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Psicologia dello sviluppo

Introduzione

La psicologia dello sviluppo studia i mutamenti sistematici delle persone dal momento del concepimento fino al momento della loro morte, con diversi approcci. Questi mutamenti sono cambiamenti che possono consistere in un cambiamento incrementale ovvero: crescita, maturazione e apprendimento. C'è una differenza tra apprendimento e maturazione:

  • Apprendimento: avviene quando le esperienze della vita modificano i pensieri, i sentimenti e le abitudini delle persone → il mutamento in quel caso deriva dall'esterno, da fattori ambientali.
  • Maturazione: invece, il soggetto cambia e matura grazie a mutamenti biologici e di conseguenza il cambiamento è geneticamente preordinato → è il corredo biologico che prevede il cambiamento.

I cambiamenti possono essere prodotti reciprocamente da natura o dalla cultura. La psicologia dello sviluppo risponde a domande come:

  • Come cambia una certa caratteristica, abilità al procedere dell'età?
  • Che differenze ci sono tra individui e categorie di individui?
  • Da che cosa dipendono le differenze?

Compiti della teoria dello sviluppo

I compiti della teoria dello sviluppo sono:

  • Descrivere i cambiamenti entro una o più aree di comportamento.
  • Descrivere i cambiamenti nella relazione fra diverse aree del comportamento.
  • Spiegare il corso dello sviluppo di cui si è fatta la descrizione.

La psicologia dello sviluppo è nata dall'esigenza di descrivere lo sviluppo. La domanda oggi non è "come" avviene lo sviluppo ma perché avviene lo sviluppo. Oggi si studia la psicologia dello sviluppo per trovare una spiegazione per cui alcuni individui sviluppano alcune caratteristiche. Lo sviluppo è dinamico.

Nodi principali della psicologia dello sviluppo

  • Lo sviluppo è qualitativo o quantitativo? La risposta sta nel mezzo, ovvero deve essere sia qualitativo sia quantitativo.
  • In che modo la natura o la cultura contribuiscono allo sviluppo?
  • Che cosa si sviluppa?

Storia della psicologia dello sviluppo

La psicologia come disciplina scientifica nasce nel 1879 a Lipsia grazie alla fondazione di un laboratorio da parte di Wundt. Per quanto riguarda la psicologia dello sviluppo non abbiamo una data di inizio vera e propria ma sappiamo che risale a un gruppo di studiosi americani impegnati a capire come la mente si adattava all'ambiente.

I primi che diedero contributi alla psicologia dello sviluppo furono:

  • Darwin in modo indiretto con la sua teoria della selezione naturale che contribuì a focalizzare l'interesse degli psicologi sui rapporti fra individuo e ambiente e sugli effetti che l'ambiente di vita può avere sullo sviluppo della mente e in modo diretto con un'opera.
  • Galton con la sua opera “Il Genio ereditario” nella quale affrontò il dibattito e lo scontro sulla prevalenza dell'influenza sullo sviluppo dei fattori ambientali contro i fattori ereditari. Lui fece prevalere l'importanza dell'influenza dei fattori ereditari.

Negli USA continuarono gli studi con James che sostenne che la psicologia deve fondarsi sullo studio della persona in quanto organismo che si adatta all'ambiente e Hall da cui emergeva che l'adulto aveva una visione inadeguata del bambino, mentre in Europa ci furono gli studi di Simon e Binet che diedero inizio allo sviluppo del comportamentismo e di Freud che si occupò dello sviluppo in maniera retrospettiva.

Negli anni '50 iniziò a prendere avvio il metodo osservativo come metodo sperimentale, e solo successivamente ci si accorse di quanto fosse importante e infatti lo si utilizza ancora oggi.

Approcci nella psicologia dello sviluppo

Ad oggi nella psicologia dello sviluppo possiamo trovare diversi approcci:

