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Storia del cinema – Parte 106 e 07/10

Programma 9 CFU

Modulo 1 (6 CFU)

Fin dalle sue origini il cinema ha raccontato eventi storici. Il primo film italiano, La presa di Roma (1905), narra l’assalto dei bersaglieri a Porta Pia. Negli anni successivi il genere storico si afferma al punto da garantire all’industria cinematografica nazionale una diffusione e un’influenza mondiali. Le rappresentazioni proposte, però, restituiscono più un’idea del clima politico dell’Italia giolittiana che una descrizione fedele dei fatti raccontati. Sarà sempre così: da 1860 (1934) di Blasetti a Noi credevamo (2011) di Martone, da Ottobre (1927) di Ejzenstejn a Reds (1981) di Beatty, da Nascita di una nazione (1915) di Griffith a Lincoln (2012) di Spielberg, il cinema non smetterà mai di raccontare il presente attraverso il passato.

Il corso considererà i film storici come dei tentativi di ricostruzione delle mentalità e delle forme di vita di altre epoche dietro i quali si scorgono le istanze politiche e culturali del momento in cui sono stati realizzati.

Modulo 2 (3 CFU)

Cinema e storia: studi di caso

In questo modulo saranno analizzati alcuni film storici.

  • Rappresentazione della storia del cinema
  • La presa di Roma (1905): primo film italiano → narra l'assalto dei bersaglieri a Porta Pia. Negli anni successivi il genere storico si afferma al punto da garantire all'industria cinematografica nazionale una diffusione e un'influenza mondiale. Le rappresentazioni proposte, però, restituiscono più un'idea del clima politico dell'Italia giolittiana che una descrizione fedele dei fatti raccontati. (1905 – 1960). Apre la strada dal punto di vista sia formale che tematico ai kolossal degli anni successivi in cui eccelle l'industria cinematografica italiana.

Testi di riferimento

  • Gianni Rondolino, Dario Tomasi, “Manuale del film. Linguaggio, racconto, analisi” (Torino, Utet, 2011) [A fine volume c'è una sequenza di analisi del montaggio di un film]
  • Pierre Sorlin, “Ombre passeggere. Cinema e Storia” (Venezia, Marsiglia, 2013)
  • Appunti
  • Dispensa “Cinema e storia”: studi di caso, analisi di film (contenuta nella sezione materiale didattico 15/16 – cdl in lettere, beni culturali)
  • Conoscenza approfondita di 5 film a scelta da analizzare trattati a lezione o nei volumi in bibliografia. (Scegliere delle sequenze, consigliate prima e ultima)

Perché si studia la storia del cinema all'università?

Per l'importanza che il cinema ha raggiunto a livello di massa (il fenomeno del cinema ha avuto un grande impatto sociale). Si pensava di essere a contatto con delle sperimentazioni scientifiche all'esordio dei fratelli Lumière (28 dicembre 1895). Solo dopo si è cominciato a vedere il cinema come un qualcosa che potesse produrre arte [anche la musica è stata apprezzata più tardi perché si diceva che turbasse i sensi (1600)] → Negli anni '50 era definito il cinema come una forma d'arte, importante espressione artistica da studiare e mantenere in considerazione.

Già alla fine del 1910 in Italia si cominciano a vedere all'interno del mondo intellettuale critici (come D'Annunzio) che si iniziano ad interessare di cinema, mettendo da parte ciò che era più classico e avvicinandosi a ciò che era più contemporaneo. Il caso di D'Annunzio è un po' particolare: è sempre stato un grande provocatore. Da una parte si faceva considerare un grande intellettuale/artista e dall'altra un interprete della mondanità. Questo è uno dei fondamenti del suo successo. Nel 1908 dice che il cinema ha delle potenzialità estetiche inespresse. Può permettersi di dirlo perché godeva di grande credito nell'ambito letterario. Poi collaborerà alla produzione del film “Cabiria” partecipando solo alle didascalie e ai nomi dei personaggi, però poi chiederà al regista di far comparire il suo nome sulla locandina. Tutti parlavano di quel film.

1914 – Film storico italiano più celebre (“Cabiria”) ambientato nel Nord Africa durante le guerre Puniche. Nel 1911 – Primo lungometraggio nel 1913 – Sono tanti i lungometraggi.

