sì che il destinatario tenga un certo comportamento. Questi ultimi due atti elencati hanno tra di loro punti in comune:
- Privi di vincolo normativo, in quanto sono provvedimenti non normativi;
- I loro contenuti sono presi in considerazione dalla corte ai fini dell’interpretazione delle norme comunitarie;
- Non contengono obblighi giuridici nei confronti dei destinatari.
Oltre a dei punti in comune ci sono anche delle differenze, che sono le seguenti:
- Da un punto di formale i pareri vengono richiesti agli organi comunitari, mentre le raccomandazioni provengono da autorità degli organi comunitari;
- Da un punto di vista sostanziale, i pareri permettono di pronunciarsi in modo non vincolante senza imporre obblighi giuridici, mentre le raccomandazioni consentono di seguire una linea di condotta riguardo problemi di carattere più ampio.
Il trattato di Maastricht
Il trattato sull’Unione Europea (TUE), firmato a Maastricht il 7 Febbraio del 1992 dai 12 paesi che allora facevano parte della comunità europea, è entrato poi in vigore il 1 Novembre del 1993. Fissa le regole politiche e i parametri economici necessari per l’ingresso dei vari stati nell’UE. L’Unione Europea da esso creata è costituita da tre pilastri:
- Il primo pilastro