  • Approccio comportamentista (comportamentismo): il primo che sostenne questa teoria fu Watson, che in modo radicale sostenne che la psicologia deve avere come unico oggetto di studio il comportamento, che ogni apprendimento è frutto di processi di condizionamento e che la psicologia come scienza non deve utilizzare interpretazioni soggettive del comportamento né il metodo introspettivo, ma solo descrizioni obiettive in termini di stimolo-risposta. Secondo gli studiosi che teorizzarono questa corrente, il comportamentismo studia i cambiamenti da un punto di vista quantitativo: il soggetto ha un ruolo passivo, è plasmato dalle esperienze e dall'apprendimento. Il cambiamento è causato da fattori ambientali e i cambiamenti avvengono in un processo continuo. Alla base della teoria comportamentista sta anche la convinzione che il comportamento umano sia ampiamente condizionato dall'ambiente. Secondo i comportamentisti l'apprendimento si basa su due tipi di condizionamento:
    • Classico: comportamentismo di Pavlov (esempio cani che emettono salivazione non solo dopo aver visto una bistecca ma anche dopo aver udito un suono).
    • Operante: comportamentismo di Skinner: basato sull'operare, agire, modificare l'ambiente per raggiungere un risultato.
  • Teoria dell'apprendimento sociale di Bandura: l'apprendimento secondo Bandura avveniva con l'osservazione, ovvero si parlava di apprendimento imitativo basato sull'osservazione del comportamento degli altri.
  • Approccio innatista: è l'approccio opposto a quello comportamentista portato avanti principalmente da Chomsky. Secondo loro lo studio dei cambiamenti doveva avvenire seguendo un approccio qualitativo: il soggetto era un attivo costruttore delle sue capacità, i fattori di cambiamento sono già presenti nella persona e dipendono dal suo corredo biologico. Per esempio il linguaggio, secondo loro è innato, lo sviluppo di questo è un processo di scoperta di regole già presenti nel loro patrimonio genetico. Il processo di cambiamento risulta essere un processo discontinuo.
  • Teoria della Gestalt: aveva come obiettivo primario individuare le leggi di organizzazione dell'esperienza. Secondo loro la mente umana non è una tabula rasa quando conosce, ma struttura attivamente la realtà conosciuta secondo certe leggi sue tipiche. La convinzione che la conoscenza non sia dovuta a una combinazione passiva di elementi sensoriali, ma sia dovuta a un'opera attiva.
  • Approccio piagetiano: l'oggetto di analisi della teoria di Piaget è lo sviluppo intellettuale nei primi anni di vita e come il bambino passa dall'uso iniziale dei riflessi a un adattamento intelligente all'ambiente. L'interesse generale è l'epistemologia genetica: i problemi generali relativi allo sviluppo della conoscenza. Oggetto di studio è lo sviluppo qualitativo delle strutture dell'intelligenza. Il suo interesse fondamentale fu di tipo epistemologico: egli ha inteso fondare empiricamente una teoria dello sviluppo delle conoscenza. Ha inteso fondare la propria teoria su dati sperimentali. Secondo lui l'intelligenza è il grado maggiore di apprendimento e la conoscenza è una forma di attività che ogni soggetto deve compiere e realizzare, infatti conoscere significa agire sulla realtà. Piaget distingue quattro fasi nello sviluppo dell'intelligenza: l'intelligenza senso motoria, il pensiero simbolico, il pensiero operatorio concreto e il pensiero operatorio formale. Varie sono le critiche a lui rivolte: carenza nella progettazione sperimentale e nell'analisi dei dati, eccesso di teorizzazione, difficoltà di interpretazione dei suoi scritti, sottovalutazione delle capacità innate e interesse più per lo sviluppo di un soggetto ideale che per quello reale. In definitiva Piaget ha offerto un quadro parziale dello sviluppo e non sempre abbastanza fondato sperimentalmente.
  • Lev Semenovic Vygotskij: il nucleo della sua teoria è che i processi psichici superiori hanno una natura sociale. Per Vygotskij i processi psichici superiori sono attività complesse prodotte non solo dai processi naturali di ordine biologico, ma anche dai rapporti culturali dell'individuo. Egli sostiene che le funzioni psichiche, inizialmente naturali, spontanee, si sviluppano in funzioni superiori sulla base della utilizzazione sia di strumenti materiali sia di strumenti culturali, cioè di strumenti che l'individuo utilizza nei suoi rapporti sociali. Vygotskij attribuisce notevole importanza al linguaggio e alla sua funzione di regolazione del comportamento e del pensiero. Nel descrivere lo sviluppo del bambino egli sintetizza l'interazione fra pensiero e linguaggio nelle seguenti tappe:
    • Il comportamento del bambino è regolato dall'adulto.
    • Il bambino stesso si dice a voce alta cosa fare.
    • Il bambino "parla anche nella mente" per regolare il proprio comportamento.
    • Con il linguaggio il bambino struttura anche il proprio modo di pensare.

