Scienza delle finanze: I tributi nell’economia italiana
Le imposte errariali sul reddito
Le grandezze a cui sono commisurate le imposte dirette sono costituite dal reddito e dal patrimonio personale: redditi da lavoro, profitti, rendite e interessi.
Patrimonio: attività reali e immobiliari.
Reddito di impresa
Il reddito di impresa include non solo i profitti derivanti dalla vendita sul mercato di beni e servizi, ma anche i redditi derivanti da terreni, fabbricati o attività finanziarie. Sono comprese anche plusvalenze e minusvalenze.
Sono presenti molte situazioni al confine tra il lavoro autonomo e l’attività di impresa, impresa familiare, imprenditore agricolo e piccolo imprenditore, che si discostano e godono di maggior tutela di quella dell’imprenditore commerciale.
Soggetto passivo e soggetto inciso
Soggetto passivo: soggetto a cui la legge impone l’obbligo del pagamento del tributo.
Soggetto inciso: soggetto che di fatto sopporta l’onere.
Imposte dirette
Le imposte dirette sono rappresentate da tributi che colpiscono i redditi. Le più importanti sono: IRPEF, IRES e imposte sostitutive.
IRPEF: è un’imposta personale e progressiva sul reddito. Ad essa sono assoggettati tutti i redditi di una persona fisica, ha il carattere della personalità, tiene conto della condizione economica del soggetto passivo ed anche di caratteristiche personali soggettive o del nucleo familiare.
Solo all’interno di un’imposta di tipo personale nel senso attuale a progressività, l'imposta rappresenta lo strumento principale per realizzare in modo efficace obiettivi di redistribuzione del reddito.
Le imposte dirette possono colpire diverse fasi della produzione, distribuzione o impiego del reddito.
Perché affiancare altri tributi, IRES o imposte sostitutive, all’imposta sul reddito?
Realizzare in modo corretto la tassazione dei redditi di impresa.
La produzione di un reddito può avvenire utilizzando forme giuridiche diverse, lavoro autonomo o all'interno di un’impresa. In quest’ultimo caso è probabile che la produzione del reddito aumenti, giornalieri di collaborazione che possono assumere la forma di collaborazione del socio dipendente.
L’attività di impresa può essere gestita in forma individuale o in forma associata. Un reddito pro forma associata richiede una decisione da parte degli organi societari o dei soci relativamente alla distribuzione degli utili. Nel caso in cui questi siano distribuiti, il totale dell’imposta personale unica non incontrerebbe alcuna difficoltà e redistribuzione del reddito viene colpita al momento della distribuzione, ma gli utili possono anche essere trattenuti dalla società incrementando il valore patrimoniale della stessa.
Si pone il problema di come tassarli. Una soluzione possibile è l’erogazione che sono i redditi fossero tutti elementi indipendentemente della distribuzione essi vengono attribuiti ai soci in proporzione. È partecipazione, consiglio insieme agli altri eventuali redditi. È questa il metodo della partnership, nei casi di società persone. Nei casi di società di capital il metodo della partnership risulterebbe tutt’ora in semplice.
Per questo trovano giustificazione imposte come IRES, che gravano sugli utili con i distributi delle società di capital. Qualora tali utili vengano distribuiti, il problema dell’integrazione o tassazione dei redditi di impresa fra una società e in capo ai soci, necessaria al fine di evitare una doppia tassazione, ha diverse soluzioni.
Integrazione completa l’imposta societaria è concepita come acconto dell’IRPEF ed è riconosciuta per credito di impresa se e quando l’utile verrà distribuito. Fra i trattati 2003 il credito di imposta è abbandonata a favore di una parziale doppia tassazione.
Differenziare il trattamento fiscale di alcune categorie di redditi
Nel caso di redditi delle attività finanziarie sono esclusi dall'IRPEF e sottoposti a regimi impositivi sostitutivi, IOS, che prevedono un prelievo di tipo proporzionale. Il contribuente può optare fra regimi di imposta diversi, in alcuni casi comportano l'applicazione di una ritenuta alla fonte a titolo di imposta da parte del soggetto emittente, in altri casi il calcolo e il versamento dell'imposta sono effettuati dagli intermediari finanziari. Il prelievo può riguardare i redditi conseguiti in singole operazioni o essere commisurati all'ammontare complessivo dei redditi di capitale e delle plusvalenze maturate nel periodo di imposta.
In altri casi è il contribuente che deve calcolare e versare l'imposta sostitutiva dovuta al momento della dichiarazione dei redditi. A partire dagli anni ‘80, in seguito alla liberalizzazione dei mercati finanziari e nella fase attuale, con sempre più estesa mobilità dei capitali, l'inclusione delle attività finanziarie nell'imponibile dell'imposta personale incontra sempre maggiori difficoltà, è difficile controllare redditi finanziari che possono essere maturati in qualsiasi posto del mondo. In ogni caso il prelievo non può essere posto a livelli troppo elevati, a causa della concorrenza fiscale di paesi che attraverso la riduzione delle aliquote cercano di attirare risparmi nei propri confini.
L'imposta personale sul reddito: equità
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