Crisi del teatro

I biglietti per il cinema costavano meno ed il cinema cominciava ad essere qualcosa di attraente. Molti critici si schieravano contro il cinema (<< mezzo volgare >>) (Verga non poteva tollerare che il suo nome fosse associato al cinema sebbene scrisse delle sceneggiature) ma non tutti condividevano questa opinione e ne hanno una positiva Prezzolini e Marinetti.

Sono dunque favorevoli al cinema

  • Giuseppe Prezzolini: plaude al sempre crescente processo del cinema dicendo che così farà scomparire il teatro commerciale facendo rimanere solo quello d'arte, quello colto.
  • F.T. Marinetti: Il teatro passatista è condannato a morte. Il teatro di varietà è quello che predilige. Il cinema è sinonimo di modernità. Voleva spazzare via la tradizione.

Processo di legittimazione artistica

Questo processo va avanti:

  • Nella seconda metà degli anni '10 nascono vere e proprie riviste indipendenti di cinema che pubblicano recensioni disinteressate, riviste che nobilitano il cinema: “Apollon” e “In Penombra” anche grazie agli interventi di intellettuali come Anton Giulio Bragaglia, fra le altre cos'è direttore artistico della Cines, casa di produzione e distribuzione cinematografica.
  • Negli anni '20 le riviste di cinema si stabilizzano, diventando mensili o specializzandosi su un solo argomento. Inoltre alcuni quotidiani cominciano a pubblicare rubriche cinematografiche (“Corriere della sera”).
  • 1926 – Una serie di riviste neonate pubblica una gamma di articoli e recensioni; vera e propria testimonianza di opinioni di giovani intellettuali. Viene pubblicata su “Solaria”, importante rivista letteraria, un'inchiesta nella quale si vede il processo scettico e di apprezzamento.
  • 1932 – Assistiamo a passaggi istituzionali: vengono create scuole di cinema e centri sperimentali (1a: scuola di cinematografia come sezione autonoma del conservatorio di Santa Cecilia). Importante per la formazione di nuovi cineasti: nascita della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Lo stato sancisce l'importanza del cinemaRiconoscimento ufficiale → Questo processo è continuato fino a culminare con l'inserimento del cinema nell'Università (di Pisa) → vi insegnava Carlo Ludovico Ragghianti, per il quale il cinema era arte figurativa, che aveva pubblicato dei saggi in cui cercava di legittimare il cinema. Questa cattedra viene affidata a Luigi Chiarini, dirigente del centro sperimentale di cinematografia, nato nel 1935 (Mario Verdone → uno dei pionieri della storiografia cinematografica).

Nozioni tecniche preliminari

L'occhio umano riesce a percepire come movimento continuo una serie di immagini fisse diverse tra di loro se queste gli vengono proiettate in rapida successione. Ciò in base al fenomeno della persistenza retinica, secondo il quale l'immagine di un oggetto sulla retina è percepita più a lungo di quanto duri l'esposizione della retina alla luce dell'oggetto.