    Concetto di zona di sviluppo prossimale → ci si riferisce all'insieme di apprendimenti possibili a breve termine che possono permettere ulteriori sviluppi del soggetto. Gli apprendimenti possibili se l'individuo si trova in una situazione favorevole. Questo significa che lo sviluppo è dinamico: dipende dalle caratteristiche del soggetto sia dalle proposte che emergono nella relazione sociale.

  • Psicologia cognitiva: non ha un anno di nascita e nemmeno un fondatore principale, non è nemmeno così compatta come le scuole psicologiche tradizionali. Essa è un insieme di approcci che tendono a condividere alcune posizioni teoriche e metodologiche. A partire dagli anni intorno al 1950 si fece sempre più autorevoli le critiche delle posizioni comportamentiste da parte di giovani studiosi statunitensi. I cognitivisti consideravano il sistema umano come un sistema che elabora le informazioni provenienti dall'esterno (teoria dell'elaborazione dell'informazione). Viene infatti usata la metafora del computer = cercando di spiegare l'attività della mente in termini di trasformazione degli input in output con immagazzinamento a breve o a lungo termine e operazioni sui dati. I temi critici principali furono: la memoria, la risoluzione di problemi, l'intelligenza, la metacognizione, gli studi interattivi cognitivisti sullo sviluppo sociale e comunicativo, le spiegazioni sul funzionamento della mente, le funzioni esecutive e gli studi secondo l'approccio neuropsicologico.
  • Bruner: per lui il comportamento umano è guidato da scopi, piani, strategie di attuazione di controllo proporzionate al contesto. Lo sviluppo dell'intelligenza per Bruner è caratterizzato dal fatto che con lo sviluppo cambiano i sistemi di codifica delle informazioni. Ad esempio dapprima si utilizzano solo le codifiche permesse dalle azioni e successivamente anche quelle iconiche e quelle simboliche. Bruner ha attribuito notevole importanza all'influenza della cultura sullo sviluppo mentale e chiari riferimenti agli studi di Vygotskij, all'influenza del linguaggio sul pensiero. Metacognizione oggetto di studio è come il pensiero controlla se stesso e cosa il pensiero sa di se stesso.
  • Approccio interattivo cognitivista: il primo esponente fu Bowlby che sostenne che la socializzazione è una motivazione primaria fondata su basi biologiche. Ovvero il bisogno di socializzazione farebbe parte su base evoluzionistica della natura umana. L'approccio interattivo cognitivista si caratterizza per i punti che seguono:
    • Trattazione del comportamento sociale in termini diadici, fin dalla nascita le interazioni madre-bambino sono bidirezionali con interscambio reciproco.
    • Necessità di postulare un certo grado di predisposizione sociale innata.
    • Per capire le caratteristiche dell'interazione sociale è importante misurare gli aspetti temporali delle situazioni interattive.
    • Si capiscono anche i processi ovvero come si sono formati i modelli di comportamento.

Periodi dello sviluppo

Periodo prenatale (concepimento-nascita)

Si può suddividere in:

  • Stadio germinale (concepimento – II settimana): avviene l'annidamento dell'ovulo fecondato contro le pareti uterine e avviene la mitosi cellulare, proliferazione cellulare.
  • Stadio embrionale (III settimana – VIII settimana): avviene la formazione delle prime cellule e la loro differenziazione e organizzazione biologica infatti si dividono in cellule che comporranno i tessuti e cellule che andranno a costituire gli organi, si ha la formazione dei primi organi di senso, il sistema circolatorio e nervoso incominciano a formarsi e a funzionare, si formano le braccia e le gambe, i polmoni e il sistema digestivo ed escretorio.
  • Stadio fetale (IX settimana - nascita): suscettibile a eventi teratogeni: sostanze che potrebbero interferire con la formazione di organi. Nei vari mesi che seguono l'embrione si svilupperà completamente: al terzo mese i diversi sistemi sono formati e incominciano a funzionare, al quarto mese il controllo del funzionamento del corpo passa a un sistema centrale, la mamma inizia a sentire i movimenti, le labbra diventano sensibili al tatto e le terminazioni nervose sono più dense, al quinto mese si sviluppano i polmoni, la pelle, i capelli e le unghie e al sesto mese gli occhi si aprono e si chiudono e distinguono la luminosità e iniziano a alternare periodi di sonno a periodi di sveglia, ai 7 mesi il sistema nervoso può controllare il respiro e l'assimilazione e nel cervello si forma il tessuto sensoriale e le attività motorie, il bambino sente dolore e sperimenta il senso del tatto e del suono.

All'inizio della fase fetale compaiono i primi movimenti del feto, visibili attraverso una ecografia. A partire da questo momento il repertorio motorio del feto si arricchisce rapidamente di tutta una serie di pattern e schemi motori.

Il comportamento fetale

  • A 3-4 settimane si sentono i primi battiti cardiaci, a 15 settimane si possono individuare 15 schemi di azione → sviluppano i riflessi: reazioni automatiche involontarie e stereotipate che reagiscono a particolari stimoli, sono un bagaglio di comportamenti complessi automatici finché il sistema nervoso non li controllerà, e ciò avviene intorno al 2/3 mese dalla nascita.

I principali riflessi

  • Di ricerca: se viene toccato sulla guancia gira la testa verso il lato stimolato.
  • Di suzione: se si avvicina un oggetto alla bocca del bambino questo tenderà a succhiarlo.
  • Di moro: quando un bambino percepisce un suono molto forte e improvviso tenderà a irrigidirsi e ad aprire le gambe e tornerà in posizione normale solo quando capirà che il rumore è terminato.
  • Di Babinsky: se si solletica la pianta del piede di un bambino tenderà a stendere e richiudere le dita.
  • Di marcia automatica: se si mette il bambino in posizione eretta su una superficie piana tenderà a marciare in avanti.
  • Di prensione: se si mette un oggetto tra le dita di un bambino tenderà a stringere le mani ed effettuare una presa.

Durante la 24esima settimana ci sarà un controllo più deciso dei movimenti, delle espressioni facciali e regolazione ciclo sonno e sveglia. Alla nascita si effettua il test di Apgar che ci dà informazioni sulla salute del bambino secondo 5 parametri a cui si dà una valutazione su una scala numerica (risultati da 0 a 10) (battito, tono muscolare, respiro, colorito, riflessi).

Sviluppo prenatale del sistema nervoso

  • Proliferazione neurale delle cellule neurali.
  • Migrazione delle cellule in strati specifici.
  • Organizzazione del sistema: c'è una connessione delle cellule.

Sviluppo del sistema nervoso centrale

Alla nascita nel bambino sono presenti il numero di neuroni massimi, ma le sinapsi sono imperfette perché ci sono sovrapposizioni di cellule nervose e manca la mielina, le cellule sono presenti ma manca il sistema di isolamento che permette la comunicazione di segnali elettrici tra le sinapsi. Di conseguenza dalla nascita fino ai 2 anni inizia un processo di mielinizzazione in cui le connessioni vengono rivestite di mielina. Ai 2 anni avverrà quella che si chiama potatura: le cellule neuronali inattive verranno espulse e non si potranno più ottenere. Da quel momento si tenderà a perdere cellule neuronali e non si possono più riacquistare.

Sviluppo motorio del bambino

Avviene lungo due linee di sviluppo:

  • Raggiungere mobilità sempre crescente nello spazio.
  • Tendenza a raggiungere stazione eretta.

Il modo in cui avviene lo sviluppo motorio varia da bambino a bambino dato che i bambini acquisiscono abilità motorie attraverso processi di adattamento:

  • 1 mese: solleva il mento.
  • 2 mesi: solleva il torace.
  • 3 mesi: allunga le braccia e cerca invano di afferrare.
  • 4 mesi: siede con l'aiuto di altri.
  • 5 mesi: siede in grembo e afferra gli oggetti.
  • 6 mesi: siede da solo sul seggiolone, afferra gli oggetti appesi e inizia a interagire con l'ambiente.
  • 7 mesi: siede da solo.
  • Dai 8 ai 15 mesi: acquista capacità di muoversi nell'ambiente. Prima si regge in piedi, poi procede a carponi, cammina se tenuto per mano, si alza in piedi, sale i gradini e a 15 mesi inizia a camminare da solo.

Evoluzione del riflesso di prensione in presa

Inizialmente il riflesso di prensione è involontario e non avviene con il controllo delle dita e dello sguardo, successivamente intorno ai due mesi si sviluppa la presa volontaria, il bambino afferra e prende un oggetto e allo stesso tempo ha il controllo dell'oggetto con lo sguardo.

Fasi dell'infanzia

  • Infanzia (nascita-2 anni): neonato (nascita-1 mese), infante (1 mese – 1 anno), toddler (1 anno-2 anni).
  • Fanciullezza (2-11 anni).
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bagliuz di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e tecniche di osservazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Usai Maria Carmen.
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