I pionieri

  • Joseph Plateau (inventore del fenachistoscopio, un antico strumento ottico che consente di visualizzare immagini animate attraverso una coppia di dischi paralleli rotanti su un asse, uno attraversato da alcune fissure e l'altro con illustrate diverse figure a vari stati di movimento, migliorato poi con lo zootropio), Emile Reynaud (inventore del prassinoscopio, evoluzione dello zootropio, e regista francese di cui ci rimane solo Pauvre Pierrot e Autor d'une cabine; in più vi applica la lanterna magica, il più antico sistema di proiezione di immagini → dà vita al teatro ottico) → finora si riproducono movimenti disegnati, non immagini fotografiche che mostrino movimento. Così, poi, da un lato Eadweard Muybridge, fotografo inglese, fotografa il gruppo di un cavallo mettendo in fila 12 macchine fotografiche lungo il percorso dell'animale, e dall'altro Etienne Jules Marey (inventore francese) è il primo a utilizzare un meccanismo a intermittenza per impressionare la pellicola, creando nel 1882 la prima cinepresa, il fucile fotografico, con il quale puntava gli uccelli ma senza sparare, capace di impressionare 12 fotogrammi al secondo (a lui si deve il primo filmato della storia: La Vague).
  • Negli USA intanto, Thomas Edison, ispirandosi a Marey, crea il Kinetografo in grado di registrare immagini in movimento. Per la visione delle immagini invece viene creato il Kinetoscopio (1891), a fruizione singola, non per pubblico → parallelepipedo con al centro nella parte superiore uno spioncino dove si potevano vedere singolarmente immagini in movimento. Fra i filmati più celebri (di 40 secondi max) c'è Annabelle Serpentine Dance, primo filmato a colori. Edison gira i filmati da proiettare nel kinetoscopio nel suo Black Maria, un teatro di posa che ruota in modo da seguire il sole e avere così la massima quantità disponibile di luce naturale per tutto il giorno.
  • Fratelli Lumière, il cui padre, vedendo il Kinetoscope di Edison, li esorta a creare un sistema simile ma che sia a fruizione collettiva e non individuale, il Cinematographe (permetteva di fare riprese e di “stampare” su pellicola). Prima proiezione pubblica a pagamento: il 28 dicembre 1895, Salon Indien del Gran Café di Parigi → Data ufficiale della nascita del cinema (Sia Edison che i fratelli Lumière proponevano immagini in movimento ma si fa riferimento ai fratelli come nascita del cinema perché il dispositivo cinematografico proietta una proiezione pubblica e non individuale come il Kinetoscope di Edison).

Durante questa proiezione vengono presentati 10 film da 17 metri l'uno:

  • La Sortie des Usines Lumière (19 marzo 1895) [L'uscita dalle officine Lumière] → primo film che è anche il primo documentario, perché non è un'opera di finzione (rappresentazione della quotidianità, della realtà)
  • La Voltige
  • La Peche aux poissons rouges
  • Le Jardinier → primo film comico di finzione (lo si nota anche dal fatto che i personaggi rimangono all'interno del quadro visivo)
  • Le Repas de Bebe

Caratteristiche dei film dei Lumière

C'è continuità nel soggetto inquadrato, c'è un'unica inquadratura fissa, senza montaggio (non esisteva ancora!), profondità di campo estesa, palese rottura della quarta parete perché riproducenti la vita quotidiana: le persone guardano in macchina, salutano. Pochissimi i film di finzione, tra cui spicca l'Innaffiatore innaffiato, che ebbe un tale successo che dopo 6 anni vi fu già un remake, e Demolizione di un muro, con cui i Lumière, riavvolgendo per errore la pellicola senza spegnere il proiettore, scoprono l'effetto inverso (le macerie tornano alla loro struttura originale). Fin da subito i Lumière mandano i loro operatori in vari paesi d'Europa, l'arrivo dei quali sancisce la nascita del cinema in ciascuno di questi. Alexandre Promio, operatore dei Lumière, è il primo a inventare un movimento di macchina posizionando il treppiede su una gondola per una ripresa di Venezia e poi su navi, treni, ecc.


Il primo cinema italiano

Primo film di produzione italiana a essere proiettato in pubblico è “La presa di Roma” (1905) diretto da Filoteo Alberini → narra l'assalto dei bersaglieri a Porta Pia 35 anni dopo l'accaduto. La presa di Roma può dirsi un film storico. Il genere storico sarà molto significativo nella storia del cinema italiano dei primi anni '20. A partire dal 1908 verranno prodotti sempre più film storici fino ad arrivare al capolavoro Cabiria (1914) perché erano considerati i più prestigiosi ed erano molto apprezzati in Italia e all'estero (Gerarchia del prestigio di generi: 4° posto: documentari [chiamati “film dal vero”] – 3° posto: commedia – 2° posto: drammi – 1° posto: film storici [ambientati usualmente nell'antichità: Roma, Grecia, Guerre Puniche]. Esempi: “Gli ultimi giorni di Pompei” (1908), “La caduta di Troia” (1911) di Pastrone).

Film epico-storico più famoso/prestigioso è “Cabiria”, con la partecipazione di D'Annunzio, ambientato nella Cartagine del III secolo, durante le guerre puniche. D'Annunzio viene presentato come l'autore del film, testimoni del film, usa la sua importanza e popolarità culturale sul film. Pastrone è il vero regista del film (mentre nei titoli d'apertura viene accreditata a D'Annunzio) Importanza nella legittimazione culturale del cinema. È effettivo che col cinema si possono produrre opere d'arte. Tende ad impressionare lo spettatore. L'esplosione di un vulcano è ciò che c'è di più spettacolare. Nel cinema europeo viene privilegiata la profondità. Presenza importante: montaggio analitico. Inquadrature lunghe (così lo spettatore ha il tempo di osservare la grandiosità della messinscena e della scenografia) sfruttando la profondità di campo [es. scena di Maciste e Fulvio Axilla: da primo piano → a allargamento inq. Sul popolo] → quando il regista voleva focalizzare l'attenzione dello spettatore su determinati aspetti dello spazio filmico → a livello di spostamento della telecamera c'è uno spostamento lineare permesso dalla carrellata su binari, un'innovazione a partire da questo film. Il film dura 3 ore e per girarlo vengono impiegate centinaia di comparse, scenografie enormi, viene privilegiata un'estesa profondità di campo per valorizzare le mastodontiche scenografie.

1909 – 1914 → saranno realizzati molti film. Il genere storico era il più prestigioso (film borghese, commedie, documentari e film comici). I film storici dicono più del presente che non del periodo storico che stanno narrando. Il cinema non smetterà mai di raccontare il presente attraverso il passato: es. da “Nascita di una nazione” (1915) a “Lincoln” (2012), da “1860” di Blasetti fino a “Noi c'eravamo” di Martone: sono state istanze attuali a spingere la realizzazione di questi film.

Fare film di propaganda → “Scipione l'Africano”: l'anno prima c'è stata la guerra in Etiopia. Film che vogliono mostrare una politica fascista che vuole continuare il lavoro degli antichi romani. Dopo la guerra, l'Italia cercherà di recuperare un posto nel panorama mondiale del cinema, ma la concorrenza dell'America porterà al declino degli anni '20.

Differenza tra film e cinema

Film= la semplice ripresa

Cinema= le tecniche, i luoghi, gli attori, l'insieme di tutto ciò che serve per attuare un film.

Raymond Bellour, “La querelle des dispositifs”, 2012

“La proiezione di un film in sala, nell'oscurità, visione collettiva è la condizione di un'esperienza unica di percezione e di memoria. Solo ciò si può chiamare cinema”. “Al cinema sono dominato dalle immagini, perché lo schermo è più grande di me”.

Artisticità al cinema

Esiste un'essenza artistica del cinema o è stata acquisita solo dopo? È qualcosa di ontologico o storico? Non esiste un'artisticità nei mezzi di produzione.

Analizzare un film

Quando guardiamo un film abbiamo la sensazione di percepire un flusso ininterrotto di immagini e suoni la cui struttura interna ci sfugge.

  • Visione “distratta”: interessata perlopiù al susseguirsi degli eventi e alle loro implicazioni (psicologia dei personaggi, prevedibilità degli accadimenti ecc.)
  • Film esperito come totalità, come flusso ininterrotto di immagini: sguardo sintetico
  • Se si prova invece a cogliere la rete di elementi sulla quale si costruisce il film, la sua logica profonda, se si adotta uno sguardo ravvicinato per osservare singoli aspetti e un punto di vista globale per integrare quegli aspetti nel film: sguardo analitico (il “Close reading” letterario o in italiano “Analisi interna”) = conoscenza profonda del film

Lo sguardo analitico è ottenibile:

  • Rivedendo più volte un film/a una prima visione lo sguardo sarà soprattutto sintetico.
  • Adottando una visione tecnica: se non si conoscono le regole su cui si basa, un film può sembrare un insieme indistinto di azioni, come un gioco che non conosciamo.
  • Conosciute le regole, si tenterà di valutare il modo in cui i singoli elementi si combinano: visione interpretativa.

L'analisi presuppone una visione attenta, tecnica e interpretativa. Visione tecnica: oggettiva. Visione interpretativa: soggettiva (in base a nostre conoscenze e nostra sensibilità). L'analista è come un detective e l'analisi è un'indagine poliziesca sul film. Non esiste un'analisi esaustiva di un film: l'analisi ci costringe a metterci in gioco, perché un film interroga.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alex1395 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del cinema e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Andreazza Fabio.
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